Mogol

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Mogol

Giulio Rapetti Mogol (1936 – vivente), paroliere italiano.

Citazioni di Mogol[modifica]

  • [Su Mango] Era un artista generoso. Aveva una gentilezza d'animo e una sensibilità eccezionale, come ha potuto vedere tutta l'Italia quando si è sentito male sul palco. Era un lucano Doc, un artista diverso con una unicità particolare non rintracciabile anche in altri grandi artisti.[1]
  • [Su Rino Gaetano] La gente se lo ricorda, passano gli anni e lui diventa importante. È un'alchimia, è indecifrabile veramente, secondo me è la sua libertà d'artista, la sua non appartenenza a nessun codice.[2]
  • Lucio colpisce solo esistendo. Non faceva nulla per colpire, anche da solo con la chitarra.[3]
  • Fra noi [Mogol e Lucio Battisti] c'era una grandissima stima reciproca, una stima esagerata. Io pensavo che lui fosse un musicista straordinario, lui pensava che io fossi un grande poeta.[4]
  • [Su Rino Gaetano] Nel mondo della musica è passato come la primavera, velocissimo...[2]
  • [Su Rino Gaetano] Se alcune sue canzoni sono ancora vive, questa è la prova del nove. Voglio dire, sono canzoni adatte ad ogni tempo, ad ogni era, ad ogni stagione.[5]

Da Mogol: “Con Battisti una coppia formidabile ma fui io a consigliargli di ritirarsi dalle scene”

Intervista di Carlo Moretti, Rep.repubblica.it, 4 settembre 2018.

  • Cerco di capire il testo che è dentro la musica, ho sempre fatto così. E ho sempre fatto riferimento ai ricordi reali: "Il carretto passava e quell'uomo gridava: gelati" è la mia infanzia. Ero bambino e ogni dieci giorni passava il gelataio, io correvo dalla mamma a chiederle 10 lire ma sapevo che dopo una certa data i soldi non c'erano più, neanche per me.
  • [Lucio Battisti] È rimasto sempre lo stesso, erano le canzoni a cambiare. Lucio era costante, tranquillo, sereno, studiava i più grandi, da Otis Redding a Frank Zappa. Nessuno aveva neanche la metà delle sue conoscenze musicali.
  • Negli anni Settanta fecero piangere De Gregori quando lo accusarono, lui di sinistra, di essere uno sporco miliardario. E il '68 era stato una follia: o eri falce e martello, Mao o eri un fascista. [A Lucio Battisti]Gli dissi: "Non andare più in giro, finiranno per sputarti addosso, meglio stare a casa che essere contestato nei concerti".

Citazioni su Mogol[modifica]

  • I suoi sermoni mi sono sempre piaciuti, lui la pensa veramente così. Vive nel suo mondo. In studio decide tutto lui. Alle prove si metteva sulla sedia a dondolo e pensava... Nessuno osava disturbarlo. A volte si addormentava. (Asia Argento)

Collaborazioni[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Applausi e commozione, a Lagonegro l'ultimo omaggio a Mango, Repubblica.it, 10 dicembre 2014.
  2. a b Dal programma televisivo Rino vive! – Ma il cielo è sempre più blu di Antonio Carella, La storia siamo noi, Rai 3, 19 novembre 2007. Video disponibile su Youtube.com.
  3. Citato in Gino Castaldo, Con Lucio l' avventura non è finita, la Repubblica, 25 novembre 2004, p. 47
  4. Citato in Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, Il mio amico Lucio Battisti, retrocopertina.
  5. Dal programma televisivo Vite Straordinarie, Rete 4, 1 maggio 2010. Video disponibile su Youtube.com.

Voci correlate[modifica]

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