Il ciclone

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Il ciclone

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Titolo originale

Il ciclone

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1996
Genere commedia
Regia Leonardo Pieraccioni
Sceneggiatura Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi
Produttore Vittorio Cecchi Gori, Rita Rusić
Interpreti e personaggi

Il ciclone, film del 1996 di Leonardo Pieraccioni con Lorena Forteza e Massimo Ceccherini.

Incipit[modifica]

  • [All'inizio del film] Questo motorino serie Lux, immatricolato 1979, è l'orgoglio della mia vita. Mai un colpo di tosse, un filo di ruggine, una sbandata fuori posto, niente. Un santo! E pensare che di motivi per lasciassi andare a ferro vecchio, e ce n'avrebbe avuti parecchi. Quando gli si montò sopra in cinque per festeggiare la vittoria dell'Italia a' Mondiali dell'82, quando ci caricai sopra du' damigiane, una d'olio e una di morellino per portarle a Don Luigi, quando, per una scommessa idiota, gli bloccai la manopola del gas e lo lasciai andare da solo a diritto lungo un viottolo per vedere quanto restava in equilibrio. Ma soprattutto, ha superato l'avvento dei nuovi scooter. Quei moderni mostri neri a punta, che fannno 130 in salita e 160 in discesa, con quei nomi assurdi MKW, WW, KK, KK, WWF, e icché sono, una specie protetta? Insomma, il mio motorino 'un volea morire, 'un gli facea paura nulla e l'è sempre andaho 'n culo a tutti. Ma il ciclone che soffiò nell'estate del '96, e portò via anche lui. Sì, perché il ciclone, quando arriva, 'un è che t'avverte. Passa, piglia e porta via. E a te, 'un ti rimane altro che restare lì, bono bono a capire che, forse, se 'un fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio. (Levante)

Frasi[modifica]

  • C'ha ragione lei, se tu se' buo dillo! (Un Cliente) [In farmacia, rivolto a Levante]
  • Esci allo scoperto, luce del sole! (Un Cliente) [In farmacia, rivolto a Levante]
  • Hola, hola, hola vo a dormire nell'aiola. (Selvaggia)
  • Però quando c'è stato da godere, hai goduto! (Carlina) [Rivolta a Levante]
  • In un paese si fa presto a diventare dei personaggi. (Levante)
  • Che ce l'hai i' "Gratta e vinci" te? (...)
  • Che a dar retta a voi commercialisti ci tocca fatturare anche l'aria che si respira. Maremma scorporata! (Pippo)
  • Pronto il motorino per il nipotino! Non si preoccupi eh, 'un gliel'ho messo 'ncinta! (Pippo)
  • La vita di paese è fatta così. Non ci son segreti. Le notizie volano come i coriandoli. Si sa tutto di tutti. E comunque, il giorno dopo è finito il carnevale, e 'un gliene frega più nulla a nessuno. (Levante)
  • Fermo babbo, co' i' capo tu fa' massa! (Libero)
  • L'amore è come la luna, se non cresce cala. (Libero)
  • Quando a una donna gli parli di sesso, lei abbassa lo sguardo, per vedere se l'è vero. (Libero)
  • A chi? Dormir a chi? (Osvaldo) [Che non conosce lo spagnolo]
  • Tappami Levante! Tappami se tu mi vo' bene! (Libero) [Da dentro una bara]
  • El Paraiso no es un lugar donde ir, sino una sensación para vivir! (Caterina)
  • Chissà come si dice in spagnolo "do i'ramato"... dos los ramatos... tappamis. (Libero)
  • Salve... signorina una pregunta, possibile io e lei... una ramatina? (Libero)
  • Hai visto che gira e rigira sempre da Carlina tua devi tornare? Piripii! (Carlina) [Rivolta a Levante]
  • Entriamo in scena... Buonasera a tutti, spagnoli e non! (Carlina)
  • [Lavandosi la faccia per l'imbarazzo con Carlina] Che figura di merda... che figura di merda... che figura di merda... [Si asciuga ma il porta asciugamani si rompe, si arrabbia e tira più forte. Lo scopre un cameriere sulla porta del bagno] E mi s'è rotto.. eh tanto tira oggi tira domani, prima o poi si dovea rompere! (Levante)
  • Era il 13 giugno del 1996 e il mio motorino modello Lux, quella notte stessa, dopo una breve agonia, si spense lentamente, eroicamente caduto sul campo di battaglia. Decisi perfino di seppellirne alcuni resti e il suo cuore, un carburatore a spillo originario della casa, lo gettai nel ruscello avvolto nel libretto di circolazione, come le ceneri di un grande guerriero del passato. (Levante)
  • Da che mondo è mondo si sa che le donne più vulnerabili sono quelle che vanno consolate. (Levante)
  • Settantamila volte ho provato a tirare il boomerang e per settantamila volte 'un m'è mai tornato indietro. Le cose erano due: o io sbagliavo a lanciarlo o io 'un ci son proprio portato a prendere le cose a ivvolo. (Levante)
  • Ci sono dei momenti in cui uno vorrebbe dire talmente tante cose che forse l'unico modo per dirle tutte è stare zitto. (Levante)
  • Fu un bacio vero, profondo, carnale... insomma con la lingua, parecchia lingua... eppoi ci si baciò tantissimo, 4 o 5 ore di seguito. E fu dopo quel bacio eccezionale che lei mi guardò dritto negli occhi e mi disse: "Ho ancora fame!". Si rifece tutti i'giro da capo, i lungarni, il mercato di San Lorenzo, piazza Santissima Annunziata, e poi alle 9 e 10 senza aver dormito neanche un minuto si passò a prendere la valigia dall'hotel Cavour e accompagnai Caterina direttamente alla stazione dove aveva l'intercity per Roma che poi l'avrebbe portata precisa alla coincidenza con l'aereo per Madrid. E lì alla stazione pensai che i treni son fatti apposta per gli addii... partono piano, lenti, lenti, tu hai tutto il tempo per pensare a chi sta partendo. E mentre la vedevo andar via mi vennero in mente due cose: la prima, ma se quel cartello con l'indicazione dell'agriturismo 'L'arcobaleno' non fosse mai caduto, io sarei stato lì come un bischero a quell'ora alla stazione? E poi... ma io secondo voi quel treno l'ho perso veramente? (Levante)

