Proverbi toscani

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Indice

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Province della Toscana

[modifica] A

  • A ben s'appiglia, chi ben consiglia.[1]
  • A cattiva vacca Dio dà corte corna.[2]
Agli uomini malvagi Dio dà poche forze in modo che non possano fare del male.
  • A cattivo cane, corto legame.[2]
Con i malvagi è necessario adottare leggi e provvedimenti più severi.
  • A chi consiglia non gli duole il capo.[1]
  • A chi è affamato ogni cibo è grato.[3]
  • A chi piace il bere, parla sempre di vino.[4]
  • A chi s'ama si crede.[5]
  • A chi usa con lo zoppo, gli se n'appica.[6]
  • A far servizio non se ne perde.[7]
  • A gatto vecchio, sorcio tenerello.[8]
  • A gran lucerna grosso stoppino.[9]
  • A gusto guasto, non è buono alcun pasto.[4]
  • A mezzo gennaio, metti l'operaio.[10]
I buoni contadini prendono nuovi operati a metà gennaio, perché è meglio finire i lavori entro la primavera.
  • A mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio.[10]
  • A molti puzza l'ambra.[4]
Gli stomachi, gli umori e gli affetti guasti, per non confessare il puzzo interiore, lo avvertono fuori.
  • A Montemurlo chi va sano torna grullo; ma io vengo dal Pantano, vado grullo e torno sano.
  • A Natale, mezzo pane, a Pasqua, mezzo vino.[10]
Il buon contadino a Natale deve avere ancora metà del pane a disposizione, a Pasqua metà del vino.
  • A nave rotta ogni vento è contrario.[9]
  • A ogni uccello suo nido è bello.[11]
  • A padre avaro figlioul prodigo.[12]
  • A piccol forno poca legna basta.[9]
  • A rubar poco si va in galera.[9]
  • A San Marco il baco a processione.[10]
San Marco è il 25 aprile.
  • A San Martino la sementa del poverino.[10]
Nei giorni di San Martino va sotterrato il grano da seme.
  • A' sottili cascan le brache.[8]
  • A usanza nuova non correre.[13]
  • A vecchia che mangia pollastrelli, gli vien voglia di carne salata.[4]
Si dice di quanti lasciano le cose di ottima qualità per cose meno pregiate.
  • Acqua lontana non spegne il fuoco.[7]
Gli aiuti che non sono pronti all'occasione, non giovano a nulla.
  • Acqua passata non macina più.[4]
Riferito alle impressioni o agli affetti dimenticati.
  • Acqua torba non lava.[14]
  • Acquista riputazione, e ponti a sedere.[14]
  • Ad ogni santo la sua candela.[15]
  • Adulatori e parassiti sono come i pidocchi.[15]
Gli adulatori e i parassiti vivono a spese degli altri.
  • Affezione accieca ragione.[4]
  • Agli ulivi, un pazzo sopra, e un savio sotto.[10]
    Versione alternativa: Agli ulivi, un pazzo da capo, e un savio da piè.[10]
  • Agli zoppi, grucciate.[16]
  • Ai cani e ai cavalli magri vanno addosso le mosche.[9]
  • Ai peggio porci toccano le meglio pere.[9]
  • Ai santi vecchi non gli si dà più incenso.[4]
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
  • Al bisogno si conosce l'amico.[17]
  • Al bugiardo non è creduto il vero.[18]
La persona che la fama di essere bugiarda non viene creduta quando dice la verità.
  • Al cieco non si mostra la strada.[1]
È inutile discutere con chi non vuol capire.
  • Al contadino non gli far sapere, quanto sia buono il cacio colle pere.[19]
  • Al leone sta bene la quartana.[9]
Il bene non teme il male, anzi, qualcosa che lo tempri non può far altro che giovargli.
  • Al maggiore deesi l'onore.[9]
  • Al più potente ceda il più prudente.[9]
  • Al prudente non bisogna consiglio.[1]
  • Al vero corrisponde sempre ogni cosa.[18]
  • Albero che non fa frutto, taglia taglia.[10]
  • All'apparir degli uccelli non gettar seme in terra.[10]
  • All'avaro accade come allo smeriglio.[12]
Lo smeriglio è un piccolo uccello di rapina che spesso, quando insidia uccelli più piccoli, viene raggiunto da un uccello più grande che gli toglie sia la preda che la vita.
  • All'uomo dabbene avanza la metà del cervello, al tristo non basta tutto.[2]
La vita del malvagio è piena di difficoltà e pericoli mentre la vita del gentiluomo è più facile e sicura.
  • Alla corte del Re ognun faccia per sè.[20]
  • Allegrezza fa bel viso.[21]
    Versione alternativa: Allegrezza fa lustrare la pelle del viso.[21]
  • Allo svogliato il mèle pare amaro.[4]
  • Altri mangiano la candela e tu smaltisci lo stoppino.[9]
  • Ama chi t'ama, e chi non t'ama lascia.[5]
  • Ama chi t'ama, e rispondi a chi ti chiama.[5]
  • Ama l'amico tuo col vezzo e col vizio suo.[17]
  • Amami poco, ma continua.[5]
  • Amante non sia chi coraggio non ha.[5]
  • Amici da starnuti, il piu che tu ne cavi è un Dio t'aiuti.[17]
  • Amici di buon giorno, son da mettere in forno.[17]
  • Amici di profferta assai si trova.[17]
  • Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.[17]
  • Amicizia da bagno, dura pochi dì.[17]
  • Amicizia di grand'uomo e vin di fiasco, la mattina l'è bono e a sera è guasto.[17]
L'amicizia dura poco quando non è fra gente di pari livello sociale.
  • Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata.[17]
  • Amico certo, si conosce nell'incerto.[17]
  • Amico di tutti e di nessuno, è tutt'uno.[17]
  • Amico di ventura, molto briga e poco dura.[17]
  • Amico e vino vogliono esser vecchi.[17]
  • Amico vecchio e casa nuova.[17]
  • Amor dà per mercede, gelosia e rotta fede.[5]
  • Amor di ganza, fuoco di paglia.[5]
Gli amori dei giovani durano poco.
  • Amor è cieco, e vede da lontano.[5]
  • Amore e gelosia nacquero insieme.[5]
  • Amore e signoria non soffron compagnia.[5]
  • Amore e tosse non si nascondono.[5]
    Versione alternativa: Amore, sonno e rogna non si nascondono.[5]
  • Amore è una pillola inzuccherata.[5]
  • Amore fa amore, e crudeltà fa tirannia.[5]
  • Amore male impiegato, vien mal remunerato.[5]
  • Amore non conosce misura.[5]
  • Amore non è senza amaro.[5]
  • Anche chi tiene il piede aiuta a scorticare.[6]
  • Anche la mosca ha la sua collera.[9]
  • Anche le mucche nere danno il latte bianco.[22]
  • Anche le zoppe si maritano.[22]
  • Anche un pagliaio è grande e se lo mangia un asino.[9]
  • Anco Adamo mangiò del pomo vietato.[4]
  • Anco gli apostoli ebbero un Giuda.[6]
  • Anco il cane col dimenar la coda si guadagna le spese.[15]
  • Anco le civette impaniano.[8]
  • Anco le volpi si pigliano.[8]
  • Andare scalzo e seminare fondo, non arricchì giammai persona al mondo.[10]
  • Animo appassionato non serba pazienza.[4]
  • Animo e cera, vivanda vera.[21]
Un animo buono e un bell'aspetto sono ottime vivande.
  • Ara co' buoi e semina con le vacche[10]
Nel lavorare la terra occorre fare solchi profondi, ma non altrettanto nella sementa
  • Aspetta il porco alla quercia.[4]
Se vuoi cogliere l'uomo sul fatto, aspettalo dove va spesso, dove si riposa o dove lo portano le sue necessità e le sue voglie.

[modifica] B

  • Bacio di bocca spesso cuor non tocca.[15]
  • Batti il buono, e' mègliora; batti il cattivo, e' peggiora.[2]
  • Beata quella casa che un battitor sol ha.[11]
Una famiglia che abita da sola in una casa, vive in una maggior quiete.
  • Bella donna, cattiva testa.[22]
  • Bella moglie, dolce veleno.[22]
  • Bello in fascia, brutto in piazza.[22]
Chi ha un bell'aspetto da neonato, spesso si imbruttisce con l'età.
  • Beltà e follia vanno spesso in compagnia.[22]
  • Ben ama, chi non oblia.[5]
  • Bisogna far lo sciocco per non pagar il sale.[8]
    Versione alternativa: Bisogna far il minchione per non pagar gabella.[8]
La furbizia più grande è quella di non apparir furbi.
  • Bisogna fare a giova giova.[7]
  • Bisogna guardare alle mani, e non agli occhi.[25]
  • Bisogno fa buon fante.[3]
La necessità e la paura danno al soldato quelle virtù che lo rendono valoroso.
  • Bocca unta non può dir di no.[26]
  • Brutto in piazza, bello in fascia.[22]
Chi ha un brutto aspetto da neonato, diventa poi spesso un bel giovane.
  • Buona amistà è un altro parentà.[17]
Una buona amicizia è un'altra parentela.
  • Buona quella lima che doma il ferro senza strepito.[8]
  • Buone parole e cattivi fatti, ingannano savi e matti.[8]
  • Buone ragioni male intese, sono perle a' porci stese.[1]
È inutile provare a spiegare una cosa a chi non vuol capire.

