Francesco De Gregori

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Francesco De Gregori in concerto, 2006

Francesco De Gregori (1951 – vivente), cantautore italiano.

  • Berlusconi è stato fondamentalmente un uomo d'azienda. Nel suo campo e nel suo tempo una persona molto abile, non un vecchio padrone delle ferriere. Ha fatto politica solo per proteggere i suoi interessi, senza avere nessun senso dello Stato, nessun rispetto per le regole e, credo, con alle spalle una scarsa cultura generale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. È imputato di reati gravi e si è difeso dai processi più che nei processi. Che altro vuole sapere? Aveva ragione l'Economist : Berlusconi era inadatto a governare l'Italia. Mi chiedo però anche se l'Italia sia adatta a essere governata da qualcuno.[1]
  • Sono convinto che l'Italia abbia grandi chance per il futuro. E ogni volta che canto quella canzone [Viva l'Italia] sento che ogni parola di quel testo continua ad avere un peso. "L'Italia che resiste", ad esempio; e solo le anime semplici potevano pensare che c'entrasse qualcosa con lo slogan giustizialista "resistere resistere resistere". "L'Italia che si dispera e l'Italia che s'innamora". L'Italia che ogni tanto s'innamora delle persone sbagliate, da Mussolini a Berlusconi. Ma il mio amore per l'Italia, e per gli italiani, non è in discussione. Sono stato berlusconiano solo per trenta secondi in vita mia: quando ho visto i sorrisi di scherno di Merkel e Sarkozy.[1]
  • Era fisicamente diverso da noi, non aveva l'aplomb da universitari che avevamo noi, nonostante cercassimo di fare i freakettoni. C'era poi l'aspetto zingaresco di Rino, era una specie di scheggia impazzita, aveva un grandissimo talento, una fantasia smisurata. Ricordo il suo sguardo beffardo, provocatorio, ma anche la grande dolcezza. Le sue canzoni avevano l'aspetto formale del nonsense, ma avevano contenuto, facevano pensare. Rino sapeva cosa sono le canzoni e come si scrivono. Era un uomo del Sud e questo si percepiva, lo dico in senso positivo.[2]
  • Fabrizio era un uomo generoso e bellicoso, facile da amare e difficilissimo da andarci d'accordo. Uno dei ricordi più belli che conservo di lui è quando andammo all'Idroscalo di Milano sulle montagne russe del Luna Park, insieme a Dori: scendemmo felici e ubriachi con lo stomaco in bocca e andammo a finire la serata chissà dove. (da una nota nel disco Amore nel pomeriggio; citato in viadelcampo.com)
  • Le canzoni appartengono a tutti, anche a chi le ha scritte. (dall'intervista a l'Unità del 16 febbraio 2006)
  • Questo governo non piace a nessuno. Ma credo fosse l'unico possibile. Ringrazio Dio che non si sia fatto un governo con Grillo e magari un referendum per uscire dall'euro. Se poi molti nel Pd volevano governare con Grillo e io non sono d'accordo non è un dramma. Ora il Pd è di moda occuparlo, prendere la tessera per poi stracciarla. Non ne posso più di queste spiritosaggini.[3]
  • Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie. (citato in Amico Fragile. Fabrizio De André, a cura di Cesare G. Romana, Sperling & Kupfer, 1999, p. 99)
  • Da anni accumulo idee. E poi le scrivo su qualche foglietto. Spesso le perdo o le dimentico, quindi quelle che restano sono sicuramente le più significative.[4]
  • Nelle mie canzoni ci sono troppe parole e le regole della radio di oggi le parole le mettono al bando.[4]
  • Il verbo "credere" non dovrebbe appartenere alla politica. Non basta promettere bene e saper comunicare.[1]
  • Spesso fare il cantante non viene considerato un lavoro, i commenti che senti sono del tipo "sempre meglio che lavorare". A parte che non è così, e non vorrei più sentire di queste cose, ci si dimentica sempre che oltre ai cantanti c'è chi fa promozione, chi stampa i dischi, chi monta i palchi, chi si occupa delle luci... ci sono moltissime persone che lavorano in questo settore, ed è indispensabile rispettarle e tutelarle. Quando la musica va in crisi non patiscono solo i cantanti che vendono meno dischi, ma soffrono tutti quelli che lavorano intorno a loro.[5]
  • Le canzoni cambiano nella testa di chi le ha scritte, molto più velocemente che non nella testa di chi le ascolta.[6]

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

Alice non lo sa[modifica]

Etichetta: RCA, 1973.

  • Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole, mentre il mondo sta girando senza fretta. (da Alice)
  • E Cesare, perduto nella pioggia, sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina. (da Alice)
  • L'ombra di mio padre due volte la mia, lui camminava e io correvo. (da La Casa di Hilde)
  • Chissà la gente che ne sa dei suoi pensieri sul cuscino, che ne sa della sua luna in fondo al pozzo, che ne sa dei suoi segreti e del suo mondo. (da Il Ragazzo)
  • Ed il traffico sta crescendo, mentre il sole se ne va. Ed Irene sta sognando cose non sa. (da Irene)
  • Il mondo passa accanto a lei, e non la sfiora mai. (da Irene)
  • In fondo tu già sai che domani è un giorno lungo e che un altro verrà a dirti di amare i tuoi pensieri. (da Le strade di lei)

Francesco De Gregori[modifica]

Etichetta: RCA, 1974.

  • A volte potrai avermi con un fiore, a volte un fiore non ti basterà, a volte penserai di avermi chiuso in una stanza. Dammi le tue chiavi dolci, voglio farne una copia, voglio scrivere una lunga poesia per le tue braccia. (da Giorno di pioggia)
  • Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve, che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore. (da Niente da capire)
  • È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi, mi dicono che stai vincendo e ridono da matti, ma io non lo sapevo che era una partita, posso dartela vinta e tenermi la mia vita.. (da Niente da capire)
  • Però non mi confondere con nienete e con nessuno, e vedrai niente e nessuno ti confonderà | soltanto l'innocenza nei miei occhi, c'è né già meno di ieri, ma che male c'è | le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via | magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai. | Ma puoi chiamarmi ancora amore mio. (da Bene)
  • E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie | però stai attenta a tendermi la mano, perché il braccio non lo voglio più. (da Bene)

Rimmel[modifica]

Etichetta: RCA, 1975.

  • Chi mi ha fatto le carte, | mi ha chiamato vincente | ma uno zingaro è un trucco | e un futuro invadente, | fossi stato un po' più giovane, | l'avrei distrutto con la fantasia, | l'avrei stracciato con la fantasia. | Ora le tue labbra puoi spedirle | a un indirizzo nuovo, | e la mia faccia sovrapporla a quella | di chissà chi altro ancora. | I tuoi quattro assi | bada bene di un colore solo, | li puoi nascondere | o giocare come vuoi, | o farli rimanere buoni amici come noi. | Santa voglia di vivere | e dolce Venere di Rimmel. | Come quando fuori pioveva | e tu mi domandavi | se per caso avevo ancora quella foto | in cui tu sorridevi e non guardavi, | ed il vento passava | sul tuo collo di pelliccia | e sulla tua persona; | e quando io, senza capire, | ho detto sì. | Hai detto "È tutto quel che hai di me". | È tutto quel che ho di te. (da Rimmel, lato A, n.º 1)
  • Ti potresti innamorare di lui, forse sei già innamorata di lui, cosa importa se ha vent'anni e nelle pieghe della mano una linea che gira... e lui risponde serio "è mia": sottindende la vita. (da Pezzi di vetro, lato A, n.° 2)
  • Il signor Hood era un galantuomo, | sempre ispirato dal sole, | con due pistole caricate a salve | e un canestro di parole, | con due pistole caricate a salve | e un canestro pieno di parole. (da Il signor Hood[7], lato A, n.° 3)
  • E non hai capito ancora come mai, gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai. (da Pezzi di vetro, lato A, n.° 2)
  • Buonanotte, buonanotte amore mio, buonanotte tra il telefono e il cielo. (da Buonanotte fiorellino, lato A, n.º 5) [Ninna nanna]
  • Per sognarti devo averti vicino, e vicino non è ancora abbastanza. (da Buonanotte fiorellino, lato A, n.º 5)
  • Mio padre ha una storia comune, condivisa dalla sua generazione, la mascella al cortile parlava, troppi morti lo hanno smentito, tutta gente che aveva capito. (da Le storie di ieri, lato B, n.° 1)
  • I poeti che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa. (da Le storie di ieri, lato B, n.° 1)
  • Il quarto ha un padrone | non sa dove andare, comunque ci va |va dietro ai fratelli e si fida | Ogni tanto si ferma a annusare la vita. (Quattro Cani, n.º 6)

Bufalo Bill[modifica]

Etichetta: BMG Ricordi, 1976.

  • Fa' che gli sia dolce anche la pioggia nelle scarpe, anche la solitudine. (da Santa Lucia)
  • Il paese era molto giovane, i soldati a cavallo erano la sua difesa, il verde brillante della prateria dimostrava in maniera lampante l'esistenza di Dio, del Dio che progetta la frontiera e costruisce la ferrovia. (da Bufalo Bill)
  • Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, tra la vita e la morte avrei scelto l'America. (da Bufalo Bill)
  • Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più. (da Bufalo Bill)

Viva l'Italia[modifica]

Etichetta: –, 1979.

