Proverbi italiani

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Bandiera italiana

Proverbi dell'Italia


Indice
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Note · Bibliografia · Voci correlate

Proverbi[modifica]

A[modifica]

  • A brigante brigante e mezzo.[1]
  • A buon cavalier non manca lancia.[2]
  • A buon cavallo non manca sella.[2]
  • A buon intenditor poche parole.[2]
  • A carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale.[3]
  • A caval donato non si guarda in bocca.[2]
  • A chi batte forte, si apron le porte.[4]
  • A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni.[5]
  • A chi non vuol credere sono inutili tutte le prove.[5]
  • A goccia a goccia si scava la pietra.[6]
  • A lavar la testa all'asino si perde il ranno e il sapone.[7]
  • A mali estremi estremi rimedi.[1]
  • A muro basso ognuno ci si appoggia.[1]
  • A nemico che fugge ponti d'oro.[1]
  • A padre avaro figliuol prodigo.[8]
  • A pagare e a morire c'è sempre tempo.[9]
  • A pazzo relatore, savio ascoltatore.[5]
  • A tavola non si invecchia.[10]
  • A tutto c'è rimedio fuorché alla morte.[1]
  • Ai pazzi ed ai fanciulli, non si deve prometter nulla.[5]
  • Ai pazzi si dà sempre ragione.[5]
  • Al buio, le donne sono tutte uguali.[5]
  • Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.[1]
  • Al cuore non si comanda.[1]
  • Al gatto che lecca lo spiedo non affidar arrosto.[5]
  • Al medico, al confessore e all'avvocato, bisogna dire ogni peccato.[5]
  • Al suono si riconosce la pignata.[11]
  • All'orsa paion belli i suoi orsacchiotti.[5]
  • All'ultimo si contano le pecore.[1]
  • Alle barbe dei pazzi, il barbiere impara a radere.[5]
  • Ambasciator non porta pena.[2]
  • Amico di ventura, molto briga e poco dura.[12]
  • Amor che nasce di malattia, quando si guarisce passa via.[5]
  • Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.[5]
  • Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.[5]
  • Amor regge il suo regno senza spada.[5]
  • Amore di fratello, amore di coltello.[5]
  • Amore è il vero prezzo con che si compra amore.[13]
  • Amore non si compra né si vende.[13]
  • Amore onorato, né vergogna né peccato.[5]
  • Anche il leone ha bisogno del topo.[5]
  • Anche le bestie le ha fatte il Signore.[5]
  • Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro.[14]
  • Anno nuovo vita nuova.[1]
  • Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.[5]

B[modifica]

Bandiera vecchia onor di capitano.[2]
  • Basta un matto per casa.[5]
  • Bella vigna poca uva.[2]
  • Beni di fortuna passano come la luna.[2]
  • Botte buona fa buon vino.[2]
  • Brutta di viso ha sotto il paradiso.[2]
  • Buon sangue non mente.[2]
  • Buona greppia, buona bestia.[5]
  • Buone parole e pere marce non rompono la testa a nessuno.[12]

C[modifica]