[modifica] C

  • Calamità scuopre amistà.[17]
Le calamità mettono in luce l'amicizia.
  • Calcio di stallone non fa male alla cavalla.[5]
Difficilmente si fa una brutta offesa a una persona che si vuole bene.
  • Cane affamato non cura bastone.[3]
  • Cane non mangia cane.[6]
  • Capo grosso, cervello magro.[22]
  • Capo lavato, bicchier risciacquato.[1]
  • Carità unge, e peccato punge.[25]
  • Casa che ha buon vicino, val più qualche fiorino.[11]
  • Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.[17]
  • Casa fatta e terra sfatta.[10]
È meglio comprare una casa in buono stato e un podere trasandato, piuttosto che il contrario.
  • Casa fatta e vigna posta, mai si paga quanto costa.[10]
  • Casa fatta e vigna posta, non si sa quel che la costa.[10]
  • Casa fatta, possession disfatta.[10]
Se la casa è trasandata, vale a poco che il podere sia in buone condizioni.
  • Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.[11]
  • Casa mia, donna mia, pane e aglio, vita mia.[11]
  • Casa mia, mamma mia.[11]
In casa un uomo si sente al sicuro come un bambino tra le braccia della mamma.
  • Casa nuova, chi non ve ne porta non ve ne trova.[11]
  • Casa sua, vita sua.[11]
  • Caval rognoso non vuol lasciarsi strigliare.[1]
  • Cavol riscaldato e garzon ritornato, non fu mai buono.[10]
Così come il cavolo riscaldato non è buono, anche un garzone che torna a lavorare, dopo essere stato licenziato, per lo stesso padrone non da buoni risultati.
  • C'è carne da ogni taglio e da ogni coltello; le brutte si maritano e le belle.[22]
  • Cent'oche ammazzano un lupo.[9]
  • Cento scrivani non guardano un fattore, e cento fattori non guardano un contadino.[10]
  • Chi a molti dà terrore, di molti abbia timore.[20]
  • Chi accarezza la mula, buscherà de' calci.[6]
Chi si accosta ad una persona malvagia o capricciosa, può aspettarci di non passarla liscia.
  • Chi acquista reputazione, acquista roba.[14]
  • Chi affitta il suo podere al vicino, aspetti danno o lite o mal mattino.[10]
  • Chi affitta sconficca.[10]
  • Chi affitta sfitta.[10]
  • Chi affoga, grida ancor che non sia udito.[3]
  • Chi affoga, s'impiccherebbe alle funi del cielo.[3]
    Versione alternativa: Chi affoga, s'attaccherebbe ai rasoi.[3]
  • Chi all'onor suo manca un momento, non vi ripara poi in anni cento.[14]
  • Chi alluoga accatta.[10]
  • Chi ama crede.[5]
  • Chi ama il forestiero, in capo al mese, monta a cavallo e se ne va al paese.[5]
  • Chi ama, il ver non vede.[5]
  • Chi ama me, ama il mio cane.[5]
  • Chi ama, teme.[5]
  • Chi ama tutti non ama nessuno.[17]
  • Chi ara da sera a mane, d'ogni solco perde un pane.[10]
  • Chi ara il campo innanzi la vernata, avanza di ricolta la brigata.[10]
  • Chi ara l'uliveto addimanda il frutto.[10]
  • Chi arde e non lo sente, arder possa infino al dente.[5]
  • Chi assai desidera, assidera.[4]
  • Chi assai pone e non custode, assai tribola e poco gode.[10]
Chi semina tanto ma non tiene sotto controllo la terra, si affligge e raccoglie poco.
  • Chi attende a vendicare ogni sua onta, o cade d'alto stato o non vi monta.[20]
  • Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere.[22]
  • Chi bene e mal non può sofrrire, a grande onor non può venire.[20]
  • Chi beneficio fa, beneficio aspetti.[7]
  • Chi beve nero, guadagna colore.[27]
  • Chi cammina un miglio pazzo, non torna a casa savio.[14]
Chi fa una pazzia una volta, viene sempre ritenuto pazzo.
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.[10]
Facendo i solchi, ma senza metterci il concime, il podere si rovina.
  • Chi cerca fare impiastro, sa dove lo vuol porre.[8]
  • Chi ci loda si dee fuggire, e chi c'ingiuria ci dee soffrire.[15]
  • Chi contender non può spesso ha contesa.[9]
  • Chi dà e ritoglie, il diavolo lo raccoglie.[7]
  • Chi dà per cortesia, dà con allegria.[7]
  • Chi dà presto è come se desse due volte.[7]
  • Chi dà retta al cervello degli altri, butta via il suo.[1]
  • Chi del suo dona, Dio gli ridona.[7]
  • Chi di gallina nasce, convien che razzoli.[28]
  • Chi dice il vero, non s'affatica.[18]
  • Chi dice la verità, è impiccato.[18]
  • Chi disse donna, disse danno.[23]
  • Chi disse donna, disse guai.[23]
  • Chi divide il miel con l'orso n'ha sempre men che parte.[9]
  • Chi disse piano, disse tanto piano, che non ne toccò a tutti.[10]
Chi disse pianura, lo disse tanto piano che non ne toccò a tutti.
Le terre in pianura sono desiderate da molti.
  • Chi disse star con altri, disse star sempre in guai.[6]
  • Chi donne pratica, giudizio perde.[23]
  • Chi dorme d'agosto, dorme a suo costo.[10]
Il contadino non può permettersi di oziare in estate.
  • Chi è a dozzina, non comanda.[11]
  • Chi è bello è bello e grazioso, chi è brutto è brutto e dispettoso.[22]
  • Chi è brutta, e bella vuol parere, pena, patisce per bella parere.[22]
  • Chi è buono, ne fa ritratto.[2]
  • Chi è diffamato, è mezzo impiccato.[14]
  • Chi è diverso nell'oprare, non può molto amico stare.[17]
  • Chi è gran nemico, è anche grande amico.[17]
  • Chi è in alto, non pensa mai al cadere.[20]
  • Chi è misero o mendico, provi tutti e poi l'amico.[17]
  • Chi è più alto, è il bersaglio di tutti.[20]
  • Chi è portato giù dall'acqua si attacca a ogni spino.[3]
  • Chi è reo, e buono è tenuto, può fare il male che non è creduto.[14]
  • Chi è tenuto savio di giorno, non sarà mai pazzo di notte.[14]
  • Chi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.[10]
Chi semina le fave senza il concio, le raccoglie senza baccelli.
  • Chi fa male, guadagna un carro di sale, e chi fa bene guadagna un carro di fieno.[9]
  • Chi fa temere ogni uomo, teme ogni cosa.[20]
  • Chi fa una trappola, ne sa tender cento.[8]
  • Chi fila porta una camicia e chi non fila ne porta due.[9]
  • Chi fugge la mola, scansa la farina.[6]
  • Chi gode un tratto, non stenta sempre.[21]
  • Chi ha a dar, domanda.[8]
  • Chi ha accordato l'oste, può andare a dormire.[8]
Chi si è guadagnato in un modo o nell'altro il favore di quella persona che può dar problemi, può stare tranquillo.
  • Chi ha bachi non dorma.[10]
  • Chi ha bella donna e castello in frontiera, non ha mai pace in lettiera.[22]
Nel senso che non dorme sonni tranquilli.
  • Chi ha bella moglie la non è tutta sua.[22]
  • Chi ha bocca vuol mangiare.[4]
  • Chi ha buon cavallo e bella moglie, non 'istà mai senza doglie.[22]
  • Chi ha buona cantina in casa non va pel vino all'osteria.[4]
  • Chi ha buona cappa facilmente scappa.[9]
I ricchi e i potenti trovano facilmente un modo per non essere castigati.
  • Chi ha carro e buoi, fa bene i fatti suoi.[10]
  • Chi ha compagnia, ha signoria.[6]
  • Chi ha compagno, ha padrone.[6]
  • Chi ha denari e prati, non son mai impiccati.[9]
  • Chi ha denti, non ha pane; e chi ha pane, non ha denti.[9]
  • Chi ha fame non ha sonno.[3]
  • Chi ha fatta la roba, può far la persona.[21]
Chi ha fatto il suo dovere, può riposarsi.
  • Chi ha fatto il saggio del mèle non può dimenticare il lecco.[4]
Chi ha assaggiato il miele, non può non leccare le dita.
  • Chi ha il buon vicino, ha il buon mattutino.[11]
  • Chi ha il capo di cera, non s'esponga al sole.[9]
Chi è debole di forze non s'esponga ai pericoli.
  • Chi ha il lupo per comprare, porti il cane sotto il mantello.[6]
  • Chi ha il mal vicino, ha il mal mattutino.[11]
  • Chi ha l'amore nel petto, ha lo spron ne' fianchi.[5]
  • Chi ha la volpe per comare, porti la rete a cintola.[6]
  • Chi ha meno ragione, grida più forte.[9]
  • Chi ha nome ha roba.[14]
  • Chi ha prete o parente in corte, fontana gli risurge.[20]
Nel senso che si tratta di una fonte di continuo guadagno.
  • Chi ha quattrini da buttar via, tenga l'opre e non ci stia.[10]
    Versione alternativa: Chi ha del pan da tirar via, tenga l'opre e non ci stia.[10]
Chi ha soldi da buttare, chiami lavoranti da fuori e non stia ai campi
  • Chi ha rubato la vacca, può rubare il vitello.[8]
  • Chi ha quattrini da buttar via, tenga l'opre e non ci stia.[10]
  • Chi ha tutto il suo in un loco, l'ha nel foco.[10]
Chi tiene tutti i suoi averi nello stesso posto, li mette in pericolo.
  • Chi ha un buon orto, ha un buon porco.[10]
  • Chi ha vigna ha tigna.[10]
  • Chi ha vitella in tavola non mangia cipolla.[4]
  • Chi ha zolle, stia con le zolle.[10]
  • Chi il tristo mandi al mare, non aspetti il suo tornare.[2]
  • Chi in corte è destinato, se non muor santo, muor disperato.[20]
  • Chi lavora di settembre, fa bel solco e poco rende.[10]
  • Chi lavora fa la gobba, e chi ruba fa la robba.[9]
  • Chi lavora la terra colle vacche, va al mulino colla puledra.[10]
    Versione alternativa: Chi lavora la terra colle vacche, va al mulino colle somare.[10]
Chi lavora la terra con le vacche ottiene scarsi raccolti. [La puledra porta poca soma]
  • Chi lavora lustra, e chi non lavora mostra.[9]
L'uomo ozioso si prende i meriti del lavoro di un altro.
  • Chi le tocca son sue.[9]
  • Chi lecca i piatti, deve leccare in terra.[4]
  • Chi lo beve, non lo mangia.[10]
I campi troppo vitati rendono poco.
  • Chi lo letamina l'ottiene, chi lo pota lo costringe a fruttar bene.[10]
  • Chi loda per interesse vorrebbe esser fratello del lodato.[15]
  • Chi loda San Pietro, non biasima San Paolo.[6]
  • Chi mal cerca fama, sè stesso diffama.[14]
  • Chi manca a un sol amico, molti ne perde.[17]
  • Chi maneggia il mèle si lecca le dita.[4]
  • Chi meglio mi vuole, peggio mi fa.[1]
  • Chi mi piglierà di notte, mi lascerà di giorno.[22]
