La malinconia di Haruhi Suzumiya

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La malinconia di Haruhi Suzumiya

Serie TV anime

Immagine La malinconia di Haruhi Suzumiya DVD.jpg.
Titolo originale

涼宮ハルヒの憂鬱
Suzumiya Haruhi no yūutsu

Paese Giappone
Anno

2006

Genere commedia
Episodi 14
Doppiatori italiani

La malinconia di Haruhi Suzumiya (涼宮ハルヒの憂鬱 Suzumiya Haruhi no yūutsu), serie di light novel del 2003 e serie televisiva animata del 2006 di Nagaru Tanigawa.

Frasi ricorrenti[modifica]

  • È un'informazione riservata. (Mikuru, quando Kyon le chiede qualcosa del futuro o su di lei)

Citazioni tratte dalla serie[modifica]

Incipit[modifica]

Domandarsi fino a che età una persona possa credere all'esistenza di Babbo Natale è questione abbastanza futile, che lascia il tempo che trova. Ma se volete sapere fino a quando io, personalmente, ho creduto al vecchietto immaginario vestito di rosso, vi posso assicurare con la massima tranquillità che fin dall'inizio non ci sono mai cascato. Sapevo benissimo che il Babbo Natale che appariva alla festa dell'asilo era fasullo, e pur non avendo mai sorpreso mia madre baciare Babbo Natale ero abbastanza perspicace da non credere a un vecchietto che lavora solo un giorno all'anno. Al contrario, per quel che riguarda gli alieni, i viaggiatori del tempo, i fantasmi, i demoni, gli esper, le organizzazioni del male, gli eroi dei cartoni animati e dei fumetti ho scoperto solo molto più tardi che in realtà non esistono. Be', no: non è che non lo avessi capito, è che non volevo accorgermene... (Kyon)

Episodio 1, La malinconia di Haruhi Suzumiya I[modifica]

  • Mi chiamo Haruhi Suzumiya e vengo dalla scuola media Higashi. Non nutro il minimo interesse verso i comuni esseri umani: se in questa scuola ci sono alieni, viaggiatori del tempo, creature di altre dimensioni, esper io li prego di farsi avanti e di venire da me. È tutto. (Haruhi)[1]

Episodio 2, La malinconia di Haruhi Suzumiya II[modifica]

Statua ispirata alle vicende di Sisifo
  • Era passato poco più di un mese dall'inizio della scuola e come tutti i giorni stavo risalendo la pendice del monte, facendo la mia marcia mattutina lungo il solito percorso obbligato. Proprio come Sisifo continuavo a far rotolare il suo masso quasi con compiacimento, ma quel giorno la mia routine quotidiana ha subito l'attacco di una scossa di magnitudo 8.0 e così è avvenuto il fattaccio. Anzi, sarebbe più corretto dire che è stato solo l'inizio... (Kyon)
  • Mikuru: Senti Kyon, se nessuno mi volesse più come moglie mi prenderesti con te? Almeno tu saresti disposto a farlo?
    Kyon [pensando]: Che cosa posso dire, Asahina? A guardarti adesso sembri una ragazza che non ha superato l'esame di ammissione all'università, un'impiegata licenziata il giorno dopo aver acceso un mutuo sulla casa...
  • Senti Haruhi, non è che in una scuola pubblica ci siano tutti questi misteri che se ne vanno rotolando per i corridoi, tanto che se chiedi "C'è qualche mistero?" loro rispondono: "Sì, siamo qui!"; riesci a capirlo? [...] Questo tuo modo di agire fuori dagli schemi non è altro che il frutto di una certa irriquietezza giovanile che non sa come uscire da questa prigione di routine, giusto? Insomma, perché non apri gli occhi e ti accalappi qualche bel ragazzo, così ve ne potrete andare felici e contenti al cinema la domenica pomeriggio? Oppure potresti entrare nel club di atletica e sfogarti lì: avresti subito un posto da titolare... garantito! (Kyon, pensando)
  • Yuki: Devi sapere che Haruhi Suzumiya e io non siamo comuni esseri umani.
    Kyon: In un certo senso questo si era capito fin dall'inizio, però...
    Yuki: Non intendevo dire questo. Cioè, non mi riferivo al fatto che entrambe abbiamo un comportamento diverso da quello delle persone normali. Quello che intendevo, in realtà, è che né io né lei possiamo dire di essere uguali a tutte le persone come te. Per l'esattezza io sono un'interfaccia umanoide creata appositamente per entrare in contatto con creature organiche: per questo sono stata generata dall'entità di dati integrati che avvolge e definisce la nostra galassia. È questa la mia vera natura.
    Kyon: Scusa?!
    Yuki: Se vogliamo spiegare il concetto con una formula più comprensibile, io sono quello che la gente definirebbe un alieno.

