2061 - Un anno eccezionale

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2061 - Un anno eccezionale

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Titolo originale

2061 - Un anno eccezionale

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2007
Genere commedia, fantascienza
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Diego Abatantuono
Interpreti e personaggi

2061 – Un anno eccezionale, film italiano del 2007 con Diego Abatantuono e Emilio Solfrizzi, regia di Carlo Vanzina.

Incipit[modifica]

Siamo nel 2061. Il pianeta è sconvolto, avanzano i deserti, si sono innalzati i mari, è finito il petrolio, manca l'acqua potabile. In questo scenario apocalittico l'Italia voluta da Mazzini, Garibaldi e Cavour oramai non esiste più. Le crisi economiche e politiche l'hanno disgregata e quasi per ironia della sorte è tornata ad essere uno stivale simile a quello del 1861. Al Nord i Separatisti longobardi hanno innalzato un muro sul Po per impedire l'ingresso ai terroni. Nella rossa Emilia Romagna sventola la bandiera della "falce e mortadella". La Toscana è tornata ad essere un granducato, dove, come ai tempi di guelfi e ghibellini, si combattono le fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori. Al centro è rinato lo Stato Pontificio. Il Sud invece è stato invaso dagli africani, ora si chiama Sultanato delle Due Sicilie. Ed è proprio in Sicilia che inizia la nostra storia. (Narratore)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, la pistola ce la deve dare a lui.[1] (Ademaro) [puntando il fucile contro un concorrente del reality Kill intenzionato ad uccidere Unna e facendosi consegnare la pistola]
  • Senti, ma io c'ho questo interrogativo che me trapana il cervello: ma voi gay, c'avete 'a cellulite? (Mara) [a Pride]

Dialoghi[modifica]

  • Tony: E che significa? Pure io ho avuto la meningite.
    Grosso: Con la meningite o si muore o si rimane offesi.
    Tony: E io mica so' morto... no, no![2] [tutti ridono]
  • [Le guardie hanno caricato i fucili e stanno per procedere all'esecuzione. I condannati sanno che le armi sono caricate a salve e sono pronti a simulare la morte]
    Ademaro: Fate vedere come muore un patriota![3] Petto in fuori! [Grosso scoreggia] Ho detto "petto" no "peto"...
    Grosso: È la prima volta che muoio.
    Ademaro: E vabe' ma a tutto c'è un limite, dai...

Note[modifica]

  1. Cfr. Per un pugno di dollari: «Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto».
  2. Cfr. Totò: «Io da bambino ho avuto la meningite. Con la meningite si muore o si rimane stupidi. Io non so' morto».
  3. Cfr. Fabrizio Quattrocchi: «Adesso ti faccio vedere come muore un italiano». La sorella di Fabrizio attaccò Vanzina per questa scena e per il riferimento alle ultime parole del fratello, chiedendo il ritiro del film dalle sale o il taglio della scena incriminata. Cfr. Marco Preve e Marco Mensurati, I Quattrocchi contro Abatantuono: "Fermate quel film dei Vanzina", Repubblica.it, 1° novembre 2007.

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