Alessandro Natta

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Alessandro Natta

Alessandro Natta (1918 – 2001), politico italiano

Citazioni di Alessandro Natta[modifica]

  • [Sulla proposta di radiazione dal Partito dei membri fondatori de il manifesto] Abbiamo chiesto loro il coraggio di rinunciare a una sorta di privilegio che in effetti essi hanno creduto di potersi creare facendosi una loro rivista e agendo su un duplice piano, ossia all'interno e all'esterno del partito. Essi hanno risposto di no.[1]
  • Anche chi ha fatto, o chi può avere fatto, cose egregie, è meglio che lasci dire agli altri gli elogi delle cose compiute.[2]
  • È difficile fare un esercito raccogliendo solo dei generali.[3]
  • [Sull'armistizio] Fu, dunque, lo scoppio di una passione antitedesca più che la razionale volontà di un mutamento politico.[4]
  • Il mio andar via in punta di piedi non è atto di arroganza ma coerenza con il mio stile di vita. Sono stato e resto illuminista, giacobino e comunista.[5]
  • [Sulle elezioni per l'VIII legislatura, successive alla conclusione dell'esperienza del governo di solidarietà nazionale] Io penso che nella gente prevarrà la consapevolezza che senza il Pci al governo, l'Italia dalla stretta non viene fuori: penso prevarrà l'apprezzamento per la prova che abbiamo offerto di responsabilità, di impegno, di capacità di anteporre il bene comune agli interessi di partito.[6]
  • L'alternativa democratica e riformatrice è l'unica soluzione che risponde ai bisogni della democrazia e della nazione. Essa è in realtà l'unica prospettiva seria che è rimasta in campo.[7]
  • [Sul Partito d'Azione] La partecipazione delle formazioni azioniste alla lotta di liberazione è stato un fatto serio, non un'adesione politica a un movimento che poi era fatto, sofferto e pagato da altre forze politiche. No, gli azionisti ci sono stati nella lotta di liberazione tra i partigiani.[8]
  • La sinistra deve sempre cercare alleanze. La classe operaia, da sola, non ce l'ha mai fatta a conquistare il potere, né potrà mai farcela.[2]
  • Liquidazione definitiva del centro-sinistra, di cui è premessa e condizione una forte avanzata comunista e di sinistra. L'orto del vicino, in cui dobbiamo raccogliere più di ieri e più che nel 1968, sarà quello cattolico e della stessa DC.[9]
  • Nei giovani che verso la metà degli anni Trenta si impegnarono non solo negli studi ma anche in una attività di carattere politico, c'era ormai una esigenza critica nei confronti del fascismo.[8]
Alessandro Natta, immagine del 1976
  • Noi non abbiamo cambiato nulla, la politica di unità democratica resta la nostra strada, ma abbiamo posto la questione della sostanza di una politica di solidarietà.[10]
  • [Sul governo di solidarietà nazionale] Non siamo pentiti delle scelte compiute anche se abbiamo pagato un prezzo con la flessione elettorale. La nostra linea dell'unità di grandi forze democratiche non deve cambiare, neanche un domani fossimo all'opposizione.[11]
  • Non si può fare appello ad una forza come il pci solo perché un governo il Paese deve pur averlo, e tanto meno perché possa farsi decantare la situazione politica con la parentesi di un governo fondato sulle astensioni.[12]
  • Quando diventai segretario del pci ci fu una lunga disputa su chi fosse il più degno erede di Berlinguer. Ma adesso anche Berlinguer è diventato un ingombro.[13]
  • Quella del 1948 fu una campagna elettorale certamente accesa: si decidevano le sorti dell'Italia dopo la rottura dell'alleanza antifascista. [...] Gli Stati Uniti davanti ad un'affermazione del Fronte Popolare sarebbero intervenuti.[14]
  • [Sulla caduta del Muro di Berlino] Qui crolla un mondo, cambia la storia... ha vinto Hitler... Si realizza il suo disegno, dopo mezzo secolo.[15]
  • [Sulla nomina di Massimo D'Alema a primo ministro] Sono lieto e anche un po' orgoglioso. Perché D'Alema è un dirigente, prima del partito comunista poi del Pds, di grandi qualità.[16]
  • Vorrei dirlo a quelli che erano del Pci, e oggi si dicono di sinistra. Siate coraggiosi e orgogliosi delle vostre idee e della vostra storia. Avremmo dato meno spazio all'anticomunismo di ritorno se, invece di oscurare le nostre radici, avessimo ripercorso con chiarezza e fierezza gli elementi grandi della nostra storia.[2]

Da "Ma nemmeno tutta la dc crede in questo governo"

Intervista di Luca Giurato, La Stampa, 31 luglio 1980.

