Enrico Annibale Butti

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Enrico Annibale Butti

Enrico Annibale Butti (1868 – 1912), scrittore e drammaturgo italiano.

Incipit de L'immorale[modifica]

Suonaron le dieci, lentamente, nell’ombra. Poco dopo i rintocchi si ripeterono più decisi, più rapidi nell’anticamera.
Enrico, dopo avere alcun tempo indugiato origliando tra i due battenti socchiusi, entrò cautamente nella stanza, avvolta in una densa penombra verdognola. L’aria v’era un po’ viziata, benché un diffuso profumo, misto di violetta, d’acqua di Colonia e di tabacco, vi signoreggiasse: v’era quell’odore speciale, direi quasi organico, che ànno le camere dove qualcuno abbia lungamente dormito; e un respiro lieve e alquanto irregolare annunziava appunto che una persona vi dormiva ancora serenamente in braccio all’onda dei sogni mattutini.

Citazioni su Enrico Annibale Butti[modifica]

  • Enrico Butti che è magro e pallido e ha i baffi fieramente rialzati e una lunga barba castagna rettangolare, così diceva:

— Io sono un ottimista e spero nel risorgimento della letteratura nostra non solo, ma anche d’ogni altra funzione artistica e sociale d’Italia. E una ragione etnica e storica (specialmente per quanto riguarda l’arte) pone l’Italia, nel confronto con le altre razze latine, in una condizione più favorevole a questo risorgimento che avrà senza dubbio un carattere di vera universalità; essa e stata per troppi anni occupata da stranieri diversi, specialmente da Tedeschi, perché la sua nativa latinità non ne sia stata a suo vantaggio commossa e modificata. (Ugo Ojetti)

Bibliografia[modifica]

  • Enrico Annibale Butti, L'immorale, Editrice Galli, 1894.

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