  • Cent'oche ammazzano un lupo.[5]
  • Chi balla senza suono, come asino si ritrova.[15]
  • Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.[5]
  • Chi coglie acerbo il senno, maturo ha sempre d'ignoranza il frutto.[5]
  • Chi contro Dio getta la pietra, in capo gli torna.[5]
  • Chi da gallina nasce, convien che razzoli.[5]
  • Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.[5]
  • Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.[5]
  • Chi è morso dalla serpe, teme la lucertola.[5]
  • Chi fugge un matto, ha fatto buona giornata.[5]
  • Chi maltratta le bestie, non la fa mai bene.[5]
  • Chi nasce matto non guarisce mai.[5]
  • Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.[5]
  • Chi non crede di esser matto, è matto davvero.[5]
  • Chi non fu buon soldato, non sarà buon capitano.[16]
  • Chi non ha fede, non ne può dare.[5]
  • Chi non ha il gatto mantiene i topi e chi ce l'ha li mantiene tutti e due.[5]
  • Chi non sa fare non sa comandare.[16]
  • Chi non sa ubbidire, non sa comandare.[16]
  • Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio.[5]
  • Chi pecca in segreto fa la penitenza pubblica.[5]
  • Chi porta fiori, porta amore.[5]
  • Chi s'accapiglia si piglia.[17]
  • Chi sa senza Cristo non sa nulla.[5]
  • Chi si fida di greco, non ha il cervel seco.[18]
  • Chi si prende d'amore, si lascia di rabbia.[5]
  • Chi vuol provar le pene dell'inferno, la stia in Puglia e all'Aquila d'inverno.[5]
  • Chitarra e schioppo fanno andare la casa a galoppo.[5]
  • Compar di Puglia, l'un tiene e l'altro spoglia.[5]
  • Con i matti non ci son patti.[5]
  • Con la pietra si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.[5]
  • Contro due donne neanche il diavolo può metterci il becco.[5]

D[modifica]

Riferito alle insidie che l'amore riserva alle virtù delle fanciulle.
  • Dai giudici siciliani, vacci coi polli nelle mani.[5]
  • Danaro e santità, metà della metà.[5]
  • Di tutte le arti maestro è l'amore.[5]
  • Dice la serpe: non mi toccar che non ti tocco.[5]
  • Donna adorna, tardi esce e tardi torna.[5]
  • Donna bianca, poco gli manca.[5]
  • Donna rossa coscia grossa.[5]
  • Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.[5]
  • Donna che dona, di rado è buona.[5]
  • Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.[5]
  • Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.[5]
  • Donna e fuoco, toccali poco.[5]
  • Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino.[5]
  • Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.[5]
  • Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.[5]
  • Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.[5]
  • Donna pregata nega, trascurata prega.[5]
  • Donna prudente, gioia eccellente.[5]
  • Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.[5]
  • Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.[5]
  • Donne e sardine, son buone piccoline.[5]
  • Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.[5]
  • Dove c'è l'amore, la gamba trascina il piede.[5]
  • Dove men si pensa rompe Po.[20]
  • Dove non c'è amore, non c'è umanità.[5]
  • Dove non si crede né all'inferno né al paradiso, il diavolo intasca tutte le entrate.[5]
  • Dove son carogne son corvi.[5]
  • Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.[5]

E[modifica]

  • È meglio testa di lucertola che coda di drago.[5]
  • È meglio un leone che mille mosche.[5]
  • È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il silenzio.[5]

F[modifica]

  • Fare l'amore fa bene all'amore.[21]
  • Femmine e galline, se giran troppo si perdono.[5]
  • Ferita d'amore non uccide.[5]
  • Frutto precoce facilmente si guasta.[5]
  • Funghi e poeti: per uno buono dieci cattivi.[5]

G[modifica]

  • Gallina che non razzola ha già razzolato.[22]
  • Gatta inguantata non prese mai topo.[5]
  • Gatto rinchiuso diventa leone.[5]
  • Gli errori si pagano.[5]
  • Gotta inossota, mai fi sanata.[23]
  • Grande amore, gran dolore.[5]
  • Greco in mare, Greco in tavola, Greco non aver a far seco.[18]
  • Gru e donne fan volentieri il nido in alto.[5]
  • Guardati da tre cose: da cavallo focoso, da uomo infido e da donna svergognata.[5]
  • Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.[24]

H[modifica]

  • Ha un coraggio da leone, quello che non fa violenza ai deboli.[5]

I[modifica]