Episodio 3, La malinconia di Haruhi Suzumiya III[modifica]

  • Eh, già! Il costume da cameriera è il massimo dell'eccitazione, in un'avventura scolastica ce ne deve essere almeno uno. (Haruhi)
  • Una volta si diceva "Sii paziente e la fortuna ti sorriderà", ma oggi i tempi sono decisamente cambiati: a costo di rivoltare la terra, la fortuna è una cosa che va cercata, perciò muoviamoci e andiamo a caccia! (Haruhi)
  • La verità è che io non appartengo a questo tempo, vengo da un futuro remoto. Non sono autorizzata a dire da quale dimensione spaziotemporale provengo: prima di salire sulla macchina del tempo abbiamo ricevuto severe limitazioni. (Mikuru, a Kyon)
  • Prima l'aliena e adesso la ragazza del futuro: ma si può sapere che cosa sta succedendo qui? Insomma, se c'è qualcun altro che ha già creduto a tutte queste storie, per favore me lo faccia sapere che gli dò il cambio... (Kyon, ripensando alle parole di Mikuru)
  • Kyon: Ciao Koizumi, c'è forse qualcosa mi devi dire anche tu riguardo a Suzumiya?
    Itsuki: Visto che mi hai detto "anche tu" presumo che le altre due ti abbiano già detto qualche cosa. [...] Come immagino avrai certamente sospettato, io sono un esper. Se sai cosa significa puoi chiamarmi anche così.

Episodio 4, La malinconia di Haruhi Suzumiya IV[modifica]

