Giovanni Veronesi

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Giovanni Veronesi

Giovanni Veronesi (1962 – vivente), attore, regista e sceneggiatore italiano.

Da Giovanni Veronesi: "Amarsi è imparare a non litigare"

Intervista di Candida Morvillo, Corriere.it, 24 marzo 2017.

  • [Su Francesco Nuti] Siamo stati inseparabili. Qualcuno all'inizio equivocava, dicevano che ero il suo "amichetto". In modo diverso, però, sono stati dieci anni di amore sfrenato. Abbiamo abitato nella stessa casa, scrivevamo giorno e notte. Poi lui ha avuto le sue brutte esperienze, abbiamo smesso di lavorare insieme negli anni in cui beveva. Non mi voleva vedere perché io ero lo specchio della sua verità. Poi, quando ha avuto l'incidente, ci siamo ritrovati. Ora è in clinica a Roma, vado quasi tutti i giorni. Ho paura solo del momento in cui non ci sarà più. Solo a dirlo, ora, sento il cuore che pompa più forte.
  • Dormivo e lavoravo nello studio che fu di Pasolini, con la sua Lettera 22 col tasto della M mancante, i suoi libri sottolineati che non mi facevano dormire, perché di giorno la nipote mi diceva di non toccarli, ma la notte non resistevo.
  • Mio fratello [Sandro Veronesi] è un vero grande, io ho solo avuto la fortuna di fare gli incontri giusti e di essere pronto subito. Il mio non è un mestiere in cui serve la gavetta.
  • [Su Vittorio Cecchi Gori] Se avessi una macchina del tempo, la darei a lui per consentirgli di tornare indietro e riprendersi la sua vita. Era un avventuriero, testardo, anche un po' arrogante, però era un produttore assoluto, come Dino De Laurentiis: passava i film alla moviola e l'ultimo taglio era il suo.
  • [Su Carlo Verdone] È più che ipocondriaco: lui le medicine le ha prese davvero tutte. Gli chiedi un consiglio e c'azzecca. Ha medici che lo chiamano se escono farmaci nuovi per sapere se funzionano, sicuri che lui li ha già provati.
  • [Su Leonardo Pieraccioni] È una persona brava, buona, senza invidia. Gli amici come lui servono, perché sono attenti, tifano per noi, sono i nostri bastoni d'appoggio.
  • Massimo vorrebbe essere un sempliciotto come appare, ignorantone, ma è un poeta vero, maledetto dentro, un catalizzatore del dolore degli altri, uno che soffre davvero. [...] So che ha un animo nobile, romantico, gli dici andiamo in guerra e viene.
  • [Su Laetitia Casta] È corsa, testarda, dura, di una bellezza sconvolgente. La mattina sul set facevo subito un primo piano, per partire bene con la giornata. Forse non è una grandissima attrice, ma sopperisce col magnetismo.
  • [Su Valeria Solarino] Non ha le bizze dell'attrice, ha solo le cose belle delle attrici, è la donna più intelligente che conosca. Avremo litigato tre volte in 14 anni e in quelle tre volte per colpa mia perché sono scemo. [...] Ha una delicatezza infinita. La sua famiglia è molto bella. Nonni ferrovieri, gente del popolo. La mamma professoressa di italiano, padre ingegnere, persone perbene, oneste.
  • Mi sono sempre chiesto cosa mi hanno insegnato i miei genitori. L'ho scoperto quando sono morti a distanza di sei mesi l'uno dall’altro: mi hanno insegnato a morire. Nella vita, bisogna sapere anche morire, con quella dignità con cui se ne sono andati, senza menarla troppo, senza rompere a nessuno.
  • In Italia, chi non sgomita per essere il primo è considerato, a torto, un semplice che non conta nulla. In questo Paese non si concepisce di arrivare secondi o quarti.

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