Rima

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Citazioni sulla rima.

  • Allor le rime mie fien senza pianto, | che 'l giorno non dea luce ai lieti campi, | e i sassi teman l'aura in chiusa valle. (Jacopo Sannazaro)
  • Ave, o rima! Con bell'arte | su le carte | te persegue il trovadore; | ma tu brilli, tu scintilli, | tu zampilli | su del popolo dal cuore. | O scoccata tra due baci | ne i rapaci | volgimenti de la danza, | come accordi ne' due giri | due sospiri, | di memoria e di speranza! (Giosuè Carducci)
  • Come nelle poesie e nelle canzoni le rime scandiscono il ritmo, così nelle narrazioni in prosa ci sono avvenimenti che rimano tra loro. La leggenda di Carlomagno ha un'efficacia narrativa perché è una successione d'avvenimenti che si rispondono come rime in una poesia. (Italo Calvino)
  • Di qui la rima; che altro non significò in origine se non 'ritmo' (e rimare 'rithimare'), quasi che nella rispondenza del suono da verso a verso, o da emistichio ad emistichio, stesse del nuovo ritmo la parte sostanziale e vitale. (Francesco Flamini)
  • Facile terminare tutte le rime in "-are". (Coez)
  • La rima, de' poeti è la tortura; ma fan per essa la miglior figura. (Cristoforo Poggiali)
  • La rima è per il poeta ciò che è l'accordo iniziale nell'arte della musica. È la consonanza dell'armonia; è la parola che richiama il pensiero, è l'espressione musicale dell'idea che chiede assolutamente di esser chiusa ed espressa in quella forma. È qualcosa di oscuro e di inesplicabile che si agita nello spirito e nell'anima, non so se generato dall'una e temprato dall'altro in un ideale crogiolo; è una forza occulta a cui non si può non obbedire. È una voce che parla, una forza che prende e avvince, e a cui bisogna obbedire. (Carlo Maria Franzero)
  • La rima può essere ovvia come fiore amore, o creare impensati accostamenti. Ma solo allora è perfetta, quando, se volti in prosa il componimento, non puoi sostituire, senza danno del significato, le parole che rimano. (Umberto Saba)
  • Le labbra, ad esempio, sono una rima. | E sono rime anche le canne al vento, | due cotogne poggiate sulla credenza, | il miracolo dei pani e dei pesci. || Sono rime: i camini e le mani, | il topless esibito sulla sabbia, | i frutti che ruscellano dal pesco, | i balconi che sia affacciano sul Corso. || Rimano le viole sul davanzale, | le lettere d'amore che il laccio stringe, | le angurie nella cesta dell'ambulante, | due bassotti che si annusano per strada. || E sono rime: i campanili delle città, | le ossidate croci dei camposanti, | il nero fiocco degli anarchici al caffè, | i baci insaziabili degli amanti. (Lillo Gullo)
  • Le rime sono più noiose delle | dame di San Vincenzo: battono alla porta | e insistono. Respingerle è impossibile | e purché stiano fuori si sopportano. (Eugenio Montale)
  • Le rime talmente pungenti che sembrano concepite con il braille. (Caparezza)
  • M'incantò la rima fiore | amore, | la più antica difficile del mondo. (Umberto Saba)
  • O fortunato, che con altre rime | riconsolar potrai la doglia e 'l pianto. (Jacopo Sannazaro)
  • Qualsiasi scemo può comporre una rima, i cowboy lo fanno tutto il tempo. (Frank Zappa)
  • Rima, non ti svelare, | resta non detta | o nel bianco nascosta, | dove il verso si concede una sosta. || Dalle ore sia bandito il dolore | e, dovendo fabbricare una croce, | non si vada alla catasta del noce. || Il conforto stia lontano dal torto | e l'amore... l'amore | si annunci pure a chi vuole | ma lo faccia senza più il garbo di un fiore. (Lillo Gullo)
  • RIMA. Non va mai d'accordo con la ragione. (Gustave Flaubert)
  • Signorina | che viene prima | il senso della frase | o la necessità di fare rima? (Daniele Silvestri)

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