Enrico Berlinguer

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Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer (1922 – 1984), politico italiano.

Citazioni di Enrico Berlinguer[modifica]

  • Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno. (dall'intervista a Moby Dick[1], giugno 1981[2])
  • Dopo la tragica scomparsa di quest'uomo[3], la Dc è divenuta oscillante e preoccupata e, via via, si è dimostrata sempre più irresponsabilmente propensa ad allungare i tempi all'infinito e, intanto, a profittarne. (dall'intervista di Gianfranco Piazzesi, Berlinguer: possibile un nuovo colloquio con la Dc, Corriere della sera, maggio 1979[2])
  • I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela. (dall'intervista di Eugenio Scalfari, Che cos'è la questione morale, la Repubblica, 28 luglio 1981; ora in Antonio Tatò (a cura di), Conversazioni con Berlinguer, Roma, Editori Riuniti, 1984)
  • I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali. Per esempio oggi c'è il pericolo che [...] il Corriere della sera cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine. (dall'intervista di Eugenio Scalfari, Che cos'è la questione morale, «La Repubblica», 28 luglio 1981)
  • Il comunismo è la trasformazione secondo giustizia della società. (da Tribuna politica, 7 febbraio 1980)
  • Il rispetto delle[4] alleanze non significa che l'Italia debba tenere il capo chino. (da Discorsi parlamentari, 1968-1984, a cura di Maria Luisa Righi, Camera dei deputati, 2001)
  • Io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare anatemi, gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v'è troppo fanatismo nel mondo. (dall'intervista di Oriana Fallaci, Berlinguer: non rompiamo con i sovietici, ma..., Corriere della sera, 26 luglio 1980)[5]
  • La cosa che mi preoccupa in Craxi è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al potere per il potere. (dall'intervista a Chiara Valentini, Panorama, maggio 1983[2])
  • La gravità dei problemi del paese, le minacce sempre incombenti di avventure reazionarie e la necessità di aprire finalmente alla nazione una sicura via di sviluppo economico, di rinnovamento sociale e di progresso democratico rendono sempre piú urgente e maturo che si giunga a quello che può essere definito il nuovo grande «compromesso storico» tra le forze che raccolgono e rappresentano la grande maggioranza del popolo italiano. (da Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile, in Rinascita, 9 ottobre 1973; ristampato in La «Questione comunista», 1969-75, a cura di A. Tatò, Roma, 1975, vol. II, pp. 638-9; p. 480)
  • Mandiamo da questo congresso il saluto più fraterno e di operante solidarietà dei comunisti italiani agli eroici combattenti del Vietnam e della Cambogia. (da 14esimo congresso del Partito comunista italiano: atti e risoluzioni, Editori Riuniti, 1975)
  • Noi pensiamo che gli insegnamenti fondamentali che ci ha trasmesso prima di tutto Marx e alcune delle lezioni di Lenin conservino una loro vitalità, e che vi sia poi, d'altra parte, tutto un patrimonio e tutta una parte di questo insegnamento che sono ormai caduti, che debbono essere abbandonati e che, del resto, sono stati da noi stessi abbandonati con gli sviluppi nuovi che abbiamo dato alla nostra elaborazione, che si concentra su un tema che non era il tema centrale dell'opera di Lenin. (da Berlinguer: attualità e futuro, a cura di Antonio Tatò, L'Unità)
  • Pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. (dall'intervista di Eugenio Scalfari,Che cos'è la questione morale, «La Repubblica», 28 luglio 1981)
  • [L'Unione Sovietica] Un regime politico che non garantisce il pieno esercizio delle libertà. (dall'intervista a Oriana Fallaci, Corriere della sera, 26 luglio 1980)
  • Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. (da Austerità, occasione per trasformare l'Italia, Roma, 1977, p. 13; citato in Ginsborg 1989, p. 481)
  • Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.[6]
  • Sul sole dell'avvenire oggi discutono più gli scienziati che i comunisti. (intervista di Ferdinando Adornato a Enrico Berlinguer, pubblicata come La consapevolezza del futuro, Aliberti, p. 53)

Citazioni su Enrico Berlinguer[modifica]

  • Accanto alla falce e al martello, Berlinguer ha molti altri strumenti di lavoro, con una carica di realismo che mi sembra notevole. (Giulio Andreotti)
  • Fu Ignazio Pirastu, al tempo responsabile della Commissione Sport del Pci, a farci arrivare l'inattesa notizia: per Berlinguer dovevamo andare in Cile. E voleva lo sapessimo. Per il segretario del Pci non sarebbe stato giusto che la Coppa finisse nelle mani del Cile del regime-Pinochet piuttosto che nelle nostre. Da lì in poi la strada verso la partenza si fece in discesa. Fu come un liberatutti. Il governo Andreotti disse che lasciava libero il Coni di decidere, quest'ultimo lasciò libera la Federazione e di fatto ci ritrovammo a Santiago, liberi di vincere. Grazie a Berlinguer. (Adriano Panatta)
  • Per i "falchi" del Pci, ligi a Mosca, Berlinguer era ormai un personaggio scomodo e pericoloso, da quando aveva cominciato ad allentare gli ormeggi che lo legavano alla casa-madre. Gli era perfino scappato di dire in una intervista che voleva per l'Italia un regime comunista, ma sotto l'ombrello della Nato, che la tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico. (Indro Montanelli)
  • Il pensiero di Enrico Berlinguer è oggi più che mai attuale: la questione morale è una grande questione politica, indispensabile per trasformare la società italiana. (Oliviero Diliberto)
  • Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. (Giorgio Gaber)
  • Richiesto da un giornalista se a suo avviso la stampa italiana dedichi uno spazio sufficiente ai fatti di repressione che accadono nei paesi dell'Est, il signor Enrico Berlinguer ha bensì ammesso che «si potrebbe fare di più», ma solo nel senso di «approfondire le ragioni storiche che hanno portato i socialisti in via di sperimentazione nei paesi dell'Est europeo a limitazioni nel campo della libertà».
    Non è molto se si tien conto che poco prima il Segretario generale del PCI aveva affermato, giustamente, essere il Cile «un paese fondato sulla dittatura, sull'oppressione e sulla tortura». (Mario Corti)
  • Ricordo una volta, da piccolo, Enrico Berlinguer. Un giornalista gli chiese: "Lei è comunista ma che dice dell'isola di proprietà della sua famiglia?" Berlinguer disse: "Non rispondo a domande cretine". (Claudio Amendola)

Note[modifica]

  1. Mensile della FGCI siciliana.
  2. a b c Citato in Walter Veltroni, La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer, Baldini & Castoldi, 1994
  3. Aldo Moro.
  4. "della" – sic – nel testo originale.
  5. Ora in Oriana Fallaci, Intervista con il potere, BUR, 2010.
  6. http://www.unita.it/la-striscia-rossa/se-i-giovani-si-organizzano-si-impadroniscono-di-ogni-ramo-del-sapere-e-lottano-con-i-lavoratori-e-gli-oppressi-non-c-146-egrave-scampo-per-un-vecchio-ordine-fondato-sul-privilegio-e-sull-146-ingiustizia-1.60801

Bibliografia[modifica]

  • Paul Ginsborg, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548

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