Ilvo Diamanti

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Ilvo Diamanti

Ilvo Diamanti (1952 – vivente), politologo italiano.

Citazioni di Ilvo Diamanti[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Beppe Grillo: uno straordinario comunicatore, che riempie, da anni, piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al tempo stesso attore, predicatore, fustigatore, comico, tragico, dissacrante e moralista.[1]
  • Giunti al capo d'anno, ci scopriamo sopraffatti dalla routine. E questo giorno ci appare assolutamente uguale agli altri. Il che "non" è vero. Perché le ricorrenze servono: a commemorare oppure a rinnovare. Occasioni di memoria e di speranza. Per tornare indietro con gli occhi e con la mente. Oppure, al contrario, per proiettarci in avanti.[2]
  • L'esito del prossimo 13 aprile non è ancora scritto. A chi lo profetizza, rammentiamo che dal 1994 ad oggi tutte le elezioni – tutte – hanno spiazzato, a volte sovvertito le previsioni. E che, dal 1996 fino al 2006, tutte le elezioni – tutte – si sono risolte per pochi punti. Talora: frazioni di punto. C'è da dubitare che questa volta le cose andranno diversamente.[3]
  • L'andamento dei reati, in effetti, rileva un declino che, peraltro, era cominciato a metà del 2007. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, si è sviluppato senza variazioni tali da giustificare mutamenti di umore tanto violenti. [...] Non sono i fatti ad aver cambiato le opinioni. Al contrario: le opinioni si sono separate dai fatti. [...] Ciò suggerisce che i cicli dell'insicurezza siano favoriti e scoraggiati, in qualche misura, dal circuito fra media e politica. [...] Berlusconi. Capace, come nessun altro, di navigare sulle acque dell'Opinione Pubblica. E di domare le tempeste che la turbano dopo averle evocate.[4]
  • La Juve è l'unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'Inter, per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della Fiorentina, i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del Milan [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale.
La Juve est la seule équipe dont les supporteurs sont également répartis sur tout le territoire, alors que I'Inter de Milan, par exemple, rassemble surtout ceux du nord de l'Italie. Elle est également celle dont les tifosis se répartissent entre droite et gauche, au contraire de la Fiorentina, dont les supporteurs sont essentiellement de gauche, ou du Milan AC [propriété de Silvio Berlusconi], dont les tifosis sont plus orientés au centre droit. La Juve est devenue une sorte de parti national populaire, comme l'ont été la Démocratie chrétienne ou le Parti communiste italien en leur temps. Avec la disparition des partis de masse, elle est le seul facteur d'intégration qui va au-delà d'une appartenance locale.[5]
  • Non c'è "un solo popolo". Ma una società unita e, al tempo, stesso divisa in base a interessi e valori. Che nella democrazia rappresentativa trovano "rappresentazione". Per questo è necessario guardarsi dalla "popolocrazia". E difendere, rivendicare la "democrazia".[6]

Note[modifica]

  1. Da Quel popolo di Grillo che vota a sinistra, la Repubblica, 19 settembre 2007.
  2. Da Next, la Repubblica, 28 dicembre 2007, p. 35.
  3. Da Un distacco che resta colmabile, la Repubblica, 25 febbraio 2008, pp. 1-9.
  4. Da Come si fabbrica l'insicurezza, la Repubblica, 23 novembre 2008.
  5. (FR) Citato in Philippe Ridet, La Juve, passion à l'italienne, Le Monde.fr, 4 novembre 2014.
  6. Da Dalla democrazia alla popolocrazia, Repubblica.it, 20 marzo 2017.

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