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L'infernale Quinlan

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L'infernale Quinlan

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Janet Leigh e Charlton Heston nel film

Titolo originale

Touch of Evil

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1958
Genere noir, thriller
Regia Orson Welles
Soggetto Whit Masterson (romanzo)
Sceneggiatura Orson Welles
Produttore Albert Zugsmith, Rick Schmidlin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Versione originale

Director's cut (2003)

L'infernale Quinlan, film statunitense del 1958 con Charlton Heston, Janet Leigh e Orson Welles, regia di Orson Welles.

Citazioni tratte dalla director's cut.

Frasi[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Questo non è il vero Messico, lo sai benissimo. Le città di confine sono sempre le peggiori, tesoro. (Vargas)
  • Pete, è la seconda pallottola che mi prendo per te. (Quinlan) [ultime parole]

Dialoghi[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Vargas: Capitano, lei è un poliziotto, vero?
    Quinlan: E lei no? Non sembra molto attaccato al lavoro.
    Vargas: Neanche il soldato ama andare in guerra. È un brutto mestiere far rispettare la legge, ma è questo che dovremmo fare, non è vero?
  • Quinlan: Non si uccide con la dinamite. Sai qual è il sistema migliore per ammazzare?
    Menzies: Sì, sì, lo strangolamento.
    Quinlan: Pulito, silenzioso.
  • Quinlan: Oh avanti, leggimi il futuro.
    Tanya: Tu non ce l'hai.
    Quinlan: Mh? Che vuoi dire?
    Tanya: Quello che avevi l'hai gettato via.
  • Quinlan: Sta' attento, Vargas ti farà diventare uno di quegli stupidi idealisti, sono la cosa più dannosa che c'è, sono peggio delle canaglie: le canaglie si sa come prenderle.
    Menzies: Sei tu che devi stare attento, siamo noi le vere canaglie.
  • Vargas: Io non penso che un poliziotto debba agire come un cane da caccia che perseguita costantemente la sua preda, no. Nei Paesi liberi un poliziotto deve far rispettare la legge, innanzitutto, e la legge protegge sia il colpevole che l'innocente.
    Quinlan: Il nostro mestiere è difficile, signor Vargas.
    Vargas: Non c'è dubbio che lo sia, è duro e difficile. È facile solo nei Paesi dove comandano i dittatori, è questo il punto, capitano.

Explicit[modifica]

Schwartz: Il suo famoso intuito non lo aveva ingannato: voleva incriminare quel Sanchez e non c'è stato bisogno, perché ha confessato. Sicché Quinlan aveva ragione, in fondo.
Tanya: Non viene nessuno a portarlo via di qua?
Schwartz: Sì, sì, fra poco. Gli eri molto affezionata, vero?
Tanya: Il suo amico, quello che l'ha ucciso, lo adorava.
Schwartz: Be', bisogna riconoscere che era un gran detective.
Tanya: E un gran farabutto.
Schwartz: È questo il tuo elogio funebre?
Tanya: A modo suo era anche un grand'uomo. Ma che importanza ha quello che si dice di un morto?
Schwartz: Arrivederci Tanya.
Tanya: Adiós.

Citazioni su L'infernale Quinlan[modifica]

  • Al cineclub di Via Banaco davano L'infernale Quinlan. L'avrebbe rivisto volentieri per l'undicesima, no, la dodicesima volta. Ogni volta la storia lo mandava in crisi. Charlton Heston era un poliziotto democratico e garantista, come lui aspirava a essere. Orson Welles era un bandito in divisa, sporco, avido, corrotto. Un fascista, come la maggior parte dei suoi colleghi. Ma Heston era anche un coglione capace di farsi menare per il naso dalle lacrime di un bombarolo. E Welles un genio investigativo che subodorava la puzza del colpevole a cadavere ancora caldo. Come non ammirarlo? (Giancarlo De Cataldo)
  • Avvincente, e sopravvalutato, drammone poliziesco del geniale e dispersivo Orson Welles, che mette in scena una storia nera come il carbone, badando più ai virtuosismi tecnici che alla linearità del racconto. Come dire che non è tutto chiaro, forse a causa del bislacco montaggio. Il Welles attore è un portentoso, terrificante monumento al Male. (Massimo Bertarelli)
  • Da un materiale pulp, da lui completamente riscritto in meno di un mese, Welles (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di Russell Metty con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di M. Dietrich: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con Rapporto confidenziale la vetta del barocchismo wellesiano. (il Morandini)

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