Riferito ad una donna brutta.
  • Chi mi vuol bene mi fa arrossire, e chi mi vuol male mi fa imbianchire.[1]
  • Chi mi vuol bene mi lascia piangendo, e chi vuol male mi lascia ridendo.[1]
  • Chi molto pratica, molto impara.[6]
  • Chi monta più alto ch'e' non deve, cade più basso ch'e' non crede.[20]
  • Chi nasce bella, nasce maritata.[22]
  • Chi nasce bella, non è in tutto povera.[22]
  • Chi non ama, non ha cuore.[5]
  • Chi non arde non incende.[4]
Chi non arde non incendia.
Chi non si appassiona ad una cosa non può far nascere interesse negli altri.
  • Chi non consuma, non rinnuova.[21]
  • Chi non crede alla buona madre, crede poi alla mala matrigna.[1]
Chi non accetta i consigli dei veri amici, finisce poi per dar retta ai cattivi consiglieri.
  • Chi non cura sua magione, non è uomo di ragione.[11]
  • Chi non dà a Cristo, dà al Fisco.[7]
  • Chi non fugge, strugge.[5]
Colui che viene lasciato in amore soffre di più.
  • Chi non ha amico o germano, non ha forza in braccio né in mano.[17]
  • Chi non ha casa, l'accatta.[11]
  • Chi non ha che perdere, perde sempre.[9]
  • Chi non ha forza abbia la pelle dura.[9]
  • Chi non ha modo, offre la volontà.[7]
  • Chi non ha orto e non ammazza porco, tutto l'anno sta a muso torto.[10]
  • Chi non inganna, non guadagna.[8]
  • Chi non mangia a desco, ha mangiato di fresco.[4]
  • Chi non mangia ha del mangiato.[4]
  • Chi non piglia l'amante al laccio, resta in casa a guardare il catenaccio.[5]
Riferito alle ragazze che non riescono a trovare marito.
  • Chi non può dare all'asino, dà al basto.[8]
Chi non se la può prendere con chi vorrebbe, se la prende con chi può.
  • Chi non può, sempre vuole.[4]
  • Chi non sa comprare compri giovane.[10]
Riferito sia alla compra del bestiame che ad altri casi.
  • Chi non sa fingere, non sa regnare.[8]
  • Chi non sa fingersi amico, non sa esser nemico.[8]
  • Chi non semina non ricoglie.[10]
  • Chi non teme il sermone, non teme il bastone.[1]
  • Chi offende l'amico, non la risparmia al fratello.[17]
  • Chi peggio fa, meglio l'accomoda.[9]
  • Chi pensa al prossimo, al suo ben s'approssima.[7]
  • Chi per sè raguna, per altri sparpaglia.[12]
  • Chi perde ha sempre torto.[9]
  • Chi perde la roba perde molto, ma chi perde il cuore perde tutto.[5]
  • Chi perde, si gratti.[9]
  • Chi perse fu sempre dappoco.[9]
  • Chi piglia l'anguilla per la coda e la donna per la parola, può dire di non tener nulla.[23]
  • Chi più arde più splende.[4]
  • Chi più intende, più perdona.[25]
  • Chi più urla, ha più ragione.[9]
  • Chi più vuole, meno adopera.[4]
  • Chi pon cavolo d'aprile, tutto l'anno se ne ride.[10]
Piantato in aprile, infatti, il cavolo spiga presta ma non fa grumolo.
  • Chi porta la sua moglie a ogni festa, e dà bere al cavallo a ogni fontana, in capo all'anno il cavallo è bolso e la moglie puttana.[23]
  • Chi pratica co' gran maestri, l'ultimo a tavola e il primo a' capestri.[9]
  • Chi pratica impara, e guadagna sempre.[6]
  • Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare.[6]
  • Chi predica al deserto perde il sermone.[1]
  • Chi prima nasce, prima pasce.[10]
Il grano seminato per tempo, germoglia meglio.
  • Chi ricorre a poco sapere, ne riporta cattivo parere.[1]
  • Chi ride e canta, suo male spaventa.[21]
  • Chi s'impaccia colle frasche, la minestra sa di fumo.[6]
Con il termine "frasca" si fa riferimento sia alla donna vana che all'uomo imbroglione.
  • Chi se ne piglia, muore.[21]
  • Chi segue il prudente, mai se ne pente.[1]
  • Chi segue il rospo, cade nel fosso.[1]
  • Chi semina buon grano, ha poi buon pane; chi semina il lupino, non ha né pan né vino.[10]
  • Chi semina con l'acqua, raccoglie col paniere.[10]
Nessuna semina è ottimale su terreno molle.
  • Chi semina fave, pispola grano.[10]
La miglior caloria è quella dele fave.
  • Chi semina in rompone raccoglie in brontolone.[10]
Chi semina nel campo solo rotto, e non rilavorato e messo a seme, raccoglie poco.
  • Chi semina nella polvere, faccia i granaj di rovere.[10]
È sempre meglio seminare su terreno asciutto.
  • Chi semina spine non vada scalzo.[29]
  • Chi sempre beve non ha mai troppa sete.[4]
  • Chi serba, Dio non gli dà.[12]
  • Chi serba, serba al gatto.[12]
  • Chi serve in corte, muore allo spedale.[20]
  • Chi serve non erra.[7]
  • Chi servo si fa, servi aspetta.[20]
  • Chi s'impiccia colle frasche, la minestra sa di fumo.[6]
  • Chi si consiglia da sè, da sè si ritrova.[1]
  • Chi si frega al ferro, gli s'appica la ruggine.[6]
  • Chi si loda s'imbroda.[30]
  • Chi si mette a stentare, stenta sempre.[12]
  • Chi si volsero bene, non si volsero mai male.[5]
  • Chi signoreggia, brameggia.[20]
  • Chi soffre per amor, non sente pena.[5]
  • Chi sparagna, vien la gatto e glielo magna.[12]
  • Chi sprezza l'onore, sprezza Dio.[14]
  • Chi sta fermo in casi avversi, buon amico può tenersi.[17]
  • Chi t'accarezza più di quel che suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole.[15]
  • Chi t'ama di buon cuore strigni e abbraccia.[5]
  • Chi ti loda in presenza, ti biasima in assenza.[15]
  • Chi tiene il piede in due staffe, spesso si trova fuora.[8]
  • Chi tocca la pece, s'imbratta.[6]
  • Chi troppo frena gli occhi, vuol dire che gli son scappati.[4]
  • Chi troppo in alto sal, cade repente. Precipitevolissimevolmente.[20]
  • Chi troppo ride ha natura di matto; e chi non ride è di razza di gatto.[21]
  • Chi troppo sale dà maggior percossa.[20]
  • Chi trovò il consiglio, inventò la salute.[1]
  • Chi va a letto co' cani, si leva colle pulci.[6]
  • Chi va al mulino s'infarina.[6]
  • Chi va in gogna non fa il servizio volentieri.[4]
  • Chi va per uccellar, resta impaniato.[8]
  • Chi vanga non l'inganna.[10]
Chi lavora con la vanga ottiene sempre i suoi frutti (il vangare non lo inganna)
  • Chi vive ben predica.[1]
  • Chi vive in corte, muore in paglia.[20]
  • Chi vive tra i lupi, impara a urlare.[6]
  • Chi vuol bene a madonna, non vuol bene a messere.[5]
  • Chi vuol essere amato, convien che ami.[5]
  • Chi vuol la casa monda, non tenga mai colomba.[11]
  • Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.[10]
Riferito al tipo di vanga da utilizzare per ottenere un risultato migliore.
  • Chi vuol tutte l'ulive non ha tutto l'olio.[10]
Per avere del buon olio deve saper aspettare e rassegnarsi se qualche oliva cade.
  • Chi vuol vin dolce non imbotti agresto.[10]
[Figurativamente] Chi vuole una vita dolce, non faccia del male
  • Chi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene.[21]
  • Chi vuole amici assai, ne provi pochi.[17]
  • Chi vuole aver del mosto, zappi le viti d'agosto.[10]
  • Chi vuole ingannare il suo vicino, ponga l'ulivo grosso e il fico piccolino.[10]
  • Chi vuole l'amor celato lo tenga bestemmiato.[5]
Chi vuole nascondere il proprio amore, parli male della cosa che ama.
  • Chi vuole il buon bacato, per San Marco o posto o nato.[10]
  • Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.[10]
Per avere del buon vino l'uva deve essere matura, quindi non la si deve cogliere prima per paura che venga rubata.
  • Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.[10]
  • Chi vuole un buon potato, più un occhio e meno un capo.[10]
Riferito alla vite.
  • Chi vuole un buon rapuglio, lo semini di luglio.[10]
Chi vuole dela buona rapa, la semini a luglio
  • Chi vuole un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga un solo.[10]
  • Cicisbei e ganzerini fanno vita da facchini.[5]
  • Cielo a pecorelle, acqua a catinelle.[31]
  • Ciò che s'usa non fa scusa.[13]
Per giustificare un'azione non basta dire che si tratta di un'abitudine comune.
  • Coda corta non para mosche.[9]
  • Cogli amici non bisogna andar co' se in capo.[17]
  • Col perdonare troppo a chi falla, si fa ingiuria a chi non falla.[2]
  • Colombo pasciuto, ciliegia amara.[4]
  • Comandi chi può, e obbedisca chi deve.[9]
  • Compagnia d'uno, compagnia di niuno; compagnia di due, compagnia di Dio; compagnia di tre, compagnia di re; compagnia di quattro, compagnia da matti.[6]
  • Compagno non toglie l'utile.[6]
Gestire un'attività insieme ad un'altra persona, non diminuisce l'utile.
  • Con arte e con inganno, si vive mezzo l'anno.[8]
  • Con inganno e con arte, si vive l'altra parte.[8]
  • Con la disperazione degli innamorati mai non la volse Orlando.[5]
  • Con la voglia cresce la doglia.[4]
  • Con la volpe convien volpeggiare.[8]
  • Con ognun fa patto, coll'amico fanne quattro.[32]
  • Con traditori né pace né tregua.[8]
  • Con un par di polli, si compra un podere.[10]
Riferito alla facilità con cui si cambia podere.
  • Con un sol bue non si può far buon solco.[6]
  • Consiglio di due non fu mai buono.[1]
  • Consiglio di vecchio non rompe mai la testa.[1]
  • Consiglio di volpi, tribolo di galline.[8]
  • Consuetudine è una seconda natura.[13]
  • Contano più gli esempi che le parole.[1]
  • Contro amore non è consiglio.[5]
  • Contro i tristi è tutto il mondo armato.[2]
  • Contro il culo e la corrente non c'è forza competente.
  • Contro la forza la ragion non vale.[9]
  • Conversazione in giovinezza, fraternità in vecchiezza.[17]
  • Corruccio è vano senza forte mano.[9]
  • Corte e morte, e morte e corte, fu tutt' una.[20]
  • Corvi con corvi, non si cavano gli occhi.[6]
  • Cosa comunicata è più amata.[6]
  • Cosa per forza non vale scorza.[4]
Forzatamente non si può fare nulla di buono.
  • Crudeltà consuma amore.[5]

