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Proverbi toscani

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Indice
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Citazioni sui proverbi toscani · Note · Fonti · Bibliografia · Voci correlate
Panorama della Val d'Orcia

Raccolta di proverbi toscani.

A[modifica]

Agli uomini malvagi Dio dà poche forze in modo che non possano fare del male.
Con i malvagi è necessario adottare leggi e provvedimenti più severi.
I buoni contadini prendono nuovi operati a metà gennaio, perché è meglio finire i lavori entro la primavera.
Gli stomachi, gli umori e gli affetti guasti, per non confessare il puzzo interiore, lo avvertono fuori.
Il buon contadino a Natale deve avere ancora metà del pane a disposizione, a Pasqua metà del vino.
San Marco è il 25 aprile.
Nel giorno di San Martino, 11 novembre va sotterrato il grano da seme.
Si dice di quanti lasciano le cose di ottima qualità per cose meno pregiate.
Gli aiuti che non sono pronti all'occasione, non giovano a nulla.
Riferito alle impressioni o agli affetti dimenticati.
Gli adulatori e i parassiti vivono a spese degli altri.
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
La persona che ha fama di essere bugiarda non viene creduta quando dice la verità.
È inutile discutere con chi non vuol capire.
Il bene non teme il male, anzi, qualcosa che lo tempri non può far altro che giovargli.
Lo smeriglio è un piccolo uccello di rapina che spesso, quando insidia uccelli più piccoli, viene raggiunto da un uccello più grande che gli toglie sia la preda che la vita.
La vita del malvagio è piena di difficoltà e pericoli mentre la vita del gentiluomo è più facile e sicura.
L'amicizia dura poco quando non è fra gente di pari livello sociale.
Gli amori dei giovani durano poco.
Un animo buono e un bell'aspetto sono ottime vivande.
Nel lavorare la terra occorre fare solchi profondi, ma non altrettanto nella sementa.
Tramonto rosso porta pioggia o vento.
Se vuoi cogliere l'uomo sul fatto, aspettalo dove va spesso, dove si riposa o dove lo portano le sue necessità e le sue voglie.

B[modifica]

Una famiglia che abita da sola in una casa, vive in una maggior quiete.
Per Santa Maria, si intende l'Assunzione di Maria e quindi il 15 agosto.
Chi ha un bell'aspetto da neonato, spesso si imbruttisce con l'età.
La furbizia più grande è quella di non apparir furbi.
La necessità e la paura danno al soldato quelle virtù che lo rendono valoroso.
Chi ha un brutto aspetto da neonato, diventa poi spesso un bel giovane.
Una buona amicizia è un'altra parentela.
È inutile provare a spiegare una cosa a chi non vuol capire.

C[modifica]

