Mario Monti
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Mario Monti (1943 – vivente), economista e politico italiano.
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[modifica] Citazioni di Mario Monti
- Avete visto che bella giornata? [la mattina del giorno della sua nomina a Presidente del Consiglio]
- Il giorno dopo la mia nomina [nella Commissione europea] Marco Pannella, che peraltro ho in forte simpatia, organizzò una conferenza stampa per sostenere che "con Monti avevano vinto i poteri forti". La presi a ridere e quando un giornalista mi chiese un commento dissi che di poteri forti non ne conoscevo. Tranne uno, l'Europa e oggi mi fa piacere aver contribuito a renderlo più forte.[1]
- In realtà la posizione dominante di Microsoft ha fatto sì che negli anni chiunque innovasse, anche al margine, penso a Netscape con il browser, a Real Networks con i media player fosse scoraggiato dall'investire. È vero che quando si acquista un auto si trovano già dentro radio e accendino ma non c'è nessun costruttore di auto che abbia il 96% del mercato. [1]
- È un caso in cui l'Europa non è solo uno spazio economico ma è l'Europe puissance cara ai suoi padri. Dimostrando di saper agire anche nei confronti delle grandi aziende del Paese più potente si dimostra che la politica della concorrenza non è un'ideologia che punta a sacrificare i bastioni dell'impresa europea, ma tutela i consumatori europei a 360 gradi. L'Europa è un grande mercato del quale nessun colosso al mondo può fare a meno. La Ge o la Microsoft sono costrette a fare i conti con la Commissione perché non possono permettersi di non essere presenti sul mercato europeo. E ciò dimostra che anche questa è la vera forza dell'Europa unita e non solo il valore delle sue imprese produttive.[1]
- Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c'è una crisi in atto, visibile, conclamata.[2]
- L'Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e – sottolineo in modo particolare – Alcide De Gasperi, e che per sessant'anni abbiamo perseguito, passo dopo passo, dal Trattato di Roma – non a caso di Roma – all'Atto unico, ai Trattati di Maastricht e di Lisbona, è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione. Un fallimento non sarebbe solo deleterio per noi europei. Farebbe venire meno la prospettiva di un mondo più equilibrato in cui l'Europa possa meglio trasmettere i suoi valori ed esercitare il ruolo che ad essa compete, in un mondo sempre più bisognoso di una governance multilaterale efficace.[3]
- Per chiudere sugli aspetti personali, uno degli intervenuti questa mattina mi ha detto: «Scusi se la chiama ancora professore». Vi prego, continuate pure a farlo perché quello di Presidente del Consiglio è un altro mio titolo che durerà poco e quindi, come diceva una volta un mio eminente predecessore, il senatore a vita Giovanni Spadolini, i presidenti passano, i professori restano.[4]
- [Sul Governo Monti] Durerò e dureremo poco, dureremo non un minuto di più del tempo nell'arco del quale questo Parlamento ci accorderà la fiducia. La mia intenzione, naturalmente, è di proiettare la mia squadra di Governo, la nostra collaborazione, sulla prospettiva che va da qui alle elezioni. Non mi accingerei neanche ad andare oltre, questo l'ho chiarito a tutti, con schiettezza. È un compito già quasi impossibile quello che ho l'onore di ricevere, ma ci riusciremo. Naturalmente, non avrei neanche potuto prendere in considerazione l'idea di accettare un compito di questo genere, nel quale coinvolgo personalità di primo rilievo sul piano professionale ed istituzionale, con la predeterminazione di una durata più breve di questa. Naturalmente durerò e dureremo quanto la vostra fiducia in noi.[4]
- Sono anch'io convinto che molta parte della responsabilità della crisi, finanziaria prima, economica poi, sociale adesso, in parte politica, che attraversa il mondo, l'Europa e l'Italia, sia dovuta a gravissimi vizi di funzionamento delle istituzioni finanziarie e dei mercati. Credo che una delle cose che dovremo tutti sforzarci di fare, in particolare noi italiani – questo vale per le istituzioni ma vale anche per gli individui – è di abituarci a trovare meno facilmente le responsabilità altrui e a guardare un po' di più in noi stessi.[4]
- Questa mattina ho visto un gruppo di bambini delle scuole, che osservavano i nostri lavori. Non certo di questo Parlamento, che è molto responsabile, che ha fatto in questi anni un lavoro importante di inizio del risanamento della finanza pubblica, ma pensavo: cosa penseranno quei bambini se si dicesse loro che è il resto del mondo che ci ha messo nei problemi e non decisioni prese per decenni in quest'Aula, in un'altra Aula e da parte dei Governi che si sono succeduti? Con le migliori intenzioni magari, ma quando c'era poca attenzione ai temi dell'equilibrio della finanza pubblica.[4]
