Impero russo

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Stemma dell'Impero russo

Citazioni sull'Impero russo

Citazioni[modifica]

  • Ci fu un tempo, non molti anni or sono, in cui vivevamo in un mondo incantato fatto di eleganti palazzi e di feste grandiose. (Anastasia)
  • Colosso dai piedi di creta. (Denis Diderot)
  • Fatta eccezione per la Siberia, i russi non hanno operato insediamenti in terre disabitate. Né tali insediamenti hanno rappresentato proiezioni di dominio coloniale su popoli primitivi. Erano conquista e riduzione in schiavitù di antiche nazioni con cultura altamente progredita, identità definita e una lunga storia. Passo dopo passo fu creato il più vasto impero di quell'epoca. Occorrevano metodi imperiali per formarlo e governarlo. Essi furono cosa naturale per gli eredi dei mongoli, sovrani di un immenso territorio accidentato dove la schiavitù era la norma; la libertà era sconosciuta, e i "diritti umani" ignoti. (Richard Nixon)
  • Il governo russo è una monarchia assoluta temperata dall'assassinio. (Astolphe de Custine)
  • Manterrò per il bene della Russia intera il principio dell'autocrazia assoluta, nel modo fermo e deciso come l'ha fatto mio padre. (Nicola II di Russia)
  • Tutti sbagliano quando dicono che la Russia è un impero. La Russia è una parte del mondo. (Dmitrij Sergeevič Merežkovskij)

Virginio Gayda[modifica]

  • Ecco la Russia alla vigilia della guerra europea: grande e impalpabile. La mano del governo stringe materia liquida che sfugge. L'Impero esiste solo nei confini politici delle carte. L'immensità del paese non si traduce in peso definito perché non si condensa. Lo Zar, sopra tutti, ha il suo trono sull'illusione.
  • In Russia la servitù della gleba, che incatenava alla terra ventitré milioni di contadini, più di un terzo del popolo russo, è durata sino al 1861, quando già da generazioni la campagna e la società russa erano corse da una oscura inquietudine che minacciava la rivolta. Schiere di filosofi umanisti, educati sui testi francesi e tedeschi, intellettuali dei salotti aristocratici di Pietroburgo e di Mosca, signori della campagna passati per le università, con lo spirito acceso dall'idea progressista che avanzava in occidente, domandavano la riforma in nome del diritto dell'uomo.
  • La burocrazia conserva: la polizia reprime: la chiesa educa lo spirito del buon cittadino. La repressione politica è uno dei còmpiti essenziali dello Stato. Per il sistema di leggi russe il cittadino è sottomesso al governo assoluto della polizia e della giustizia criminale Essi vegliano, riferiscono, colpiscono, paralizzano, tessono senza rumore a torno ogni cittadino una rete d'insidia, donde non deve uscire più. Il pernio di questa azione di controllo è nella Okrana, la polizia segreta.

Lev Trockij[modifica]

  • La Russia occupava una posizione intermedia tra l'Europa e l'Asia non solo geograficamente, ma anche per la sua vita sociale e la sua storia. Si distingueva dall'Occidente europeo, ma differiva pure dall'Oriente asiatico, avvicinandosi, in periodi diversi, per diverse caratteristiche, ora all'uno ora all'altro. L'Oriente le aveva imposto il giogo dei Tartari che costituì un elemento importante nell'edificazione dello Stato russo. L'Occidente fu un nemico ancora più temibile, ma al tempo stesso un maestro. La Russia non ebbe la possibilità di conformarsi ai modelli dell'Oriente, perché dovette sempre adattarsi alla pressione militare ed economica dell'Occidente.
  • La scarsissima importanza delle città russe contribuì più di ogni altra cosa allo sviluppo di uno Stato di tipo asiatico ed escludeva in particolare la possibilità di una riforma religiosa, cioè di una sostituzione dell'ortodossia feudale e burocratica con una varietà più moderna di cristianesimo, adatta alle esigenze della società borghese. La lotta contro la chiesa di Stato non andò al di là della formazione di sette contadine, di cui quella dei Vecchi Credenti fu la più potente.
  • Sotto la pressione della più ricca Europa, lo Stato russo assorbiva una parte della ricchezza nazionale relativamente più considerevole che in Occidente e così non solo condannava le masse popolari a una duplice miseria, ma indeboliva anche le basi delle classi possidenti. Avendo tuttavia bisogno dell'appoggio di queste ultime, lo Stato stimolava e regolava la loro formazione. Come risultato, le classi privilegiate, burocratizzate, non poterono mai svilupparsi pienamente e quindi lo Stato russo si avvicinava sempre più ai regimi dispotici dell'Asia.