Le calamità mettono in luce l'amicizia.
  • Calcio di stallone non fa male alla cavalla.[fonte 5]
Difficilmente si fa una brutta offesa a una persona che si vuole bene.
È meglio comprare una casa in buono stato e un podere trasandato, piuttosto che il contrario.
Se la casa è trasandata, vale a poco che il podere sia in buone condizioni.
In casa un uomo si sente al sicuro come un bambino tra le braccia della mamma.
  • Casa nuova, chi non ve ne porta non ve ne trova.[fonte 13]
  • Casa per suo abitare, vigna per suo logorare, terren quanto si può guardare.[fonte 38]
  • Casa sua, vita sua.[fonte 13]
  • Caval rognoso non vuol lasciarsi strigliare.[fonte 1]
  • Cavallo vecchio, tardi muta ambiatura.[fonte 39]
L'ambiatura è un'andatura del cavallo, a passi corti e veloci, mossi contemporaneamente.
Così come il cavolo riscaldato non è buono, anche un garzone che torna a lavorare, dopo essere stato licenziato, per lo stesso padrone non da buoni risultati.
  • C'è carne da ogni taglio e da ogni coltello; le brutte si maritano e le belle.[fonte 28]
  • Cent'oche ammazzano un lupo.[fonte 10]
  • Cento scrivani non guardano un fattore, e cento fattori non guardano un contadino.[fonte 11]
  • Chi a molti dà terrore, di molti abbia timore.[fonte 26]
  • Chi accarezza la mula, buscherà de' calci.[fonte 6]
Chi si accosta ad una persona malvagia o capricciosa, può aspettarci di non passarla liscia.
Chi semina tanto ma non tiene sotto controllo la terra, si affligge e raccoglie poco.
Chi fa una pazzia una volta, viene sempre ritenuto pazzo.
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.[fonte 11]
Facendo i solchi, ma senza metterci il concime, il podere si rovina.
Chi disse pianura, lo disse tanto piano che non ne toccò a tutti.
Le terre in pianura sono desiderate da molti.
Il contadino non può permettersi di oziare in estate.
Chi semina le fave senza il concio, le raccoglie senza baccelli.
Chi si è guadagnato in un modo o nell'altro il favore di quella persona che può dar problemi, può stare tranquillo.
  • Chi ha bachi non dorma.[fonte 11]
  • Chi ha bella donna e castello in frontiera, non ha mai pace in lettiera.[fonte 28]
Nel senso che non dorme sonni tranquilli.
  • Chi ha bella moglie la non è tutta sua.[fonte 28]
  • Chi ha bocca vuol mangiare.[fonte 4]
  • Chi ha buon cavallo e bella moglie, non 'istà mai senza doglie.[fonte 28]
  • Chi ha buona cantina in casa non va pel vino all'osteria.[fonte 4]
Isola del Giglio
I ricchi e i potenti trovano facilmente un modo per non essere castigati.
Riferito alle carte
Chi ha fatto il suo dovere, può riposarsi.
  • Chi ha fatto il saggio del mèle non può dimenticare il lecco.[fonte 4]
Chi ha assaggiato il miele, non può non leccare le dita.
Chi è debole di forze non s'esponga ai pericoli.
  • Chi ha il lupo per compare, porti il cane sotto il mantello.[fonte 6]
  • Chi ha il mal vicino, ha il mal mattutino.[fonte 13]
  • Chi ha l'amore nel petto, ha lo spron ne' fianchi.[fonte 5]
  • Chi ha la tosse o la rogna, altro mal non gli bisogna.[fonte 30]
  • Chi ha la volpe per comare, porti la rete a cintola.[fonte 6]
  • Chi ha meno ragione, grida più forte.[fonte 10]
  • Chi ha nome ha roba.[fonte 18]
  • Chi ha portata la tunica puzza sempre di frate.[fonte 39]
  • Chi ha prete o parente in corte, fontana gli risurge.[fonte 26]
Nel senso che si tratta di una fonte di continuo guadagno.
  • Chi ha quattrini da buttar via, tenga l'opre e non ci stia.[fonte 11]
Chi ha soldi da buttare, chiami lavoranti da fuori e non stia ai campi
  • Chi ha rogna da grattare o moglie da guardare, non gli manca mai da fare.[fonte 32]
  • Chi ha rogna e non la gratta, un peccato accatta.[fonte 30]
  • Chi ha rubato la vacca, può rubare il vitello.[fonte 9]
  • Chi ha tutto il suo in un loco, l'ha nel foco.[fonte 11]
Chi tiene tutti i suoi averi nello stesso posto, li mette in pericolo.
Chi lavora la terra con le vacche ottiene scarsi raccolti. La puledra infatti porta poca soma.
  • Chi lavora lustra, e chi non lavora mostra.[fonte 10]
L'uomo ozioso si prende i meriti del lavoro di un altro.
I campi troppo vitati rendono poco.
  • Chi lo letamina l'ottiene, chi lo pota lo costringe a fruttar bene.[fonte 11]
  • Chi loda per interesse vorrebbe esser fratello del lodato.[fonte 19]
  • Chi loda San Pietro, non biasima San Paolo.[fonte 6]
  • Chi mal cerca fama, sè stesso diffama.[fonte 18]
  • Chi manca a un sol amico, molti ne perde.[fonte 21]
  • Chi maneggia il mèle si lecca le dita.[fonte 4]
  • Chi meglio mi vuole, peggio mi fa.[fonte 1]
  • Chi mi piglierà di notte, mi lascerà di giorno.[fonte 28]
Riferito ad una donna brutta.
Chi non arde non incendia.
Chi non si appassiona ad una cosa non può far nascere interesse negli altri.
  • Chi non consuma, non rinnuova.[fonte 27]
  • Chi non crede alla buona madre, crede poi alla mala matrigna.[fonte 1]
Chi non accetta i consigli dei veri amici, finisce poi per dar retta ai cattivi consiglieri.
  • Chi non crede in Dio, crede nel diavolo.[fonte 48]
  • Chi non cura sua magione, non è uomo di ragione.[fonte 13]
  • Chi non dà a Cristo, dà al Fisco.[fonte 7]
  • Chi non è uso a portar le brache, le costure gli danno noja.[fonte 39]
  • Chi non fugge, strugge.[fonte 5]
Colui che viene lasciato in amore soffre di più.
Riferito alle ragazze che non riescono a trovare marito.
  • Chi non può dare all'asino, dà al basto.[fonte 9]
Chi non se la può prendere con chi vorrebbe, se la prende con chi può.
Riferito sia alla compra del bestiame che ad altri casi.
Piantato in aprile, infatti, il cavolo spiga presta ma non fa grumolo.
  • Chi pon mele in vaso nuovo, provi se tiene acqua.[fonte 50]
  • Chi porta la sua moglie a ogni festa, e dà bere al cavallo a ogni fontana, in capo all'anno il cavallo è bolso e la moglie puttana.[fonte 32]
  • Chi pratica co' gran maestri, l'ultimo a tavola e il primo a' capestri.[fonte 10]
  • Chi pratica impara, e guadagna sempre.[fonte 6]
  • Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare.[fonte 6]
  • Chi predica al deserto perde il sermone.[fonte 1]
  • Chi prima nasce, prima pasce.[fonte 11]
Il grano seminato per tempo, germoglia meglio.
  • Chi ricorre a poco sapere, ne riporta cattivo parere.[fonte 1]
  • Chi ride e canta, suo male spaventa.[fonte 27]
  • Chi s'impaccia colle frasche, la minestra sa di fumo.[fonte 6]
Con il termine "frasca" si fa riferimento sia alla donna vana che all'uomo imbroglione.
Nessuna semina è ottimale su terreno molle.
La miglior caloria è quella dele fave.
  • Chi semina in rompone raccoglie in brontolone.[fonte 11]
Chi semina nel campo solo rotto, e non rilavorato e messo a seme, raccoglie poco.
  • Chi semina nella polvere, faccia i granaj di rovere.[fonte 11]
È sempre meglio seminare su terreno asciutto.
Chi lavora con la vanga ottiene sempre i suoi frutti (il vangare non lo inganna)
Riferito al tipo di vanga da utilizzare per ottenere un risultato migliore.
Per avere del buon olio deve saper aspettare e rassegnarsi se qualche oliva cade.
  • Chi vuol vin dolce non imbotti agresto.[fonte 11]
[Figurativamente] Chi vuole una vita dolce, non faccia del male
  • Chi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene.[fonte 27]
  • Chi vuole amici assai, ne provi pochi.[fonte 21]
  • Chi vuole aver del mosto, zappi le viti d'agosto.[fonte 11]
  • Chi vuole ingannare il suo vicino, ponga l'ulivo grosso e il fico piccolino.[fonte 11]
  • Chi vuole l'amor celato lo tenga bestemmiato.[fonte 5]
Chi vuole nascondere il proprio amore, parli male della cosa che ama.
  • Chi vuole il buon bacato, per San Marco o posto o nato.[fonte 11]
  • Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.[fonte 11]
Per avere del buon vino l'uva deve essere matura, quindi non la si deve cogliere prima per paura che venga rubata.
  • Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.[fonte 11]
  • Chi vuole un buon potato, più un occhio e meno un capo.[fonte 11]
Riferito alla vite.
Chi vuole dela buona rapa, la semini a luglio
Per giustificare un'azione non basta dire che si tratta di un'abitudine comune.
Gestire un'attività insieme ad un'altra persona, non diminuisce l'utile.
  • Con arte e con inganno, si vive mezzo l'anno.[fonte 9]
  • Con inganno e con arte, si vive l'altra parte.[fonte 9]
  • Con la disperazione degli innamorati mai non la volse Orlando.[fonte 5]
  • Con la voglia cresce la doglia.[fonte 4]
  • Con la volpe convien volpeggiare.[fonte 9]
  • Con ognun fa patto, coll'amico fanne quattro.[fonte 54]
  • Con traditori né pace né tregua.[fonte 9]
  • Con un par di polli, si compra un podere.[fonte 11]
Riferito alla facilità con cui si cambia podere.
Forzatamente non si può fare nulla di buono.

D[modifica]

Panorama toscano
Esorta a non affrettarsi alla vendemmia.
Ad agosto gli alberi mostrano i frutti che daranno nei mesi successivi.
San Gallo è il 16 ottobre.
Nel conteggio delle pecore i pastori non tengono mai presente il lupo.
Quando l'unica punizione è un avvertimento vocale, il malfattore se ne infischia e continua a comportarsi nello stesso modo.
Riferito al grano, che se fitto è di cattiva qualità, dunque non scelto dalle passere.
  • Del servir non si pente.[fonte 7]
  • Delle cere la giornata, ti dimostra la vernata: se vedrai pioggia minuta, la vernata fia compiuta; ma se tu vedrai sol chiaro, marzo fia fino a gennaio.[fonte 29]
La Candelora è il 2 febbraio.
  • Delle pene d'amore si tribola e non si more.[fonte 5]
  • Denaro sepolto non fa guadagno.[fonte 14]
  • Detto d'amore disarma rigore.[fonte 5]
  • Di buona terra to' la vigna, di buona madre to' la figlia.[fonte 32]
  • Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.[fonte 5]
  • Di casa la gatta, il topo non esce a corpo pieno.[fonte 6]
  • Dì il vero a uno, ed è tuo nemico.[fonte 22]
  • Di marzo, chi non ha scarpe, vada scalzo.[fonte 29]
  • Di settembre e d'agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.[fonte 11]
Esorta a non affrettarsi nella vendemmia.
Nei territori boschivi e nei terreni molto piantati, vi è poco foraggio.
  • Dove è stato il fuoco, ci sa sempre di bruciaticcio.[fonte 5]
Riferito all'amore.
  • Dove la voglia è pronta, le gambe son leggere.[fonte 4]
  • Dove manca l'inganno, ivi finisce il diavolo.[fonte 9]
  • Dove molti peccano, nessuno si gastiga.[fonte 10]
  • Dove non basta la pelle del leone, bisogna attaccarvi quella della volpe.[fonte 9]
  • Dove non va acqua ci vuol la zappa.[fonte 11]
Riferito alla collina.
Il campano è la campana appesa al collo dei bovini, per cui dove passano i bovini (con l'aratro), nasce il grano.
Il bestiame è la parte principale dell'economia di un podere.
  • Dove son femmine e oche, non vi son parole poche.[fonte 32]
  • Dove sta un pane, può stare una parola.[fonte 1]
Chi ti dà da mangiare, è autorizzato ad ammonirti.
Due persone ostinate possono difficilmente vivere insieme.

