Michael Crichton

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Michael Crichton

John Michael Crichton (1942 – 2008), scrittore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense.

Citazioni di Michael Crichton[modifica]

  • Gli astrofisici in genere concentrano la propria attenzione sul remoto universo per sfuggire alla realtà immediata della loro vita. (da Sfera, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti)

Il mondo perduto[modifica]

Incipit[modifica]

L'ultima parte del ventesimo secolo ha segnato un intensificarsi dell'interesse scientifico nei confronti dell'estinzione. Non è precisamente un argomento nuovo: già nel 1786, poco dopo la rivoluzione americana, il barone Georges Cuvier aveva per la prima volta dimostrato che le specie si estinguono. L'estinzione era quindi un fatto accettato dagli scienziati quasi tre quarti di secolo prima che Darwin elaborasse la sua teoria dell'evoluzione. E in seguito, nel proliferare delle controversie sollevate dalle sue teorie, di rado è stata contemplata la questione dell'estinzione. Anzi, l'estinzione veniva di norma considerata un evento banale, un po' come un'auto che resta senza benzina. Era semplicemente una prova di mancato adattamento. L'adattamento, in sé, era oggetto di intensi studi e accesi dibattiti. Ma il fatto che alcune specie si estinguessero non veniva preso in seria considerazione. Cos'altro c'era da dire sull'argomento?

Citazioni[modifica]