Stalin[modifica]

  • Anche gli aristocratici russi un tempo si trastullavano con la lingua francese alla corte dello zar e nei salotti. Essi si inorgoglivano del fatto che, parlando russo, inciampavano nel francese, che sapevano parlare russo solo con accento francese.
  • La classe operaia non è la sola a gemere sotto il giogo del regime zarista. Anche altre classi sociali sono soffocate dal pesante tallone dell'autocrazia. Gemono i contadini russi, spossati dalla fame permanente, immiseriti dall'insopportabile pressione fiscale, lasciati in preda ai mercanti borghesi e ai «nobili» proprietari fondiari. Gemono il popolo minuto delle città, i piccoli impiegati dello stato e delle società private, i piccoli funzionari e, in generale, la numerosa popolazione minuta delle città, la cui esistenza, come quella della classe operaia, non è assicurata, e che ha motivo di essere malcontenta della sua condizione sociale. Geme una parte della piccola e anche della media borghesia, che non può adattarsi alla frusta e alla sferza dello zar, particolarmente la parte colta della borghesia, i cosiddetti rappresentanti delle professioni liberali (insegnanti, medici, avvocati, studenti, e in generale gli intellettuali). Gemono le nazionalità e le confessioni religiose oppresse in Russia, compresi i polacchi ed i finni, perseguitati nella propria patria, offesi nei loro sentimenti più sacri, e che vedono calpestati insolentemente dall'autocrazia diritti e libertà ereditati dalla storia. Gemono gli ebrei, continuamente perseguitati ed offesi, privati perfino di quei miseri diritti di cui godono gli altri sudditi russi: il diritto di libero domicilio, il diritto di frequentare le scuole, il diritto di occupare degli impieghi, ecc. Gemono i georgiani, gli armeni e le altre nazionalità, private del diritto di avere scuole proprie, di poter lavorare nelle istituzioni di stato, costrette a sottostare a quell'infame e oppressiva politica di russificazione, attuata con tanto ardore dall'autocrazia. Gemono molti milioni di russi appartenenti a sette religiose, che vogliono credere e celebrare i riti secondo la propria coscienza e non secondo i voleri dei preti ortodossi. Gemono... ma è impossibile enumerare tutti coloro che sono oppressi, perseguitati dall'autocrazia della Russia.
  • La criminale autocrazia zarista ha condotto il nostro paese sull'orlo dell'abisso. La rovina di una massa di cento milioni di contadini nella Russia, la condizione di oppressione e di miseria della classe operaia, gli enormi debiti statali e le gravi imposte, l'intiera popolazione priva di diritti, gli infiniti arbitri e la violenza che regnano in tutte le sfere della vita, infine l'assoluta precarietà della vita e dei beni dei cittadini: ecco il terribile quadro che offre oggi la Russia. Non è possibile continuare a lungo così! L'autocrazia che ha creato tutti questi orrori tenebrosi, dev'esser distrutta! È sarà distrutta!
  • Una delle piaghe che hanno coperto di vergogna la vecchia Russia è quella dell'oppressione nazionale.
    Le persecuzioni religiose e nazionali, la russificazione forzata degli «allogeni», le vessazioni nei confronti delle istituzioni culturali nazionali, la privazione dei diritti elettorali e della libertà di trasferirsi da un luogo all'altro, l'incitamento all'odio reciproco fra le nazionalità, i pogrom e i massacri: è l'oppressione nazionale di trista memoria.

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