[modifica] D

  • D'ottobre il vin nelle doghe.[10]
Esorta a non affrettarsi alla vendemmia.
  • Dà buone parole e friggi.[8]
  • Da chi ti dona, guardati.[15]
  • Dà del tuo al diavolo, e lévatelo di torno.[6]
  • Da Montelupo si vede Capraia, Iddio fa le persone e poi l'appaia.[33]
  • Da San Gallo ara il monte e semina la valle.[10]
San Gallo è il 16 ottobre.
  • Da uom dabbene non hai che bene.[2]
  • Dagli effetti ci conoscono gli affetti.[4]
  • Dal campo deve uscir la fossa.[34]
  • Dal mare sale, e dalla donna male.[23]
  • Dei gusti non se ne disputa.[4]
  • Del fitto non ne beccan le passere.[10]
Riferito al grano, che se fitto è di cattiva qualità, dunque non scelto dalle passere.
  • Del servir non si pente.[7]
  • Delle pene d'amore si tribola e non si more.[5]
  • Denaro sepolto non fa guadagno.[12]
  • Detto d'amore disarma rigore.[5]
  • Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.[5]
  • Di casa la gatta, il topo non esce a corpo pieno.[6]
  • Dì il vero a uno, ed è tuo nemico.[18]
  • Di marzo, chi non ha scarpe, vada scalzo.[31]
  • Di settembre e d'agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.[10]
Esorta a non affrettarsi nella vendemmia.
  • Dice il porco dammi dammi, né mi contar mesi né anni.[10]
  • Dice più un'occhiata che una predica.[1]
  • Dietro al monte c'è la china.[35]
  • Dimmi chi tu pratichi, e ti dirò chi sei.[6]
  • Dio ha dato per penitenza all'avaro che né del poco né dell'assai si contenti.[12]
  • Dio manda il freddo secondo i panni.[35]
  • Dio non manda se non quel che si può portare.[35]
  • Dio non paga il sabato.[36]
  • Dio ti guardi da quela gatta che davanti ti lecca e di dietro di graffia.[15]
  • Dio ti salvi da un cattivo vicino, e da un principiante di violino.[11]
  • Donna barbuta, co' sassi la saluta.[22]
  • Donna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci.[23]
  • Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro.[23]
  • Donna danno, sposa speso, moglie meglio.[23]
  • Donna di monte, cavalier di corte.[23]
  • Donna e luna, oggi serena e domani bruna.[23]
  • Donna e popone, beato chi se n'appone.[23]
  • Donna iraconda, mare senza sponda.[23]
  • Donna oziosa, non può essere viziosa.[23]
  • Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala, quando la vuole.[23]
  • Donna specchiante, poco filante.[23]
  • Donne, asini e noci, voglion le mani atroci.[23]
  • Donne e buoi, de' paesi tuoi.[23]
  • Donne e oche, tienne poche.[23]
  • Dono di consiglio più vale che d'oro.[1]
  • Dono molto aspettato è venduto e non donato.[7]
  • Dopo il cattivo viene il buono.[35]
  • Dove donna domina, tutto si contamina.[23]
  • Dove è abbondanza di legne, ivi è carestia di biade.[10]
Nei territori boschivi e nei terreni molto piantati, vi è poco foraggio.
  • Dove è stato il fuoco, ci sa sempre di bruciaticcio.[5]
Riferito all'amore.
  • Dove la voglia è pronta, le gambe son leggere.[4]
  • Dove manca l'inganno, ivi finisce il diavolo.[8]
  • Dove molti peccano, nessuno si gastiga.[9]
  • Dove non basta la pelle del leone, bisogna attaccarvi quella della volpe.[8]
  • Dove non va acqua ci vuol la zappa.[10]
Riferito alla collina.
  • Dove passa il campano nasce il grano.[10]
Il campano è la campana appesa al collo dei bovini, per cui dove passano i bovini (con l'aratro), nasce il grano.
  • Dov'è popolo, è confusione.[6]
  • Dove regna amore, non si conosce errore.[5]
  • Dove son corna, son quattrini.[10]
Il bestiame è la parte principale dell'economia di un podere.
  • Dove son femmine e oche, non vi son parole poche.[23]
  • Dove sta un pane, può stare una parola.[1]
Chi ti dà da mangiare, è autorizzato ad ammonirti.
  • Dove va il padrone, può ire il servitore.[9]
  • Dove va la nave, può ire il brigantino.[9]
  • Due bene, tre meglio, quattro male, e cinque peggio.[6]
  • Due, non accesero mai lume.[6]
  • Due piedi non istanno bene in una calza.[6]
  • Due teste fanno un quadrello.[1]
  • Duro con duro non fa buon muro.[6]
Due persone ostinate possono difficilmente vivere insieme.

[modifica] E

  • È bene aver degli amici per tutto.[17]
  • È buona quando si può contare.[35]
  • È difficile condurre il can vecchio a mano.[13]
  • È lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quando è in fenesia.[5]
  • È mala cosa esser cattivo ma è peggio ancora esser conosciuto.[14]
  • È male amico chi a sé è nemico.[17]
  • È meglio ammazzare uno che mettere una cattiva usanza.[13]
  • È meglio ardere una città che mettere una cattiva usanza.[13]
  • È meglio dare e pentire, che tenere e patire.[10]
Può riferirsi ad ogni cosa, ma generalmente ci si riferisce al bestiame, in quanto tenere per troppo tempo una bestia da soma può richiedere costi eccessivi.
  • È meglio errar con molti ch'esser savio solo.[13]
    Versione alternativa: Meglio errar con molti che da sé stesso.[13]
  • È meglio esser capo di gatto che coda di leone.[11]
  • È meglio esser capo di lucertola, che coda di dragone.[11]
  • È meglio esser capo di luccio che capo di storione.[11]
  • È meglio essere il primo a casa sua che il secondo a casa d'altri.[11]
  • È meglio imbattersi che andare apposta.
    Versione alternativa: È meglio imbattersi che cercarsi apposta.[17]
Sia nell'amore che nell'amicizia.
  • È meglio morir con onore, che vivere con vergogna.[14]
  • È meglio onore che boccone.[14]
  • È meglio prendere che esser presi.[8]
  • È meglio un beccafico che una cornacchia.[10]
Esorta a comprare bestie grosse.
  • È meglio un tieni tieni, che cento piglia piglia.[7]
Esorta a non donare le cose a malincuore.
  • È meglio viver piccolo che morir grande.[20]
  • E' non si grida mai al lupo che non sia in paese.[14]
  • È peggio la vergogna che il danno.[14]
  • E' sa meglio il pazzo i fatti suoi, che il savio quegli degli altri.[1]
  • E' si può fare il male a forza, ma non il bene.[4]
  • È un cattivo andare contro il vento.[13]
    Versione alternativa: È un cattivo andare contro la corrente.[13]
  • È un gran sordo quello che non vuole intendere.[1]
  • Esempi e beneficj fanno gli amici.[17]

[modifica] F

  • Fa bene, e non guardar a cui.[7]
  • Fa forame il can per fame.[3]
  • Fa prima il credito, e poi va e dormi.[14]
  • Faccia chi può, prima che il tempo mute; che tutte le lasciate son perdute.[21]
Chi può, si metta all'opera prima che cambino le cose, perché ogni lascia è persa.
  • Fame affoga fama.[3]
La fame costringe la persona a far cose che gli apportano biasimo.
  • Fammi fattore un anno, se sarò povero, mio danno.[10]
  • Fammi povera, ti farò ricco.[10]
Riferito alla vite.
  • Fatta la roba, facciam la persona.[21]
Una volta che abbiamo assolto ai nostri doveri, godiamocene i frutti.
  • Fatti buon nome e piscia a letto, e' diranno che hai sudato.[14]
  • Fattor nuovo, tre dì buono.[10]
  • Fattore, fatto re.[10]
  • Figlio di fava e babbo di lino.[10]
Le fave quando riscoppiano dopo il gelo, fanno il loro frutto, il lino invece no.
  • Fiorentin mangia fagiuoli, e' volevan gli Spagnuoli; li Spagnuoli sono venuti, Fiorentin becchi e cornuti.[37]
  • Formento, fava e fieno non si vollero mai bene.[10]
Riferito alla difficoltà di coltivarle tutte e tre lo stesso anno.
  • Frenesia, gelosia, eresia, mai son sanate per alcuna via.[5]
  • Fumo, fiore e corte, è tutt'uno.[20]
  • Furbo, vuol dir minchione.[8]