  • Viva l'Italia, l'Italia che resiste. (da Viva l'Italia)
  • Viva l'Italia, l'Italia che lavora, l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, l'Italia metà dovere e metà fortuna, viva l'Italia, l'Italia sulla luna. (da Viva l'Italia)

Titanic[modifica]

Etichetta: –, 1982.

  • E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai | di giocatori tristi che non hanno vinto mai | ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro | e adesso ridono dentro a un bar, | e sono innamorati da dieci anni | con una donna che non hanno amato mai. | Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai. (da La leva calcistica della classe '68)
  • Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, | non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, | un giocatore lo vedi dal coraggio, | dall'altruismo e dalla fantasia. (da La leva calcistica della classe '68)
  • La prima classe costa mille lire, | la seconda cento, | la terza dolore e spavento. | E puzza di sudore dal boccaporto | e odore di mare morto. | Sior capitano mi stia a sentire | ho belle pronte le mille lire | in prima classe voglio viaggiare | su questo splendido mare. (da Titanic)
  • E con l'orchestra che ci accompagna, | con questi nuovi ritmi americani, | saluteremo la Gran Bretagna | col bicchiere nelle mani. | E con il ghiaccio dentro al bicchiere | faremo un brindisi tintinnante | a questo viaggio davvero mondiale | e a questa luna gigante. (da Titanic)
  • Il capitano dice al mozzo di bordo: "Signor mozzo, io non vedo niente: c'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente". (da I Muscoli del Capitano)
  • "Ma mamma io, per dirti il vero, l'italiano non so cosa sia, e pure se attraverso il mondo, non conosco la geografia!" (da L'abbigliamento di un fuochista)
  • E poi il capitano se vuole si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde.(da I Muscoli del Capitano)

La donna cannone[modifica]

Etichetta: –, 1983.

  • In faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà, dalle porte della notte il giorno si bloccherà. (da La donna cannone)
  • Butterò questo mio enorme cuore fra le stelle un giorno, giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò. (da La donna cannone)
  • E con le mani amore, per le mani ti prenderò | e senza dire parole nel mio cuore ti porterò | e non avrò paura se non sarò bella come dici tu | ma voleremo in cielo in carne ed ossa | non torneremo più... (da La donna cannone)
  • E senza fame e senza sete | e senza ali e senza rete | voleremo via... (da La donna cannone)
  • E quando usciamo inciampiamo nelle stelle... perché le stelle ormai quasi non le vediamo più... (da La ragazza e la miniera)

Miramare 19.4.89[modifica]

Etichetta: –, 1989

  • Legalizzare la mafia sarà la regola del duemila, sarà il carisma di Mastro Lindo a organizzare e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già. (da Bambini Venite Parvulos)

Canzoni d'amore[modifica]

Etichetta: –, 1992.

  • Bellamore, non mi lasciare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare. (da Bellamore)
  • E non ti convince per niente | il programma che stanno dando | ma che strano | nessuno lo può più cambiare con il telecomando. (da Sangue su sangue)
  • Stai dormendo, oppure fai finta anche tu? | Stai sognando, oppure stai pensando anche tu | che siamo chiusi in una scatola nera, stella? | Nessuno ci aprirà. (da Sangue su sangue)
  • Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria. (da Viaggi & Miraggi)
  • Tu da che parte stai? stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando? (da Chi ruba nei supermercati)
  • Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra | e la terra attraversata da gente di malaffare | e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare. (da Tutto più chiaro che qui)
  • Io da qui vedo uomini caduti per terra | e nessuno fermarsi a guardare | e gli innocenti confondersi e gli assassini ballare | e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare. (da Tutto più chiaro che qui)
  • Tu sei seduto nel buio, io lavoro nella luce | tu sei seduto in silenzio, io vivo con la mia voce. (da Vecchi amici)
  • Povero me povero me povero me | mi guardo intorno e sono tutti migliori di me | povero me povero me povero me | Guarda che pioggia di acqua e di foglie | che povero giorno che è. (da Povero me)
  • Babbo c'è un assassino non lo fare bussare | Babbo c'è un indovino non lo fare parlare | Babbo c'è un imbianchino vestito di nuovo | c'è la pelle di un vecchio serpente | appena uscita da un uovo | e c'è un forte rumore di niente. (da Rumore di niente)

Prendere e lasciare[modifica]

Etichetta: –, 1996.

