Antonino Anile

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Antonino Anile, 1919

Antonino Salvatore Anile noto come Antonino Anile (1869 – 1943), anatomista, poeta, politico e saggista italiano.

Bellezza e verità delle cose[modifica]

  • [La montagna] Guardatela scomparire nella bruma e riapparire al lacerarsi della stessa, e come si succinge in sé rivelando la linea dei fianchi sotto gli aspri colpi del vento. A sera l'ombra, lentamente fasciandola, la veste di un sogno che soltanto le stelle sovrastanti intendono, e dal quale non esce se non risvegliandosi in un miracolo di luce; quello del primo raggio di sole che la colpisce.[1]
  • Le cose! È la luce che le figura e le trasfigura in un miracolo che si rinnova in ciascun'ora del giorno per la gioia dei nostri occhi.
    Ciascuna cosa nella luce prende forma e colore: nasce![2]
  • Prima di sapere cosa sia la luce, godiamola. Il cielo, nell'alba, al solo presentirla, se ne ingiglia intanto che le ultime stelle, nell'imminenza del prodigio, muoiono ad una ad una. Poi un fiume d'oro dalla lontana scaturigine del sole, resosi visibile, irrompe su la Terra, e si sente che scroscia giù dalle vette dei monti rimbalzando pei fianchi poderosi sino a riempirne le valli, donde riesce per trovar foce laggiù nel tremolare della marina. Il vento raccoglie il mistero di tale musica e la diffonde dappertutto.[3]
  • Non ci siamo mai chiesti perché l'acqua nell'accoglierla in sé diventa cielo; ma se ci saremo arricchiti (e quale ricchezza!) della visione del mare che si dona alla luce del giorno o di quella di un corso di fiume appena esca da un gomito umbratile, la domanda ha già la sua risposta: l'acqua si crisma nella luce.
  • Tale è la natura dell'acqua: di serbare una purezza illogorabile riempiendosi di luce e di cielo e di farsi rivelatrice a noi dell'anima delle cose e di raccontarcene l'istoria con le flessioni persuasive del suo discorrere, che s'interrompe, riprende, per divenire a tratti un singultare come d'arpa. L'uomo non seppe mai resistere al fascino di questo linguaggio: vi si piegò come si piegano i giunchi al flusso della corrente.[3]

Note[modifica]

  1. In Tommaso Pisanti e Giuliana Rose, un anno un mondo. Antologia per la Scuola Media con letture epiche, vol II, Loffredo Editore, Napoli, stampa 1978, p. 226.
  2. Citato in Enzo Catagna e Francesco Desiderio, p. 366.
  3. a b Citato in Enzo Catagna e Francesco Desiderio, p. 367.

Bibliografia[modifica]

  • Enzo Catagna e Francesco Desiderio, Espressioni letterarie del Novecento, Pagine critiche e testi esemplari di scrittori e poeti contemporanei, Antologia italiana per le Scuole Medie Superiori, Signorelli, Milano, 1981.
  • Antonino Anile, Bellezza e verità delle cose, Vallecchi, 1940.

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