Davide Tardozzi

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Davide Tardozzi (1959 – vivente), pilota motociclistico e dirigente sportivo italiano.

Citazioni di Davide Tardozzi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La Superbike è cambiata moltissimo dai primi anni. Da quando nell'88 ci mettemmo tutti a pulire le stalle di Manfeild, in Nuova Zelanda che era destinate a diventare i box per la gara mondiale. Le cose hanno cominciato a funzionare dal 1990 quando [...] sono finite le buffonate del regolamento dei primi due anni che mi hanno fatto perdere un mondiale.[1]
  • Troy è l'uomo che parla con la gente, che va oltre il dolore, che vince quando non si può, che fa la star ma anche l'amico di famiglia. È il simbolo della Superbike che non è fatta di star ma di uomini.[1]
  • Casey è stato un assoluto fenomeno. [...] È uno straordinario talento naturale. Lo è anche Márquez ma la differenza fra i due è che Marc cura il suo talento allenandosi tantissimo, Stoner non lo faceva.[2]
  • Quello che fa Márquez con la moto è unico al mondo. Nessuno oltre a lui ha questo incredibile controllo che gli permette di rimanere in sella anche quando inizia a cadere. E riesce a farlo non per caso. [...] Lui usa come terza ruota il gomito interno alla curva quando gli chiude la ruota anteriore. Lo punta per non far chiudere l'anteriore del tutto e rialzare la moto. Queste cose non è che le pensi e le fai: ti devono venire in maniera istintiva. Ma per automatizzarle ha studiato su se stesso.[2]

MotoGP: Davide Tardozzi, il ducatissimo

Intervista di Massimiliano Garavini, Corsedimoto.com, 6 gennaio 2018.

  • [«Ritieni utile il lavoro dei coach, nei box?»] È innegabile che avere a fianco un coach che possa capirti, ascoltarti, consigliarti, per un pilota rappresenta un grande supporto psicologico. Tieni conto che l'ambiente del motomondiale sembra enorme, ma in realtà è come un piccolo villaggio, in cui ogni voce viene amplificata.
  • [«Spesso ci dimentichiamo che i campioni sono, prima di tutto, degli uomini, o dei ragazzi»] I fan li vedono come dei privilegiati, ma non conoscono la loro storia, le loro fragilità, la dedizione con cui affrontano la carriera.
  • A volte il popolo di appassionati giudica con troppa facilità; Jorge Lorenzo per esempio è stato preso di mira, ma in realtà è un uomo diverso da come appare. Generoso, disponibile a condividere, molto legato alla squadra.
  • [«Cosa significa correre e vincere con la Ducati?»] Ogni team ha il proprio metodo di lavoro, ed è giusto che sia così, ma il metodo Ducati vive della passione dell'intera azienda. Ti racconto un aneddoto: quando Stoner fece un giro per lo stabilimento, nel dicembre 2015, dopo 5 anni con HRC, passò vicino ad un'addetta al magazzino che volle farsi autografare una vecchia fotografia dell'australiano in sella alla Desmosedici che teneva nel cassetto. Casey si stupì e chiese alla donna perché l'avesse conservata così a lungo. Lei rispose: "sapevo che prima o poi saresti tornato in famiglia". Questo è lavorare per Ducati.

Dall'intervista a Motoemozione.it

  • [Sul passaggio da pilota a team manager] La difficoltà è quella che dico a tutti gli ex piloti che scelgono di fare questa professione: "scendere dalla moto". Purtroppo chi è stato pilota finisce per pensarla come un pilota invece bisogna pensare al bene della squadra e del pilota. Al pilota devi dargli quello che serve e non quello che chiede.
  • Di Fogarty si è detto di tutto, che era un matto, uno scapestrato, gliene hanno dette di ogni. In realtà Fogarty era semplicemente una persona timida, bisognava capire e comprendere la sua timidezza.
  • [«A volte bisogna anche alzare la voce con pluricampioni del mondo»] Io ho sempre cercato di guadagnare la fiducia dei piloti in tanti modi, episodi, atteggiamenti e parole. Per questo in determinati episodi andare giù a muso duro significa non portarti dietro strascichi, perché qualunque cosa tu dici sanno che è per il loro bene. Poi magari le opinioni possono essere diverse ma comunque non ti considerano come un imbecille.
  • Io reputo [il pilota] un animale che è in grado di annusare quello che gli gira intorno: le sensazioni positive e la voglia del team di vincere. Devi impostare un sistema per cui chiunque, dal cuoco all'ingegnere, dall'autista al meccanico si alzano la mattina pensando di vincere.

Note[modifica]

  1. a b Citato in Claudio Porrozzi, Tardozzi: "Ho pianto per Bayliss!", Gpone.com, 1º maggio 2012.
  2. a b Citato in MotoGP, Tardozzi: "Per Ducati il futuro è Dovizioso, non Marquez", Ggpone.com, 18 ottobre 2018.

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