  • I figli dei gatti mangiano i topi.[5]
  • I matti ed i fanciulli hanno un angelo dalla loro.[5]
  • I pazzi crescono senza innaffiarli.[5]
  • I pazzi e i fanciulli possono dire quello che vogliono.[5]
  • I peccati di gioventù si piangono in vecchiaia.[5]
  • I poeti nascono, e gli oratori si formano.[5]
  • I pulci di vendemmia li tiene l'uomo e non le femmine.[25]
  • Il coccodrillo mangia l'uomo e poi lo piange.[5]
  • Il colombo che rimane in colombaia è al sicuro dal falco.[5]
  • Il corvo piange la pecora e poi la mangia.[5]
  • Il cuor magnanimo si piglia con poco amore, e il cuore dello stolto con poca adulazione.[5]
  • Il gatto brontola sempre, anche quando gode.[5]
  • Il gatto è una tigre domestica.[5]
  • Il letto si chiama rosa, se non si dorme si riposa.[26]
  • Il magnanimo è superiore all'ingiuria, all'ingiustizia, al dolore.[5]
  • Il magnanimo non ricorre all'astuzia.[5]
  • Il Piemonte è la sepoltura dei francesi.[5]
  • Il poeta ben trova le palme, ma non i datteri.[5]
  • Il politico bacia con la bocca, e tira calci con i piedi.[5]
  • Il Portogallo[27] è piccolo, ma è un pezzo di zucchero.[5]
  • Il primo amore non si arrugginisce.[5]
  • Il primo amore non si scorda mai.[5]
  • Il riso nasce nell'acqua ma deve morire nel vino.[5]
  • Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.[5]
  • In amore e in guerra niente regole.[5]
  • In Campania si inganna persino il diavolo.[5]
  • In Lazio si nasce coi sassi in mano.[5]
  • In Sardegna non vi son serpenti, né in Piemonte bestemmie.[5]
  • In terra di ciechi, beato chi ha un occhio.[14]

L[modifica]

  • L'amore di carnevale muore in quaresima.[5]
  • L'amore è cieco, ma vede lontano.[5]
  • L'amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l'amore.[5]
  • L'amore non si misura a metri.[5]
  • L'amore passa dentro la cruna di un ago.[5]
  • L'amore scalda il cuore e l'ira fa il poeta.[5]
  • L'amore senza baci è pane senza sale.[5]
  • L'arancia la mattina è oro, a pranzo è argento, la sera è piombo.[28][29]
  • L'avversità che fiacca i cuori deboli, ingagliardisce le anime forti.[5]
  • L'elefante non cura il morso delle pulci.[5]
  • L'erba del vicino è sempre più verde.[30]
  • L'orologio dell'amore ritarda sempre.[5]
  • L'uomo politico accende una candela a Dio e un'altra al diavolo.[5]
  • La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.[5]
  • La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.[5]
  • La donna buona vale una corona.[5]
  • La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.[5]
  • La donna e l'orto vogliono un sol padrone.[5]
  • La donna ha più capricci che ricci.[5]
  • La donna oziosa non può essere virtuosa.[5]
  • La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.[5]
  • La donna più sciocca vale due uomini.[5]
  • La donna troppo in vista, è di facile conquista.[5]
  • La cicala prima canta e poi muore.[5]
  • La gallina del vicino sembra un fagiano.[30]
  • La Lombardia è il giardino del mondo.[5]
  • La madre del peggio è sempre incinta.[31]
  • La neve di ieri è la fanchiglia di domani.[32]
  • La penitenza corre dietro al peccato.[5]
  • La pulce che esce di dietro l'orecchio con il diavolo si consiglia.[5]
  • La rana è usa ai pantani, se non ci va oggi ci andrà domani.[5]
  • La rana non morde, perché non ha denti.[5]
  • La rana, o salta o piscia, ma mai non sbrana.[5]
  • La razza comincia dalla bocca.[5]
  • La roba dei pazzi è la prima ad andarsene.[5]
  • La scimmia è sempre scimmia, anche vestita di seta.[5]
  • La vipera morta non morde seno, ma pure fa male coll'odor del veleno.[5]
  • Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.[5]
  • Le bestie vanno trattate da bestie.[5]
  • Le donne hanno sette anime... e mezza.[5]
  • Le donne piglian bene le pulci.[5]
  • Le piante che fruttano troppo presto, si seccano.[5]
  • Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.[5]
  • Le rane han perso la coda perché non seppero chiedere aiuto.[5]
  • Le Trentine vengono giù pollastre e se ne vanno sù galline.[5]
  • Lo sbadiglio non vuol mentire: o che ha sonno o che vorrebbe dormire, o che ha qualche cosa che non può dire.[5]
  • Lo scarafaggio corre sempre allo sterco.[5]
  • Lo scorpione dorme sotto ogni lastra.[5]
  • Loda il pazzo e fallo saltare, se non è pazzo lo farai diventare.[5]