- Vi assicuro, onorevoli deputati, che quella stessa garbata insistenza, che ho nel suggerire di guardare prima di tutto le responsabilità che stanno in ciascuno di noi, l'applicherò e la sto applicando anche alla parte dell'Italia alla quale noi apparteniamo: la società civile. Troppo facilmente la società civile punta il dito contro la classe politica. Io di questo sono indignato.[4]
- Il giorno in cui proibii una fusione tra due grandissime società americane, benché fosse intervenuto anche pubblicamente il Presidente degli Stati Uniti su di me, The Economist scrisse: «Il mondo degli affari americano considera Mario Monti il Saddam Hussein del business».[4]
- Gli uomini politici possono essere all'altezza del compito oppure scadenti e corrotti, anteponendo il bene proprio alla prosperità degli altri. Il nostro sforzo è quello di favorire il miglioramento del personale politico operando con efficacia per recuperare il valore di quell'attività. [5]
- Operazioni come quella [del blitz contro l'evasione fiscale a Cortina d'Ampezzo] hanno il significato simbolico di una lotta seria all'evasione fiscale. Niente danneggia la percezione dell'Italia all'estero, quanto l'evasione fiscale. Il nostro è un Paese ricco, perché la visibilità della ricchezza è evidente, al netto dell'alto debito pubblico». E ancora: «Serve un rispetto per la ricchezza e lotta senza quartiere all'evasione fiscale. Bisogna rispettare la ricchezza che è un valore a condizione che sia il risultato di un merito, di uno sforzo produttivo e di talento. Il profitto del monopolista e di imprese che si arricchiscono alle spalle del consumatore invece deve essere represso. Negli Stati Uniti si va in carcere, in Europa no, dobbiamo renderci conto che evadendo le tasse paga l'intera collettività.[6]
- Io penso che è possibile conciliare democrazia e integrazione. Ovviamente solo una cultura insulare superficiale potrebbe ingenuamente pensare una cosa del genere, potrebbe ingenuamente credere che l'integrazione significhi un superstato. [Rispondendo a un europarlamentare inglese dell'UKIP contrario al superstato europeo]
- I think it is deeply possible to reconcile democracy and integration. Of course only a deeply superficial insular culture might naively consider that, might naively believe that integration means a Super State.[7]
- La Finlandia è un paese non solo tradizionalmente molto amico dell'Italia. Un paese che ha un ruolo sempre maggiore nella costruzione europea e che indica per molti aspetti la strada ad altri paesi europei. Forte di una competitività molto notevole e per certi aspetti il lavoro di riforme strutturali che l'Italia sta conducendo in questi mesi si ispira anche che ciò che la Finlandia ha saputo fare nel corso degli anni.[8]
- Nel colloquio con il Primo Ministro Erdoğan ho riaffermato il sostegno forte e convinto dell’Italia alla piena adesione della Turchia all’Unione Europea. La nostra speranza è che il negoziato di adesione possa proseguire con uno slancio rinnovato.[9]
[modifica] Citazioni su Mario Monti
- È un massone e ha avuto una duplice affiliazione, una inglese e una mista anglo-franco-belga. Monti appartiene al corpo d'elite della massoneria. (Gioele Magaldi)
- Un kamikaze che ama l'Italia. (Vladimir Putin) [10]
[modifica] Note
- ↑ a b c Dall'intervista di Dario di Vico, L'Europa dimostra di essere un vero potere forte, Corriere della sera, 18 settembre 2007.
- ↑ Da un discorso tenuto alla Luiss il 22 febbraio 2011, video dal min. 4:55 al min. 5:55
- ↑ Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri al Senato della Repubblica Italiana il giorno della richiesta della fiducua al Governo Monti (Resoconto stenografico della seduta n. 637 del 17 novembre 2011, Senato della Repubblica Italiana, XVI Legislatura.)
- ↑ a b c d e f Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri alla Camera dei Deputati della Repubblica Italiana il giorno della richiesta della fiducua al Governo Monti. Resoconto stenografico dell'Assemblea, Seduta n. 551 del 18 novembre 2011, Discussione sulle comunicazioni del Governo
- ↑ Dichiarazione rilasciata durante la conferenza stampa di fine anno 2011 e riportata da Eugenio Scalfari nell'editoriale Finalmente un leader di livello europeo F la Repubblica, 31 dicembre 2011
- ↑ Dichiarazione rilasciata a Che tempo che fa e riportata da Corriere.it in un articolo
- ↑ Monti al Parlamento Europeo a Strasburgo 15 febbraio 2012
- ↑ Trascrizione delle dichiarazioni alla stampa del Presidente Monti e del Primo Ministro della Repubblica di Finlandia, Jyrki Katainen, 17 aprile 2012
- ↑ Vertice bilaterale italo-turco, dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio Mario Monti. Roma, 8 maggio 2012.
- ↑ Putin: "Monti, un kamikaze che ama l'Italia". URL consultato il 3 marzo 2012.
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