Cristina Siccardi

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Cristina Siccardi (1966 – vivente), giornalista e scrittrice italiana.

Citazioni di Cristina Siccardi[modifica]

  • Monsignor Marcel Lefebvre è una delle sentinelle più importanti della Tradizione cattolica che si sono distinte nel XX secolo, è un paladino del Depositum Fidei di Santa Romana Chiesa, custode fedele della Santa Messa, dell’integrità santificante del sacerdozio, del primato petrino, del Credo stabile e fermo. Il suo nome, nell’immaginario collettivo, è spesso legato alla figura di un Vescovo “ribelle”, non obbediente alla Chiesa. Dagli anni Settanta del Novecento il solo pronunciarlo pareva evocare chissà quali negatività, chissà quali scissioni… Buona parte della pubblicistica e dei giornalisti l’ha dipinto come uno «scismatico», uno che voleva farsi una Chiesa tutta sua… In realtà fu una personalità scomoda perché parlò con coraggiosa chiarezza in un tempo di grande confusione nella Chiesa e nel mondo.[1]
  • Caterina da Siena aveva solo sei anni quando le apparve Gesù vestito maestosamente, da Sommo Pontefice, con tre corone sul capo ed un manto rosso, accanto al quale stavano san Pietro, san Giovanni e san Paolo. Ella si mise a servizio della Chiesa e, in particolare, del clero e del Papa.[2]
  • Da più di 50 anni, ossia dal Concilio Vaticano II, la Chiesa, nella continua ansia e tensione di «dialogare» con il mondo e di porre attenzione ai «lontani» si è sempre più allontanata da se stessa, perdendo l’aderenza alla dottrina e, dunque, ai principi che costituiscono la sua propria identità..[3]
  • Fece sua la questione femminile nei consessi internazionali, come nel Congresso femminile di Londra del 1899, interpellata da Guido Baccelli (1830-1916), che aveva fatto esperienza, nel 1849, delle barriccate che avevano difeso la Repubblica Romana dall’assalto delle truppe francesi, e fu sette volte Ministro della Pubblica Istruzione. Sempre nel 1899 Maria Montessori aderì alla Theosophical Society, fondata nel 1875 a New York per lo studio e la divulgazione della teosofia (sapienza divina) e delle scienze esoteriche. Aderendo al principio della «fratellanza universale» di stampo massonico, la teosofia si basava sul motto «non c’è religione più alta della verità». Ai suoi membri non era richiesta alcuna specifica professione di fede. Questa istituzione e il suo organo ufficiale, il «The Theosophist» (1879) furono fondati da Helena Blavatsky (1831-1891), filosofa, teosofa, saggista occultista e medium russa naturalizzata statunitense e dal colonnello Henry Steel Olcott (1832-1907). Le sue frequentazioni le portarono sempre più prestigio.[4]
  • Il culto sorse già nel Trecento, quando l’Europa venne flagellata dalla peste nera, iniziata intorno al 1346 nel nord della Cina e che, attraverso la Siria, si diffuse in fasi successive alla Turchia per poi raggiungere la Grecia, l’Egitto e la penisola balcanica. [...] I focolai della pandemia scomparvero nel 1353, dopo aver provocato l’uccisione di almeno un terzo della popolazione del continente: secondo le più recenti stime essa provocò la morte di 20 milioni di persone. Fu proprio in quel tempo e in Germania che i cristiani iniziarono a supplicare un gruppo di quattordici Santi, celebri, ciascuno, per i loro straordinari miracoli.[5]
  • I viaggi in Terra Santa erano un vero e proprio azzardo per la propria incolumità fisica. Quando si decideva di mettersi in marcia nei luoghi sacri di Gesù Cristo occorreva farlo con gruppi armati per prevenire gli attacchi dei predoni e dei musulmani. La crociata stessa era vissuta come una forma particolare di pellegrinaggio, per difendere i luoghi Santi e, quindi, la Fede e la cristianità. Il pellegrinaggio, per gli europei, era una pratica importantissima in quell’epoca. C’erano i romei (ovvero coloro che avevano per meta Roma), c’erano i pellegrini diretti alla tomba di san Giacomo apostolo, a Santiago di Compostela, ma solo pochi diventavano palmieri: da palma, lemma con cui si designavano anticamente i pellegrini che si recavano in Terra Santa o da cui provenivano: «chiamansi palmieri in quanto vanno oltre mare, là onde molte volte recano la palma», così scrisse Dante. Dunque i pellegrini che si mettevano in cammino per la Terra Santa diventavano spesso dei martiri perché uccisi per la loro fede. Il rischio di morire era grande: il percorso durava tre anni a piedi e poco meno se si usavano le imbarcazioni.[6]
  • Il Cardinale Burke ha sottolineato l’importanza reale del Catechismo pubblicato nel 1912: non è semplicemente un sussidio religioso e storico da celebrare, e sollecitato dal pubblico, ha affermato che il Catechismo di San Pio X rimane a tutt’oggi un punto di riferimento fermo e imprescindibile. [7]