  • Kyon: Senti Suzumiya, se non sbaglio te l'ho già detto qualche tempo fa: perché non lasci perdere le tue ricerche su misteri e fatti inspiegabili e non cominci a divertirti come fanno le normali liceali di tutto il mondo?
    Haruhi: E sentiamo, quali sarebbero i divertimenti delle liceali?
    Kyon: Eh, potresti trovarti un bravo ragazzo e magari andare a caccia di misteri insieme a lui, così somiglierebbe anche a un appuntamento: non ti pare?
    Haruhi: Ah, ma che vuoi che m'importi dei ragazzi: l'amore è solo una sbandata passeggera, una specie di malattia mentale. Devo ammettere che anche a me capita di cascarci, voglio dire: sono una ragazza con tutte le cose al suo posto, perciò è normale che il mio corpo voglia divertirsi un po'... Però sai che ti dico? Non sono così stupida di sobbarcarmi certe scocciature della vita di coppia soltanto per una piccola sbandata amorosa.
  • Si dice sia meglio pentirsi di un errore che si è commesso, piuttosto che recriminare su qualcosa che si deve ancora fare. (Ryōko Asakura)
  • Mikuru: Ciao Kyon! Quanto tempo...
    Kyon [pensando]: Assomiglia tanto ad Asahina, è vero, però non è assolutamente lei. [Si rivolge a Mikuru] Scusa, tu sei forse la sorella maggiore di Asahina?
    Mikuru: No, sono proprio io: sono la vera Mikuru Asahina, però provengo da un futuro ancora più lontano rispetto a quello che conosci tu. [...] Aspetta un momento, tu non mi credi?! Ora ti faccio vedere una prova: [si sgancia il primo bottone della camicetta] guarda, c'è un neo a forma di stella proprio qui [sul seno sinistro] hai visto? Non è finto, puoi toccarlo se vuoi! [...] Adesso mi credi?
    Kyon: [pensando]: Ma perché dovrei crederti? Io mica lo so dove ce li ha i nei Asahina? [...]
    Mikuru: Ma come, sei stato proprio tu a farmi notare che avevo un neo in questo punto Kyon, io da sola non me ne ero accorta: non te lo ricordi? [trasalisce imbarazzata] Oh no, accidenti! Adesso... ma certo, a quest'epoca non abbiamo ancora... Oh no, e ora che faccio? Senti, ho fatto un terribile errore, scusami ti prego, dimentica quello che è successo...
  • Mikuru: Dimmi Kyon, tu conosci Biancaneve?
    Kyon: Certo, non di persona ma la conosco.
    Mikuru: In futuro, nel caso ti trovassi in una situazione difficile, vorrei che ti ricordassi di questo nome.
    Kyon: Stiamo parlando di quella che abita nel bosco, dei sette nani, della strega e della mela giusto?
    Mikuru: Esatto, della fiaba di Biancaneve.
  • Mikuru: Ciao, ora devo andare. [abbraccia Kyon] Un'ultima cosa: mi raccomando Kyon, non legarti troppo a me. [lascia Kyon e corre verso la porta]
    Kyon: Aspetta, c'è un'altra cosa che voglio sapere: senti Asahina, quanti anni hai adesso?
    Mikuru [si volta verso Kyon e sorride]: È un'informazione riservata.
    Kyon [pensando]: Il suo sorriso sarebbe stato capace di fare innamorare chiunque lo guardasse.

Episodio 5, La malinconia di Haruhi Suzumiya V[modifica]

