Cielo notturno

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Cielo notturno

Citazioni sul cielo notturno.

  • Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. (Immanuel Kant)
  • È un incanto sempre nuovo per me, contemplare il cielo stellato, e non ho da rimproverarmi d'aver fatto un solo viaggio, neanche una semplice passeggiata notturna, senza pagare il tributo d'ammirazione che devo alle meraviglie del firmamento. (Xavier de Maistre)
  • I cieli erano chiari, alti e distesi | molti erano gli occhi delle stelle. (Anonimo hawaiano)
  • Le tenebre gravavano intorno a me, e regnava un profondo silenzio. Ma alto nel cielo risonava il respiro del vento, un lontano confuso mormorio che sembrava una musica senza fine. Stetti ad ascoltare la melodia dolorosa e infinita finché ne fui stordito: era certamente la sinfonia dei mondi che turbinavano sopra di me, erano le stelle che cantavano in coro... (Knut Hamsun)
  • Non ho mai visto una notte come quella. Sembrava voler umiliare tutti i pittori che si fossero cimentati con cieli stellati. Il firmamento era d'un colore intenso, indicibile, informe, mutevole, scuro e lucente come le scaglie di un serpente. Vi si stagliavano milioni e milioni di stelle simili a lampade. La via lattea riluceva come una nube inondata dalla luna; metà del cielo sembrava una via lattea. Gli astri maggiori splendevano da soli con luce più nitida di quella d'una luna invernale. La loro luce si screziava in miriadi di toni: rosso come fuoco, azzurro come acciaio, verde come certe striature del tramonto, e ognuno risaltava talmente del proprio splendore, che quella piatta fascia trapunta di stelle che ricorre nella pittura appariva una mera convenzione: l'intera cavità celeste rivelava un caos di interconnesse luminarie, un vero pandemonio di stelle. (Robert Louis Stevenson)
  • Per la prima volta, infatti, il giovine conobbe tutta l'armoniosa poesia notturna de' cieli estivi.
    Erano le ultime notti d'agosto, senza luna. Innumerevoli, nella profonda conca, palpitava la vita ardente delle constellazioni. Le Orse, il Cigno, Ercole, Boote, Cassiopea riscintillavano con un palpito così rapido e così forte che quasi parevano essersi appressati alla terra, essere entrati nell'atmosfera terrena. La Via Lattea svolgevasi come un regal fiume aereo, come un adunamento di riviere paradisiache, come una immensa correntìa silenziosa che traesse nel suo "miro gurge" una polvere di minerali siderei, passando sopra un àlveo di cristallo, tra falangi di fiori. Ad intervalli, meteore lucide rigavano l'aria immobile, con la discesa lievissima e tacita d'una goccia d'acqua su una lastra di diamante. (Gabriele D'Annunzio)
  • Quando in ciel tersa è la Luna, | e tremole e vezzose a lei dintorno | sfavillano le stelle, allor che l'aria | è senza vento, ed allo sguardo tutte | si scuoprono le torri e le foreste | e le cime de' monti; immenso e puro | l'etra si spande, gli astri tutto il volto | rivelano ridenti, e in cor ne gode | l'attonito pastor. (Omero, Iliade)

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