Pablo Neruda
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Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliecer Neftalí Reyes Basoalto (1904 – 1973), poeta cileno.
[modifica] Citazioni di Pablo Neruda
- Oggi lasciate | che sia felice, | io e basta, | con o senza tutti, | essere felice | con l'erba | e la sabbia, | essere felice | con l'aria e la terra, | essere felice | con te, con la tua bocca, | essere felice. (da Ode al giorno felice, in Odi elementari, traduzione di Roberta Bovaia, Guanda)
- Che hai, che abbiamo, | che ci accade? | Ahi il nostro amore è una corda dura | che ci lega ferendoci | e se vogliamo | uscire dalla nostra ferita, | separarci, | ci stringe un nuovo nodo e ci condanna | a dissanguarci e a bruciarci insieme. (da L'amore, ne I versi del capitano, a cura di Giuseppe Bellini, Passigli)
- Il bimbo che non gioca non è un bimbo, però l'uomo che non gioca ha perso per sempre il bimbo che viveva in lui e che gli mancherà molto. (da Confesso che ho vissuto, traduzione di Giulio Stocchi e Savino D'Amico, SugarCo, 1974)
- L'amore, mentre la vita ci incalza, | è semplicemente un'onda alta sopra le onde. (da Cento sonetti d'amore, traduzione di Roberta Bovaia, Guanda)
- Amo l'amore dei marinai | che baciano e se ne vanno. || Lasciano una promessa. | Mai più ritornano. || In ogni porto una donna attende: | i marinai baciano e se ne vanno. || Una notte si coricano con la morte | nel letto del mare. (da Farewell, in Crepuscolario, a cura di Giuseppe Bellini, Passigli)
- Amo l'amore che si suddivide | in baci, letto e pane. || Amore che può essere eterno | e può esser fugace. || Amore che vuol liberarsi | per tornare ad amare. (da Farewell, in Crepuscolario)
- Bella, | come nella pietra fresca | della sorgente, l'acqua | apre un ampio lampo di spuma, | così è il sorriso del tuo volto, | bella. (da Bella, ne I versi del capitano)
- La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina. (da Confesso che ho vissuto)
- La parola è un'ala del silenzio. (dal sonetto XLIV, in Cento sonetti d'amore, a cura di Giuseppe Bellini, Passigli)
- È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio. (da Posso scrivere i versi..., in Venti poesie d'amore e una canzone disperata, traduzione di Giuseppe Bellini, Nuova Accademia Editrice, 1963)
- Per questo devo tornare | a tanti luoghi futuri | per incontrarmi con me stesso | ed esaminarmi senza sosta, | senz'altro testimone che la luna | e poi fischiare di gioia | calpestando pietre e zolle, | senz'altro compito che esistere, | senz'altra famiglia che la strada. (Il vento, in Fine del mondo)
- La pazzia, una certa pazzia, va molte volte a braccetto con la poesia. (da Confesso che ho vissuto)
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- Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.
- Ridere è il linguaggio dell'anima.
[modifica] Attribuite
- Muore lentamente chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
- Questo è il primo verso di una poesia dal titolo ¿Quién muere? diffusasi via posta elettronica ed erroneamente attribuita a Pablo Neruda, come confermano la Fundación Pablo Neruda e Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, editore delle opere di Neruda in Italia: «Chi conosce la sua poesia si accorge all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento». La poesia, il cui vero titolo è A Morte Devagar, appartiene in realtà alla scrittrice e poetessa brasiliana Martha Medeiros, ed è stata pubblicata il 1° novembre 2000 sul quotidiano Zero Hora di Porto Alegre, Brasile.[1]
[modifica] Venti poesie d'amore e una canzone disperata
- Perché tu possa ascoltarmi | le mie parole | si fanno sottili, a volte, | come impronte di gabbiani sulla spiaggia. (V – Perché tu possa ascoltarmi)
- Non assomigli più a nessuna da quando ti amo. (XIV – Giochi tutti i giorni con la luce dell'universo)
- Voglio fare con te | quello che la primavera fa con i ciliegi. (XIV – Giochi tutti i giorni con la luce dell'universo)
- Mi ricevi | come il vento la vela. | Ti ricevo | come il solco il seme. (Canzone del maschio e della femmina)
[Pablo Neruda, Venti poesie d'amore e una canzone disperata, traduzione di Roberta Bovaia, Guanda.]
[modifica] Citazioni su Pablo Neruda
- Dacci le tue fiamme, la poesia di fuoco che marcò tiranni, traditori e lacchè. (Miguel Angel Asturias, da Pablo Neruda vivo)
- Lo diceva Neruda che di giorno si suda – Ma la notte no! – | Lo diceva Picasso, io di giorno mi scasso – Ma la notte no! (Quelli della notte, Programma televisivo)
- Qualcuno in te divide il comunista ed il poeta: gli stessi che separano la sistole e la diastole, i passi dispari dai pari. (Michele Metta, da Ode a Pablo Neruda)
- Un poeta più vicino alla morte che alla filosofia; più vicino al dolore che all'intelligenza; più vicino al sangue che all'inchiostro. (Federico García Lorca, da Presentación)
- Un uomo vero che ormai sa che il giunco e la rondine sono più eterni della guancia dura della statua. (Federico García Lorca, da Presentación)
[modifica] Note
- ↑ Si veda anche Lorenzo Masetti, Lo diceva Neruda... e Fulvio Totaro, "Non è di Neruda quella poesia e lui non avrebbe gradito la citazione", la Repubblica, 25 gennaio 2008.
[modifica] Voci correlate
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