  • Tornare da scuola camminando fianco a fianco con una ragazza è la quintessenza dell'immaginario adolescenziale, e se io stesso sostenessi di non averlo mai sognato vi direi una bugia. In questo momento sembra che il mio sogno si stia avverando, eppure perché non sono contento nemmeno un po'? (Kyon)
  • Ma senti come riesce a far parlare le persone, dovrebbe fare il detective. (Kyon, riferito ad Haruhi)
Spalti gremiti di uno stadio
  • [Rivolta a Kyon] Dimmi una cosa: ti sei mai fermato a riflettere su quanto minuscola sia la tua esistenza in questo mondo? [...] A me è capitato, e non me ne dimenticherò mai. Quando ero in sesta elementare andai a vedere una partita di baseball con la mia famiglia, [...] non appena entrai nello stadio rimasi a bocca aperta. Davanti ai miei occhi gli spalti erano gremiti da migliaia di persone, ammucchiati come tanti piccoli chicchi di riso. Pensai che tutta la popolazione del Giappone si fosse radunata in quel luogo, così chiesi a mio padre se avesse idea di quante persone ci fossero e lui rispose che dovevano essere circa cinquantamila. Finita la partita la strada che portava alla stazione era invasa dalla folla; mentre osservavo tutto questo ero completamente frastornata, continuavo a pensare che nonostante vedessi così tanta gente in realtà si trattava solo di una piccola parte di tutti gli abitanti del Giappone. Tornata a casa [...] mi misi a fare dei calcoli [...] e capii che la folla che avevo visto rappresentava un duemillesimo della popolazione. Ero sempre più frastornata, ero un singolo individuo in mezzo a quella gente allo stadio che a sua volta era solo una manciata rispetto alla popolazione del Giappone. (Haruhi)
  • Da allora [...] capii che tutte le cose che mi capitavano a scuola e che io consideravo le più divertenti del mondo in realtà accadevano anche nelle scuole di tutto il Giappone; agli occhi di tutta la popolazione di questa nazione erano semplici e ordinari fatti quotidiani. Raggiunta questa consapevolezza, improvvisamente mi sembrò che il mondo intorno a me cominciasse a sbiadire: [...] tutti i gesti comuni della normale routine quotidiana cominciarono a sembrarmi tremendamente noiosi. E allora mi venne in mente che se nel mondo c'erano tutte quelle persone, di sicuro tra di loro ce ne sarebbero state alcune eccezionali, con un'esistenza e un destino davvero straordinari... perché io non ero una di loro? (Haruhi)
  • Itsuki: Per caso, conosci il principio antropico, ne hai mai sentito parlare?
    Kyon: Mai avuto il piacere.
    Itsuki: Per dirlo in poche parole molto semplici, secondo questa teoria il motivo per cui l'universo è come è risiede esclusivamente nel fatto che gli esseri umani così lo osservano e così lo conoscono: questo è il principio antropico. [...] Noi osserviamo l'universo, e per questo l'universo esiste. Se vogliamo si può dire anche così: in pratica l'umanità, unica forma di vita intelligente sul nostro pianeta, ha scoperto le leggi della fisica e le loro costanti così da poter descrivere come è fatto l'universo. In questo modo la consapevolezza dell'esistenza del creato e l'atto di osservarlo finiscono per coincidere.
  • Itsuki [riferendosi ad Haruhi]: Ricordi quando ti ho spiegato che il mondo potrebbe essere stato creato da lei?
    Kyon: Sì, anche se la cosa mi dà fastidio ricordo bene quando me l'hai detto...
    Itsuki: Sembra che lei possieda la capacità di trasformare i desideri in realtà.
    Kyon: Non vorrai darmi a bere che credi a una cosa del genere?
    Itsuki: Suzumiya è fermamente convinta che gli alieni esistano, ha sempre desiderato di poterne incontrare uno, ed ecco perché esiste Yuki Nagato. Allo stesso modo ha desiderato l'esistenza di una persona venuta del futuro, ed ecco perché Mikuru Asahina è qui... E se infine anch'io mi trovo in questo mondo, è perché lei ha fortemente voluto incontrare una persona dotata di poteri esper.
  • Kyon: Ma se la vostra esistenza è da attribuire alla volontà di Haruhi, perché lei stessa non si accorge di voi, non è strano?
    Itsuki: Il desiderio che esistano gli alieni, i viaggiatori del tempo e gli esper è in eterno conflitto con il buon senso che le dice che tutto ciò non può esistere. Nella mente di Suzumiya queste due tendenze si danno battaglia: è vero che si comporta in modo eccentrico e dice cose strambe, ma in fondo anche lei è una persona normale e dotata di pensiero razionale.

Episodio 6, La malinconia di Haruhi Suzumiya VI[modifica]

  • Sapete come funziona il meccanismo dei sogni? Il sonno è diviso in due fasi, quella REM[2] e quella non REM che si alternano vicendevolmente. Durante la fase REM il corpo è addormentato mentre il cervello è parzialmente attivo, ed è in questo momento che si fanno i sogni. (Kyon)
Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden
  • Kyon: E secondo te io dovrei vivere abbandonato in questo mondo grigio in compagnia della sola Haruhi?
    Itsuki: In fondo siete Adamo ed Eva, sarà sufficiente procreare e vi moltiplicherete.
  • Per Nagato rappresenta la possibilità di evoluzione, per Asahina è una distorsione temporale e per Koizumi addirittura una divinità... e per me, invece... cosa significa per me l'esistenza di Haruhi Suzumiya? «Haruhi non è altro che Haruhi»: ma chi voglio ingannare con questa tautologia? Però non ho una risposta definitiva a questa domanda, voglio dire: se un professore indicasse una tua compagna di classe, quella seduta alle tue spalle e ti chiedesse "cosa rappresenta lei per te?", che cosa potresti rispondere? No, neanche questo esempio è corretto, perché Haruhi non è una semplice compagna di classe... Però non è certo una possibilità di evoluzione, né una distorsione temporale né tantomeno un dio... (Kyon)
  • Ma che razza di sogno ho fatto, perfino Freud scoppierebbe a ridere! (Kyon)
  • Kyon: A proposito Asahina, [indicando un punto sulla sinistra del proprio petto] è vero che hai un neo a forma di stella proprio in questo punto del petto?
    Mikuru [trasalisce dopo essersi controllata il seno nel punto indicato da Kyon]: Ma come... come lo sai tu? Perfino io non mi ero accorta che fosse a forma di stella... [inizia a colpire Kyon] Quando l'hai visto: avanti rispondi, rispondi, rispondi, rispondi!

