Gabriele Salvatores

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Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatores (1950 – vivente), attore, regista e sceneggiatore italiano.

Citazioni di Gabriele Salvatores[modifica]

  • La cosa che più mi colpisce è il continuo confronto forte che in altri posti faccio fatica a trovare, tra l'antico, la tradizione, ed il nuovo che si esprime anche a livello tecnologico. Per dirla con un'immagine sola, la vicinanza tra i computer e le reti dei pescatori. Ciò che trovo stimolante a Napoli è che mentre altre città hanno sacrificato completamente le proprie radici all'innovazione tecnologica, qui ancora si trova un incontro tra le radici profonde della cultura ed una visibile voglia di innovazione. Tanto che sarebbe uno scenario adatto ad un film di fantascienza.[1]
  • Non bisognerebbe mai tornare nei posti dove si è stati bene. Confesso, mi fa paura perché, a differenza che nel cinema, nella vita non esiste il replay.[2] (dall'intervista di Cesare Martinetti, Salvatores una vacanza da copione, La Stampa, 20 luglio 1992, p. 15)
  • [sulla Basilicata] Prendere l'autostrada Napoli-Bari, uscire a Candela e puntare verso Sud. E s'incontreranno colline di grano a perdita d'occhio. È il luogo dell'anima. Il profondo sud d'Italia, la Magna Grecia, un'Italia spesso dimenticata, dove ancora resistono le suggestioni del mondo poetico-contadino. (citato in www.aptbasilicata.it)

Note[modifica]

  1. Citato in Napoli. Voci per una città, a cura di Enzo Marzano e Antonella Ciancio, Adriano Gallina Editore, Napoli, stampa 1994, p. 93.
  2. La citazione è simile alla risposta che Eugen Dollmann diede a Enzo Biagi quando gli chiese "perché non torna più in Italia?", "non bisogna mai tornare dove si è stati felici" (Cfr.: Un giorno ancora). Altrove, lo stesso Biagi l'attribuisce a Walter Reder (La condanna del ricordo, Corriere della sera, 8 luglio 2002).

Film[modifica]

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