M[modifica]

  • Ma in premio d'amore amor si rende.[13]
  • Male non fare, paura non avere.[2]
  • Medico vecchio e chirurgo giovane.[33]
  • Mediocre bestiame ben pasciuto è di maggior vantaggio che molto bestiame mal mantenuto.[34]
  • Molti sono i verseggiatori, pochi i poeti.[5]
  • Morta la serpe, spento il veleno.[5]
  • Mulo buon mulo, ma cattiva bestia.[5]

N[modifica]

  • Né donna né tela al lume di candela.[5]
  • Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.[5]
  • Nella botte piccola c'è il buon vino.[5]
  • Nella gotta, il medico non vede gotta.[35]
  • Non a tutti vola il gufo.[5]
  • Non c'è rosa senza spine.[2]
  • Non ci fu mai frettoloso che non fosse pazzo.[5]
  • Non ci rimane nessuna vigna da vendemmiare, e né meno nessuna donna da maritare.[36]
  • Non dire quattro se non l'hai nel sacco.[2]
  • Non è bene esser poeta nel villaggio.[5]
  • Non è mai gran gagliardia, senza un ramo di pazzia.[5]
  • Non è sempre savio chi non sa esser qualche volta pazzo.[5]
  • Non esiste amore senza gelosia.[5]
  • Non gira il corvo che non sia vicina la carogna.[5]
  • Non mettere il rasoio in mano a un pazzo.[5]
  • Non mi morse mai scorpione, ch'io non mi medicassi col suo olio.[5]
  • Non perde il cervello se non chi l'ha.[5]
  • Non ti fidar d'un tratto, di grazia o di bontà.[5]
  • Non tutti i matti rompono i piatti.[5]
  • Non tutti i pazzi stanno al manicomio.[5]
  • Non vi è donna senza amore.[5]
  • Non vi fu mai gatta che non corresse ai topi.[5]

O[modifica]

  • Ogni animale per non morir s'aiuta.[37]
  • Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.[5]
  • Ogni gatta ha il suo febbraio.[5]
  • Ogni grillo si crede cavallo.[5]
  • Ogni lucciola non è un fuoco.[5]
  • Ogni matto fa il suo atto.[5]
  • Ogni pazzo vuol dar consiglio.[5]
  • Ogni rana si crede gran dama.[5]
  • Ogni rana si crede una Diana.[5]
  • Ogni scimmia trova belli i suoi scimmiotti.[5]
  • Ogni serpe ha il suo veleno.[5]
  • Ognun vede le proprie oche come cigni.[5]

P[modifica]

  • Pazzi e buffoni hanno pari libertà.[5]
  • Pazzo è colui che bada ai fatti altrui.[5]
  • Pazzo per natura, savio per scrittura.[5]
  • Peccati vecchi, penitenza nuova.[5]
  • Peccato celato è mezzo perdonato.[38]
  • Peccato confessato è mezzo perdonato.[5]
  • Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.[5]
  • Per Santa Caterina [25 novembre], le bestie fuori dalla cascina.[39]
  • Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.[5]
  • Perdona a tutti, ma non a te.[40]
  • Perdonare è da uomini, scordare è da bestie.[40]
  • Più si chiacchiera, meno si ama.[5]
  • Poeta si nasce, oratori si diventa.[41]
  • Poeti e Santi campano tutti quanti.[42]
  • Poeti, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini.[5]
  • Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.[5]
  • Prevedere per provvedere e prevenire.[43]
  • Prima lusingare e poi graffiare, è arte dei gatti.[5]
  • Pugliesi, cento per forca e un per paese.[5]