  • In un monastero benedettino di Andechs, in Germania, si conserva la reliquia del miracolo verificatosi a Roma nel 595, durante una Santa Messa celebrata da san Gregorio Magno. Al momento di ricevere la Santa Comunione, una nobildonna romana cominciò a ridere perché assalita dai dubbi circa la verità della reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati. Il Papa allora decise di non comunicarla e subito le specie del pane si mutarono in Carne e Sangue.[8]
  • La Chiesa insegna che san Giuseppe, modello sia dei consacrati che dei padri di famiglia, ha una potenza di intercessione senza eguali sui Cuori di Gesù e di Maria; inoltre egli, che spirò nella dolce compagnia della Vergine Santissima e di Gesù, è il patrono dei moribondi, la speranza degli infermi ed è in grado di allontanare gli agonizzanti dagli attacchi di Satana.[9]
  • La discendenza davidica di Maria è comune fra i Padri della Chiesa. La stessa affermazione di san Paolo, ovvero che Gesù era «nato dal seme di Davide secondo la carne» ne è una conferma. Secondo Giovanni Damasceno la genealogia secondo Luca è di Maria, mentre Matteo descriverebbe la genealogia di Giuseppe. L’ipotesi di san Giovanni Damasceno fu promossa da Annio di Viterbo nel 1502 e da allora ha ottenuto la maggiore accettazione. La genealogia di Luca renderebbe conto della discendenza davidica di Maria, ipotizzata per primo da Ireneo di Lione, e Gesù risulterebbe «figlio di Davide» anche secondo la carne, rendendo veritiera la profezia del Salmo 131,11 e l’annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria Santissima. San Tommaso d’Aquino aggiunse all’ipotesi di sant’Ireneo quella che Maria appartenesse alla tribù di Levi per parte di madre, come Elisabetta, sua parente (Luca 1,5.36).[10]
  • La Tradizione è un retaggio sempre presente, senza età, come lo è Dio. La Tradizione della Chiesa è oro e l’oro non può subire evoluzioni o alterazioni, altrimenti non sarebbe più se stesso; l’unico procedimento indicato per l’oro è la lucidatura, per ravvivarne il colore e la brillantezza, questo l’unico “sviluppo” nel presente della Tradizione.[11]
  • Maria Immacolata, di cui si celebra la festa l’8 dicembre, è segno, per volontà di Dio, di perfezione assoluta in una creatura umana: nessuna persona si avvicina alle sue altezze di bontà e di beltà e nessuno, neppure tutti gli angeli e tutti i santi messi insieme, ha maggior potere intercessorio sull’Onnipotente.[12]
  • Nelle litanie dei Santi pregate in Purgatorio da coloro che in terra furono invidiosi, San Michele è il secondo nominato, dopo Maria Santissima, segno del suo grande potere di intercessione (Purgatorio XIII, 51). Maria Vergine e l’Arcangelo Michele sono associati nel loro combattimento contro il demonio ed entrambi, iconograficamente parlando, hanno sotto i loro piedi, a seconda dei casi, il serpente, il drago, il diavolo in persona, che l’Arcangelo tiene incatenato e lo minaccia, pronto a trafiggerlo, con la sua spada.[13]
  • Perché i Re Magi partirono alla volta della Palestina? Erano studiosi di astrologia e, vedendo la stella cometa, diedero ad essa un valore straordinario poiché la dottrina di Zoroastro parlava di «un soccorritore partorito da una fanciulla senza che alcun uomo l’avvicini», il soccorritore avrebbe ristabilito il regno del bene e del male e la sua nascita sarebbe stata segnalata dall’apparizione di un astro luminoso. Seguirono quindi il percorso della stella e, conoscendo l’attesa di un Messia da parte degli ebrei, s’incamminarono, illuminati dalla grazia divina.[14]
  • San Ferdinando, che portò a termine la Reconquista dei domini iberici, caduti nelle mani dell’Islam, è l’unico sovrano spagnolo, fino ad oggi, ad essere ritenuto dalla Chiesa meritevole della gloria degli altari. Tutti, anche i nemici, concordano nel riconoscergli purezza di costumi, prudenza, eroismo, generosità, mansuetudine e un grande spirito di servizio nei confronti del suo popolo e della Chiesa. La pratica delle virtù e la saggia capacità nell’amministrare i regni spagnoli, lo hanno reso modello di sovrano e di governante cristiano.[15]
  • Sant’Ilario fu un cristiano che non si inchinò al potere del mondo, ma al Regno di Dio.[16]
  • Seppure nata in un Paese fortemente cattolico, a 17 anni Marie Curie rigetta ogni religiosità, professando l’ateismo e riponendo fiducia unicamente nella razionalità illuminista e nel progresso. Aderisce, perciò, al Positivismo, che diventa il suo abito mentale e la guida ad ogni sua azione. Il femminismo trova in lei un’icona del riscatto e dell’emancipazione. Basti dire che nel 1885 ella si presenta all’ufficio di collocamento per cercare lavoro, a motivo delle difficoltà economiche in cui versa in quel momento la famiglia, e trova l’occupazione come governante.[17]
  • [Nehru Gandhi] si ispirò al principio della laicità dello Stato e a un modello «socialistico» e «scientifico» di gestione delle risorse del Paese, incardinato sul ruolo predominante del settore pubblico all’interno di un’economia pianificata, e su una graduale industrializzazione.[18]