Episodio 7, La noia di Haruhi Suzumiya[modifica]

  • Haruhi, una che chiama i compagni di classe "quelli lì". (Kyon)
  • Ricordatevi che queste palle sono il futuro della Brigata SOS[3], quindi non fatemele girare. (Haruhi)
  • Kyon: Senti una cosa, Nagato: non è che per il giorno della partita potresti far piovere a catinelle? Capisci, un mega acquazzone che faccia sospendere tutto.
    Yuki: Non è una richiesta impossibile, ma dopotutto nemmeno consigliabile.
    Kyon: Ah, e perché?
    Yuki: L'alterazione delle condizioni ambientali del luogo potrebbe poi generare effetti collaterali nell'ecosistema dell'intero pianeta.
    Kyon: Effetti collaterali... dopo circa quanto tempo?
    Yuki: Da un centinaio a diecimila anni dopo.
    Kyon: Quindi immagino sia meglio lasciar perdere, eh?
    Yuki: Infatti.
  • Oggi il mio lancio vale nientemeno che il destino del mondo intero: caro mondo, sei parecchio a buon mercato, eh? (Kyon)

Episodio 8, Misterique Sign[modifica]

  • Haruhi: Ehi, vieni a dare un'occhiata....
    Kyon [osserva lo schermo del computer]: Che roba è?
    Haruhi: Come sarebbe, non si vede?
    Kyon: Direi proprio di no. Ti prego, illuminami tu...
    Haruhi: È il logo della Brigata SOS[3], zuccone!
    Kyon: Hai detto il logo? Per me somiglia a un verme intestinale ubriaco che si contorce su se stesso...
  • Lei è come un pezzo di arredamento, non sono propenso a includerla tra le persone. (Kyon, riferendosi a Yuki)
  • È strano, non saranno i cosi, come si chiamano: gli hacker, saker, craker? (Haruhi, dopo aver visto che il logo della brigata sul sito è variato)

Episodio 9, Sindrome dell'isola sperduta – 1ª parte[modifica]

