Federico II di Svevia

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Federico II del Sacro Romano Impero

Federico II di Svevia, Federico II Hohenstaufen, o Federico I di Sicilia (1194 – 1250), Sacro Romano Imperatore dal 1220 al 1250.

Citazioni di Federico II[modifica]

  • Il giorno che vorrò castigare una provincia la farò governare da un filosofo. (citato in Umberto Eco, Sulla letteratura, Bompiani)
  • Melfi nobile città dell'Apulia, circonvallata da mura di pietra, celebre per salubrità dell'aria, per affluenza di popolazioni, per fertilità dei suoi campi, ha un castello costruito su di una rupe ripidissima, opera mirabile dei Normanni.[1]

Attribuite[modifica]

  • Il mondo è vittima di tre impostori: Mosè, Cristo e Maometto, due dei quali morti in maniera onorevole, a differenza di Cristo morto in croce[2][3].

Citazioni sull'operato di Federico II[modifica]

Rosario Gregorio[modifica]

  • Egli adunque allor si propose di ristabilire da una parte le leggi normanne già andate in disuso, ed altre nuove leggi egli ordinò: secondo questo disegno commise al suo cancelliere Pier delle Vigne, perché compilasse un codice, il quale comprendesse non solo le costituzioni da lui ordinate, ma quelle ancora dei re normanni, che ei volle autorizzare espressamente.
  • [Sulla riforma federiciana del potere locale riguardante l'ammissione dei Comuni nei Parlamenti] Pure il maggior grado di rappresentanza fu quello di essere stati ammessi nei parlamenti. Vedea Federigo, che da per tutto in Europa davasi ai comuni importanza e vigore, e già alcuni tra i Sovrani chiamavanli alle corti generali della nazione ad opporre i suffragj e la unione di quelli al corpo feudale.
  • Seppe il primo l'imperador Federigo immaginare un corpo di Dritto, e comprenderlo in un codice, il quale contenesse leggi a stabilire il sistema politico, ed a regolare le azioni e i giudizj: già era in quel risorto il diritto romano, e disegnò Federigo e seppe recare ad effetto una compilazione di leggi ad esempio dei Teodosii e dei Giustiniani.

Citazioni su Federico II[modifica]