[modifica] G

  • Gallinetta che va per cà, o la becca o l'ha beccà: se la non becca a desco, l'ha mangiato di fresco.[4]
  • Gatto che non è goloso non piglia mai sorcio.[4]
  • Gelosia vien per impotenza, per opinione e per esperienza.[5]
  • Gente allegra Iddio l'aiuta.[21]
  • Gente assai, fanno assai, ma mangian troppo.[10]
Chiamando tanti garzoni, si fa tanto lavoro ma si spende anche tanto per remunerarli.
  • Gentilezza corre la prima al perdono.[25]
  • Giugno, la falce in pugno; se non è in pugno bene, luglio ne viene.[10]
Giugno è il momento giusto per falciare il grano, a luglio è troppo tardi.
  • Gli alberi grandi fanno più ombra che frutto.[22]
  • Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.[17]
  • Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatelo.[17]
  • Gli amici son buoni in ogni piazza.[17]
  • Gli scarparelli la pietra la gli sciupa, la pietra la gli asciuga.[35]
  • Gli storni son magri perché vanno a stormi.[6]
Quando in molti hanno lo stesso lavoro, il guadagno è poco per tutti.
  • Gli stracci vanno all'aria.[9]
I poveri sono sempre quelli che ci rimettono.
  • Gli uomini non si misurano a canne.[22]
  • Godiamo, chè stentar non manca mai.[21]
  • Gola degli adulatori, sepolcro aperto.[15]
  • Gran fecondità non viene a maturità.[10]
  • Gran nave vuol grand'acqua.[9]
  • Gran pesto fa buon cesto.[10]
  • Grande amicizia genera grand'odio.[17]
  • Grasso monaco, grasso vitello.[9]
  • Grasso ventre, grosso ingegno.[22]
  • Grattugia con grattugia non guadagna.[8]
  • Grave cura non ti punga, e sarà tua vita lunga.[21]
  • Grossa testa non fa buon cervello.[22]
  • Guadagno sotto il tetto, guadagno benedetto.[10]
Il guadagno della stalla è una parte importante nell'economia del podere.
  • Guancia pulita, fronte ardita.[22]
  • Guardati da chi consiglia a fine di bene.[1]
  • Guardati da' segnati da Cristo.[22]
  • Gusto guasto è come vin da fiasco.[4]
  • Gusto pazzo, amor guasto.[5]

[modifica] H

[modifica] I

  • I consigli e il villano pigliali alla mano.[1]
  • I cortigiani hanno solate le scarpe di buccie di cocomero.[20]
I cortigiani hanno per suole bucce di cocomero.
I cortigiani è facile che perdano il loro ruolo.
  • I favori delle corti sono come sereni d'inverno e nuvoli di state.[20]
I favori delle corti sono come il cielo limpido d'inverno e le nuvole d'estate.
I favori delle corti durano poco.
  • I Giudei non istanno bene co' Samaritani.[6]
  • I gran personaggi o non hanno figliuoli o non son saggi.[20]
  • I granchi vogliono mordere le balene.[9]
  • I mosconi rompon le tele de' ragni.[9]
  • I panioni fermano, ma le civette chiamano.[15]
  • I pastori per rubare le pecore si mettono nome lupi.[8]
  • I pesci grossi mangiano i piccini.[9]
  • I più buoni son messi in croce.[9]
  • I poveri s'ammazzano, e i signori s'abbracciano.[9]
  • I poveri sono i primi alle forche, e gli ultimi a tavola.[9]
  • I primi amori sono i migliori.[5]
  • I santi nuovi metton da parte i vecchi.[4]
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
  • I santi vecchi non fanno più miracoli.[4]
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
  • I troppi cuochi guastano la cucina.[6]
  • Il barbiere non si contenta del pelo.[9]
  • Il bello piace a tutti.[22]
  • Il bisognino fa trottare la vecchia.[3]
  • Il bisogno fa l'uomo bravo.[3]
  • Il bruno il bel non toglie, anzi arricchisce le voglie.[22]
  • Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.[13]
Usato quando qualcuno da anziano si comporta proprio come faceva da giovane.
  • Il buon lavoratore rompe il cattivo annuale.[10]
Il buon lavoratore supera anche le cattive annate.
  • Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico.[9]
Chi è bravo in qualcosa, è obbligata a fare anche per chi non è buono a nulla.
Il grado posseduto non muta la persona.
  • Il cane in chiesa fu sempre il mal venuto.[6]
  • Il cane s'alletta più con le carezze che colla catena.[25]
  • Il carbone o scotta o tinge.[6]
  • Il consiglio va raro invano.[1]
  • Il consiglio del traditore è come la semplicità della volpe.[8]
  • Il cortigiano è la seconda specie de' ribaldi.[20]
  • Il cuculo fa l'ova nel nido della sterpazzuola.[9]
  • Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.[23]
  • Il cuore dei bricconi è un mare in burrasca.[2]
  • Il cuore ha le sue ragioni e non intende ragione.[4]
  • Il curioso raccoglie frutto.[10]
  • Il diavolo dove non può mettere il capo vi mette la coda.[8]
  • Il diavolo è sottile, e fila grosso.[8]
  • Il diavolo può tentare, ma non precipitare.[4]
Ognuno ha la responsabilità dei suoi errori, le tentazioni e le occasioni sono solo scuse.
  • Il ferro lima il ferro.[9]
  • Il fumo va dietro ai belli.[22]
Per fumo si intendono vanità, arroganza, superbia.
  • Il furfante in ogni luogo trova tre cose, osteria, prigione e spedale.[2]
  • Il giusto ne soffre per il peccatore.[9]
  • Il gran rado non fa vergogna all'aia.[10]
Loda seminare il grano rado.
  • Il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.[20]
  • Il gran tempo a' gran nomi è gran veleno.[14]
  • Il grano va a chi non ha sacca.[9]
  • Il guadagno si fa il giorno della compra.[10]
Riferito in particolare al bestiame.
  • Il ladro sta bene col malandrino.[6]
  • Il leone ebbe bisogno del topo.[9]
  • Il lupo d'esser frate ha voglia ardente mentre è infermo; ma sano se ne pente.[2]
  • Il magnano tanto salta con le bolge quanto senza.[13]
  • Il mal del traditore ne va col pelo.[8]
  • Il male non istà sempre dove si pone, se non sopra i gobbi.[35]
  • Il male unisce gli uomini.[7]
Nelle sofferenze comuni gli uomini si stringono di più.
  • Il medico pietoso fa la piaga puzzolente.[1]
  • Il mèle si fa leccare perché è dolce.[25]
Chi vuole essere amato, deve comportarsi dolcemente.
  • Il miglio mantiene la fame in casa.[10]
Il pane di miglio non fa passare la fame
  • Il mondo è di chi lo sa canzonare.[8]
  • Il padrone non va per l'acqua.[9]
  • Il pan di casa stufa.[13]
  • Il pesce grosso mangia il minuto.[9]
  • Il piangere puzza a' morti e fa male a' vivi.[21]
  • Il pidocchio non ha faccia, e però sta saldo.[2]
Riferito ai furfanti senza vergogna.
  • Il più ciuco è fatto priore.[9]
  • Il più tira il meno.[9]
  • Il porco sogna ghiande.[4]
  • Il potestà nuovo manda via il vecchio.[4]
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
  • Il riso fa buon sangue.[21]
  • Il riso fa cuore.[21]
  • Il sano consiglia bene il malato.[1]
  • Il servizio torna sempre a caa col guadagno.[7]
  • Il tempo sana ogni cosa.[35]
  • Il tempo scuopre la verità.[18]
  • Il tignoso non ama il pettine.[1]
  • Il titol di più onore è padre e difensore.[7]
  • Il vecchio pianta la vigna, e il giovine la vendemmia.[10]
  • Il venerdì ammazza il sabato.[38]
  • Il vero ha il morbo in casa.[18]
  • Il vero punge e la bugia unge.[18]
  • Il vero non ha risposta.[18]
  • Il vin nel fiasco non cava la sete di corpo.[12]
  • Il vino di casa non imbriaca.[13]
    Versione alternativa: Il vino che si pasteggia non imbriaca.[13]
  • Il vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso.[10]
  • In campo stracco, di grano nasce loglio.[10]
  • In casa de' ladri non ci ruba.[8]
  • In casa de' sonatori non si balla.[8]
  • In casa sua ciascuno è re.[11]
  • In chiesa co'santi, e in osteria co' ghiotti.[6]
  • In fine le s'accomodan tutte.[35]
  • In mancanza di cavalli gli asini trottano.[3]
  • In pellicceria ci vanno più pelli di volpe che d'asino.[8]
Alla fine dei conti i furbi hanno sorte peggiore degli sciocchi.
  • Innanzi il maritare, abbi l'abitare.[11]
  • Ira senza forza, nulla vale.[9]