Note[modifica]

  1. Citato da Cristina Siccardi, Monsignor Marcel Lefebvre. Il Vescovo francese che difese la Santa Messa e il santo sacerdozio, Radio Roma Libera, 29 marzo 2020.
  2. Citato da Cristina Siccardi, Santa Caterina da Siena e san Pio V, Corrispondenza Romana, 23 aprile 2013.
  3. Dall'Intervista a Cristina Siccardi, La Corsia dei Servi, Torino, 2017.
  4. Citato da Cristina Siccardi, Maria Montessori, una vita fra massoni, modernisti e femministe, Europa Cristiana, 26 gennaio 2019.
  5. Citato da Cristina Siccardi, Il culto ai Santi Ausiliatori, Cristinasiccardi.it.
  6. Citato da Cristina Siccardi, San Contardo d’Este, il palmiere protettore dell’Oltrepò pavese, Europa Cristiana, 14 aprile 2019.
  7. Citato da Cristina Siccardi, S. Em.za il card. Burke sul Catechismo di san Pio X, Corrispondenza Cristiana, 19 giugno 2013.
  8. Citato da Cristina Siccardi, Il museo virtuale dei miracoli eucaristici, Corrispondenza Romana, 19 dicmebre 2012.
  9. Citato da Cristina Siccardi, San Giuseppe Patrono della Chiesa, Corrispondenza Romana, 14 marzo 2013.
  10. Citato da Cristina Siccardi, '24 dicembre: i santi antenati di Gesù, Europa Cristiana, 22 dicembre 2018.
  11. Citato da Cristina Siccardi, [https://www.corrispondenzaromana.it/summorum-pontificum-una-speranza-per-tutta-la-chiesa-2/ Summorum Pontificum. Una speranza per tutta la Chiesa, Corrispondenza Romana, 19 dicembre 2013.
  12. Citato da Cristina Siccardi, L’Immacolata Concezione, Corrispondenza Cristiana, 4 dicembre 2013.
  13. Citato da Cristina Siccardi, San Michele Arcangelo difensore della Chiesa, Corrispondenza Romana, 25 settmebre 2012.
  14. Citato da Cristina Siccardi,Quei re sacerdoti venuti dall’Oriente ad adorare il Re dell’Universo, Europa Cristiana, 5 gennaio 2019.
  15. Citato da Cristina Siccardi, San Ferdinando III, completò la riconquista spagnola e allontanò il pericolo islamico dall’Europa, Europa Cristiana, 31 marzo 2019.
  16. Citato da Cristina Siccardi, Sant’Ilario di Poitiers, un vescovo che non si piegò, Corrispondenza Romana', 8 gennaio 2014.
  17. Citato da Cristina Siccardi, L’ateismo di Madame Curie, Europa Cristiana, 24 febbraio 2019.
  18. Citato da Cristina Siccardi, Indira Gandhi, fra socialismo, autoritarismo e violento controllo delle nascite, Europa Cristiana, 31 marzo 2019.

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