Q[modifica]

  • Quando canta la rana, la pioggia non è lontana.[5]
  • Quando il colombo ha il gozzo pieno, le vecce gli sembrano amare.[5]
  • Quando il gatto non può arrivare al lardo dice che è rancido.[5]
  • Quando il gatto si lecca e si sfrega le orecchie con la zampina, pioverà prima che sia mattina.[5]
  • Quando l'amore è a pezzi non c'è alcuna colla che lo riappiccichi.[5]
  • Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.[5]
  • Quando la cicala, canta in settembre, non comprare gran da vendere.[5]
  • Quando la fame entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.[5]
  • Quando la rana canta il tempo cambia.[5]
  • Quando non dice niente, non è dal savio il pazzo differente.[5]
  • Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.[5]
  • Quanto più la rana si gonfia, più presto crepa.[5]

R[modifica]

  • Rana di palude sempre si salva.[5]
  • Rane, malsane.[5]
  • Ricchezze nell'India, sapere in Europa, e pompa fra gli ottomani.[5]
  • Roma santa, Aquila bella, Napoli galante.[44]
  • Rosso di mattina, pioggia vicina.[45]
  • Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.[46]

S[modifica]

  • Scalda più l'amore che mille fuochi.[5]
  • Schiena di mulo, corso di barca, buon per chi n'accatta.[5]
  • Se fossero buoni i nipoti non si leverebbero dalla vigna.[47]
  • Se il poeta s'erige a oratore predicherà agli orecchi e non al cuore.[5]
  • Se il tuo gatto è ladro non scacciarlo di casa.[5]
  • Se il virtuoso è povero, il lodarlo non basta; il dovere primo è d'aiutarlo.[5]
  • Se la pazzia fosse dolore, in ogni casa si sentirebbe stridere.[5]
  • Se occhio non mira, cuor non sospira.[5]
  • Se vuoi che t'ami, fa' che ti brami.[5]
  • Sempre ti graffierà chi nacque gatto.[5]
  • Senza umanità non vi è né virtù, né vero coraggio, né gloria durevole.[5]
  • Si può conoscere la tua opinione dal tuo sbadigliare.[5]
  • Sol gente di mal'affare, bestie e botte, van fuori di notte.[48]
  • Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.[5]
  • Sulla pelle della serpe nessuno guarda alle macchie.[5]

T[modifica]

  • Tanto l'amore quanto il fuoco devono essere attizzati.[5]
  • Tanto l'amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.[5]
  • Testa di lucertola, collo di gru, gambe di ragno, pancia di vacca, groppa di baldracca.[5]
  • Testa di pazzo non incanutisce mai.[5]
  • Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.[5]
  • Tre sono le meraviglie, Napoli, Roma e la faccia tua.[49]
  • Triste e guai, chi crede troppo e chi non crede mai.[5]
  • Tutti del pazzo tronco abbiamo un ramo.[5]
  • Tutti i peccati mortali sono femmine.[5]
  • Tutto s'accomoda fuorché l'osso del collo.[12]

U[modifica]

  • Un cuor magnanimo vuol sempre il bene, anche se il premio mai non ottiene.[5]
  • Un pazzo ne fa cento.[5]
  • Un piccolo buco fa affondare un gran bastimento.[5]
  • Un'anima magnanima consulta le altre; un'anima volgare disprezza i consigli.[5]
  • Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.[5]
  • Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.[5]

V[modifica]