[modifica] L

  • L'acqua fa l'orto.[10]
  • L'allegria è il primo rimedio della scuola salernitana.[21]
  • L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare.[17]
L'amicizia deve stropicciarsi, ma non strapparsi
  • L'amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali.[17]
  • L'amicizie si fanno in prigione.[17]
  • L'amico accenna e non balestra.[17]
L'amico ammonisce e non offende.
  • L'amico dev'essere come il denaro.[17]
  • L'amico non è conosciuto finché non è perduto.[17]
  • L'amore è principio del bene e del male.[5]
  • L'amore, l'inganno e il bisogno insegnano la rettorica.[8]
  • L'aquile non fanno guerra a' ranocchi.[9]
  • L'aquila non piglia mosche.[9]
  • L'asino, per tristo che sia, se tu lo batti più del dovere, tira calci.[25]
  • L'avarizia è scuola di ogni vizio.[12]
  • L'avaro è come l'idropico; quanto più beve, più ha sete.[12]
  • L'avaro è procuratore de' suoi beni, e non signore.[12]
  • L'avaro non fa mai bene se non quando tira le calze.[12]
  • L'avere non è solamente di chi l'ha.[7]
  • L'elefante non sente il morso della pulce.[9]
  • L'eloquenza del tristo è falso acume.[2]
  • L'ingannato è chi inganna.[8]
  • L'inganno va a casa dell'ingannatore.[8]
  • L'innamorato vuol esser solo, savio, sollecito e segreto.[5]
  • L'occhio vuol la sua parte.[22]
  • L'olio e la verità tornano alla sommità.[18]
  • L'onore è di chi sel fa.[14]
  • L'onore porta oro, ma non l'oro l'onore.[14]
  • L'onore va dietro a chi lo fugge.[20]
L'onore inteso come "gli onori", o anche la fama, la celebrità.
  • L'oro s'afina al fuoco e l'amico nelle sventure.[17]
  • L'orso sogna pere.[4]
  • L'orzola, dopo due mesi va e ricôla.[10]
L'orzola ricoglila dopo due mesi.
  • L'ospite e il pesce in tre giorni puzza.[6]
  • L'uomo è fuoco e la donna è stoppa; vien poi il diavolo e gliel'accocca.[5]
  • L'ultimo vestito ce lo fanno senza tasche.[12]
Nulla si può portare nell'aldilà, riferito soprattutto agli avari.
  • L'uso doventa natura.[13]
  • L'uso fa legge.[13]
  • L'uso serve di tetto a molti abusi.[13]
  • L'uso vince natura.[13]
  • La bella donna è un bel cipresso.[22]
Ovvero senza frutti.
  • La bella gabbia non nutre l'uccello.[11]
  • La beltà senza la grazia è un amo senza l'esca.[22]
  • La biscia si rivolta al ciarlatano.[8]
  • La buona compagnia è mezzo pane.[6]
  • La buona fama è come il cipresso.[14]
Il cipresso una volta troncato, non riverdisce mai più.
  • La capra non contrasta col leone.[9]
  • La carne dela lodola piace ad ognuno.[15]
  • La casa e la moglie si godono più d'ogni altra cosa.[11]
  • La catena non teme il fumo.[13]
  • La catena tanto lega il padrone quanto lo guarda.[9]
  • La colpa è sempre degli offesi.[9]
  • La dimenticanza è il rimedio dell'ingiuria.[25]
  • La diritta è serva della mancina.[9]
  • La donna è come la castagna; bella di fuori, e dentro è la magagna.[23]
  • La donna è come l'appetito, va contentata a tempo.[23]
  • La donna e l'uovo vuole un sol padrone.[23]
  • La donna guarda più sott'occhio che non fa l'uomo a diritto filo.[23]
  • La donna ne sa un punto più del diavolo.[23]
  • La fame caccia il lupo dal bosco.[3]
  • La fame ha le spie per tutto.[3]
  • La fame non conosce legge.[3]
  • La forza caca addosso alla ragione.[9]
  • La lingua batte dove il dente duole.[4]
  • La lingua unge e il dente punge.[15]
  • La lode giova al savio e nuoce al matto.[15]
  • La lontananza ogni gran piaga sana.[5]
  • La maggior gloria del vincere è perdonare al vinto.[25]
  • La mala compagnia fa cattivo sangue.[6]
  • La matassa quanto più è arruffolata e meglio s'accomoda.[35]
  • La morte de' lupi è la salute delle pecore.[9]
  • La mosca pungendo la tartaruga si rompe il becco.[9]
  • La mosca tira i calci come può.[9]
  • La musica ne' dissimili, e l'amicizia ne' simili.[17]
  • La nave non va senza il battello.[9]
  • La necessità non ha legge.[3]
  • La necessità torna in volontà.[3]
  • La perversità fa l'uomo guercio.[2]
  • La porta di dietro è quella che ruba la casa.[11]
  • La predica fa come la nebbia, lascia il tempo che trova.[1]
  • La prima oliva è oro, la seconda argento, la terza non val niente.[10]
  • La prima scodella piace a tutti.[20]
  • La roba è fatta per i bisogni.[12]
  • La roba non è di chi la fa, ma di chi la gode.[21]
  • La saggina ha la vita lunga.[10]
La saggina sta molto sotto terra prima di nascere. (letterale)
La felicità del saggio ha vita lunga. (figurato)
  • La segale nella polverina e il grano nella pantanina.[10]
La segale nel terreno sottile e asciutto e il grano in quello grosso e umido.
  • La segale o il segalato fece morir di fame la comare.[10]
  • La vanga ha la punta d'oro.[10]
  • La verità è figliola del tempo.[18]
  • La verità è madre dell'odio.[18]
  • La verità è una sola.[18]
  • La verità può languire ma non perire.[18]
  • La verità vien sempre a galla.[18]
  • La vicinanza è mezza parentela.[11]
  • La vipera morde il ciarlatano.[8]
  • La vita dell'adulatore poco tempo sta in fiore.[15]
  • La volontà è tutto.[4]
  • La volpe in vicinato non fa mai danno.[8]
  • Lagrime di donne, fontana di malizia.[23]
  • Lavora o abborraccia, ma semina finché non diaccia.[10]
  • Lavoratore buono, d'un podere ne fa due; cattivo, ne fa un mezzo.[10]
  • Le belle cose piacciono a tutti.[4]
  • Le belle senza dote trovano più amanti che mariti.[22]
  • Le bellezze son le prime spedite.[22]
Le belle donne trovano facilmente marito.
  • Le bestie vecchie muoiono nella stalla de' contadini minchioni.[10]
  • Le buone donne non hanno né occhi né orecchie.[23]
  • Le buone parole acconciano i mali fatti.[25]
  • Le buone parole non rompono i denti.[25]
  • Le case grandi dal mezzo in su non s'abitano.[22]
  • Le cattive compagnie conducono l'uomo alla forca.[6]
  • Le cose rare son le più care.[13]
  • Le cose vanno fatte quando se ne sente il bisogno.[4]
  • Le donne arrivano i pazzi e i savi.[23]
  • Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.[23]
  • Le donne hanno sette spiriti in corpo.[23]
  • Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.[23]
  • Le donne per parer belle si fanno brutte.[22]
  • Le donne piglian ben le pulci.[23]
  • Le donne s'attaccano sempre al peggio.[23]
  • Le donne son come i gatti, finché non battono il naso, non muoiono.[23]
  • Le donne son figliuole dell'indugio.[23]
  • Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.[23]
  • Le donne sono il purgatorio della borsa, il paradiso del corpo, e l'inferno dell'anima.[23]
  • Le fave nel motaccio, e il gran nel polveraccio.[10]
  • Le femmine calano come la cassa de' mercanti.[23]
  • Le leggi sono come i ragnateli.[9]
Le mosche piccole si impigliano in essa e quelle grandi la sfondano.
  • Le mosche si posano sopra alle carogne.[9]
  • Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.[23]
  • Le secchie si metton a combatter col pozzo, e ne portan la testa rotta.[9]
  • Le speziere migliori stanno ne' sacchetti piccoli.[22]
  • Legami mani e piei e gettami tra i miei.[11]
  • Leva da capo e poni da piè.[10]
Bisogna sia potare che annaffiare.
  • Loda il monte e tienti al piano.[10]
  • Lontan dagli occhi, lontan dal cuore.[5]
  • Luna mercurina tutto il ciel ruina.[31]
La luna che nasce di mercoledì lascia presagire pioggia e tempeste.
  • Lupo affamato, mangia pan muffato.[3]

[modifica] M

  • Mal si balla bene se dal cor non viene.[4]
Difficilmente si balla bene se non viene dal cuore.
Nessun divertimento giova se non viene dal cuore.
  • Male altrui consiglia, chi per sè non lo piglia.[1]
  • Maliconia non paga debito.[21]
  • Mano bianca è assai lavata.[39]
  • Masseria, masseria, viene il diavolo e portala via.[12]
  • Meglio soli, che male accompagnati.[6]
  • Meglio un aiuto che cinquanta consigli.[7]
  • Meglio un prossimo vicino che un lontano cugino.[7]
  • Meglio una sassata nella testa, che una ferita nell'onore.[14]
  • Meno siamo a tavola, e più si mangia.[6]
  • Molta terra, terra poca; poca terra, terra molta.[10]
La molta terra lavorata male, equivale a poca; la poca terra lavorata bene, equivale a molta.'
  • Monte, porto, città, bosco o torrente abbi se puoi per vicino o parente.[11]
  • Morso di pecora non passa mai la pelle.[9]

[modifica] N

  • Né amico rinconciliato, né pietanza due volte cucinata.[17]
  • Né mulo, né mulino, né fiume, né forno, né signore per vicino.[11]
  • Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede.[17]
  • Nella botte piccola ci sta il vin buono.[22]
  • Nella guerra d'amor vince chi fugge.[5]
  • Nelle corti, la carità è tutta estinta, né si trova amicizia se non finta.[20]
  • Nelle stracce e negli straccioni s'allevano di gran baroni.[20]
  • Nessun diventò mai pover per far limosine.[7]
  • Nessuna meraviglia dura più di tre giorni.[13]
  • Non a tutti vola il gufo.[9]
  • Non bisogna contentar le donne se non del lino.[23]
  • Non bisogna fare il diavolo più nero di quanto non sia.[40]
  • Non c'è male senza bene.[35]
  • Non c'è migliore specchio dell'amico vecchio.[17]
  • Non dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda.[15]
  • Non è bello quel ch'è bello, ma è bello quel che piace.[4]
  • Non è mai sì gran morìa, che non campi chicchessia.[35]
  • Non è malvagio eguale a quel che si compiace del far male.[2]
  • Non è più bel mestiere, che non aver pensiere.[21]
  • Non è più bell'amor che la vicina, la si vede da sera e da mattina.[5]
  • Non è traditore senza sospetto.[8]
  • Non fu mai guercio senza malizia.[22]
  • Non fu mai sì bella scarpa, che non diventasse una ciabatta.[22]
  • Non fu mai sì vaga rosa, che non diventasse un grattaculo.[22]
  • Non mi dare e non mi tôrre; non toccar quando son molle.[10]
Riferito alla vite, personificata.
  • Non nevica tutto il verno.[35]
  • Non riposa colui che ha carco d'altrui.[20]
  • Non s'ara come s'erpica.[10]
Ogni cosa va fatta in modo appropriato. (figurato)
Usata anche letteralmente.
  • Non s'ha se non quello che si gode.[21]
  • Non sa donare chi tarda a dare.[7]
  • Non si deve incolpare se non fortuna.[7]
  • Non si fa mantello per un'acqua sola.[17]
Non si fa un mantello per una pioggia soltanto.
Non si fa un amico che serva una sola volta.
  • Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.[16]
  • Non si può tenere la lingua a nessuno.[14]
  • Non si sazia meno una formica per un granulo di grano, che si faccia un leofante per dieci staia.[9]
  • Non si sente le campane piccole quando suonano le grandi.[9]
  • Non si serra mai una porta che non se n'apra un'altra.[35]
  • Non tutte le pecore sono per il lupo![35]
  • Non v'è la peggio stretta di quella della falce.[10]
  • Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore.[5]