  • Itsuki [sul traghetto che li porta all'isola]: Credo che l'interesse di Suzumiya nasca dal fatto che quest'isola privata è deserta, l'ho sentita parlare di circolo chiuso...
    Kyon: Cos'è un circolo chiuso?
    Itsuki: Nei romanzi del mistero indica un ambiente in cui le comunicazioni con l'esterno sono state interrotte.
    Kyon: Come uno chalet sotto una bufera di neve, o un hotel collegato solo da un ponte crollato dopo la tempesta?
    Itsuki: In seguito a determinate circostanze i protagonisti si ritrovano intrappolati, ecco perché si parla di circolo chiuso.
    Kyon: Che cosa c'entra tutto questo con il nostro viaggio?
    Itsuki: Ci recheremo su un'isola deserta lontano dalla civiltà, se poi si scatenasse anche una tempesta a quel punto lo scenario potrebbe contendersi il titolo di circolo chiuso con lo chalet sotto la bufera...
  • Allora ragazzi, ci siamo tutti? Bene, la riunione di oggi è molto importante e stavo giusto progettando di prendere a calci in eterno come una lattina vuota chi si fosse presentato dopo di me. (Haruhi)
Statua dedicata a Sherlock Holmes
  • Itsuki: Di solito i detective protagonisti dei romanzi gialli si trovano continuamente coinvolti in una serie di vicende oscure e misteriose. Secondo te perché?
    Kyon: Be', altrimenti non ci sarebbe l'intreccio...
    Itsuki: Risposta esatta: certe vicende sono soltanto frutto di fantasia, esistono solamente nel mondo surreale della narrazione. Tuttavia sarebbe inadeguato mettersi a parlare adesso di una finzione, perché sembra che Suzumiya intenda calarsi proprio in un universo del genere. [...] Per creare i presupposti di una vicenda misteriosa e irreale come questa, è necessario spostarsi in un luogo adatto, altrimenti mancano le premesse. Non per niente i detective protagonisti della narrativa vengono coinvolti negli avvenimenti con gli stessi criteri.
    Kyon: Ma di solito i fatti accadono in modo un po' più casuale, no?
    Itsuki: Sì, hai ragione: gli eventi reali non procedono come nei racconti.
  • Itsuki: Le vicende misteriose accadono là dove sono presenti i detective pronti a indagare: infatti i cosiddetti investigatori possiedono un'innata capacità di richiamare a sé questi fatti criminosi.
    Kyon: Ma parli sul serio?
    Itsuki: Per la verità io di solito parlo sempre sul serio, dopo tutto tieni presente che la teoria del detective che indaga all'interno di un circolo chiuso non è mia: mi limito a illustrare un'idea sulla base dei ragionamenti di Suzumiya. In poche parole, è questo ciò che lei vuole fare: il detective.
  • Itsuki [parla della villa dove saranno ospiti]: Nemmeno io ci sono mai stato, perciò non so che tipo di edificio ci troveremo davanti.
    Haruhi: Probabilmente si tratterà di una costruzione stravagante. Dimmi, per caso sai il nome del tizio che l'ha progettata?
    Itsuki: No, mi dispiace, questo non l'ho chiesto. [...] Se non ricordo male sembra sia stato ingaggiato un architetto molto famoso.
    Itsuki [pensando]: E questo basta e avanza, anche perché se fosse stato davvero come se lo aspetta lei probabilmente ci troveremo davanti a un edifico costruito in tre giorni e tre notti senza sosta da un Gaudí mezzo addormentato in preda ai fumi dell'alcool
  • Dormire senza ritegno quando il capo è in piena attività significa andare contro la morale, la disciplina e il rispetto dei ruoli. (Haruhi, a Kyon)

Episodio 10, Sindrome dell'isola sperduta – 2ª parte[modifica]

  • Sembra un ragazzino che prima pianifica un pesce d'aprile e poi si spaventa davanti allo scherzo divenuto realtà. (Kyon, riferendosi ad Haruhi)

Episodio 11, Le avventure di Mikuru Asahina Episodio 00[modifica]

  • [Mikuru è vestita da coniglietta]
    Per oggi il lavoro è concluso, finalmente Mikuru può togliersi di dosso quel costume così particolare e andare a dormire con i suoi abiti normali.
    [Mihuru si toglie il costume e sta per mostrare il seno, quando la scena cambia: ora lei indossa una larga maglietta]
    Tanto per la cronaca, non abbiamo ripreso nient'altro del suo cambio d'abito quindi è inutile che torniate indietro sperando di trovare chissà cosa. (Kyon, voce narrante)
Un operatore impegnato al montaggio video digitale
  • A questo punto si era pensato di mostrare qualche bella scena di azione contro Itsuki, quindi era del tutto inutile stare nei pressi della scuola dopo che lui se n'era beatamente andato; ma poco fa il sole è tramontato mentre ora chissà come è di nuovo pieno giorno: d'accordo girare senza regole, ma potevate anche pensare a chi poi avrebbe dovuto fare il montaggio. (Kyon, voce narrante)
  • [Mikuru sviene tra le braccia di Itsuki]
    In circostanze del genere solitamente si pensa a chiamare un'ambulanza o a chiedere aiuto, questo ragazzo invece dove porterà la bella fanciulla innocente prendendola in braccio come se fosse una principessa, accidenti a lui?! (Kyon, voce narrante)
  • [Nella scena precedente Mikuru era vestita da cameriera, ora indossa solo una larga maglietta]
    Questa sembra essere la casa di Itsuki ma quel che ci interessa è l'aspetto di Mikuru, che è stata portata in questa stanza come se avesse appena fatto un bel bagnetto. Sarebbe a dire che mentre era priva di sensi Itsuki le ha fatto il bagno?! Dev'essere così, ma allora chiunque al mondo passerebbe dal dubbio alla furia per poi giungere a un puro istinto omicida; tuttavia per adesso preferirei soffocare questi sentimenti e non pensarci più di tanto, perché dei personaggi immaginari non possono certo avere la nostra percezione della realtà. (Kyon, voce narrante)

