Bue

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Bue

Citazioni sul bue, la mucca e il vitello.

  • Al rio sottile, di tra vaghe brume, | guarda il bove coi grandi occhi: nel piano | che fugge, a un mare sempre più lontano | migrano l'acque d'un ceruleo fiume. (Giovanni Pascoli)
  • E tu fai fuori mezzo accampamento, ne volano di teste cento e cento salvo far l'inventario e veder poi che non sono i tuoi giudici, son buoi. (Roberto Vecchioni)
  • E tu gli ornavi del tuo riso i canti | che il lombardo pungean Sardanapalo | cui solo è dolce il muggito de' buoi, | che dagli antri abdüani e dal Ticino | lo fan d'ozi beato e di vivande.[1] (Ugo Foscolo)
  • I vitelli sono noti per la loro vitalità. Tutti noi abbiamo visto questi cuccioli pieni di vita scorrazzare in ampi pascoli, mentre i loro teneri muscoli si rafforzano per sostenere il loro peso in costante crescita. Per i vitelli allevati nei box non è così. Le condizioni della loro prigionia fanno sì che i loro muscoli rimangano atrofici, in modo che la loro carne conservi il grado di tenerezza che, secondo il «Journal», «soddisfa le richieste del consumatore». (Tom Regan)
  • Io sono il toro dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole. (Caparezza)
  • La gente mangia carne e pensa: "Diventerò forte come un bue". Dimenticando che il bue mangia erba. (Pino Caruso)
  • Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l'aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe. (Kahlil Gibran)
  • Ma si sa, qualunque sia il toro che ha montato, il vitello è nostro comunque. (Lev Nikolaevič Tolstoj)
  • Stolti! che osaro vïolare i sacri | Al Sole Iperïon candidi buoi | Con empio dente, ed irritâro il nume, | Che del ritorno il dì lor non addusse. (Odissea)
  • O buoi, che fate tinnire il giogo e le catene, o v'attardate, in un'ombra di foglie, che mai esprimete con i vostri occhi? | Mi pare valga assi più d'ogni pagina a stampa, che abbia mai letto in vita mia. (Walt Whitman)
  • Sul sentiero, isolate o a mucchi, secche nel fango, erano le forme biforcute e larghe dei buoi, e altre, appena accennate, minuscole, forse di cani, di volpi. (Giovanni Arpino)
  • Sulla natura dell'Inghilterra non dico nulla! Pare che essa non esista e che sia coltivata in modo che tutto cresca e viva secondo un programma. Gli uomini l'hanno dominata e hanno livellato le sue caratteristiche. I campi sono come parquets dipinti: con gli alberi e con l'erba è stato fatto lo stesso lavoro che con i cavalli e con i buoi. L'erba ha l'aspetto, il colore e la morbidezza del velluto. Nei campi non trovi un pugno di terra incolta, nei parchi non c'è un cespuglio nato spontaneamente. E gli animali subiscono la stessa sorte. Sono tutti di razza: pecore, cavalli, buoi e cani. (Ivan Aleksandrovič Gončarov)
  • T'amo, o pio bove; e mite un sentimento | Di vigore e di pace al cor m'infondi. | O che solenne come un monumento | Tu guardi i campi liberi e fecondi, | O che al giogo inchinandoti contento | L'agil opra de l'uom grave secondi; (Giosuè Carducci)

Modi di dire[modifica]

Pecore e buoi.
Tutti, anche chi c'entra poco.

Modi di dire italiani[modifica]

  • Andar col bue e l'asino. [2]
  • Andar vitello e tornare bue. [3]
  • Il bue che dice cornuto all'asino.
  • Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

Proverbi[modifica]

Còrsi[modifica]

  • Ghjàgaru abbaghja e boiu pasci.
Il cane abbaia e il bue pasce.
  • Intrutu ghjinnaghju, porta u boiu à u scupaghju.
Arrivato gennaio, porta il bue al pascolo.
  • L'omi si leanu cù a parulla, i boi cù a funa.
Gli uomini si legano con la parola, i buoi con la fune.
  • U fretu di marzu ghjentri in u corru di u boiu.
Il freddo di marzo entra nelle corna dei buoi.

Italiani[modifica]

  • A bue vecchio campanaccio nuovo.
  • Anche il bue dell'imperatore ha solo due corna.
  • Ara con i buoi e semina con le vacche.
  • Bue lungo e cavallo corto.
  • Bue moro, merda d'oro.
  • Bue, cavallo e porco vogliono aver gran corpo.
  • Castra presto e ferra tardi.
  • Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.
  • Dai buoi vecchi imparano ad arare i giovani.
  • Dal bue dinanzi, dal mulo di dietro e dalla donna, da tutte le parti.
  • Felice chi ara il campo con i suoi buoi.
  • Il bue magro serve malamente da vivo, quello grasso serve da vivo e da morto.
  • Il bue mangia fieno, perché si ricorda di essere stato erba.
  • Il bue non domo, in terra aliena si fa mansueto e domo.
  • L'aiuto del vero amico non giunge tirato dai buoi.
  • Letame di cavallo non fa fallo, quello di bue fa quello che può, quello di pecora fa moltissimo.
  • Moglie e buoi dei paesi tuoi.
  • Non bisogna mettere il carro davanti ai buoi.
  • Quando i bovi non vogliono arare, non serve fischiare.
  • Tutti sanno quante paia fanno tre buoi.
  • Vacche e buoi dei paesi tuoi
  • Vacche e buoi di strigliare spesso bada, perché la striglia è una seconda biada.

Napoletani[modifica]

  • Vuoje spellate maje tirano carre.
Buoi spellati[4] non possono tirare carri.

Pugliesi[modifica]

  • Quànne u vove non vole arà, tutte le sscìue nge pàrne stèrte.
Quando il bue non vuole arare tutti i gioghi gli sembrano scomodi.

Toscani[modifica]

  • A cattiva vacca Dio dà corte corna.
  • Anche le mucche nere danno il latte bianco.
  • Ara co' buoi e semina con le vacche.
  • Chi ha carro e buoi, fa bene i fatti suoi.
  • Chi ha rubato la vacca, può rubare il vitello.
  • Con un sol bue non si può far buon solco.
  • Dove passa il campano nasce il grano.
  • Dove son corna, son quattrini.
  • Il bue lascialo pisciare e saziar di arare.

Note[modifica]

  1. Parlando a Talia dei versi che ispirava a Giuseppe Parini, critico verso i nobili nullafacenti.
  2. Vale sia per il corteggiare qualsiasi donna (brutta o bella, maritata o nubile) che per il barcamenarsi fra due fazioni avverse. Per questo secondo caso vale anche il Tenere i piedi in due scarpe
  3. Iniziare un'impresa con grande entusiasmo e con grandi aspettative e terminare l'impresa delusi
  4. Nel senso di magri, malnutriti.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

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