E[modifica]

Porto Vecchio (Livorno)
  • È bene aver degli amici per tutto.[fonte 21]
  • È buona quando si può contare.[fonte 58]
  • È difficile condurre il can vecchio a mano.[fonte 17]
  • È lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quando è in fenesia.[fonte 5]
  • È mala cosa esser cattivo ma è peggio ancora esser conosciuto.[fonte 18]
  • È male amico chi a sé è nemico.[fonte 21]
  • È meglio ammazzare uno che mettere una cattiva usanza.[fonte 17]
  • È meglio ardere una città che mettere una cattiva usanza.[fonte 17]
  • È meglio dare e pentire, che tenere e patire.[fonte 11]
Può riferirsi ad ogni cosa, ma generalmente ci si riferisce al bestiame, in quanto tenere per troppo tempo una bestia da soma può richiedere costi eccessivi.
  • È meglio errar con molti ch'esser savio solo.[fonte 17]
  • È meglio esser capo di gatto che coda di leone.[fonte 13]
  • È meglio esser capo di lucertola, che coda di dragone.[fonte 13]
  • È meglio esser capo di luccio che capo di storione.[fonte 13]
  • È meglio essere il primo a casa sua che il secondo a casa d'altri.[fonte 13]
  • È meglio imbattersi che andare apposta.[fonte 21]
  • È meglio imbattersi che cercarsi apposta.[fonte 21]
Sia nell'amore che nell'amicizia.
Esorta a comprare bestie grosse.
  • È meglio un tieni tieni, che cento piglia piglia.[fonte 7]
Esorta a non donare le cose a malincuore.
Meglio una strada vecchia, lunga e sicura che una nuova e sconosciuta.

F[modifica]

Val d'Orcia
Chi può, si metta all'opera prima che cambino le cose, perché ogni lascia è persa.
La fame costringe la persona a far cose che gli apportano biasimo.
  • Fammi fattore un anno, se sarò povero, mio danno.[fonte 11]
  • Fammi povera, ti farò ricco.[fonte 11]
Riferito alla vite.
  • Fate del bene al lupo, che il tempo l'ha ingannato.[fonte 61]
  • Fatta la roba, facciam la persona.[fonte 27]
Una volta che abbiamo assolto ai nostri doveri, godiamocene i frutti.
Le fave quando riscoppiano dopo il gelo, fanno il loro frutto, il lino invece no.
  • Fiorentin mangia fagiuoli, e' volevan gli Spagnuoli; li Spagnuoli sono venuti, Fiorentin becchi e cornuti.[fonte 8]
  • Fiorentin per tutto, Roman distrutto.[fonte 8]
  • Fiorentini ciechi, Senesi matti, Pisani traditori, Lucchesi signori.[fonte 8]
  • Firenze non si duole se tutta non si muove.[fonte 8]
I fiorentini cominciavano tardivamente le sommosse.
Riferito alla difficoltà di coltivarle tutte e tre lo stesso anno.

G[modifica]

  • Gallinetta che va per cà, o la becca o l'ha beccà: se la non becca a desco, l'ha mangiato di fresco.[fonte 4]
  • Gatta frisa, non fece mai bella coda.[fonte 15]
Frisa, cioè ghiotta, leccarda.
  • Gatto che non è goloso non piglia mai sorcio.[fonte 4]
  • Gelosia vien per impotenza, per opinione e per esperienza.[fonte 5]
  • Gente allegra Iddio l'aiuta.[fonte 27]
  • Gente assai, fanno assai, ma mangian troppo.[fonte 11]
Chiamando tanti garzoni, si fa tanto lavoro ma si spende anche tanto per remunerarli.
Giugno è il momento giusto per falciare il grano, a luglio è troppo tardi.
  • Gli alberi grandi fanno più ombra che frutto.[fonte 28]
  • Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.[fonte 21]
  • Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatelo.[fonte 21]
  • Gli amici son buoni in ogni piazza.[fonte 21]
  • Gli scarparelli la pietra la gli sciupa, la pietra la gli asciuga.[fonte 58]
  • Gli storni son magri perché vanno a stormi.[fonte 6]
Quando in molti hanno lo stesso lavoro, il guadagno è poco per tutti.
I poveri sono sempre quelli che ci rimettono.
Il guadagno della stalla è una parte importante nell'economia del podere.
Bisogna stare attenti all'ira dei mansueti.

I[modifica]