Episodio 12, Live Alive[modifica]

  • Predire il futuro e fare una profezia sono due cose diverse. (Kyon, a Yuki eccessivamente dettagliata nelle sue profezie)
  • Ecco l'entrata in scena della creatura che farebbe impallidire il più radioso dei panorami. (Kyon, pensando, quando Mikuru serve da bere)
  • A scuola Haruhi è famosa per le sue stranezze, ma in effetti è anche nota per essere un mezzo genio in grado di cavarsela al meglio in ogni campo. (Kyon)
  • Haruhi: Tu lo sapevi che Yuki è davvero brava? Pensa che le è bastato dare uno sguardo agli spartiti ed è riuscita a suonare alla perfezione. Sarei proprio curiosa di sapere quando ha imparato a suonare la chitarra.
    Kyon [pensando]: Probabilmente nel momento esatto in cui gliene hai parlato.

Episodio 13, Il giorno del Sagittario[modifica]

  • Una sfida diventa tale non appena se ne pronuncia il nome: qualunque cosa dicano i perdenti per giustificarsi sono soltanto scuse. (Haruhi)
  • Mi piacerebbe sapere che cosa hai preso per avere tanta fiducia, ne vorrei un po' anch'io: ne basterebbero pochi milligrammi. (Kyon, ad Haruhi)
  • Per i disfattisti c'è una pena di dieci giri nel cortile della scuola, e vi dirò di più: i dieci giri vanno fatti completamente nudi gridando "C'è un marziano verde che mi insegue!", perciò niente piagnistei. (Haruhi)

Episodio 14, Someday in the Rain[modifica]

  • In tutte le società sono i membri con il grado più basso a sgobbare come muli, è ovvio che anche la Brigata SOS[3] debba seguire certe regole. (Haruhi)
  • La prima volta che ho dovuto percorrere questa salita per venire a scuola ero sfinito, ma dopo sei mesi che la faccio ormai ci sono abituato. Vale anche per la strada del ritorno, che sembra un percorso da trekking, e per la Brigata SOS[3].
  • Haruhi: Su, l'ora dell'uscita è passata da un pezzo, bisognerà che andiamo via anche noi.
    Kyon: Va bene, però c'è un problema: piove e io non mi sono portato l'ombrello.
    Haruhi [mostrando, con un po' di ritrosia, un ombrello a Kyon]: Uno basta e avanza, no[4]?

Note[modifica]

  1. La numerazione degli episodi riportata in questa pagina rispecchia quella dei DVD della serie ed è simile alla tabella riportata su Wikipedia dalla quale differisce per l'episodio 11 (che sui DVD è il numero 00), 12 (11 sui DVD), 13 (12 sui DVD) e 14 (13 sui DVD).
  2. Acronimo di Rapid Eye Movement, poiché in questa fase del sonno sono frequenti dei movimenti rapidi e involontari degli occhi. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  3. a b c d La sigla SOS viene pronunciata esse o esse scandendo le singole lettere.
  4. I giapponesi considerano estremamente romantico il gesto di un ragazzo e una ragazza che condividono lo stesso ombrello; basti pensare che nella loro cultura il simbolo degli innamorati — l'equivalente dei cuori trafitti da una freccia in uso nel mondo occidentale — è un ombrello stilizzato denominato Ai ai gasa. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

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