Dialoghi[modifica]

  • Levante: Allora, guardi, è parecchio semplice: lei riprende la strada sterrata, appena arriva su quella asfaltata gira a destra. Non il primo incrocio, al secondo incrocio sempre sulla destre deve andare. Lo riconosce, il secondo incrocio, perché sulla sinistra c'è la Madonnina... [ululato]
    Naldone: Sì?
    Levante: Oh, Madonnina!
    Naldone: Sì, diceva, la Madonnina, e poi?
    Levante [inforcando gli occhiali]: Sì... sulla sinistra vede la Madonnina... allora lì deve andare a de... se non capisce bene l'indicazione, lo richiede a qualcuno che passa, oppure alla Madonnina stessa... sennò c'è un cartello...
  • Osvaldo: Ma che ci sei o tu ci fai?
    Libero: Che ci sei o tu ci fai cosa?
  • Carlina: Ma che animale che sei!
    Pippo: Sì, da monta però!
  • Carlina: Io con te non ci vengo neanche se mi dai un milione di dollari.
    Pippo: Guarda che ti conosco: te, per un milione di dollari, mi fai anche la fattura. E poi, presa dal rimorso, devolvi l'otto per mille alla Chiesa cattolica, capito?
  • [Osvaldo e Levante sono incantati alla vista delle ballerine di flamenco]
    Levante: Eh!
    Osvaldo: Oh!
    Levante: Che?
    Osvaldo: Boh!
  • [Libero e Levante parlano con le ballerine di flamenco]
    Ballerina: Vosotras sois de Madrid, yo soy catalana.
    Libero: Catalana? Oh 'ndo ell'è la Catalana?
    Levante 'gnorante, è un modo di dire, 'un esiste mica, è come dire l'Atalanta, la Sampdoria, 'un esiste mica l'Atalanta.
  • [Selvaggia, Libero, Levante e Osvaldo guardano le stelle]
    Levante: Selvaggia, ma dove tu l'ha letto?
    Selvaggia: Macché letto, ne parlan tutti i telegiornali, 'gnorante.
    Libero: Parla per bene, testa a pinolo!
    Osvaldo: 'Un gli risponder così a la tu sorella, 'mbecille! [Osvaldo tira un nocchino a Libero]
    Libero: Ohi!
    Selvaggia: È la cometa Hyakutake, passa una volta ogni 70mila anni.
    Libero: Ogni 70mila anni? E la la piglia larga di nulla!
  • Levante: Che c'è?
    Libero: [cantando] Che cosa c'è? C'è che mi sono innamorato di te... [si aggiungono anche Osvaldo e Selvaggia] C'è che non me ne importa niente di tutta l'altra gente, di tutta quella gente che non sei tu.
  • Levante: Ginooo, domani vo in Spagna!
    Gino: Olè!
  • Gino: Levante. Levanteee, che l'hai vista la cometa?
    Levante: No.
    Gino: Io sì. La s'è fermata proprio qui sopra e poi l'è andata via.
    Levante: Anche Caterina è andata via, la ballerina.
    Gino: Non ti preoccupare, tra 70 mila anni le ritornan tutte e due.
    Levante: Speriamo!
    Gino: Come?!
    Levante: Speriamoo!
  • Alejandro: Me batteva el cuore... un rinhocerontes davanti e una sola balina in cagna.. e attenzion... la carica di un rinhoceronte fa tiembrare la tierra. E allora diventa davero dificile de a puntare... ci siamo guardati negli occhi un tempo infinito... stack e poi de repente è stato... como... como se dice, una nuvola de polvo che s'avvicinava... io ho lasciato che si avviciniase... Sta!! in mezzo agli occhi... Muertoo eheh ehehehehehe.
    Naldone: Scusa, ma il rinoceronte in mezzo agli occhi non ha il corno?
    Levante: Eh Naldone, si vede che Alejandro c'ha delle pallottole speciali fanno il giro... come i boomerang!
  • Carlina: Ma io non ho capito una cosa... ma su questa isola deserta ci devo stare mhm da sola?
    Levante: E certo! Se no che isola deserta l'è!
    Carlina: Ma sola sola sola sola o ci posso portare una persona?!?!?
    Levante: Va bene una persona la puoi portare!
    Carlina: Allooora se ci posso portare una persona io ci portooo SILVEEÈ STALLONE... che quello è Stallone di nome e di fatto! ahhaha.
    Aleandro: EhehEHEHEHE aiaiaiaiaiaiai..