San Quirico d'Orcia
I cortigiani hanno per suole bucce di cocomero.
I cortigiani è facile che perdano il loro ruolo.
  • I favori delle corti sono come sereni d'inverno e nuvoli di state.[fonte 26]
I favori delle corti sono come il cielo limpido d'inverno e le nuvole d'estate.
I favori delle corti durano poco.
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
  • I santi vecchi non fanno più miracoli.[fonte 4]
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
Usato quando qualcuno da anziano si comporta proprio come faceva da giovane.
  • Il bue lascialo pisciare e saziar di arare.[fonte 53]
  • Il buon lavoratore rompe il cattivo annuale.[fonte 11]
Il buon lavoratore supera anche le cattive annate.
  • Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico.[fonte 10]
Chi è bravo in qualcosa, è obbligato a fare anche per chi non è buono a nulla.
Il grado posseduto non muta la persona.
  • Il cane in chiesa fu sempre il mal venuto.[fonte 6]
  • Il cane s'alletta più con le carezze che colla catena.[fonte 36]
  • Il carbone o scotta o tinge.[fonte 6]
  • Il consiglio va raro invano.[fonte 1]
  • Il consiglio del traditore è come la semplicità della volpe.[fonte 9]
  • Il cortigiano è la seconda specie de' ribaldi.[fonte 26]
  • Il cuculo fa l'ova nel nido della sterpazzuola.[fonte 10]
  • Il cuor delle donne è fatto a spicchi come il popone.[fonte 32]
  • Il cuore dei bricconi è un mare in burrasca.[fonte 2]
  • Il cuore ha le sue ragioni e non intende ragione.[fonte 4]
  • Il curioso raccoglie frutto.[fonte 11]
  • Il diavolo dove non può mettere il capo vi mette la coda.[fonte 9]
  • Il diavolo è sottile, e fila grosso.[fonte 9]
  • Il diavolo può tentare, ma non precipitare.[fonte 4]
Ognuno ha la responsabilità dei suoi errori, le tentazioni e le occasioni sono solo scuse.
  • Il ferro lima il ferro.[fonte 10]
  • Il fico vuole avere due cose, collo d'impiccato e camicia di furfante.[fonte 23]
Quando il fico è maturo infatti torce il collo e si piega e il suo involucro si screpola ("camicia stracciata").
  • Il Fiorentino mangia sì poco e sì pulito, che sempre si conserva l'appetito.[fonte 8]
  • Il fumo va dietro ai belli.[fonte 28]
Per fumo si intendono vanità, arroganza, superbia.
  • Il furfante in ogni luogo trova tre cose, osteria, prigione e spedale.[fonte 2]
  • Il giusto ne soffre per il peccatore.[fonte 10]
  • Il gran rado non fa vergogna all'aia.[fonte 11]
Loda seminare il grano rado.
  • Il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.[fonte 26]
  • Il gran tempo a' gran nomi è gran veleno.[fonte 18]
  • Il grano va a chi non ha sacca.[fonte 10]
  • Il guadagno si fa il giorno della compra.[fonte 11]
Riferito in particolare al bestiame.
Chi ha fatto qualcosa di male fugge anche prima di essere scoperto.
  • Il lupo d'esser frate ha voglia ardente mentre è infermo; ma sano se ne pente.[fonte 2]
  • Il lupo mangia ogni carne, e lecca la sua.[fonte 65]
  • Il lupo non caca agnelli.[fonte 43]
  • Il lupo non guarda che le pecore sieno conte.[fonte 16]
  • Il magnano tanto salta con le bolge quanto senza.[fonte 17]
  • Il mal del traditore ne va col pelo.[fonte 9]
  • Il male non istà sempre dove si pone, se non sopra i gobbi.[fonte 58]
  • Il male unisce gli uomini.[fonte 7]
Nelle sofferenze comuni gli uomini si stringono di più.
Chi vuole essere amato, deve comportarsi dolcemente.
Il pane di miglio non fa passare la fame
Riferito ai furfanti senza vergogna.
Le cose nuove fanno scordare quelle antiche.
Alla fine dei conti i furbi hanno sorte peggiore degli sciocchi.

L[modifica]

Centro storico di Volterra
  • L'acqua fa l'orto.[fonte 11]
  • L'aglio è la speziera dei contadini.[fonte 23]
  • L'allegria è il primo rimedio della scuola salernitana.[fonte 27]
  • L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare.[fonte 21]
L'amicizia deve stropicciarsi, ma non strapparsi
L'amico ammonisce e non offende.
L'onore inteso come "gli onori", o anche la fama, la celebrità.
L'orzola ricoglila dopo due mesi.
Nulla si può portare nell'aldilà, riferito soprattutto agli avari.
Ovvero senza frutti.
Il cipresso una volta troncato, non riverdisce mai più.
La paura della punizione frena i malfattori.
  • La pecora è per il povero, non il povero per la pecora.[fonte 53]
La pecora rende molto ma vuole essere trattata bene.
Riferito al concime.
  • La pecora sarebbe buona se avesse la bocca l'avesse in montagna e il culo in campagna.[fonte 53]
Perché il dente è dannoso per le piante mentre il concime è prezioso e importante.
  • La pecora sul culo è benedetta e nella bocca maledetta.[fonte 53]
Perché il dente è dannoso per le piante mentre il concime è prezioso e importante.
La saggina sta molto sotto terra prima di nascere. (letterale)
La felicità del saggio ha vita lunga. (figurato)
La segale nel terreno sottile e asciutto e il grano in quello grosso e umido.
Le belle donne trovano facilmente marito.
  • Le bestie vecchie muoiono nella stalla de' contadini minchioni.[fonte 11]
  • Le buone donne non hanno né occhi né orecchie.[fonte 32]
  • Le buone parole acconciano i mali fatti.[fonte 36]
  • Le buone parole non rompono i denti.[fonte 36]
  • Le case grandi dal mezzo in su non s'abitano.[fonte 28]
  • Le cattive compagnie conducono l'uomo alla forca.[fonte 6]
  • Le cose rare son le più care.[fonte 17]
  • Le cose vanno fatte quando se ne sente il bisogno.[fonte 4]
  • Le donne arrivano i pazzi e i savi.[fonte 32]
  • Le donne dicono sempre il vero; ma non lo dicono tutto intero.[fonte 32]
  • Le donne hanno sette spiriti in corpo.[fonte 32]
  • Le donne hanno l'anima attaccata al corpo con la colla cerviona.[fonte 32]
  • Le donne per parer belle si fanno brutte.[fonte 28]
  • Le donne piglian ben le pulci.[fonte 32]
  • Le donne s'attaccano sempre al peggio.[fonte 32]
  • Le donne son come i gatti, finché non battono il naso, non muoiono.[fonte 32]
  • Le donne son figliuole dell'indugio.[fonte 32]
  • Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra e gazze alla porta.[fonte 32]
  • Le donne sono il purgatorio della borsa, il paradiso del corpo, e l'inferno dell'anima.[fonte 32]
  • Le fave nel motaccio, e il gran nel polveraccio.[fonte 11]
  • Le femmine calano come la cassa de' mercanti.[fonte 32]
  • Le leggi sono come i ragnateli.[fonte 10]
Le mosche piccole si impigliano in essa e quelle grandi la sfondano.
  • Le mosche si posano sopra alle carogne.[fonte 10]
  • Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.[fonte 32]
  • Le secchie si metton a combatter col pozzo, e ne portan la testa rotta.[fonte 10]
  • Le speziere migliori stanno ne' sacchetti piccoli.[fonte 28]
  • Legami mani e piei e gettami tra i miei.[fonte 13]
  • Leva da capo e poni da piè.[fonte 11]
Bisogna sia potare che annaffiare.
La luna che nasce di mercoledì lascia presagire pioggia e tempeste.
  • Lupo affamato, mangia pan muffato.[fonte 3]

M[modifica]

  • Mal si balla bene se dal cor non viene.[fonte 4]
Difficilmente si balla bene se non viene dal cuore.
Nessun divertimento giova se non viene dal cuore.
La molta terra lavorata male, equivale a poca; la poca terra lavorata bene, equivale a molta.
  • Monte, porto, città, bosco o torrente abbi se puoi per vicino o parente.[fonte 13]
  • Morso di pecora non passa mai la pelle.[fonte 10]

N[modifica]