  • Vale più la pratica che la grammatica.[1]
  • Vale più un gusto che un casale.[1]
  • Vi sono dei matti savi, e dei savi matti.[5]
  • Vicino alla serpe c'è il biacco.[5]
  • Vigna nel sasso e orto in terren grasso.[50]
  • Vivi e lascia vivere.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l Citato ne Il nuovo Zingarelli.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in Lapucci.
  3. Citato in Schwamenthal, § 14.
  4. Citato in Schwamenthal, § 29.
  5. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il Citato in Selene.
  6. Citato in Schwamenthal, § 78.
  7. Citato in Schwamenthal, § 85.
  8. Citato in Schwamenthal, § 122.
  9. Citato in Schwamenthal, § 123.
  10. Citato nel film Miseria e nobiltà.
  11. Citato in Castagna, p. 137.
  12. a b c Citato in Vezio Melegari, Manuale della barzelletta, Mondadori, Milano, 1976, p. 35.
  13. a b c Citato in Francesco Protonotari, Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, volume settimo, Direzione della nuova antologia, Firenze, 1868, p. 454.
  14. a b Citato in Orlando Pescetti, Proverbi italiani raccolti e ridotti sotto a certi capi, e luoghi communi per ordine d'alfabeto, Verona, 1603, p. 123.
  15. Citato in Castagna, p. 172.
  16. a b c Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 583.
  17. Citato nel film Riso amaro.
  18. a b Citato in Giuseppe Giusti, Dizionario dei proverbi italiani.
  19. Citato in Castagna, p. 56.
  20. Proverbio ferrarese, secondo Riccardo Bacchelli, citato più volte nell'opera Il Mulino del Po. Fa riferimento alle esondazioni imprevedibili del fiume, ed, in metafora, al fatto che il destino spesso colpisce dove ci si sente più sicuri.
  21. Citato in Piero Angela, Ti amerò per sempre: La scienza dell'amore, Mondadori, Milano, 2005, p. 68. ISBN 88-04-51490-6
  22. Citato in Schwamenthal, § 2769.
  23. Citato in Florio, lettera G.
  24. Citato in Gustavo Strafforello, La sapienza del mondo: ovvero, Dizionario universale dei proverbi, A.F. Negro, 1883, p.279.
  25. Citato in Castagna, p. 178.
  26. Citato in Castagna, p. 151.
  27. Nei dialetti siciliani e nel napoletano l'arancia viene chiamata portogallo.
  28. Con riferimento a chi fa fatica a digerire le arance.
  29. Citato in Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Verso la scelta vegetariana, Giunti, Firenze, 2011, p. 48. ISBN 978-88-09-76687-7
  30. a b Citato in Paolo De Nardis, L'invidia. Un rompicapo per le scienze sociali, Meltemi Editore, 2000, p. 38. ISBN 8883530527
  31. Citato in Luigi Pozzoli, Sul respiro di Dio. Commento alle letture festive. Anno B, Paoline, Milano, 1999, p. 14.
  32. Citato nella trasmissione radiofonica di Umberto Broccoli, In Europa, Radio 1, 21 settembre 2013.
  33. Citato in Castagna, p. 18.
  34. Citato in Carlo Giuseppe Sisti, Agricoltura pratica della Lombardia, Milano, 1828, p. 99.
  35. Citato in Florio, lettera N.
  36. Citato in Castagna, p. 75.
  37. Citato in Grisi, p. 270.
  38. Citato in Focus storia n. 49, novembre 2010, p. 74, che inoltre spiega: «Il proverbio compare in una novella del Decameron di Giovanni Boccaccio (la quarta della prima giornata)».
  39. Citato in Schwamenthal, § 4352.
  40. a b Citato in Grisi, p. 197.
  41. Citato in Schwamenthal, § 4498.
  42. Citato in Schwamenthal, § 4499.
  43. Citato in Piero Angela, A cosa serve la politica?, Mondadori, Milano, 2011, p. 145. ISBN 978-88-04-60776-2
  44. Citato in Castagna, p. 136.
  45. Citato in Castagna, p. 35.
  46. Citato in Castagna, p. 24.
  47. Citato in Castagna, p. 8.
  48. Citato in Schwamenthal, § 5314.
  49. Citato in Castagna, p. 73.
  50. Citato in Castagna, p. 39.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]