Guerra del Tigrè

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Citazioni sulla guerra del Tigrè.

Citazioni[modifica]

  • Ai membri della cricca distruttrice del Fronte di Liberazione del Tigré: il vostro viaggio di distruzione è arrivato alla fine. Arrendetevi pacificamente entro le prossime 72 ore, ammettendo di aver raggiunto un punto di non ritorno. (Abiy Ahmed Ali)
  • Ci sono state atrocità commesse nella regione del Tigray [...] I rapporti indicano che le atrocità venivano commesse violentando donne e saccheggiando proprietà. Qualsiasi membro della difesa nazionale che abbia commesso stupri e saccheggi contro le nostre sorelle tigrate sarà ritenuto responsabile. (Abiy Ahmed Ali)
  • Il 2020 è stato molto difficile per me perché il mio Paese è in difficoltà. Il mio Paese, l'Etiopia, è in difficoltà e la guerra devastante che sta accadendo nella mia regione di origine del Tigrè... Ho molti parenti lì, incluso mio fratello minore, non so dove siano, non ho comunicato con loro. Come se il Covid non bastasse, ho anche questo dolore personale. Sono preoccupato per il mio Paese. (Tedros Adhanom)
  • Un paradosso colpisce il resto del mondo: protagonista di questa recrudescenza di antichi conflitti è un leader che appena un anno fa ricevette il Premio Nobel per la pace. Il premier Abiy ebbe una vera e propria luna di miele con i media internazionali, fu salutato come il protagonista di una nuova generazione di statisti africani, capace di governare un boom economico nella stabilità. Seconda maggiore nazione del continente nero, l'Etiopia è reduce da anni di forte crescita, Abiy ne ha ricavato un prestigio che ha fatto di lui un politico influente ben al di là delle sue frontiere nazionali. Le motivazioni del Nobel furono soprattutto due: appena preso il potere aveva liberato molti prigionieri politici; inoltre aveva firmato la pace con l'Eritrea. Lui stesso ha segnalato un'involuzione politica quando a ottobre alla scadenza del suo mandato ha deciso di rinviare le elezioni. Ora sarà il protagonista di una guerra civile? (Federico Rampini)

Asfa-Wossen Asserate[modifica]

  • Abiy Ahmed sta facendo quanto è necessario per proteggere l'integrità e la sovranità dell'Etiopia. In fin dei conti, ciò è anche il suo dovere. Ogni stato ha il diritto di usare qualsiasi mezzo necessario per mantenere la sua integrità territoriale e sovranità nazionale.
  • Il responsabile dell'attuale catastrofe è la costituzione che è stata imposta agli etiopi nei primi anni novanta dal Tplf. È imperativo che questa costituzione d'apartheid venga sostituita da una nuova, che trasformerà finalmente l'Etiopia nel paese che la maggior parte degli etiopi ha voluto per almeno cinquant'anni: uno stato federalista democratico.
  • L'Etiopia e l'Eritrea stanno combattendo il Tplf insieme. Chi avrebbe creduto che sarebbe mai stato possibile? I vecchi problemi tra l'Etiopia e l'Eritrea sono stati superati. Questa pace durerà.
  • Per più di trent'anni ho avvertito che questo sarebbe successo, che l'etnicizzazione della politica avrebbe inevitabilmente condotto alla pulizia etnica. Questo è ciò che sta avvenendo proprio adesso. L'Etiopia è l'unica nazione nel mondo che si autodefinisce una "federazione etnica".

Debretsion Gebremichael[modifica]

  • Abiy e Afewerki stanno orchestrando un attacco al Tigray da due anni. Ma ci può credere? Il nostro governo federale che si allea con un Paese straniero contro la propria regione? Io non capisco. È inconcepibile.
  • [Abiy Ahmed Ali] ci accusa di aver tenuto le elezioni a settembre contro la volontà del governo centrale che lui aveva illegalmente posticipato al 2021 per il Covid. Sì, ci sono stati alcuni scontri, ma nulla di rilevante e niente che giustifica quello che ha fatto.
  • Intervenite o sarà troppo tardi. Le cose possono solo peggiorare. Ma nessuno ascolta.
  • Noi non stiamo attaccando, ci stiamo solo difendendo per la nostra libertà e per i nostri diritti. Le elezioni posticipate da Abiy sono illegali. Lui teme una sconfitta, per questo ha allungato i tempi.
  • Questo è un atto unilaterale di un governo federale incapace di risolvere i problemi senza ricorrere all’uso della forza.

Domenico Quirico[modifica]

  • La guerra con il Tigray che rischia di far implodere il fragile gigante dell'Africa è stata preparata con cura, per mesi, in un crescendo di provocazioni reciproche, sgarbi, minacce. Storia antica che risale al 1991 quando i tigrini, alleati per reciproco vantaggio con i ribelli dell'Eritrea, marciarono su Addis Abeba facendo cadere la dittatura marxista del Derg e di Menghistu. Per trent'anni come premio hanno guidato l'Etiopia. La morte del loro capo Zenawi, le liti tra i diadochi di una dirigenza specializzata nella guerriglia e nella sicurezza, infatuata e vanitosa, l'avvento per la prima volta di un oromo alla guida del Paese ha sconvolto il quadro. I tigrini accusano il primo ministro di averli emarginati dalle cariche che contano, di vendetta etnica.
  • Per Omero questa era la terra degli uomini pii, per Erodoto di coloro che non conoscevano infermità dello spirito, i primi esploratori giuravano invece di aver incontrato i temibili uomini scimmia. Alla leggenda si aggiunge il Nobel della pace che fa la guerra.
  • Riconoscete il caldo appiccicoso, denso, quasi palpabile dell'odio etnico? I vecchi demoni riappaiono, il firmamento rassicurante ai margini del quale troneggiava l'uomo della pace nel Corno d'Africa si era oscurato e ne scaturiva una pioggia grigia di delusione.

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