  • E quello che non so lo so cantare. (da Battere e levare)
  • E chissà se si può capire che milioni di rose non profumano mica, se non sono i tuoi fiori a fiorire, se i tuoi occhi non mi fanno più dormire. (da Un guanto)
  • Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai. Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai. (da Compagni di viaggio)

Amore nel pomeriggio[modifica]

Etichetta: –, 2001.

  • Pioggia e sole abbaiano e mordono, | ma lasciano, | lasciano il tempo che trovano. | E il vero amore può | nascondersi, | confondersi, | ma non può perdersi mai. (da Sempre e per sempre)
  • Ho visto gente andare, | perdersi e tornare, | e perdersi ancora. | E tendere la mano a mani vuote. | E con le stesse scarpe camminare | per diverse strade | o con diverse scarpe | su una strada sola. (da Sempre e per sempre)
  • E sono entrato in un portone e dentro un grande ascensore e mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore ed in qualcuna delle mie risposte c'era il tuo nome. (da Caldo e scuro)
  • Ho imparato che l'amore insegna, ma non si fa imparare. (da Caldo e scuro)
  • Socrate grida domande per strada e il Beato Angelico dipinge muri di periferia. (da L'aggettivo mitico)
  • Non c'è nessun perdono, in tutta questa pietà. (da Natale di seconda mano)

Pezzi[modifica]

Etichetta: –, 2005

  • Quando tu indicavi il cielo, mentre io guardavo il dito. (da La testa nel secchio)
  • Ognuno è fabbro della sua sconfitta, ognuno merita il suo destino, chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino! (da Vai in Africa, Celestino!)
  • Dottoressa chiamata Aprile, che conosci l'inferno, portami via da questo inverno, portami via da qua. (da Gambadilegno a Parigi)
  • Se ho scommesso, se ho pagato | Se ho promesso ed ho tradito | Quante volte ho confessato, senza essermi pentito. (da La testa nel secchio)
  • ... E allora sognò Atene, sotto una nevicata ... (da Gambadilegno a Parigi)
  • Paese di terra terra di sale | e valle senza più lacrime. | Giardino d'Europa, stella e stivale, | papaveri e vipere e papere. | Dov'è finita la tua dolcezza famosa tanto tempo fa, è' chiusa a chiave dentro la tristezza dei buchi neri delle tue città. | E chissà se davvero esisteva una volta o se era una favola o se tornerà | E però se potessi rinascere ancora, preferirei non rinascere qua. (da Tempo Reale)
  • Poi d'improvviso tutti gli anni per terra, come i capelli dal barbiere; come la vita che non risponde, il tempo fa il suo dovere. (da Parole a memoria)
  • Paese di terra terra di fumo, paese di figli di donne di strada. | E dove se rubi non muore nessuno, e dove il crimine paga. | C'è un segno di gesso per terra e la gente che sta a guardare | Qualcuno che accusa qualcuno, però lo ha visto solamente passare. | E nessuno ricorda la faccia del boia, è un ricordo spiacevole. | E resta soltanto quel segno di gesso per terra però non c'è nessun colpevole. (da Tempo Reale)

Calypsos[modifica]

Etichetta: –, 2006.

  • Si gioca per vincere e chi vince è perduto.(da Cardiologia)
  • Ma guarda la gente che salti mortali che fa e quanti nani sui trampoli. (da La linea della vita)
  • La vita... Questa scatola vuota, quest'anima nuda, questa retta finita, quest'acqua che corre veloce in salita, quest'anima forte e ferita... (da La linea della vita)
  • Per salvarti la vita non ci stare a pensare, chiuditi bene la porta alle spalle e butta la chiave, guarda dritto negli occhi l'amore che stai per lasciare e abbandona la scena, abbandona la nave. (da Mayday)
  • E guarda l'amore che non ha commenti da fare, l'amore comunque che non ha paura del mare da attraversare. (da L'amore comunque)

Per brevità chiamato artista[modifica]

Etichetta: –, 2008

  • Doppio come l'innocenza, se fosse Abele sarebbe Caino, antidoto senza veleno e alibi senza assassino. Perdonami se sto lontano, e cercami vicino. (da Per brevità chiamato artista)
  • La vita è come un gioco da vivere perdutamente, a volte vinci il primo premio e poi ti accorgi che non serve a niente. (da Finestre rotte)
  • C'è gente senza cuore in giro per la città, | bruciano persone e cose solo per vedere che effetto fa. (da Finestre rotte)
  • Ci sono posti dove sono stato, mi ci volevano inchiodare ai loro anni ciechi e sordi, ai loro amori raccontati male, a una canzone di quattro accordi, ad una stupida cantilena. (da Celebrazione)