  • Questo governo non va. Vogliamo contrastarlo. Vogliamo batterlo.
  • Non credo che nella dc e nel psi si pensi che, con il governo attuale, si sia risolto il problema della governabilità.
  • Morlino non si è rivelato idoneo a fare il suo lavoro di ministro della Giustizia. Del resto le sue dimissioni sono state chieste, prima che dal pci, dai magistrati.
  • Mi dica lei perché Morlino deve essere per forza ministro! Ma gli facciano fare qualche altra cosa! È un gran parlatore..
  • [Sugli obiettivi del partito comunista italiano] Il nostro impegno politico è rivolto alla trasformazione della società italiana.
  • Chi, se non il pci, cerca i collegamenti più vasti. Noi non ci isoliamo proprio nell'interesse immediato delle classi lavoratrici.
  • Vogliamo cambiare la direzione politica del Paese senza diventare però subalterni ai disegni altrui.
  • Il cambiamento dei rapporti tra governo e opposizione non può essere preteso a senso unico, soltanto dall'opposizione.

Citazioni su Alessandro Natta[modifica]

  • Alessandro Natta è persona ossequiosa, formalmente garbata, dall'oratoria forbita sebbene ridondante, che ama schernirsi, stringendosi nelle spalle e allargando le braccia in segno di paziente rassegnazione. All'apparenza modesto, forse un po' sfuggente, rassicurante. (Luigi Pintor)
  • Alessandro Natta ha rappresentato per me tutta una parte della mia vita. (Massimo D'Alema)
  • Ho letto il discorso di Natta. Non è stato un concentrato di elaborazione teorica, ma un complesso di luoghi comuni, detti bene da un alunno della "Normale". Non ci ho trovato un concetto che fosse uno. Il discorso si è retto semplicemente sull'ipotizzare una strategia del Pci finalizzata all'occupazione del potere. Se devo dire la mia, Berlinguer è morto oggi per il Pci, non a giugno. (Ciriaco de Mita)
  • La cosa che mi ha sempre colpito di lui era la sua straordinaria onestà, la sua cultura e anche quel tratto di ironia che appartiene alla gente che possiede cultura. (Fabio Mussi)
  • Natta era figlio di un periodo storico in cui cultura politica, etica e impegno sociale erano legati. (Luciano Violante)
  • Natta è sempre stato, e continua a essere, un freddo professore universitario, privo della carica di umanità che ha sempre caratterizzato Berlinguer. (Sandro Pertini)
  • Natta non è Berlinguer, com'è giusto che sia. Io lo apprezzo per la sua idea del carattere laico, non dogmatico, privo di schemi e di sacralità del partito. (Luciano Lama)
  • Perdiamo un grande italiano, un costituente, un parlamentare, che ha vissuto la politica come passione e come impegno morale e civile. (Carlo Azeglio Ciampi)
  • Per il futuro della sinistra italiana credo sia molto importante la lezione morale, di cultura, intellettuale di Alessandro Natta, un uomo che ha dato un contributo decisivo non solo alla storia del movimento operaio, del Pci, della sinistra italiana, ma lo ha anche dato nel segno di un pensiero illuminista, razionale, antidogmatico. (Piero Fassino)

Note[modifica]

  1. Citato in I promotori del "Manifesto" oggi saranno radiati dal PCI?, La Stampa, 26 novembre 1969.
  2. a b c Citato in Natta: "Occhetto presuntuoso", la Repubblica, 2 ottobre 1994.
  3. Citato in Gara al più rosso dei rossi, La Stampa, 20 gennaio 1971.
  4. Dall'intervista di Ennio Elena, La Resistenza in grigio-verde, Deportati.it, gennaio 2000.
  5. Da una lettera indirizzata ai familiari e compagni di partito poco prima di morire; citato in È morto Alessandro Natta, ereditò il Pci di Berlinguer, Repubblica.it, 23 maggio 2001.
  6. Dall'intervista di Lietta Tornabuoni, Natta si dichiara ottimista: "Non avremo arretramenti", La Stampa, 4 aprile 1979.
  7. Dal discorso al comitato centrale del Partito Comunista Italiano; riportato in Natta appello al PSI, La Stampa, 4 maggio 1987.
  8. a b Dall'intervista di Raimondo Cubeddu, Mauro Stampacchia, Giovanni Cavera, Gli anni pisani di Natta, Scuola Universitaria Superiore di Pisa, 19 giugno 1998.
  9. Dall'intervento dei segretari federali e regionali del Partito Comunista Italiano; citato in L'orto del vicino, La Stampa, 12 aprile 1970.
  10. Dal discorso al comitato centrale del Partito Comunista Italiano; riportato in "Opposizione costruttiva per il PCI?", La Stampa, 12 marzo 1979.
  11. Citato in PCI sente il polso della base operaia, La Stampa, 4 febbraio 1979.
  12. Da un'intervista rilasciata a l'Unità; citato in Le richieste dei comunisti, La Stampa, 26 luglio 1976.
  13. Citato in Lite tra gli orfani. Di chi è Berlinguer?, La Stampa, 6 settembre 1991.
  14. Dall'intervista di Maurizio Molinari, Alessandro Natta: "Ma anche tra loro c'erano pistole e vorrei sapere chi diede le armi, La Stampa, 22 luglio 1999.
  15. Citato in Quando il Muro crollò addosso al Bottegone, LaStampa.it, 8 novembre 2009.
  16. Citato in Sono felice e orgoglioso, La Stampa, 17 ottobre 1998.

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