  • Né amico rinconciliato, né pietanza due volte cucinata.[fonte 21]
  • Né mulo, né mulino, né fiume, né forno, né signore per vicino.[fonte 13]
  • Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede.[fonte 21]
  • Nell'uva, son tre vinaccioli; uno di sanità, uno di letizia, e uno di ubriachezza.[fonte 41]
  • Nella botte piccola ci sta il vin buono.[fonte 28]
  • Nella pace i giovani seppelliscono i vecchi, ma nella guerra i vecchi seppelliscono i giovani.[1][fonte 46]
  • Nella guerra d'amor vince chi fugge.[fonte 5]
  • Nelle corti, la carità è tutta estinta, né si trova amicizia se non finta.[fonte 26]
  • Nelle stracce e negli straccioni s'allevano di gran baroni.[fonte 26]
  • Nessun diventò mai pover per far limosine.[fonte 7]
  • Nessuna meraviglia dura più di tre giorni.[fonte 17]
  • Niuna persona senza peccato, niun peccato senza rimorso.[fonte 16]
  • Noci e pane, pasto da villano; pane e noci, pasto da spose.[fonte 23]
  • Non a tutti vola il gufo.[fonte 10]
  • Non bisogna contentar le donne se non del lino.[fonte 32]
  • Non bisogna fare il diavolo più nero di quanto non sia.[fonte 71]
  • Non c'è male senza bene.[fonte 58]
  • Non c'è migliore specchio dell'amico vecchio.[fonte 21]
  • Non c'è il peggior frutto di quello che non matura mai.[fonte 63]
  • Non conosce la pace e non la stima, chi non ha provato la guerra in prima.[2][fonte 46]
  • Non dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda.[fonte 19]
  • Non è bello quel ch'è bello, ma è bello quel che piace.[fonte 4]
  • Non è mai sì gran morìa, che non campi chicchessia.[fonte 58]
  • Non è malvagio eguale a quel che si compiace del far male.[fonte 2]
  • Non è più bel mestiere, che non aver pensiere.[fonte 27]
  • Non è più bell'amor che la vicina, la si vede da sera e da mattina.[fonte 5]
  • Non è traditore senza sospetto.[fonte 9]
  • Non fu mai guercio senza malizia.[fonte 28]
  • Non fu mai sì bella scarpa, che non diventasse una ciabatta.[fonte 28]
  • Non fu mai sì vaga rosa, che non diventasse un grattaculo.[fonte 28]
  • Non ischerzar coll'orso, se non vuoi essere morso.[fonte 66]
  • Non istuzzicare l'orso, quando gli fuma il naso.[fonte 66]
  • Non mi dare e non mi tôrre; non toccar quando son molle.[fonte 11]
Riferito alla vite, personificata.
L'erpicatura è un lavoro più leggero rispetto all'aratura. Anche in senso figurato: ogni cosa va fatta in modo appropriato.
Non si fa un mantello per una pioggia soltanto.
Non si fa un amico che serva una sola volta.

O[modifica]

  • O di paglia o di fieno, purché il corpo sia pieno.[fonte 23]
  • O molle o asciutto, per San Luca semina.[fonte 11]
San Luca è il 18 ottobre.
  • O sassi o pani, bisogna aver qualcosa in man pei cani.[fonte 2]
  • Occhio bello, animo felino; occhio pesto, alma desta; occhio ridente, alma mordente.[fonte 28]
  • Occhio con occhio fa mal riscontro.[fonte 9]
  • Oggi fave, domani fame.[fonte 29]
  • Ogni acqua spegne il fuoco.[fonte 36]
Poche lacrime bastano a placare lo sdegno.
Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.

P[modifica]

Campo dei Miracoli (Pisa)
  • Palla in bocca e fiasca in mano.[fonte 27]
  • Pan d'un giorno, vin d'un anno.[fonte 23]
  • Pan di legno e vin di nugoli, e chi vuol mugolar mugoli.[fonte 23]
La dieta dei montagnare consiste nel mangiar castagne e bere acqua.
Per arricchirsi, bisogna piantare viti.
  • Per conoscere un furbo ci vuole un furbo e mezzo.[fonte 9]
  • Per fare un buon campo ci vuole quattro m: manzi, moneta, merda e mano.[fonte 53]
  • Per fare una cosa bene, bisogna essere tagliati a buona luna.[fonte 4]
Per riuscire bene in qualcosa bisogna esservi portati.
Con la forza, non si ottiene nulla.
Forzatamente non si può fare nulla di buono.
  • Per parlare di gioco, bisogna aver tenuto le carte in mano.[fonte 50]
  • Per più non potere, l'uomo si lascia cadere.[fonte 3]
  • Per la Santa Cadelora, se nevica o se plora, dell'inverno siamo fuora; ma se c'è sole e solicello, noi siam sempre a mezzo il verno.[fonte 29]
  • Per San Bastiano, sali il monte e guarda il piano; se vedi molto, spera poco; se vedi poco, spera assai.[fonte 29]
San Bastiano è il 20 gennaio. Riferito al grano che promette buona raccolta quando il freddo in inverno ha impedito alle sue foglie di crescere.
  • Per San Barnabà, l'uva viene e il fiore va.[fonte 29]
San Barnabà è l'11 giugno.
  • Per San Michele, la succiola nel paniere.[fonte 29]
San Michele è il 29 settembre, riferito alle castagne.
San Piero è il 29 giugno.
  • Per San Tomè, piglia il porco per lo piè.[fonte 11]
Per San Tommaso piglia il porco per il piede
San Tommaso è il 21 dicembre.
  • Per Sant'Andrea piglia il porco per la sèa; se tu non lo puoi pigliare, fino a Natale lascialo andare.[fonte 11]
  • Per Santa Croce, pane e noce.[fonte 29]
Santa Croce è il 14 settembre, le noci sono mature.
Santa Caterina è il 25 novembre.
Poche lacrime bastano a placare un grande sdegno.
Allude alla pesantezza dell'aria pisana
  • Piscia chiaro, e abbi in tasca il medico.[fonte 30]
  • Più da noi è bramato, chè più ci vien negato.[fonte 4]
  • Più ne sa un pazzo a casa sua, che un savio a casa d'altri.[fonte 1]
  • Più vale il cuore che il sangue.[fonte 21]
Vale più un amico che un parente.
  • Più vale un pan con amore che un cappone con dolore.[fonte 36]
  • Più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando.[fonte 32]
  • Pizzica e gratta, rogna fatta.[fonte 30]
  • Placato il cane, facile è rubare.[fonte 9]
  • Poca barba e men colore, sotto il ciel non è peggiore.[fonte 28]
  • Poca brigata, vita beata.[fonte 6]
  • Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.[fonte 11]
Quando il vino è poco può comunque bastare, il pane invece finisce presto.
Riferito alla sementa.
  • Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato sale sett'anni.[fonte 21]
  • Piuttosto pecora giusta, che lupo grasso.[fonte 31]

Q[modifica]