  • Si ritiene che, dal momento in cui ebbe inizio la vita su questo pianeta, vi siano state cinquanta miliardi di specie. Ciò significa che oggi ne resta solo una su mille. Quindi il 99,9 per cento delle specie che popolavano la Terra è estinto. E gli stermini di massa rappresentano solo il cinque per cento del totale. La stragrande maggioranza delle specie si è estinta una alla volta. (Ian Malcolm, p. 11)
  • Vorrei avanzare l'ipotesi che gli animali complessi si estinguono non a causa di mutamenti intervenuti nei loro meccanismi di adattamento fisico all'ambiente, bensì a causa del loro comportamento. Vorrei suggerire che gli ultimi sviluppi nella teoria del caos, o dinamica non lineare, offrono allettanti spunti circa le modalità con cui questo potrebbe avvenire. Ci suggeriscono che il comportamento degli animali complessi può cambiare con molta rapidità, e non sempre per il meglio. Ci suggeriscono che il comportamento, nel momento in cui non si adegua più all'ambiente, porta al declino e alla morte. Ci suggeriscono che gli animali possono smettere di adattarsi. (Ian Malcolm, p. 12)
  • Mi è spiaciuto molto dover interrompere le celebrazioni nei dipartimenti di matematica delle università del paese", ebbe a dire in seguito, "ma risultò che ero solo leggermente morto. (Ian Malcolm, p. 15)
  • "Ne consegue che ancor oggi potrebbero esservi sulla Terra esemplari viventi di quegli animali. Perché non li cerca?" "Lo faccia lei, se la cosa la diverte", rispose Malcolm, gelido. "E se non ha altro di meglio da fare". "No, no", si affrettò a ribattere Levine. "Dico sul serio. E se i dinosauri non si fossero estinti? E se esistessero ancora? In qualche luogo isolato del pianeta". "Lei sta parlando di un Mondo Perduto", disse Malcolm, e molte teste annuirono in tacita intesa. Gli scienziati dell'Istituto avevano messo a punto una sorta di linguaggio stenografico per indicare i più noti scenari evolutivi. Parlavano del Campo di Proiettili, della Rovina del Giocatore, del Gioco della Vita, del Mondo Perduto, della Regina Rossa e del Rumore Nero, indicando così modi molto precisi di considerare l'evoluzione. Ma erano tutti... "No", insistette Levine. "Sto parlando letteralmente". "E allora si sbaglia di grosso". (p. 18)
  • Per dirla nei termini pomposi di uno dei presenti: "Il Cretaceo ha consentito alla nostra consapevolezza senziente di sbocciare sul pianeta". La risposta di Malcolm era stata immediata: "Che cosa le fa pensare che gli esseri umani siano senzienti e consapevoli? Non ve n'è prova alcuna. Gli esseri umani non pensano mai con la loro testa: lo trovano troppo scomodo. Perlopiù i membri della nostra specie si limitano a ripetere ciò che viene loro detto... e quando si imbattono in punti di vista diversi dai loro, restano sconcertati. Il tratto caratteristico dell'uomo non è la consapevolezza bensì il conformismo, e il risultato sono le guerre di religione. Altri animali lottano per il territorio o per il cibo, mentre gli uomini, unici nel mondo animale, si scontrano per le loro "convinzioni". Ciò avviene perché sono le convinzioni a guidare il comportamento, che, per gli esseri umani, è importante sotto l'aspetto evolutivo. Ma in un momento in cui il nostro comportamento potrebbe portarci all'estinzione, non vedo ragione alcuna per credere nella nostra consapevolezza. Siamo dei conformisti cocciuti e autodistruttivi. Qualsiasi altra visione della nostra specie è un'illusione dettata dall'autocompiacimento. La prossima domanda, prego". (p. 20)
  • Non è fantastica, la tecnologia? Riesce a dare a qualsiasi cosa il sapore del cartone. (Doc Thorne, p. 238)
  • ...la selezione naturale non è una spiegazione vera e propria. E' solo una definizione: se un animale si afferma, deve essere frutto di una selezione. Ma che cosa viene favorito in quell'animale? l'animale hanno tratto[1] vantaggio dal processo di selezione? E come avviene in realtà la selezione naturale? Darwin non aveva la più pallida idea in proposito. (Ian Malcolm, p. 239)
  • "L'evoluzione è solo il risultato di una serie di mutazioni che si affermano o scompaiono. Giusto?" "Giusto", confermò Arby. "Ma in questo concetto sono insiti alcuni problemi", proseguì Malcolm. "In primo luogo, il problema tempo. Un singolo batterio - la più antica forma di vita - ha duemila enzimi. Gli scienziati hanno calcolato che per raccogliere a caso questi enzimi da un brodo primordiale occorrerebbe un tempo che varia da quaranta miliardi a cento miliardi di anni. Ma la terra ha solo quattro miliardi di anni. Quindi un processo casuale sembrerebbe troppo lento. Tanto più che sappiamo che i batteri sono comparsi solo quattrocento milioni di anni dopo il principio della Terra. La vita è comparsa molto rapidamente, ed è per questo che gli scienziati hanno ipotizzato che essa debba avere origini extraterrestri. Anche se, a mio avviso, questa non è una vera e propria risposta". "D'accordo, ma...". "Secondariamente, c'è un problema di coordinazione. Se si accetta la teoria attuale, allora tutta la straordinaria complessità della vita altro non è se non l'accumularsi di eventi casuali... una serie di eventi genetici riuniti insieme. Ma osservando attentamente gli animali, si direbbe che molti elementi debbano aver avuto un'evoluzione simultanea. Prendiamo per esempio i pipistrelli, che sono guidati dall'eco degli ultrasuoni da loro emessi. Per fare una cosa simile, molti elementi devono evolversi. I pipistrelli hanno bisogno di un apparato speciale per emettere suoni, di un udito speciale per udire l'eco, di un cervello speciale capace di interpretare i suoni, e di un corpo capace di scendere in picchiata per catturare gli insetti. Se tutte queste cose non si evolvono contemporaneamente, non vi è alcun vantaggio. E immaginare che tutto questo avvenga per puro caso è come immaginare che un tornado possa abbattersi su un cimitero di rifiuti industriali e mettere insieme un jumbo jet funzionante[2]. Difficile da credere". (p. 240)
  • E' la massima scoperta scientifica del ventesimo secolo. Non puoi studiare niente senza modificarlo. (Ian Malcolm, p. 286)
  • Quindi, cara Kelly, farai bene a imparare subito una cosa, anche se sei molto giovane. La gente non la smetterà mai di dirti delle cose. E perlopiù , magari il novantacinque per cento delle volte, quello che ti dicono è sbagliato. (Sarah Harding, p. 269)
  • Una volta che le cose vanno male, tendono a proseguire su quella linea. Come il vecchio detto per cui non c'è il due senza il tre. La teoria della complessità ci dice che la saggezza popolare ha ragione. Le cose negative si accumulano. Le cose precipitano tutte insieme. Questo è il mondo reale. (Ian Malcolm, p. 287)
  • Talvolta penso che siamo una sorta di peste che cancellerà ogni forma di vita dalla Terra. Siamo così efficienti nel distruggere che talvolta mi viene da pensare che quella sia proprio la nostra funzione. Forse, nel corso di millenni e millenni, ogni tanto compare un animale che uccide il resto del mondo, sgombera il campo e permette che l'evoluzione muova il prossimo passo. (Ian Malcolmp. 433)
  • "Anche tu stai ascoltando quella tirata?", chiese l'ingegnere. "Non prenderla troppo sul serio. Sono solo teorie. Gli esseri umani non possono fare a meno di elaborarle, ma la verità è che sono solo fantasie. E mutano in continuazione. Una volta, quando l'America era un paese giovane, la gente credeva in una cosa chiamata flogisto. Sai cos'è? No? Be', non importa, perché in realtà non è mai esistita. Un tempo si credeva anche che il comportamento fosse determinato da quattro umori. E si riteneva che la Terra avesse solo poche migliaia di anni. Ora crediamo che la Terra abbia almeno quattro miliardi di anni, crediamo nei fotoni e negli elettroni, e siamo convinti che il comportamento umano sia controllato da cose come l'Io e l'autostima. A noi queste convinzioni sembrano più scientifiche e superiori a quelle del passato". "E non è così?" Thorne si strinse nelle spalle. "Sono solo fantasie. Non sono realtà. Hai mai visto un'autostima? Me la potresti mettere su un piatto? E un fotone? Me ne puoi portare uno?" Kelly scosse il capo. "No, ma...". "E non ci riuscirai mai, perché queste cose non esistono. Per quanto seriamente le prenda la gente. Tra cent'anni rideranno di noi. Diranno: "Ma pensa che allora credevano nei fotoni e negli elettroni. Come potevano essere così stupidi?". E rideranno, perché avranno a disposizione fantasie più aggiornate e e migliori". (p. 433)

