Il cielo sopra Berlino

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Il cielo sopra Berlino

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale Der Himmel über Berlin
Paese Germania, Francia
Anno 1987
Genere drammatico, fantastico
Regia Wim Wenders
Soggetto Wim Wenders
Sceneggiatura Wim Wenders, Peter Handke, Richard Reitinger
Attori
Doppiatori italiani

Il cielo sopra Berlino, film franco-tedesco del 1987 di Wim Wenders.

Frasi[modifica]

  • Quando il bambino era bambino, | se ne andava a braccia appese, | voleva che il ruscello fosse un fiume, | il fiume un torrente, | e questa pozza, il mare. || Quando il bambino era bambino, | non sapeva di essere un bambino, | per lui tutto aveva un'anima | e tutte le anime erano un tutt'uno. || Quando il bambino era bambino, | su niente aveva un'opinione, | non aveva abitudini, | sedeva spesso a gambe incrociate, | e di colpo sgusciava via, | aveva una vortice tra i capelli | e non faceva facce da fotografo.|| Quando il bambino era bambino,| era l'epoca di queste domande:| "Perché io sono io e perché non sei tu?| Perché sono qui e perché non sono li?| Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?| La vita sotto il sole è forse solo un sogno?| Non è solo l'apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro?| C'è veramente il male e gente veramente cattiva?| Come può essere che io che sono io non c'ero prima di diventare?| E che una volta io che sono io non sarò più quello che sono?" [1](Damiel)
  • Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia? come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora. Vivere, basta uno sguardo. È buffo non sento niente. È la fine e non sento niente. Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente, come se il dolore non avesse un passato. Tutta la gente che ho conosciuto che resta e resterà nella mia memoria – finisce sempre quando sta per cominciare, era troppo bello per essere vero, finalmente fuori in citta.. chi sono io? chi sono diventata? la maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. Ho aspettato un eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa; poi sono andata all'estero, qualcuno che dicesse 'Oggi ti amo tanto' come sarebbe bello, devo solo alzare la testa e il mondo sempre davanti ai miei occhi mi sale nel cuore. Quando ero bambina volevo vivere su un isola, una donna sola, potentemente sola. Sì, è così .. è tutto così vuoto, slegato, il vuoto, l'angoscia, l'angoscia, l'angoscia come un animaletto che si è perso nel bosco. Chi sei tu, non lo sò più. (Marion)
  • Ero solo io così poco seria, è il tempo cosi poco serio? Non sono mai stata solitaria, né da sola, né con qualcun altro; ma mi sarebbe piaciuto in fondo essere solitaria. Solitudine significa: "Finalmente sono tutto". Adesso posso dirlo perché oggi finalmente sono davvero sola. Bisognerà finirla prima o poi con il caso. Non so se ci sia un fine, ma so che ci deve essere una decisione, è necessario che tu decida. Deciditi! Ora il tempo siamo noi. Non solo la città intera, adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione. Ora noi due siamo più che due solamente, ora noi incarniamo qualcosa. Ed eccoci sulla piazza del popolo, siamo qui tutti e due e l'intera piazza è piena di gente che si augura la stessa cosa che ci auguriamo noi. Decidiamo noi il gioco per tutti. Adesso o mai più. Tu hai bisogno di me, tu avrai bisogno di me. Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua, Quella dell'Uomo e della Donna. Sarà una storia di giganti, invisibili, riproducibili; sarà una storia di nuovi progenitori. Guarda i miei occhi, sono l'immagine della necessità, del futuro di tutti sulla piazza. La notte scorsa ho sognato qualcuno, uno sconosciuto, il mio uomo. Soltanto con lui potevo essere Sola e aprirmi a lui, aprirmi tutta, tutta sua, farlo entrare dentro di me tutto intero, avvolgerlo con il labirinto della comune beatitudine. E io lo so, sei tu quello... (Marion)
  • Una passante, che sotto la pioggia chiuse di colpo l'ombrello lasciandosi bagnare tutta. Ah ecco: uno scolaro, che descriveva al suo maestro come una felce nasce dalla terra. Ha fatto stupire il maestro. Una cieca, che quando si accorse di me si mise a tastare l'orologio. Sì, è magnifico vivere di solo spirito e giorno dopo giorno testimoniare alla gente, per l'eternità, soltato ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa e allora non vorrei più fluttuare così in eterno, vorrei sentire un peso dentro di me che mi levi quest'infinitezza legandomi in qualche modo alla terra: a ogni passo, a ogni colpo di vento, vorrei poter dire "Ora." "Ora." e "Ora." e non più "Da sempre:", "In eterno.". Per esempio, non so: sedersi al tavolo da gioco ed essere salutato, anche solo con un cenno. Ogni volta che noi abbiamo fatto qualcosa era solo per finta... (Damiel)
  • Alla fermata Zoo del metrò l'impiegato, invece di dire la fermata della stazione, improvvisamente ha gridato "Terra del Fuoco!". Sulle colline un vecchio leggeva l'Odissea ad un bambino... E il piccolo uditore smise di socchiudere gi occhi. (Cassiel)

Note[modifica]

  1. Il film inizia con l'attore protagonista che scrive e recita l'inizio della poesia Song of Childhood scritta da Peter Handke per il film. La poesia è un tema ricorrente del film che è parzialmente ispirato alle poesie di Rainer Maria Rilke.

Altri progetti[modifica]