Isola d'Elba
Il fringuello canta d'inverno, quando non conviene cambiare padrone.
Il ghirlingò canta in primavera, quando il contadino tende a cercare un nuovo padrone.
Il merlo canta a settembre e ottobre, periodo in cui un contadino non dovrebbe mai trovarsi senza padrone.
La mancata caduta dei fichi dall'albero lascia presagire un cattivo raccolto per l'anno successivo.
  • Quando il grano è ne' campi, è di Dio e de' Santi.[fonte 11]
  • Quando il grano è ne' campi, è di tutti quanti.[fonte 11]
Quando il grano è nei campi è esposto a mille casi.
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.[fonte 11]
Il grano ricasca quando è fitto e rigoglioso.
  • Quando il lupo mangia il compagno, crede si dee sterile la compagnia.[fonte 3]
  • Quando il padre marita la figlia, egli ha casa e vigna; quando l'ha meritata non ha né vigna né casa.[fonte 38]
  • Quando il tempo si muta, la bestia starnuta.[fonte 29]
  • Quando il villano è sul fico, non conosce né parente né amico.[fonte 65]
  • Quando la pera è matura, bisogna che caschi.[fonte 73]
  • Quando la pera è matura, casca da sè.[fonte 73]
  • Quando la volpe predica, guardatevi, galline.[fonte 9]
  • Quando le fave sono in fiore, ogni pazzo è in vigore.[fonte 29]
  • Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollajo.[fonte 9]
  • Quando luce e dà il sole, il pastor non fa parole.[fonte 11]
Il pastore, infatti, esce subito per portare le pecore in campagna.
  • Quando mette la querciola, e tu semini la cicerchiola.[fonte 11]
  • Quando nevica, il lupo predica.[fonte 77]
  • Quando odi altrui mancamenti, chiudi la lingua fra i denti.[fonte 36]
  • Quando Siena piange, Firenze ride.[fonte 29]
Riferito al meteo e non solo. Presente anche nella forma inversa.
Riferito all'ulivo.
  • Quattrin sotto il tetto, quattrin benedetto.[fonte 11]
Il guadagno dalla stalla è una parte importante nell'economia del podere.
  • Quanti vanno alla forca che non n'han né mal né colpa.[fonte 10]
  • Quei consigli son sprezzati che son chiesti e ben pagati.[fonte 1]
  • Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche gride.[fonte 32]
  • Quel che è fatto è reso.[fonte 9]
  • Quel che si dona, luce; quel che si mangia, pute.[fonte 7]

R[modifica]

Riferito alla vite.
Riferito alla terra (personificata), che chiede la vanga.
Là dove crescono i rovi, la terra è buona per coltivarci il grano.

S[modifica]

  • Sa più il papa e un contadino, che il papa solo.[fonte 1]
  • Saluti di sbirri giustificano la persona.[fonte 6]
  • San Barnabà, il più lungo della 'stà.[fonte 29]
  • San Luca, cava la rapa e metti la zucca.[fonte 11]
San Luca è il 18 ottobre.
  • Sanno più un savio e un matto, che un savio solo.[fonte 1]
  • Savie all'impensata e matte alla pensata.[fonte 32]
  • Scrofa magra, ghianda s'insogna.[fonte 4]
  • Sdegno cresce amore.[fonte 5]
  • Sdegno d'amante poco dura.[fonte 5]
  • Sdegno e vergogna son pien d'ardire.[fonte 4]
  • Se ari male, peggio mieterai.[fonte 11]
  • Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.[fonte 11]
  • S'è grande è oziosa; s'è piccola è viziosa; s'è bella è vanitosa; s'è brutta è fastidiosa.[fonte 32]
  • Se il buon prospera, ognun prospera.[fonte 7]
  • Se il grande fosse valente e il piccolo paziente e il rosso leale, ognun sarebbe eguale.[fonte 28]
  • Se il lupo sapesse come sta la pecora, guai a lei.[fonte 35]
  • Se il tuo gatto è ladro, non lo cacciar di casa.[fonte 4]
  • Se la donna vuol, tutto la puol.[fonte 32]
  • Se le donne fossero d'oro non varrebbero un quattrino.[fonte 32]
  • Se lodi il buono, diverrà migliore; biasima il tristo e' diverrà peggiore.[fonte 2]
  • Se non si maritassero altro che le belle, cosa farebbero le brutte?[fonte 28]
  • Se occhio non mira, cuor non sospira.[fonte 5]
  • Se piove per la Pasqua, la susina s'imborzacchia.[fonte 29]
  • Se piove per San Barnabà, l'uva bianca se ne va; se piove mattina e sera, se ne va la bianca e la nera.[fonte 29]
San Barnabà è l'11 giugno.
  • Se se n'avvede me l'abbo, se non se n'avvede me la gabbo.[fonte 9]
  • Se tu vuoi della vite trionfare, non gli tôrre e non gli dare, e più di due volte non la legare.[fonte 11]
  • Se tu vuoi empir le tina, zappa il miglio in orecchina.[fonte 11]
  • Se tu vuoi star sano, piscia spesso come il cane.[fonte 30]
  • Se un cieco guida l'altro, tutti due cascano nella fossa.[fonte 1]
  • Se vuoi condurre un uomo a imbarbogire, fallo ingelosire.[fonte 5]
  • Se vuoi guardar la casa, fai un uscio solo.[fonte 13]
  • Se vuoi la buona rapa per Santa Maria sia nata.[fonte 11]
  • Se vuoi piaceri, fanne.[fonte 7]
  • Senza Cerere e Bacco è amor debole e fiacco.[fonte 5]
  • Senza suono non si balla.[fonte 37]
Riferito al suono delle monete.
Una serva che torna a lavorare per lo stesso padrone dopo essere stata licenziata non dà mai buoni risultati.
Chi non se la può prendere con chi vorrebbe, se la prende con chi può.
Riferito al Signore delle feste che si tenevano a Firenze nel mese di maggio.
  • Simili con simili, e impàcciati co' tuoi.[fonte 6]
  • S'impiccano i ladrucci, e non i ladroni.[fonte 10]
  • Soli non si starebbe bene nemmeno in Paradiso.[fonte 6]
  • Solo dir posso ch'è mio, quanto godo e do per Dio.[fonte 7]
  • Son meglio le fave che durano, che i capponi che vengon meno.[fonte 55]
  • Sopra il nero, non v'è colore.[fonte 33]
  • Sottil filo cuce bene.[fonte 9]
  • Sotto consiglio non richiesto gatta ci cova.[fonte 1]
  • Sotto la bianca cenere, sta la brace ardente.[fonte 4]
  • Sotto la scuffia spesso è tigna ascosa.[fonte 26]
  • Spada in bassa mano, non è senza taglio.[fonte 10]
  • Spesso si dà per forza quel che si nega per cortesia.[fonte 7]
  • Sta meglio il grano al campo, che al mulino.[fonte 11]
  • Sulla gioventù non si fece mai male.[fonte 11]
Negli acquisti (di bestiame e non solo) non si sbaglia mai puntando sulla gioventù.
  • Suon di campana non caccia cornacchia.[fonte 1]

T[modifica]