L'isola dei pirati[modifica]

Incipit[modifica]

Sir James Almont, nominato governatore della Giamaica da sua maestà Carlo II d'Inghilterra, era per abitudine un uomo molto mattiniero. Ciò si doveva in parte alla sua condizione di anziano vedovo, in parte ai sonni inquieti causati da una gotta dolorosa e un po' anche all'inevitabile adeguamento al clima della colonia giamaicana, che subito dopo il sorgere del sole diventava caldo umido.

Explicit[modifica]

QUI GIACE
IL CAPITANO
CHARLES HUNTER
1627-1670
ONESTO AVVENTURIERO E MARINAIO
AMATO DAI SUOI COMPATRIOTI
NEL NUOVO MONDO
VINCIT

[Michael Crichton, L'isola dei pirati, traduzione di Gianni Pannofino, Garzanti Libri, 2009]

Incipit di alcune opere[modifica]

Andromeda[modifica]

L'uomo teneva un binocolo in mano. Cominciò così: con un uomo in piedi sul ciglio della strada, sopra un'altura che dominava un paesino dell'Arizona, in una notte d'inverno.

Casi di emergenza[modifica]

Nelle prime ore del mattino, l'università di Harvard informò il Massachusetts General Hospital che alcuni studenti, che al momento stavano occupando un edificio dell'università per protestare contro l'attività di reclutamento svolta nei campus dalle forze armate, avrebbero potuto essere inviati all'ospedale per il trattamento delle lesioni subite durante la rimozione forzata dal luogo occupato. Questo avvenne alle 5 del mattino, e benché risultasse poi che cinquanta studenti erano stati feriti, nessuno di essi venne ricoverato al MGH.