[modifica] O

  • O molle o asciutto, per San Luca semina.[10]
San Luca è il 18 ottobre.
  • O sassi o pani, bisogna aver qualcosa in man pei cani.[2]
  • Occhio bello, animo felino; occhio pesto, alma desta; occhio ridente, alma mordente.[22]
  • Occhio con occhio fa mal riscontro.[8]
  • Ogni acqua spegne il fuoco.[25]
Poche lacrime bastano a placare lo sdegno.
  • Ogni aiuto è buono.[7]
  • Ogni buon detto fa retto.[1]
  • Ogni dieci anni un uomo ha bisogno dell'altro.[7]
  • Ogni difforme trova il suo conforme.[6]
  • Ogni disuguaglianza amore agguaglia.[5]
  • Ogni domane porta il suo pane.[35]
  • Ogni formica ama il suo buco.[11]
  • Ogni granchio ha la sua luna.[4]
  • Ogni lasciata è persa.[21]
  • Ogni male ha la sua ricetta.[35]
  • Ogni muta, una caduta.[10]
Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.
  • Ogni pazzo vuol dar consiglio.[1]
  • Ogni prete può menare il cherico.[9]
  • Ogni simile appetisce il suo simile.[6]
  • Ogni trista acqua cava la sete.[3]
  • Ogni tristo cane abbaia da casa sua.[11]
  • Ogni uccello canta meglio nel suo nido che in quello degli altri.[11]
  • Ogni uccello fa festa al suo nido.[11]
  • Ogni uomo è uomo, e ha cinque dita nelle mani.[9]
  • Ogni volpe ama la sua tana.[11]
  • Ogni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara.[21]
  • Ognuno è padrone in casa sua.[11]
  • Ognuno ha da fare nel grado suo.[9]
  • Ognuno vorrebbe il mestolo in mano.[20]
  • Onesta e gentilezza sopravanza ogni bellezza.[22]
  • Onora il buono perché ti onori, onora il tristo perché non ti disonori.[2]

[modifica] P

  • Palla in bocca e fiasca in mano.[21]
  • Pan d'un giorno, vin d'un anno.[19]
  • Para via malinconia, quel c'ha da essere convien che sia.[21]
  • Pari con pari bene sta e dura.[17]
  • Paura de' birri, desio di regnare; fanno impazzare.[20]
  • Pazzo è colui, che strazia sè per dar sollazzo altrui.[21]
  • Penitenza senza frutto, epiteto della corte.[20]
  • Pensiero non pagò mai debito.[21]
  • Per arricchire bisogna invitire.[10]
Per arricchirsi, bisogna piantare viti.
  • Per conoscere un furbo ci vuole un furbo e mezzo.[8]
  • Per fare una cosa bene, bisogna essere tagliati a buona luna.[4]
Per riuscire bene in qualcosa bisogna esservi portati.
  • Per forza si fa l'aceto.[4]
Con la forza, non si ottiene nulla.
Forzatamente non si può fare nulla di buono.
  • Per più non potere, l'uomo si lascia cadere.[3]
  • Per San Tomè, piglia il porco per lo piè.[10]
Per San Tommaso piglia il porco per il piede
  • Per Sant'Andrea piglia il porco per la sèa; se tu non lo puoi pigliare, fino a Natale lascialo andare.[10]
  • Per un peccatore perisce una nave.[6]
  • Perdona a tutti, ma niente a te.[25]
  • Pere e donne senza romori, sono stimate le migliori.[23]
  • Piacere fatto non va perduto.[7]
  • Piccola acqua fa cessar gran vento.[25]
Poche lacrime bastano a placare un grande sdegno.
  • Piccola pietra gran carro riversa.[9]
  • Piccola scintilla può bruciare una villa.[9]
  • Piccola spugna ritiene acqua.[9]
  • Piccole ruote portan gran fasci.[9]
  • Piccolo ago scioglie nodo stretto.[9]
  • Piccolo vento accende fuoco, e il grande lo smorza.[9]
  • Piè di montagna, porto di mare, fanno l'uomo profittare.[11]
  • Più da noi è bramato, chè più ci vien negato.[4]
  • Più ne sa un pazzo a casa sua, che un savio a casa d'altri.[1]
  • Più vale il cuore che il sangue.[17]
Vale più un amico che un parente.
  • Più vale un pan con amore che un cappone con dolore.[25]
  • Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.[23]
  • Placato il cane, facile è rubare.[8]
  • Poca barba e men colore, sotto il ciel non è peggiore.[22]
  • Poca brigata, vita beata.[6]
  • Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.[10]
Quando il vino è poco può comunque bastare, il pane invece finisce presto.
  • Poco mosto, vil d'agosto.[10]
  • Poco vino, vendi al tino; assai mosto, serba a agosto.[10]
  • Poni i porri e sega il fieno, a qualcosa la chiapperemo.[10]
  • Presto per natura, e tardi per ventura.[10]
Riferito alla sementa.
  • Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato sale sett'anni.[17]

[modifica] Q

  • Qualche volta si vuol dar passata.[25]
  • Quando c'è la volontà c'è tutto.[4]
  • Quando canta il Cucco v'è da far per tutto; o cantare o non cantare, per tutto c'è da fare.[10]
  • Quando canta il Firinguello, buono o cattivo, tienti a quello.[10]
Il fringuello canta d'inverno, quando non conviene cambiare padrone.
  • Quando canta il Ghirlindò, chi ha cattivo padron mutar lo può.[10]
Il ghirlingò canta in primavera, quando il contadino tende a cercare un nuovo padrone.
  • Quando canta il Merlo, chi ha padron si attenga a quello.[10]
Il merlo canta a settembre e ottobre, periodo in cui un contadino non dovrebbe mai trovarsi senza padrone.
  • Quando canta l'Assiolo, contadin semina il fagiolo.[10]
  • Quando del bel servir, mal si raduna.[7]
  • Quando è caduta la scala, ognun sa consigliare.[1]
  • Quando è su' granai non se ne può aver senza denai.[10]
  • Quando i furbi vanno in processione, il diavolo porta la croce.[6]
  • Quando il caso è disperato, la provvidenza è vicina.[35]
  • Quando il grano è ne' campi, è di Dio e de' Santi.[10]
    Versione alternativa: Quando il grano è ne' campi, è di tutti quanti.[10]
Quando il grano è nei campi è esposto a mille casi.
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.[10]
Il grano ricasca quando è fitto e rigoglioso.
  • Quando il lupo mangia il compagno, crede si dee sterile la compagnia.[3]
  • Quando la volpe predica, guardatevi, galline.[8]
  • Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollajo.[8]
  • Quando luce e dà il sole, il pastor non fa parole.[10]
Il pastore, infatti, esce subito per portare le pecore in campagna.
  • Quando mette la querciola, e tu semini la cicerchiola.[10]
  • Quando odi altrui mancamenti, chiudi la lingua fra i denti.[25]
  • Quando tutti ti dicono briaco va a dormire.[14]
  • Quanto più ciondola, più ugne.[10]
Riferito all'ulivo.
  • Quattrin sotto il tetto, quattrin benedetto.[10]
Il guadagno dalla stalla è una parte importante nell'economia del podere.
  • Quanti vanno alla forca che non n'han né mal né colpa.[9]
  • Quei consigli son sprezzati che son chiesti e ben pagati.[1]
  • Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche gride.[23]
  • Quel che è fatto è reso.[8]
  • Quel che si dona, luce; quel che si mangia, pute.[7]

[modifica] R

  • 'Ramo corto, vendemmia lunga.'[10]
Riferito alla vite.
  • Rana di palude sempre si salva.[13]
  • Rivoltami, che mi vedrai.[10]
Riferito alla terra (personificata), che chiede la vanga.
Là dove crescono i rovi, la terra è buona per coltivarci il grano.

[modifica] S

  • Sa più il papa e un contadino, che il papa solo.[1]
  • Saluti di sbirri giustificano la persona.[6]
  • San Luca, cava la rapa e metti la zucca.[10]
  • Sanno più un savio e un matto, che un savio solo.[1]
  • Savie all'impensata e matte alla pensata.[23]
  • Scrofa magra, ghianda s'insogna.[4]
  • Sdegno cresce amore.[5]
  • Sdegno d'amante poco dura.[5]
  • Sdegno e vergogna son pien d'ardire.[4]
  • Se ari male, peggio mieterai.[10]
  • Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.[10]
  • S'è grande è oziosa; s'è piccola è viziosa; s'è bella è vanitosa; s'è brutta è fastidiosa.[23]
  • Se il buon prospera, ognun prospera.[7]
  • Se il grande fosse valente e il piccolo paziente e il rosso leale, ognun sarebbe eguale.[22]
  • Se il tuo gatto è ladro, non lo cacciar di casa.[4]
  • Se la donna vuol, tutto la puol.[23]
  • Se le donne fossero d'oro non varrebbero un quattrino.[23]
  • Se lodi il buono, diverrà migliore; biasima il tristo e' diverrà peggiore.[2]
  • Se non si maritassero altro che le belle, cosa farebbero le brutte?[22]
  • Se occhio non mira, cuor non sospira.[5]
  • Se se n'avvede me l'abbo, se non se n'avvede me la gabbo.[8]
  • Se tu vuoi della vite trionfare, non gli tôrre e non gli dare, e più di due volte non la legare.[10]
  • Se tu vuoi empir le tina, zappa il miglio in orecchina.[10]
  • Se un cieco guida l'altro, tutti due cascano nella fossa.[1]
  • Se vuoi condurre un uomo a imbarbogire, fallo ingelosire.[5]
  • Se vuoi guardar la casa, fai un uscio solo.[11]
  • Se vuoi la buona rapa per Santa Maria sia nata.[10]
Per Santa Maria, si intende l'Assunzione e quindi il 15 agosto.
  • Se vuoi piaceri, fanne.[7]
  • Senza Cerere e Bacco è amor debole e fiacco.[5]
  • Sera rossa e nero mattino, rallegra il pellegrino.[31]
  • Serva tornata non fu mai buona.[10]
Una serva che torna a lavorare per lo stesso padrone dopo essere stata licenziata non dà mai buoni risultati.
  • Servi, e non badare a chi.[7]
  • Servigio riaccende amore.[7]
  • Sesto, Peretola e Campi son la peggio genìa che Cristo stampi.[37]
  • Si batte la sella per non battere il cavallo.[8]
Chi non se la può prendere con chi vorrebbe, se la prende con chi può.
  • Si predica bene e si razzola la male.[1]
  • Signor di maggio dura poco.[20]
Riferito al Signore delle feste che si tenevano a Firenze nel mese di maggio.
  • Simili con simili, e impàcciati co' tuoi.[6]
  • S'impiccano i ladrucci, e non i ladroni.[9]
  • Soli non si starebbe bene nemmeno in Paradiso.[6]
  • Solo dir posso ch'è mio, quanto godo e do per Dio.[7]
  • Sopra il nero, non v'è colore.[24]
  • Sottil filo cuce bene.[8]
  • Sotto consiglio non richiesto gatta ci cova.[1]
  • Sotto la bianca cenere, sta la brace ardente.[4]
  • Sotto la scuffia spesso è tigna ascosa.[20]
  • Spada in bassa mano, non è senza taglio.[9]
  • Spesso si dà per forza quel che si nega per cortesia.[7]
  • Sta meglio il grano al campo, che al mulino.[10]
  • Sulla gioventù non si fece mai male.[10]
Negli acquisti (di bestiame e non solo) non si sbaglia mai puntando sulla gioventù.
  • Suon di campana non caccia cornacchia.[1]