  • Davanti a Dio la scomunica non va oltre la colpa degli uomini. (Freidank)
  • Dio e l'imperatore hanno liberato un Sepolcro[4] che dà speranza a tutti i cristiani. Avendo egli dato il suo meglio, dovrebbe essere sciolto dalla scomunica. (Freidank)
  • Federico II, il cosiddetto imperatore [...] re della pestilenza [...] eretico e precursore dell'Anticristo. (papa Gregorio IX)
  • [Associazione alla settima testa del Drago apocalittico (Apocalisse di Giovanni)] Federico II venne e sarà prossimamente rovinato, e un altro non è ancora venuto
Fredericus secundus venit in proximo ruiturus, et alius nondum venit (dalle Praemissiones e super Esaiam apocrifo di Gioacchino da Fiore, Biblioteca Vaticana, mss. Vaticano Latino 4959, fol. 2r[5])
  • Federigo II aspirava a riunire l'Italia sotto un solo principe, una sola forma di governo e una sola lingua; e tramandarla a' suoi successori potentissima fra le monarchie d'Europa. (Ugo Foscolo)
  • Giusta è l'obbedienza sino a quando il maestro fa il bene, ma quando vuol costringere Dio all'ingiustizia, allora dobbiamo abbandonarlo e metterci al fianco di chi è nel giusto. (Freidank)
  • [A parlare è la personificazione di Roma] Il principe potente e tre volte beato, Federico, Bagliore di fuoco, la meraviglia del mondo, | il cui arco è di bronzo e il cui dardo è folgore | che brucia da parte a parte i nemici, | a lui Federico, che ha il nome sfavillante e guida la gloria, | servono la terra, il mare e la volta del cielo. (Giorgio di Gallipoli)
  • Lo 'mperadore Federigo fue nobilissimo signore; e·lla gente ch'avea bontade venia a·llui di tutte parti, però che l'uomo donava volentieri e mostrava belli sembianti a chi avesse alcuna speziale bontà. A·llui veniano sonatori, trovatori e belli favellatori, uomini d'arti, giostratori, schermitori, e d'ogni maniera gente. (Anonimo, Novellino, Novella XIX – Come tre maestri di nigromanzia vennero alla corte dello 'mperadore Federigo)
  • Quando giunge il grande Federico, servo di Dio | il sole riluce, l'aria si fa tiepida, l'acqua ribolle, la terra rinverdisce.[6] (Marquard de Ried)
Adveniente Dei famulo magno Federico | Sol nitet, aura tepet, aqua bullit, terra virescit.
  • [Federico II nel ricordo del filosofo ebraico Juda ben Salomon Cohen, che aveva dato risposta a interrogativi dell'imperatore su questioni di geometria (anni intorno al 1240)] Quando queste soluzioni furono esposte davanti all'imperatore Federico ‒ sia esaltata la sua gloria! ‒ egli si compiacque molto delle risposte che io davo a colui che si atteggiava presso di lui a filosofo [probabilmente Michele Scoto, NDR]. Ci furono tra noi numerose discussioni su parecchi argomenti e numerose questioni e risposte e ciò durò per dieci anni. Io sono sceso nelle terre dell'imperatore e ho visto la saggezza delle sue azioni e dei suoi impegni, i suoi sapienti, i suoi notai, i suoi consiglieri, i suoi giudici e i suoi capi, il cibo della sua mensa e le dimore dei suoi servitori. (Juda ben Salomon Cohen)
  • [Associandolo alla Bestia dell'Apocalisse di Giovanni, XIII] Sale dal mare una bestia piena di nomi blasfemi, la quale, infierendo con zampe d'orso e con fauci di leone, e nelle altre membra con forma di leopardo, apre la bocca per oltraggiare il nome divino, e non smette di assalire con simili dardi né il tabernacolo di Dio né i santi che abitano nei cieli. (papa Gregorio IX)
  • Se la bontà, la moderazione, la virtù, le sostanze, la nobiltà, potessero far resistere alla morte, non sarebbe morto Federico, che qui giace. (Giovanni Villani)
Si probitas, sensus, virtutum gratia, census, | Nobilitas orti possent resistere morti, | Non foret extinctus Fredericus, qui jacet intus...
  • Tale imperò che gentilezza[7] volse, | secondo 'l suo parere, | che fosse antica possession d'avere | con reggimenti belli. (Dante Alighieri)

Note[modifica]

  1. Gennaro Araneo, Notizie storiche della città di Melfi nell'antico reame di Napoli, Sodi, 1866, p.23.
  2. La paternità della frase appartiene agli ambienti della Sorbona intorno al 1200. Fu attribuita a Federico II dalla propaganda papale anti-imperiale (cfr. Hubert Houben, Federico II. Imperatore, uomo, mito, il Mulino, 2009 ISBN 978-88-15-13338-0 (p. 121)
  3. Hubert Houben, Federico II. Imperatore, uomo, mito, Il Mulino, 2009 ISBN 978-88-15-13338-0 (p. 57)
  4. È la Basilica del Santo Sepolcro, sita in Gerusalemme.
  5. Hubert Houben, Anticristo o novello Messia? Il mito di Federico II, da stupormundi.it
  6. Qui Federico II viene descritto come signore degli elementi naturali, secondo una tradizione comune a Johanet d'Albusson e Terrisio d'Atina. La descrizione si riferisce all'ingresso pacifico e trionfale in Gerusalemme nella sesta crociata, il 17 marzo 1229.
  7. Qui "gentilezza" ha il significato di nobiltà.

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