Mosca (zoologia)

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Una mosca

Citazioni sulla mosca.

Citazioni[modifica]

  • A un certo punto trovammo un villaggio senza mosche. La dottoressa svizzera mi indicò le coperture delle capanne, che erano di plastica, ricavate dai teloni blu e gialli degli aiuti umanitari.
    "Vede che se si impegnano riescono a tenersi puliti? Niente mosche qui", commentò.
    "Mi stia a sentire", risposi, "niente mosche significa niente merda; niente merda vuol dire che le vacche sono morte; niente vacche, niente latte. Niente latte, tutti morti. Io preferisco la merda e le mosche, signora." (Alberto Salza)
  • Anche l'uomo più paziente | lo facciam venir furente | la persona più beata | sotto noi è disgraziata || Siam le mosche silenziose | siam le bestie più noiose | non per caso sopra il naso | noi sappiamo passeggiar. (Trio Lescano)
  • Ci vuole solo un secondo per schiacciare una mosca, ma miliardi d'anni per farla esistere. (Gilles Bœuf)
  • Le mosche vivono dove c'è sporcizia e, dovunque esse si posano, possono trasportare i germi delle più gravi malattie. Devi dunque considerare le mosche come nemiche pericolosissime per la salute dell'uomo. (Achille Sclavo)
  • Non l'ammazzare; apri la finestra et, collo ferraiolo, cacciale fuora. (Filippo Neri)
  • Ohimé, ohimé! Siamo sacche gonfie che camminano. Valiamo meno delle mosche. Quelle almeno un po' di forza ce l'hanno; noi non abbiamo più consistenza delle bolle. (Petronio Arbitro)
  • Per le mosche la vita è una cosa ridicola. È soltanto un'inutile attesa prima del pranzo. (Ascanio Celestini)
  • Se un americano trova una mosca nel bicchiere della birra, si mette a ridere e ordina un'altra birra. Uno spagnolo paga la birra e se ne va senza toccarla. Un francese e un italiano pagano e se ne vanno ma fanno un chiasso indiavolato. Un inglese butta via la birra e ne chiede un'altra. Un tedesco estrae diligentemente la mosca col mignolo e poi ingolla la birra. Un russo ingolla mosca e birra fin che ce n'è. Un cinese mette prima in salvo la mosca, la mangia e poi beve la birra. (Anonimo)
  • S'era nell'agosto; ed in Iscaricabarilopoli, città moscosissima, nessuno rimembrava di aver mai visto negli agosti precedenti tanta copia di mosche, tal quantità di mosconi, tanti stuoli di moscerini, tali turbe di mosconcini, tal novero di mosconacci, tal moltitudine di mosconcelli, tanta folla di moschette, tanta adunanza di moscini, tanto popolo di moschettone, tanta frequenza di moscherelli, tanto spesseggiar di moscherini, tanto concorso di moschini, tanto esercito di mosciolini e tanta folta di moscioni. Scaricabarilopoli era tutta un moscaio. I signori salariavano persone apposta per moscare con gli scacciamosche, le ventole, le roste, i ventagli, i paramosche: per ogni stanza si tenevan tre o quattro piattelli con carta moschicida, cinque o sei acchiappamosche prussiani; ed il suolo era bruno per gl'innumerevoli cadaveri moscherecci. Ma non pareva, che quello sterminio le diminuisse: e le moscaiuole e i guardavivande non bastavano a riparare i cibi e le provviste. La povera gente pappava mosche in ogni pietanza. Anzi, il dottissimo Dummkopf, professore a Gottinga, nella Filosofia e Storia comparata della culinaria e della gastronomia, volume quarto, capitolo sessagesimoquinto, pagina seicentonovantotto della settima edizione, annotata dall'egregio Zeitverlust, racconta, che, abituandovisi, le trovarono finalmente gustose; e che gli Scaricabarilesi son tuttora moschivori ed educano ed ingrassano apposta in certi loro moschili sciami, o gregge di insetti. Cosa, della quale non può dubitarsi, vedendola affermata da due tali rappresentanti della scienza tedesca! (Vittorio Imbriani)
  • Una mosca è più sporca d'inverno che d'estate. Sembra che sia rimasta nella nostra camera non per il caldo, ma solamente perché l'ha attratta il nostro odorino di marcio. (Jules Renard)
  • Una mosca effimera nasce alle nove d'una mattina di piena estate, per morire alle cinque di sera; come potrebbe comprendere la parola notte? Datele cinque ore di vita di più, vede e intende che cosa è la notte. (Stendhal)
  • Voi, nella vostra stolta malvagità, detestate la solerzia delle mosche, perché con il loro proposito di ricerca filosofica non vi permettono in nessun momento di restare oziosi? O pigri e lenti, che a stento anche con il pungolo la mosca riesce a spingere all'azione, imparate i buoni costumi dalla solerte mosca, maestra di virtù! (Leon Battista Alberti)

Isaac Bashevis Singer[modifica]

  • Mosche, api e farfalle entrarono dalla finestra aperta. Le mosche e le api andarono a posarsi su un po' di zucchero rovesciatosi. Una farfalla si librò sopra una fetta di pane. Non voleva mangiare, ma sembrava assaporare l'odore. Per Herman quelli non erano insetti parassiti da scacciare; vedeva, in ognuna delle minuscole creature, le manifestazioni dell'eterna volontà di vivere, esperienza, comprensione. Le mosche, protendendo i palmi verso il cibo, si stropicciavano le zampette posteriori.
  • Stranamente, nel locale era ancora viva una mosca solitaria, nel cuore dell'inverno. Si aggrappava al bordo della zuccheriera, completamente assorta in sé come lo sono gli esseri che hanno vissuto oltre il loro tempo e dovrebbero ormai essere morti.
  • «Tu stavi al balcone e catturavi le mosche.»
    «Non ricordarmelo», dissi.
    «Perché?»
    «Perché noi facciamo alle creature di Dio quello che i nazisti fanno a noi.»
    «Ma le mosche pizzicano.»
    «Devono pizzicare. È così che Dio le ha create.»
    «Perché Dio le ha create così?» chiese Shosha.
    «Shoshele, a questo non c'è risposta.»

Proverbi italiani[modifica]

  • Chi uccella a mosche, morde l'aria.
  • Le mosche corrono dietro ai cani magri.
  • Le mosche non devono far guerra all'aquila.
  • Non si possono pigliare tutte le mosche che volano.
  • Ogni mosca ha la sua ombra.

Toscani[modifica]

  • Ai cani e ai cavalli magri vanno addosso le mosche.
  • Anche la mosca ha la sua collera.
  • Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.
  • Coda corta non para mosche.
  • I mosconi rompon le tele de' ragni.
  • L'aquila non piglia mosche.
  • La mosca pungendo la tartaruga si rompe il becco.
  • La mosca tira i calci come può.
  • Le mosche si posano sopra alle carogne.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

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