Amintore Fanfani

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Amintore Fanfani

Amintore Fanfani (1908 – 1999), uomo politico e storico dell'economia italiano.

Citazioni di Amintore Fanfani[modifica]

  • Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l'aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva![1]
  • Approvando la Sua designazione non ho fatto che seguire la mia convinzione, maturata in una ormai lunga osservazione delle Sue qualità e del Suo lavoro. Ora Le auguro di ricordare ogni giorno quale alta cattedra Ella dirige e quanto numerosi e vari siano gli spiriti che da essa attendono informazioni vere, orientamenti costruttivi, svaghi sereni, per divenire uomini e cittadini migliori. Questo ricordo quotidiano La renda solerte ed attento, con zelo scrupoloso ed intelligenza aperta. Io ho assolto il mio dovere di assicurare alla Rai Tv un direttore probo e capace. Assolva ora Ella il Suo di dimostrare che il Governo ha ben servito l'interesse pubblico.[2]

In Roberto Gervaso, La mosca al naso[modifica]

  • Un partito, anche se imprudentemente si chiama cattolico, non dev'essere sottoposto alla Chiesa. Nell'interesse reciproco.
  • Non dimentico i fatti che m'hanno ostacolato e offeso, ma non serbo rancore verso chi li ha compiuti. Né cerco rivalse.
  • Sono uno strumento pedagogico efficace e suggestivo.
  • Ho spesso anticipato di tre-quattr'anni i miei contemporanei, e a questo sono forse dovute alcune mie sconfitte politiche.
  • In politica le bugie non servono.
  • Nessuno è mai morto per aver mangiato insalata, mentre la politica ha mietuto fior di vittime.
  • [A proposito di Alcide De Gasperi] Fu uno dei pochissimi uomini da cui non udii mai un giudizio irrispettoso verso chicchessia.

Citazioni su Amintore Fanfani[modifica]

  • Andreotti, Fanfani, Rumor, e almeno una dozzina di altri potenti democristiani, dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati. E quivi accusati di una quantità sterminata di reati: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con gli industriali, con i banchieri, collaborazione con la Cia, uso illegale di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di colpirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani, responsabilità dell'esplosione "selvaggia" della cultura di massa e dei mass-media, corresponsabilità della stupidità delittuosa della televisione.
    Senza un simile processo penale, è inutile sperare che ci sia qualcosa da fare per il nostro paese. È chiaro infatti che la rispettabilità di alcuni democristiani (Moro, Zaccagnini) o la moralità dei comunisti non servono a nulla. (Pier Paolo Pasolini)
  • Brevi nanu
Dal latino: Brevi manu
Alla mano (per vie brevi, non formali) (Marcello Marchesi)
  • Dario Fo, poeta di corte dell'ultrasinistra, flagella nella sua ultima fatica teatrale il senatore Amintore Fanfani, responsabile di ogni nequizia passata, presente e futura. I sarcasmi più grevi hanno però come bersaglio il metraggio del notabile democristiano che, come tutti sanno, non è quello di un granatiere. Toulouse-Lautrec, che per gli stessi motivi dovette per tutta la vita subire analoghe canzonature, disse una volta, giocando sulla lunghezza del suo doppio casato: «Ho la statura del mio nome». Non sappiamo se questo discorso si possa applicare a Fanfani. Certo, si applica a Fo. (Indro Montanelli)
  • Si sa come sono i democristiani. Non dicono mai ciò che pensano. Fanfani è un'eccezione. Dice sempre quello che pensa e quel che vuole. Peccato che voglia tutto. Il troppo non gli basta. (Roberto Gervaso)

Note[modifica]

  1. In merito al referendum sul divorzio, il 26 aprile 1974 a Caltanissetta; citato in Giampaolo Pansa, La caduta di Fanfani, la Repubblica, 8 maggio 2004.
  2. Dalla lettera al neoletto direttore generale della Rai, Ettore Bernabei; riportata in Caro Giorgio... Caro Amintore..., a cura di Selmi Nerozzi, Polistampa, 2003; citato in ToscanaOggi.it, 19 marzo 2003.

Bibliografia[modifica]

  • Roberto Gervaso, La mosca al naso, Rizzoli Editore, 1980.

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