Congo[modifica]

Spuntò l'alba sulla foresta pluviale del Congo.
Il sole pallido bruciò il freddo del mattino e l'umida nebbiolina appiccicosa, rivelando un gigantesco mondo silenzioso. Alberi enormi con tronchi di dieci metri di diametro salivano ad altezze di sessanta metri, dove spiegavano la loro densa fronzuta tettoia, nascondendo il cielo e gocciolando perpetuamente.

In caso di necessità[modifica]

I cardiochirurghi sono tutti dei bastardi, e Conway non fa eccezione. Piombò come un uragano nel laboratorio di anatomia e virologia patologica alla 8,30 del mattino; indossava ancora il camice e il berretto verde da sala operatoria ed era furibondo. Quando Conway è furente parla a denti stretti con voce atona, gli si arrossa la faccia e gli si chiazzano le tempie.

Jurassic Park[modifica]

Negli ultimi decenni del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell'oro scientifica di proporzioni inaudite: la furibonda e avventata corsa alla commercializzazione dell'ingegneria genetica. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità, con un così scarno contributo di spiegazioni obiettive da precludere una piena comprensione della sua portata e delle sue implicazioni.
La biotecnologia promette di essere la più grande rivoluzione nella storia dell'uomo. Entro la fine di questo decennio avrà di gran lunga sorpassato l'energia nucleare e i computer per quanto riguarda l'impatto sulla nostra vita quotidiana. Per citare le parole di un commentatore: «La biotecnologia trasformerà tutti gli aspetti della vita umana: l'assistenza medica, l'alimentazione, la salute, il modo di divertirsi, i nostri stessi corpi. Niente sarà più lo stesso. La biotecnologia cambierà letteralmente il volto del pianeta».

La grande rapina al treno[modifica]

A quaranta minuti da Londra, il treno del mattino della South Eastern Railway raggiunse la velocità massima, ottantasei chilometri all'ora, percorrendo i verdi campi ondulati e i ciliegeti del Kent. Sulla locomotiva verniciata di un blu intenso, si poteva vedere ritto in piedi il macchinista in divisa rossa, senza la protezione di una cabina o di un parabrezza, e il fuochista accovacciato ai suoi piedi che gettava palate di carbone nella caldaia rosseggiante. Dietro la sbuffante locomotiva e il tender c'erano tre carrozze gialle di prima classe, sette vagoni verdi di seconda e infine un grigio bagagliaio senza finestrini.

Mangiatori di morte[modifica]

Sia lode a Dio, il Misericordioso, il Compassionevole, il Signore dei Due Mondi, e siano felicità e pace per il Principe dei Profeti, il nostro Signore e Maestro Maometto, che Dio benedica e gli elargisca pace e felicità continue e durature sino al giorno della Fede!

Next[modifica]

Vasco Borden, quarantanove anni, si aggiustò il bavero della giacca e raddrizzò la cravatta mentre percorreva l'elegante corridoio moquettato. Non era abituato a vestirsi elegante, anche se l'abito che aveva addosso, blu scuro, se l'era fatto fare su misura per dissimulare la sua massa di muscoli. Borden, ex giocatore di football americano, lavorava come investigatore privato specializzato nel recupero di ricercati. Era un armadio di due metri per centoventi chili. In quel preciso istante era alle calcagna del suo uomo, un ricercatore di trent'anni dalla calvizie incipiente, ex dipendente della MicroProteonomics di Cambridge, Massachusetts, che si stava dirigendo verso la sala conferenze.