[modifica] T

  • Tal guaina tal coltello.[6]
  • Tal ti fa il bellin bellino che ti mangerebbe il core.[15]
  • Tal ti ride in bocca che dietro te l'accocca.[15]
  • Tale dà un consiglio per uno scudo, che nol torrebbe per un quattrino.[1]
  • Tante tramute, tante cadute.[10]
Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.
  • Tanto è dire raperino, quanto ladro e assassino.[22]
  • Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco.[6]
  • Tanto è morir di male, quanto d'amore.[5]
  • Tanto è tenere che scorticare.[6]
  • Tanto mangia il povero quanto il ricco.[9]
  • Tanto sa altri quanto altri.[8]
  • Tempo e fantasia si varia spesso.[4]
  • Terra bianca, tosto stanca.[10]
  • Terra coltivata, ricolta sperata.[10]
  • Terra magra fa buon frutto.[10]
  • Terra nera, buon grano mena.[10]
  • Testa calva, piazza di pidocchi.[22]
  • Tra corsale e corsale non si guadagna se non barili vuoti.[8]
  • Tra furbo e furbo mai non si camuffa.[8]
  • Tra mal d'occhio e l'acqua cotta, al padron non gliene tocca.[10]
Riferito alla raccolta delle fave. Infatti il maldocchio (succiamele delle fave) è un parassita che distrugge le fave, i contadini cuociono (acqua cotta) le fave senza dividerle con il padrone, in entrambi i casi quindi il padrone non raccoglie fave.
  • Tradimento piace assai, traditor non piacque mai.[8]
  • Tral cuoco e il canavaccio non è mai nimicizia.[6]
  • Tre cose son cattive magre, oche, femmine e capre.[22]
  • Tre cose vuole il campo, buon lavoratore, buon seme e buon tempo.[10]
  • Tre donne fanno un mercato e quattro fanno una fiera.[23]
  • Tre fili fanno uno spago.[6]
  • Tre furfanti fanno una forca.[6]
  • Trista a quella pecora che ritorna al branco.[6]
  • Troppo lungo non fu mai buono.[22]
  • Tutte le bocche son sorelle.[4]
  • Tutte le volpi alla fine si riveggono il pellicceria.[8]
  • Tutto il male non vien per nuocere.[35]
  • Tutto il rosso non è buono, tutto il giallo non è cattivo.[41]
  • Tutto il rosso non son ciliegie.[41]
  • Tutto s'accomoda fuorché l'osso del collo.[35]

[modifica] U

  • Un barbiere tosa l'altro.[7]
  • Un bel naso fa un bell'uomo.[22]
  • Un carro di fastidi non paga un quattrin di debito.[21]
  • Un diavolo conosce l'altro.[8]
  • Un nemico è troppo, e cento amici non bastano.[17]
  • Un neo cresce bellezza.[22]
  • Un uomo ne val cento, e cento non ne vagliono uno.[9]
  • Un uomo nuoce a cento, e cento non giovano a uno.[2]
  • Una bella porta rifà una brutta facciata.[22]
Una bella bocca fa da sola un bel viso.
  • Una goccila di mèle concia un mar di fiele.[25]
  • Una mano lava l'altra, e tutte e due lavano il viso.[7]
  • Una pecora infetta, n'ammorba una setta.[6]
  • Una pecora marcia ne guasta un branco.[6]
  • Una pera fradicia ne guasta un monte.[6]
  • Una piccola catena muove gran peso.[9]
  • Una pulce non leva il sonno.[35]
  • Una voglia non fu mai cara.[21]
  • Uno da sè, non può far nulla.[6]
  • Uno fa i miracoli e l'altro raccoglie i moccoli.[9]
  • Uno fa le veci, e l'altro ha le noci.[9]
  • Uno leva la lepre, e un altro la piglia.[9]
  • Uno ordisce la tela, e l'altro la tesse.[9]
  • Un'ora di buon sole asciuga molti bucati.[35]
  • Uno semina, e un altro raccoglie.[9]
  • Uomo avvertito, mezzo munito.[1]
  • Uomo avvisato, è mezzo salvo.[1]
  • Uomo che ha voce di donna, e donna che ha voce d'uomo, guardatene.[22]
  • Uomo condannato, mezzo decollato.[14]
  • Uomo peloso, o forca o lussurioso, o matto o avventuroso.[22]
  • Uomo piccolo, uomo ardito.[22]
  • Uomo rosso e cane lanuto, più tosto morto che conosciuto.[22]
  • Usa col buono, e sta bene col cattivo.[2]

[modifica] V

  • V'è chi bacia tal mano che vorrebbe veder mozza.[15]
  • Va' in piazza, vedi e odi; torna a casa, bevi e godi.[21]
  • Val più un amico che cento parenti.[17]
  • Val più una frustata che cento arri là.[1]
  • Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro.[14]
  • Val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo.[42]
Vale più una persona anziana in un angolo che un giovane in un campo.
  • Vanga e zappa non vuol digiuno.[10]
La vanga e la zappa richiedono notevole forza fisica.
  • Vanga piatta poco attacca; vanga ritta, terra ricca.[10]
  • Vedere e non toccare, è bello spasimare.[4]
  • Vedono più quattr'occhi che due.[1]
  • Ventre digiuno non ode nessuno.[3]
  • Vigna al nugolo fa debol vino.[10]
Dalle vigne con poco sole si ottiene vino scadente.
  • Villano affamato è mezzo arrabbiato.[3]
  • Vista torta, mal animo mostra; vista all'ingiù, tristo e non più; vista all'insù, pazzo e tanto savio che non si possa dir più.[22]
  • Vuoi guardare i tuoi frutti, siine cortese a tutti.[7]
Vuoi custodire i tuoi frutti, danne un po' a tutti.

[modifica] Z

[modifica] Note

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba Citato in Capponi, Consiglio, riprensione, esempio. (pp. 73-76)
  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Citato in Capponi, Buoni e malvagi. (pp. 59-60)
  3. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Citato in Capponi, Bisogno, necessità. (pp. 56-57)
  4. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj Citato in Capponi, Affetti, passioni e voglie (pp. 19-23)
  5. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm Citato in Capponi, Amore. (pp. 41-45)
  6. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp Citato in Capponi, Compagnia, buona e cattiva. (pp. 63-66)
  7. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am Citato in Capponi, Beneficenza, soccorersi. (pp. 53-55)
  8. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi Citato in Capponi, Astuzia, inganni. (pp. 45-48)
  9. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv Citato in Capponi, Condizioni e sorti disuguali. (pp. 66-71)
  10. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dy dx dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc Citato in Capponi, Agricoltura, economia rurale. (pp. 23-33)
  11. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj Citato in Capponi, Casa. (pp. 61-62)
  12. a b c d e f g h i j k l m n o p q Citato in Capponi, Avarizia. (pp. 48-49)
  13. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Citato in Capponi, Abitudini, usanze. (pp. 17-18)
  14. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa Citato in Capponi, Buona e mala fama. (pp. 57 – 59)
  15. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Citato in Capponi, Adulazione, lodi, lusinghe. (pp. 18 – 19)
  16. a b Citato in Capponi, Miserie della vita, condizioni della umanità (pp. 197-202)
  17. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba Citato in Capponi, Amicizia. (pp. 38-40)
  18. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in Capponi, Schiettezza, verità, bugia. (pp. 298-304)
  19. a b Citato in Capponi, Tavola, cucina. (pp. 305-313)
  20. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai Citato in Capponi, Ambizione, signoria, corti. (pp. 35-37)
  21. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af Citato in Capponi, Allegria, darsi bel tempo. (pp. 34-35)
  22. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf Citato in Capponi, Bellezza e suo contrario, fattezze del corpo. (pp. 49-53)
  23. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay Citato in Capponi, Donna e matrimonio. (pp. 97-106)
  24. a b Citato in Capponi, Cose fisiche. (pp. 344-346)
  25. a b c d e f g h i j k l m n o p q r Citato in Capponi, Benignità, perdono. (pp. 55-56)
  26. Citato in Capponi, Guadagno, mercedi. (pp. 159-161)
  27. Citato in Capponi, Vino. (pp. 319-321)
  28. Citato in Capponi, Famiglia. (pp. 122-129)
  29. Citato in Capponi, Maldicenza, malignità, invidia. (pp. 169-172)
  30. Citato in Capponi, Orgoglio, vanità, presunzione. (pp. 220-223)
  31. a b c d Citato in Capponi, Metereologia, stagioni, tempi dell'anno. (pp. 179-197)
  32. Citato in Capponi, Fiducia, diffidenza. (pp. 134-136)
  33. Citato in Capponi, Frasi e modi proverbiali. (pp. 350-359)
  34. Citato in Capponi, Parsimonia, prodigalità. (pp. 233-237)
  35. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Citato in Capponi, Conforti ne' mali. (pp. 72-73)
  36. Citato in Capponi, Coscenza, gastigo dei falli. (pp. 82-88)
  37. a b Citato in Capponi, Nazioni, città, paesi. (pp. 209-219)
  38. Citato in Capponi, Temerità, spensieratezza. (p. 314)
  39. Citato in Capponi, Virtù, illibatezza. (pp. 321-322)
  40. Citato in Capponi, Paura, coraggio, ardire. (pp. 238-240)
  41. a b Citato in Capponi, False apparenze. (pp. 120-122)
  42. Citato in Capponi, Esperienza. (pp. 115-118)

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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