I figli spesso pagano sulla loro pelle gli errori dei padri.
  • Tal ti fa il bellin bellino che ti mangerebbe il core.[fonte 19]
  • Tal ti ride in bocca che dietro te l'accocca.[fonte 19]
  • Tale dà un consiglio per uno scudo, che nol torrebbe per un quattrino.[fonte 1]
  • Tante tramute, tante cadute.[fonte 11]
Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.
  • Tante volte al pozzo va la secchia, ch'ella vi lascia il manico o l'orecchia.[fonte 59]
  • Tanto è dire raperino, quanto ladro e assassino.[fonte 28]
  • Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco.[fonte 6]
  • Tanto è morir di male, quanto d'amore.[fonte 5]
  • Tanto è tenere che scorticare.[fonte 6]
  • Tanto mangia il povero quanto il ricco.[fonte 10]
  • Tanto sa altri quanto altri.[fonte 9]
  • Tanto va la rana al poggio, che ci lascia la pelle.[fonte 59]
  • Tempo e fantasia si varia spesso.[fonte 4]
  • Tempo rimesso di notte, non val tre pere cotte.[fonte 29]
  • Terra bianca, tosto stanca.[fonte 11]
  • Terra coltivata, ricolta sperata.[fonte 11]
  • Terra magra fa buon frutto.[fonte 11]
  • Terra nera, buon grano mena.[fonte 11]
  • Testa calva, piazza di pidocchi.[fonte 28]
  • Tra corsale e corsale non si guadagna se non barili vuoti.[fonte 9]
  • Tra furbo e furbo mai non si camuffa.[fonte 9]
  • Tra maggio e giugno fa il buon fungo.[fonte 29]
  • Tra mal d'occhio e l'acqua cotta, al padron non gliene tocca.[fonte 11]
Riferito alla raccolta delle fave. Infatti il maldocchio (succiamele delle fave) è un parassita che distrugge le fave, i contadini cuociono (acqua cotta) le fave senza dividerle con il padrone, in entrambi i casi quindi il padrone non raccoglie fave.
  • Tradimento piace assai, traditor non piacque mai.[fonte 9]
  • Tral cuoco e il canavaccio non è mai nimicizia.[fonte 6]
  • Tre cose son cattive magre, oche, femmine e capre.[fonte 28]
  • Tre cose vuole il campo, buon lavoratore, buon seme e buon tempo.[fonte 11]
  • Tre donne fanno un mercato e quattro fanno una fiera.[fonte 32]
  • Tre fili fanno uno spago.[fonte 6]
  • Tre furfanti fanno una forca.[fonte 6]
  • Trista a quella pecora che ritorna al branco.[fonte 6]
  • Troppo lungo non fu mai buono.[fonte 28]
  • Tutte le bocche son sorelle.[fonte 4]
  • Tutte le volpi alla fine si riveggono il pellicceria.[fonte 9]
  • Tutto il male non vien per nuocere.[fonte 58]
  • Tutto il rosso non è buono, tutto il giallo non è cattivo.[fonte 35]
  • Tutto il rosso non son ciliegie.[fonte 35]
  • Tutto s'accomoda fuorché l'osso del collo.[fonte 58]

U[modifica]

Spesso pronunciato in merito agli scandali e agli scompigli.
  • Un torso di pera cascata, è la morte di mille mosche.[fonte 76]
  • Un uomo ne val cento, e cento non ne vagliono uno.[fonte 10]
  • Un uomo nuoce a cento, e cento non giovano a uno.[fonte 2]
  • Una bella porta rifà una brutta facciata.[fonte 28]
Una bella bocca fa da sola un bel viso.

V[modifica]

  • V'è chi bacia tal mano che vorrebbe veder mozza.[fonte 19]
  • Va' in piazza, vedi e odi; torna a casa, bevi e godi.[fonte 27]
  • Val più un amico che cento parenti.[fonte 21]
  • Val più una frustata che cento arri là.[fonte 1]
  • Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro.[fonte 18]
  • Val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo.[fonte 50]
Vale più una persona anziana in un angolo che un giovane in un campo.
La vanga e la zappa richiedono notevole forza fisica.
Dalle vigne con poco sole si ottiene vino scadente.
  • Villano affamato è mezzo arrabbiato.[fonte 3]
  • Vista torta, mal animo mostra; vista all'ingiù, tristo e non più; vista all'insù, pazzo e tanto savio che non si possa dir più.[fonte 28]
  • Volto di mèle, cor di fiele.[fonte 60]
  • Vuoi guardare i tuoi frutti, siine cortese a tutti.[fonte 7]
Vuoi custodire i tuoi frutti, danne un po' a tutti.

Citazioni sui proverbi toscani[modifica]

  • Chi sa quante centinaja di proverbi girano tuttora inavvertiti per la bocca del popolo? La nostra lingua n'è tanto ricca, che tutti quelli che da buoni e onesti paesani non si vergognano di saperla parlare, non riescono a dire tre parole senza incastrarci un proverbio. Io di certo non ho potuto raccoglierli tutti, perché è quasi impossibile che uno solo possa trovarsi a udirli quanti sono. (Giuseppe Giusti)
  • Dall'uso vivo abbiamo tratto ancora noi quanto più potevamo, adoprandoci con molta voglia a fare incetta di quei Proverbi dei quali s'ornano i discorsi massimamente dei campagnuoli, e in Firenze di quelle donne che hanno abitudini casalinghe e non possiedono altra scienza. (Gino Capponi)
  • Nel grande fiume dei proverbi italiani, il torrente toscano è vasto, impetuoso, corrosivo e fecondo, anche se ormai è difficile distinguere le sue acque da quelle del patrimonio nazionale.[fonte 81] (Beatrice Manetti)
  • Una sera a Firenze, in una delle poche case, a grave danno del Faraone tuttavia rallegrate da quella gaia ma ora inelegantissima regola dei giochi di pegno, mi trovai al gioco dei Proverbi che si fa tutti mettendosi in cerchio, donne e uomini, e buttandosi uno coll'altro un fazzoletto colla canzoncina «Uccellin volò, volò, su di me non si posò, si posò su un tale e disse...» qui tirano il fazzoletto sulle ginocchia della persona nominata e dicono un proverbio, e bisogna dirlo presto, e che non sia detto avanti da nessuno, altrimenti si mette pegno. Io che sono nato in provincia e che son sempre malato grazie a Dio delle prime impressioni, udendo quel diluvio di proverbi, e con quanta prontezza quelle fanciulle vispe e argute trovavano il modo di punzecchiarsi tra loro, di burlare gli innamorati, di canzonare i grulli e di mettere in ridicolo la cuffia di questo o la parrucca di quello, confesso il vero che c'ebbi un gusto matto, e posso dire che fino da allora mi detti a questa raccolta, perché tornato a casa segnai tutti i proverbi che mi ricorsero alla memoria. (Giuseppe Giusti)

Carlo Lapucci[modifica]

  • Il primo tentativo di offrire all'Italia unita un corpo di proverbi nasce proprio a Firenze, e dalla stessa casa editrice che oggi ha pubblicato il mio Dizionario: è la raccolta di Giuseppe Giusti curata dal Capponi nel 1853. Una raccolta di proverbi in gran parte toscani, ma siccome nell'Ottocento il toscano equivaleva all'italiano, il suo repertorio è stato usato a lungo come un repertorio dei proverbi italiani.
  • I proverbi italiani, in definitiva, sono i proverbi toscani accolti e condivisi dai parlanti.
  • In Toscana il proverbio era usato di continuo. Pensi a quel verso della "Commedia" che dice "poca favilla gran fiamma seconda": Dante trova un proverbio all'interno della sua lingua, lo formalizza e alla fine soppianta quello che c'era prima. Anche Petrarca è un grande utilizzatore di proverbi, e la cosa non sorprende. Entrambi vivevano ancora a diretto contatto con la cultura popolare, prima che l'Umanesimo e il Rinascimento chiudessero la cultura dentro le stanze del principe
  • La prima caratteristica del mondo toscano è un realismo crudo, legato al quotidiano, che non risparmia neanche la sfera del sacro e del sublime. Tra gli innumerevoli proverbi sulle suocere, tutti ugualmente feroci, ce n' è uno che dice: "anche la Madonna, che non la volle, se lo prese vecchio", cioè il marito. E poi l'ironia, non cattiva eppure inesorabile: "il sé è patrimonio dei coglioni", oppure "Quattrini e santità, la metà della metà". Questo atteggiamento verso la vita si esprime, oltre che nei contenuti, nell'utilizzo del proverbio, piazzato spesso, nel corso di una discussione, in un punto e in un modo che fanno ammutolire l'interlocutore.