Preda[modifica]

È mezzanotte. La casa è immersa nel buio. Non so come andrà a finire. I ragazzi stanno tutti malissimo e continuano a vomitare. Sento mio figlio e la mia figlia maggiore che vomitano in due bagni diversi. Sono andato poco fa a controllarli, per vedere che cosa tiravano su. Sono soprattutto preoccupato per la più piccola. Ho dovuto indurre il vomito anche a lei. È la sua sola speranza.
Io credo di stare bene, almeno per ora. Ma la prospettiva non è certo delle migliori: le persone coinvolte in questa storia sono quasi tutte morte, ormai. E troppe sono le cose su cui non posso avere certezze...
I macchinari sono stati distrutti, ma potrebbe essere ugualmente troppo tardi.
Sto aspettando Mae. È andata al laboratorio di Palo Alto dodici ore fa. Spero che ce l'abbia fatta. Spero sia riuscita a spiegare quanto è disperata la situazione. Credevo che dal laboratorio qualcuno si sarebbe fatto sentire, ma ancora non ho ricevuto notizie.
Mi fischiano le orecchie, e non è certo un buon segno. Sento delle vibrazioni nel petto e nell'addome. La piccola più che vomitare, sta sputacchiando. Mi gira la testa. Spero di non perdere i sensi. I ragazzi hanno bisogno di me, soprattutto la piccola. Hanno paura. E non posso certo rimproverarli.
Anch'io ho paura.
E pensare che una settimana fa il mio problema principale era quello di trovare un lavoro! Ora, invece, mi viene quasi da ridere.
D'altra parte, le cose non vanno mai come ci si aspetta.

Punto critico[modifica]

Ore 5,18
Emily Jansen tirò un sospiro di sollievo. Quel lungo viaggio in aereo stava per giungere al termine. Dai finestrini filtravano scie di luce mattutina. In braccio a lei, la piccola Sarah, intenta a risucchiare fragorosamente ciò che rimaneva del contenuto del biberon e ad allontanarlo da sé con i pugnetti, strizzò gli occhi per l'improvviso chiarore. «Buono, vero?», le disse Emily. «Okay... oplà...».
Si appoggiò la neonata a una spalla, dandole dei colpetti sulla schiena. La bimba fece un ruttino gorgogliante e si rilassò.
Sul sedile accanto, Tim Jansen sbadigliò, stropicciandosi gli occhi. Aveva dormito tutta la notte, sin dalla partenza da Hong Kong. Emily, invece, non riusciva mai a dormire in aereo; era troppo nervosa.

Rivelazioni[modifica]

DA: DC/M
ARTHUR KAHN
TWINKLE/KUALA LUMPUR/MALAYSIA

A: DC/S
TOM SANDERS
SEATTLE (SUA RESIDENZA)

TOM,
IN VISTA DELLA FUSIONE, RITENGO PREFERIBILE INVIARTI QUESTA COMUNICAZIONE A CASA ANZICHÉ IN UFFICIO:

LA PRODUZIONE TWINKLE SI È ATTESTATA SUL 29% DELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA NONOSTANTE GLI SFORZI PER INCREMENTARLA. CONTROLLI NON SISTEMATICI SUI DRIVE MOSTRANO CHE I TEMPI MEDI DI RICERCA HANNO UN ARCO DI VARIABILITÀ DI 120-140 MILLISECONDI SENZA UNA CHIARA INDICAZIONE DEL PERCHÉ NON SIANO CONFORMI ALLE SPECIFICHE.

Sfera[modifica]

Per molto tempo l'orizzonte era stato una piatta e monotona linea azzurra che separava l'Oceano Pacifico dal cielo. L'eli­cottero della Marina degli Stati Uniti sfrecciava a bassa quota sfiorando le onde. Nonostante il fracasso e le vibrazioni delle pale, Norman Johnson si addormentò. Era stanco: viaggiava su vari velivoli militari da oltre quattordici ore. Non era cosa cui un professore di psicologia di cinquantatré anni fosse abi­tuato.
Non aveva idea di quanto tempo avesse dormito. Al risveglio vide che l'orizzonte era sempre piatto; si vedevano a distanza bian­chi semicerchi di atolli corallini. Chiese attraverso l'interfono: «Cosa sono?».
«Le isole di Ninihina e di Tafahi», disse il pilota. «Fanno ufficialmente parte di Tonga, ma sono disabitate. Dormito bene?».
«Non male». Norman vide passare veloci le due isole: una bianca curva di sabbia, qualche palma, poi più niente. Di nuovo la piatta distesa dell'oceano.

