Renato Schifani

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Renato Schifani nel 2008

Renato Giuseppe Schifani (1950 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Renato Schifani[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Maria Falcone e Rita Borsellino] hanno offeso la memoria dei loro eroici fratelli. Le due signore, entrambi militanti a sinistra con una disinvoltura che preferisco non commentare, hanno strumentalizzato due eroi civili che, per fortuna di tutti, sono patrimonio della collettività (citato in Corriere della sera, 5 settembre 2003)
  • La decisione della Cassazione rende finalmente giustizia all'onorevole Previti. Dispiace solo che siano passati più di dieci anni. Siamo felici per l'amico Cesare Previti e ci auguriamo che questa vicenda serva a fare chiarezza sul modo di operare di chi per fini meramente politici ha negato in questi anni l'evidenza dei fatti e del diritto. (da Sme, la Cassazione annulla le sentenze "La prescrizione è ormai certa", la Repubblica, 30 novembre 2006)
  • [La magistratura] mi piace di più quando si occupa del contrasto diretto e senza quartiere alla mafia per distruggerne l'organizzazione territoriale sradicandone le sue radici velenose e profonde. Mi piace meno invece quando alcuni singoli magistrati, seguendo percorsi contorti e nebulosi ed avvalendosi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che parlano per sentito dire, tendono a riproporre teoremi politici attraverso l'evocazione di fantasmi di un passato lontano che avrebbe visto congiure contro il regolare assetto delle istituzioni. (da Schifani: No ai «teroemi politici» sulle stragi di mafia, l'Unità, 11 settembre 2009)
  • Siamo all'ultimo giro di boa di una riforma fiscale. Il cittadino sa benissimo che una volta varata non ci sarà più spazio per la clemenza. (estate 2003; citato da Sergio Rizzo, Corriere della Sera, 4 ottobre 2009)
  • Craxi era un uomo che sapeva decidere" e "con il suo governo, eccezionale già per la sua durata, dal 1983 al 1987, seppe restituire centralità e autorevolezza a Palazzo Chigi. (da Corriere della sera, 19 gennaio 2010)
  • Gli anni trascorsi ci consentono un giudizio storico più sereno e obiettivo. A ciascuno di noi il compito di riflettere su Craxi e su una stagione drammatica. Per lui non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano dell'intero sistema politico dell'epoca. Fu una vittima sacrificale. (da Corriere della sera, 19 gennaio 2010)
  • [Sulla Cosa nostra] La stiamo sconfiggendo tutti ma principalmente i siciliani. Sono cambiate le coscienze e gli stati d'animo. Prima c'era paura e omertà, si negavano perfino i fatti evidenti, si ignoravano proprio i fatti. Certo, abbiamo dovuto pagare un prezzo enorme con la morte di persone come i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Ma tutto ciò ha cambiato la coscienza dei siciliani.[1]
  • Non c'è niente di peggio delle banalizzazioni e delle generalizzazioni, quelle in cui, purtroppo, è caduto Roberto Vecchioni. Da un cantautore tanto apprezzato ci saremmo attesi valutazioni più profonde e meno stereotipate, in ragione anche del luogo in cui ha tenuto il suo intervento.[2]

Citazioni su Renato Schifani[modifica]

  • Ho messo a fuoco i miei ricordi su Schifani e ne ho parlato ai magistrati perché già prima dell'attentato all'Olimpico sapevo che c'era una trattativa Stato-mafia. Quando ho visto Schifani in televisione e con incarichi politici, mi è venuto in mente che frequentava spesso il capannone di Brancaccio a Palermo dove Filippo Graviano si fermava a fare incontri. Ed ho ipotizzato che Schifani poteva essere l'anello di congiunzione per la trattativa. (Gaspare Spatuzza)

Marco Travaglio[modifica]

  • Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato Renato Schifani, vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone ("fanno uso politico del loro cognome", sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati "disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana": è proprio lui. Non è omonimo dell'autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l'impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui.
  • È chiaro che se il clima politico, induce diciamo a un rapporto di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza, Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi... Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, e io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il giornalista. Io devo raccontarlo, l'ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez, e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato, e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia; invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice: vabbè, alla sinistra fa comodo lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di certe cose, non ne parla più nessuno: è un dramma.
  • È molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana, e uno si rende conto – perché ci passa di mente quando vediamo certe facce – che una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni... Che ne so, possiamo fare una lunga lista – Fanfani – cioè, uno vede tutta la trafila, poi arriva e vede Schifani. C'è un elemento di originalità: la seconda carica dello stato, Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo. In questa parabola a precipizio – cioè – dopo c'è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita credibile. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato.

Note[modifica]

  1. Citato in Schifani agli studenti: stiamo sconfiggendo la mafia, Newnotizie.it, 13 marzo 2010.
  2. Citato in "Sicilia, isola di m...", Vecchioni: era una provocazione d'amore, Giornale di Sicilia.it, 5 dicembre 2015.

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