Note[modifica]

  1. Cfr. Creso: «In tempo di pace i figli seppelliscono i padri ma in tempo di guerra sono i padri a seppellire i figli.»
  2. Cfr. Ludovico Ariosto: «Non conosce la pace e non l'estima | chi provato non ha la guerra prima.»

Fonti[modifica]

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  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Citato in 1853, Buoni e malvagi, pp. 59-60.
  3. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Citato in 1853, Bisogno, necessità, pp. 56-57.
  4. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj Citato in 1853, Affetti, passioni e voglie, pp. 19-23.
  5. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm Citato in 1853, Amore, pp. 41-45.
  6. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo Citato in 1853, Compagnia, buona e cattiva, pp. 63-66.
  7. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am Citato in 1853, Beneficenza, soccorrersi, pp. 53-55.
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  9. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi Citato in 1853, Astuzia, inganni, pp. 45-48.
  10. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw Citato in 1853, Condizioni e sorti disuguali, pp. 66-71.
  11. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb Citato in 1853, Agricoltura, economia rurale, pp. 23-33.
  12. a b c d Citato in 1853, Riflessione, ponderatezza, tempo, pp. 273-277.
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  16. a b c d e f Citato in 1853, Errore, fallacia dei disegni, insufficienza dei propositi, pp. 112-114.
  17. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Citato in 1853, Abitudini, usanze, pp. 17-18.
  18. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa Citato in 1853, Buona e mala fama, pp. 57-59.
  19. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Citato in 1853, Adulazione, lodi, lusinghe, pp. 18-19.
  20. a b c d Citato in 1853, Miserie della vita, condizioni della umanità, pp. 197-202.
  21. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb Citato in 1853, Amicizia, pp. 38-40.
  22. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in 1853, Schiettezza, verità, bugia, pp. 298-304.
  23. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in 1853, Tavola, cucina, pp. 305-313.
  24. a b c Citato in 1853, Regole del giudicare, p. 261-264.
  25. Citato in 1853, Mutar paese, pp. 205-206.
  26. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai Citato in 1853, Ambizione, signoria, corti, pp. 35-37.
  27. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af Citato in 1853, Allegria, darsi bel tempo, pp. 34-35.
  28. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf Citato in 1853, Bellezza e suo contrario, fattezze del corpo, pp. 49-53.
  29. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Citato in 1871, Metereologia, stagioni, tempi dell'anno, pp. 177-199.
  30. a b c d e f g h i j k l m n Citato in 1853, Sanità, malattie, medici, pp. 283-291.
  31. a b c Citato in 1871, Probità, onoratezza., pp. 254-257.
  32. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc Citato in 1853, Donna e matrimonio, pp. 97-106.
  33. a b c Citato in 1853, Cose fisiche, pp. 344-346.
  34. Citato in 1871, Bellezza e suo contrario, fattezze del corpo, pp. 36-41.
  35. a b c d e f Citato in 1853, False apparenze, pp. 120-122.
  36. a b c d e f g h i j k l m n o p q r Citato in 1853, Benignità, perdono, pp. 55-56.
  37. a b Citato in 1853, Guadagno, mercedi, pp. 159-161.
  38. a b Citato in 1853, Economia domestica, pp. 106-111.
  39. a b c d Citato in 1871, Abitudini, usanze, pp. 1-2.
  40. Citato in 1853, Sollievi, riposi, pp. 303-304.
  41. a b Citato in 1853, Vino, pp. 319-321.
  42. a b c Citato in 1853, Gioco, pp. 441-443.
  43. a b c d Citato in 1853, Famiglia, pp. 122-129.
  44. Citato in 1853, Parlare, tacere, pp. 230-233.
  45. a b c Citato in 1853, Mestieri, professioni diverse, pp. 172-179.
  46. a b c d e Citato in 1853, Guerra, malizia, pp. 161-163.
  47. Citato in 1853, Fortuna, pp. 136-139.
  48. a b Citato in 1853, Religione, pp. 270-273.
  49. Citato in 1853, Pochezza d'animo, pp. 246-247.
  50. a b c Citato in 1853, Esperienza, pp. 115-118.
  51. Citato in 1853, Maldicenza, malignità, invidia, pp. 169-172.
  52. Citato in 1853, Orgoglio, vanità, presunzione, pp. 220-223.
  53. a b c d e f g h Citato in 1871, Agricoltura, economia rurale, pp. 7-18.
  54. a b Citato in 1853, Fiducia, diffidenza, pp. 134-136.
  55. a b Citato in 1853, Parsimonia, prodigalità, pp. 233-237.
  56. Citato in 1853, Fallacia dei giudizi, pp. 118-120.
  57. Citato in 1853, Fatti e parole, p. 130-131.
  58. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Citato in 1853, Conforti ne' mali, pp. 72-73.
  59. a b c d e f Citato in 1853, Coscenza, gastigo dei falli, pp. 82-88.
  60. a b c Citato in 1871, Simulazione, ipocrisia, pp. 301-303.
  61. a b Citato in 1853, Gratitudine, ingratitudine, pp. 157-159.
  62. Citato in 1853, Sapere, ignoranza, pp. 291-295.
  63. a b Citato in 1853, Gioventù, vecchiezza., pp. 145-149.
  64. Citato in 1853, Ira, collera, pp. 165-166.
  65. a b Citato in 1853, Cupidità, amor di sè stesso, pp. 89-92.
  66. a b c Citato in 1853, Temerità, spensieratezza, p. 314.
  67. a b Citato in 1853, Risolutezza, cogliere le occasioni, p. 280.
  68. Citato in 1853, Nature diverse, pp. 206-209.
  69. Citato in 1853, Giorno, notte, pp. 143-144.
  70. Citato in 1853, Virtù, illibatezza, pp. 321-322.
  71. Citato in 1853, Paura, coraggio, ardire, pp. 238-240.
  72. Citato in 1853, Regole del trattare e del conversare, p. 265-269.
  73. a b c d Citato in 1853, Sentenze generali, pp. 335-339.
  74. Citato in 1871, Costanza, fermezza, pp. 88-89.
  75. Citato in 1853, Povertà, ricchezza, pp. 247-254.
  76. a b Citato in 1853, Piacere, dolore, pp. 244-246.
  77. a b Citato in 1853, Animali, pp. 339-343.
  78. Citato in 1853, Governo, leggi, ragion di stato, pp. 152-157.
  79. Citato in 1853, Saviezza, mattia, pp. 295-298.
  80. Citato in 1853, Appendice, p. 361.
  81. Da Proverbi, il cosmo in due parole , la Repubblica, 3 settembre 2006.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]


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