Stato di paura[modifica]

Sul finire del 2003, al Sustainable Earth Summit di Johannesburg, lo stato di Vanuatu, un atollo dell'Oceano Pacifico, annunciò che si apprestava a intentare causa all'Environmental Protection Agency degli Stati Uniti d'America per via del surriscaldamento del globo. Vanuatu aveva un'elevazione massima di pochi metri sul livello del mare, e gli ottomila abitanti di quelle isole rischiavano di essere evacuati a causa dell'innalzamento degli oceani provocato dal surriscaldamento terrestre.

Timeline[modifica]

Non avrebbe dovuto prendere quella scorciatoia.
Dan Baker sobbalzò, quando la sua nuova berlina Mercedes S500 imboccò lo sterrato, per inoltrarsi nella riserva navajo dell'Arizona settentrionale. Intorno a loro, il paesaggio si faceva sempre più desolato: a est, in lontananza, le mesas rosse; a ovest, deserto piatto a perdita d'occhio. Avevano superato l'ultimo villaggio mezz'ora prima, case polverose, una chiesa e una piccola scuola rannicchiate contro una rupe, dopodiché non avevano incontrato più nulla, neppure un cespuglio. Nient'altro che il vuoto deserto rosso. Da almeno un'ora non incrociavano automobili. Era mezzogiorno, e il sole accecava. Baker, un imprenditore edile quarantenne di Phoenix, cominciava a sentirsi a disagio. Tanto più che sua moglie, un'architetta, era una di quelle artiste con poca pratica di benzina e radiatori. Il serbatoio era a metà, ma il motore dava segni di surriscaldamento.

Note[modifica]

  1. Errore di traduzione presente nell'edizione Garzanti
  2. Cfr. Fred Hoyle: "Che quella faccenda complicata e complessa che è una cellula sia nata spontaneamente e per caso sulla Terra ha la stessa probabilità che un tornado, passando su un deposito di rottami, ne tiri fuori un Boeing 747 perfettamente funzionante. (Times, 1981)

Bibliografia[modifica]

  • Michael Crichton, Andromeda, traduzione di Vincenzo Mantovani, Superpocket, 1985.
  • Michael Crichton, Casi di emergenza, traduzione di Maria Teresa Marenco, TEA, 1999.
  • Michael Crichton, Congo, traduzione di Luisa Saraval, Garzanti, Milano.
  • Michael Crichton, Congo, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti, 1997. ISBN 8846200039
  • Michael Crichton, Il mondo perduto, traduzione di Maria Teresa Marenco, Garzanti, 1996. ISBN 8846203054
  • Michael Crichton, Jurassic Park, traduzione di Maria Teresa Marenco e Andrea Pagnes, Vallardi, 1993. ISBN 8811975085
  • Michael Crichton, La grande rapina al treno, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti Libri, 2009.
  • Michael Crichton, Mangiatori di morte, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti Libri, 2005.
  • Michael Crichton, Next, traduzione di Barbara Bagliano., Garzanti, 2007. ISBN 8811685753
  • Michael Crichton, Preda, trad. di Gianni Pannofino, Garzanti, 2003. ISBN 8811665035
  • Michael Crichton, Punto critico, traduzione di Paola Bertante, Garzanti, Milano, 1999. ISBN 8811669111
  • Michael Crichton, Rivelazioni, traduzione di Maria Teresa Marenco, Garzanti, 1998. ISBN 8846200616
  • Michael Crichton, Sfera, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti, 1987. ISBN 8811660998
  • Michael Crichton, Stato di paura, traduzione di Dianella Selvatico Estense, Garzanti, Milano.
  • Michael Crichton, Timeline, traduzione di Paola Bertante e Gianni Pannofino, Garzanti Libri.
  • Michael Crichton, L'isola dei pirati (Pirate Latitudes, 2009), traduzione di Gianni Pannofino, Garzanti Libri, 2009. ISBN 978-88-11-68576-0

Film[modifica]

Regia
Soggetto

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]