Michael Crichton
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Michael Crichton (1942 – vivente), scrittore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense.
- Gli astrofisici in genere concentrano la propria attenzione sul remoto universo per sfuggire alla realtà immediata della loro vita. (da Sfera, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti)
Indice |
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Congo
Spuntò l'alba sulla foresta pluviale del Congo.
Il sole pallido bruciò il freddo del mattino e l'umida nebbiolina appiccicosa, rivelando un gigantesco mondo silenzioso. Alberi enormi con tronchi di dieci metri di diametro salivano ad altezze di sessanta metri, dove spiegavano la loro densa fronzuta tettoia, nascondendo il cielo e gocciolando perpetuamente.
[Michael Crichton, Congo, traduzione di Luisa Saraval, Garzanti, Milano]
[modifica] In caso di necessità
I cardiochirurghi sono tutti dei bastardi, e Conway non fa eccezione. Piombò come un uragano nel laboratorio di anatomia e virologia patologica alla 8,30 del mattino; indossava ancora il camice e il berretto verde da sala operatoria ed era furibondo. Quando Conway è furente parla a denti stretti con voce atona, gli si arrossa la faccia e gli si chiazzano le tempie.
[Michael Crichton, Stato di paura, traduzione di Dianella Selvatico Estense, Garzanti, Milano]
[modifica] Punto critico
Ore 5,18
Emily Jansen tirò un sospiro di sollievo. Quel lungo viaggio in aereo stava per giungere al termine. Dai finestrini filtravano scie di luce mattutina. In braccio a lei, la piccola Sarah, intenta a risucchiare fragorosamente ciò che rimaneva del contenuto del biberon e ad allontanarlo da sé con i pugnetti, strizzò gli occhi per l'improvviso chiarore. "Buono, vero?", le disse Emily. "Okay... oplà...".
Si appoggiò la neonata a una spalla, dandole dei colpetti sulla schiena. La bimba fece un ruttino gorgogliante e si rilassò.
Sul sedile accanto, Tim Jansen sbadigliò, stropicciandosi gli occhi. Aveva dormito tutta la notte, sin dalla partenza da Hong Kong. Emily, invece, non riusciva mai a dormire in aereo; era troppo nervosa.
[Michael Crichton, Punto critico, traduzione di Paola Bertante, Garzanti, Milano]
[modifica] Timeline
Non avrebbe dovuto prendere quella scorciatoia.
Dan Baker sobbalzò, quando la sua nuova berlina Mercedes S500 imboccò lo sterrato, per inoltrarsi nella riserva navajo dell'Arizona settentrionale. Intorno a loro, il paesaggio si faceva sempre più desolato: a est, in lontananza, le mesas rosse; a ovest, deserto piatto a perdita d'occhio. Avevano superato l'ultimo villaggio mezz'ora prima, case polverose, una chiesa e una piccola scuola rannicchiate contro una rupe, dopodiché non avevano incontrato più nulla, neppure un cespuglio. Nient'altro che il vuoto deserto rosso. Da almeno un'ora non incrociavano automobili. Era mezzogiorno, e il sole accecava. Baker, un imprenditore edile quarantenne di Phoenix, cominciava a sentirsi a disagio. Tanto più che sua moglie, un'architetta, era una di quelle artiste con poca pratica di benzina e radiatori. Il serbatoio era a metà, ma il motore dava segni di surriscaldamento.
[Michael Crichton, Timeline, traduzione di Paola Bertante e Gianni Pannofino, Garzanti Libri]
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