Explicit[modifica]

Levante: Gino! Gino! [Voce fuori campo, rivolta al pubblico] A proposito: Gino Quarini, babbo d'Osvaldo, cioè immì nonno, morì proprio il giorno che nacque il mio Gino. Poero nonno, aveva sempre voluto vivere da solo e da solo, una mattina, si spense all'improvviso. Mi ricorderò sempre quello che mi disse il giorno prima di partire. Io gli dissi semplicemente... [Levante parla con Gino] Gino, domani vo in Spagna! [Di nuovo voce fuori campo] E lui, altrettanto semplicemente, mi rispose...
Gino: Olè!

Citazioni su Il ciclone[modifica]

  • 2° film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante che ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. A. Haber si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (Il Morandini)
  • Commedia record di incassi, si fa apprezzare per la leggerezza di Pieraccioni che sa essere sobrio e non volgare, ma la leggerezza è pure il limite di questo film veramente senza troppe pretese. (Leonard Maltin)
  • Il film è diventato un vero fenomeno di incassi, record italiano assoluto, ma non solo. Ha confermato la prevalenza dell'idioma toscano nel nostro cinema (I Cecchi Gori c'entreranno pure qualcosa) e riconfermato il precedente Laureati di Pieraccioni. Questo successo abnorme ha comunque delle spiegazioni. Una è il naturale "volano" del film (che ha tenuto le sale per un anno), che a un certo punto "deve" essere visto da tutti perché fa moda. Poi naturalmente c'è la grana della regia e della storia. Si può parlare di film medio che manca al nostro cinema, di sapori di commedia all'italiana eccetera, ma in questo caso c'è una ragione "tattile", immediata, che capiscono tutti subito: è un film pulito, fuori dai contesti grigi, tristi, omologati, spesso malamente sociali del cinema nostrano. Presenta qualcosa che non si vedeva dai tempi di Poveri ma belli: la felicità di vivere. Una felicità, che non sarà aderente al nostro momento storico, ma è una bella fortuna che qualcuno ce la descriva almeno nella finzione. Certo, come rovescio della medaglia abbiamo dovuto affrontare il potente riflusso-marketing con la Estrada che ci ha assediato dalle tv, dai manifesti e dalle passerelle di moda, ma tant'è, certe vie sono obbligate. (Il Farinotti)

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