Sulla Strada[modifica]

Etichetta: Edel music, 2012

  • Che posso farci se mi fai sognare, | chissà se sogni anche tu... (da Showtime)
  • Oggi è un giorno perfetto per volare | per staccare l'ombra da questo cortile. (da Ragazza del '95)
  • Come sono contento; fuori si sente il mare, anche se é tutto scuro e non si può vedere... (da Falso Movimento)
  • Guarda che non sto scherzando. | Guarda come sta piovendo. | Guarda che ti stai bagnando, | guarda che ti stai sbagliando. | Guarda che non sono io. (da Guarda che non sono io)
  • Abbiamo preso la campagna, | abbiamo perso la città, | abbiamo preso l'innocenza | ma abbiam perso la pietà. | Per essere partiti chi ci ringrazierà, | per essere tornati chi ci saluterà, | per essere partiti chi ci ricorderà, | per esserci salvati chi ci perdonerà. (da La Guerra)
  • Oggi è un giorno perfetto per volare, | oggi credo che il futuro sia un dovere, | il Ministero della Speranza ha detto che si può sperare. | Oggi è un giorno perfetto per volare, | oggi è un giorno che c'è tutto da capire. (da Ragazza del '95)
  • Se credi di conoscermi, non è un problema mio. (da Guarda che non sono io)
  • Tu mi guardi negli occhi, | io non so dove guardarti. | Stasera sono un libro aperto, | puoi leggermi fino a a tardi... (da Falso Movimento)
  • Sono solo un operaio | lungo la massicciata | il mio pane sa di polvere | la mia acqua è salata | io lavoro per la ruggine | e respiro il carbone | costruisco per niente | e non ne vedo la fine. (da Passo d'uomo)
  • Van le troie illuminando, | il cammino sgangherato | del sergente innamorato | che di notte se ne va... (da Belle Époque)
  • E ripensa il soldatino | al suo rancio disgraziato, | all'odore della notte | e del sangue che ha versato. | Quella volta che la morte | gli è passata proprio accanto, | l'ha guardato di traverso | e se ne andata zoppicando. (da La Guerra)
  • Vallo a spiegare... L'amore non si spiega, muove le mani in fretta, rovescia il sale e non fa una piega... (da Falso Movimento)

Citazioni su Francesco De Gregori[modifica]

  • E spararono al cantautore | in una notte di gioventù, | gli spararono per amore, | per non farlo cantare più. | Gli spararono perché era bello | ricordarselo com'era prima | alternativo, autoridotto | fuori dall'ottica del sistema. (Roberto Vecchioni)
  • Francesco forse non se lo aspettava | vedeva intorno a sé solo ragazzi come lui | gli dicono "Compagno sei in errore | la tua avventura adesso si conclude | noi invece andiamo avanti e non ci fermeremo mai." (Edoardo Bennato)
  • Giovane e bello, divo e poeta[8], | con un principio d'intossicazione aziendale, | fatturato lordo e la classifica che sale, | il resto lo trova naïf. (Rino Gaetano)
  • Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra | e un pianoforte sulla spalla. (Antonello Venditti)

Note[modifica]

  1. a b c Dall'intervista di Aldo Cazzullo De Gregori: non voto più. La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav, Corriere.it, Milano, 31 luglio 2013.
  2. Dalla rassegna Una casa per Rino del 2002; citato in Rino Gaetano, cinque giorni da ricordare, Kataweb musica, 9 settembre 2002.
  3. Citato in Aldo Cazzullo, De Gregori: non voto più. La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav, Corriere della Sera, Milano, 31 luglio 2013.
  4. a b Dall'intervista di Andrea Scarpa per Vanity Fair, N.° 22, 2008.
  5. Dall'intervista di Ernesto Assante a Medimex 2013; citato in Francesco De Gregori: "La musica è un lavoro e il suo mondo va tutelato", 8 dicembre 2013.
  6. Citato in Paolo Bassotti, Fare e disfare – Pubs And Clubs, il nuovo live di Francesco De Gregori, Gibson.com, 20 aprile 2012.
  7. Canzone dedicata a Marco Pannella.
  8. Rino in questi versi tratti dalla canzone La zappa... il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga..., si riferisce a quando De Gregori fu duramente contestato al Palalido di Milano nel 1976 da alcuni ragazzi appartenenti a collettivi politici studenteschi per aver frequentato alberghi lussuosi e soprattutto per aver strumentalizzato i temi cari alla "sinistra" per arricchirsi.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]