Orietta Berti

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Orietta Berti

Orietta Berti nome d'arte di Orietta Galimberti (1943 – vivente), cantante italiana.

Citazioni di Orietta Berti[modifica]

  • Renato Zero è uno che sa fare il suo lavoro. Sfrutta il suo momento, e bene, con furbizia. Sa benissimo che oggi ha tutti ai suoi piedi e che domani può essere che tutti gli voltino le spalle. Lui sfrutta il momento, ogni occasione, ogni uscita televisiva… Ci sono personaggi più bravi di lui che magari hanno meno successo, proprio perché non hanno tutto organizzato all'americana come lui. Certo, non sono una sua ammiratrice, non lo sono di nessuno, a parte Mina, che per me è la più brava, sempre, ma apprezzo il modo che usa per farsi valere, per conquistare tutti, grandi e bambini. Del resto è perfetto per i tempi in cui viviamo: oggi i giovani non sanno chi sono. non sanno che personalità hanno, a momenti non sanno che sesso hanno. E lui gioca coi dubbi del suo pubblico.[1]

L'incontro senza freni con Orietta Berti: "La mia verità su Sanremo"

Intervista di Roberta Damiata, Ilgiornale.it, 12 marzo 2021.

  • [Sul Festival di Sanremo 2021] Io sono una grande lavoratrice e per questo stare ferma da un anno senza fare concerti [per la pandemia di COVID-19] è stata dura. Sanremo mi ha regalato la gioia di poter cantare con una grande orchestra e questa cosa mi ha rincuorato. [«È stato questo il motivo che l'ha spinta a partecipare alla gara e a mettersi in gioco, quando vista la sua carriera poteva essere un super ospite?»] Sì. Inoltre mi piaceva l'idea di partecipare insieme a tanti ragazzi giovani, che potevano essere i miei figli o i miei nipoti. Questa è stata un'esperienza bella, unica, che però spero non si ripeterà più in questo modo. Perché vivere un Sanremo così isolati, facendo le interviste online o arrivare al teatro da sola è stato per me un po' desolante. Non c'era la gente, non c'era neanche un fiore, non sembrava neanche Sanremo. Solo dietro il palco l'atmosfera era la stessa. La stessa confusione di venti anni fa, con gente che inciampa sui cavi, che entrava nel modo sbagliato e l'assistente di studio sempre arrabbiato. Quando entravi sul palco però, vedevi questa immensa orchestra e le poltrone che con le ombre sembravano occupate. Per fortuna non vedevamo la desolazione dei posti vuoti.
  • Durante i concerti sono tanti i ragazzi che mi fermano dicendomi di aver conosciuto e amato le mie canzoni tramite i genitori. Di me hanno molto rispetto. Penso sia dovuto all'aver fatto tanti programmi, da Canzonissima ad un Disco per l'estate. All’epoca queste trasmissioni duravano molto. Canzonissima ad esempio cominciava il 6 di settembre e finiva il 6 di gennaio. Per questo sono entrata nelle famiglie. Ho ho sempre fatto uscire in estate canzoni ironiche e in inverno la canzone d'amore classiche. Tutto questo mi ha fatto conoscere per quello che sono, anche per le gaffe che faccio. [...] Ho sempre raccontato tutto di quello che mi succedeva. Ho fatto per cinque anni i Quelli che il Calcio come opinionista in giro per il mondo, quando di calcio non me ne intendo per niente. Alla fine raccontavo gli aneddoti che mi succedevano in famiglia. Ho lavorato con Maurizio Costanzo a Buona Domenica, e la gente ha potuto capire di me tante cose come cantante ma anche come donna di casa o amica.
  • [Sugli inizi] All'epoca se non avevi una persona che ti rappresentava non andavi da nessuna parte. Non è come adesso che con i mezzi di comunicazione si presenta un brano e in poco tempo lo conoscono migliaia di persone. All'epoca per andare a fare un provino in una casa discografica doveva esserci una persona conosciuta che ti presentava, altrimenti non ti aprivano neanche la porta. Ho avuto la fortuna di avere Giorgio Calabrese che allora era un grande autore, sia televisivo che di canzoni. Ha scritto tutte le canzoni di Bindi, tantissime sigle per Mina e per Ornella Vanoni. Era in giuria in un concorso di voci nuovi e mi ha subito preso a ben volere facendomi andare a Milano a fare dei provini. Però non aveva solo me. C'erano anche Fabrizio De André, Memo Remigi e altri autori diventati famosi nel tempo, come Zambrini che ha scritto tutte le canzoni di Morandi. Noi andavamo con lui, però poi era la casa discografica che sceglieva. Sono stata fortunata perché sono capitata in una multinazionale. Erano tutti stranieri che amavano il bel canto italiano e quindi mi hanno fatto lavorare, perché per loro ero una vera cantante italiana, ed era questo che cercavano.

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

Fin che la barca va (il grillo e la formica)/L'ultimo di dicembre[modifica]

Etichetta: Polydor, 1970.

  • Fin che la barca va, lasciala andare | fin che la barca va, tu non remare | fin che la barca va, stai a guardare | quando l'amore viene il campanello suonerà. (da Fin che la barca va[2])

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Cristina Maza, Perché vi piace Renato Zero?, 1979, p. 21
  2. Testo di Flavia Arrigoni e Lorenzo Pilat.

Filmografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]