Alcide De Gasperi

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Alcide de Gasperi

Alcide De Gasperi (1881 – 1954), uomo politico e statista italiano.

Citazioni di Alcide De Gasperi[modifica]

  • Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione.[1]
  • [Riferendosi al Governo De Gasperi II] Noi siamo tutti impegnati a servire il nostro Paese secondo le indicazioni della volontà popolare.[2]
  • [Riferendosi al Governo De Gasperi II] Tutti siamo d'accordo nella meta: dare al popolo il mezzo di campare, salvare la moneta, contenere i prezzi, combattere la speculazione, introdurre nell'organismo dello Stato più attivismo, più disciplina e nei rapporti tra i partiti più lealtà e più ampiezza.[2]
  • Politica vuol dire realizzare.[3]
  • Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me.[4]
  • Segni non ha abbastanza salute per assumere responsabilità di governo, ma ne ha troppa per rinunciarvi.[5]
  • Vi è in Italia un quarto Partito, che può non avere molti elettori, ma che è capace di paralizzare e di rendere vano ogni nostro sforzo, organizzando il sabotaggio del prestito e la fuga dei capitali, l'aumento dei prezzi o le campagne scandalistiche. L'esperienza mi ha convinto che non si governa oggi l'Italia senza attrarre nella nuova formazione di Governo, in una forma o nell'altra, i rappresentanti di questo quarto Partito, del partito di coloro che dispongono del denaro e della forza economica.[6]

Da Intervista con De Gasperi

Intervista de Il Messaggero, riportato in Stampa Sera, 8 luglio 1952.

  • Lo Stato forte non può essere che quello ove si rispetti o si fa rispettare la legge, cioè la Costituzione e le altre leggi che sono in vigore e servono per applicarla.
  • Bisogna essere più che mai concreti e precisi quando si parla di atti di fermezza e di misure punitive, ed essere soprattutto più fattivi, più tempestivi, quando si tratta di prevenire.
  • Aiutino i costituzionalisti a creare le leggi che nello spirito della Costituzione valgano a difenderla, e ad applicarla in libertà, ma anche con autorità.
  • La vita sindacale è tutta penetrata e fatta oggetto di conquista politica, rivoluzionaria, antidemocratica. Non è possibile che lo Stato si disinteressi dell'organizzazione sindacale: è una diserzione della democrazia.
  • La libertà di critica deve essere piena, il controllo che esercita la stampa libera è un correttivo necessario della democrazia e la stampa è il naturale veicolo, il filtro delle idee.
  • Nella democrazia il parlamento è un polmone, e l'altro polmone è la stampa.

Attribuite[modifica]

  • Solo se uniti saremo forti.
Il motto "uniti saremo forti" compare in documenti antecedenti alla nascita di De Gasperi; la citazione è rintracciabile comunque in Atti e documenti della Democrazia cristiana.
  • Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
[Citazione errata] La frase è spesso attribuita ad Alcide De Gasperi[7], ma molto probabilmente egli la riprese da James Freeman Clarke, predicatore e politico statunitense: «A politician [...] thinks of the next election; a statesman of the next generation. A politician looks for the success of his party; a statesman for that of the country».[8]
  • Le divise sono sempre pericolose, specialmente quando le si fa indossare a dei bambini, perché vuol dire che li si sta preparando ad una guerra.
Tratto dalla fiction RAI De Gasperi, l'uomo della speranza (2004)

Citazioni su Alcide De Gasperi[modifica]

  • Aveva una certa immagine dei meridionali: intelligenti, vivaci, esuberanti, clamorosi; credo gli facesse impressione il mio contegno piuttosto riservato, qualcuno dice anche timido, od orgoglioso. (Emilio Colombo)
  • De Gasperi cercò sempre il confronto e il dialogo con tutti, dimostrando di non aver paura di affrontare i cambiamenti. Questo è stato il suo grande insegnamento che è valido ancora oggi. (Romano Prodi)
  • Di De Gasperi non è neppure il caso di parlare. È tutto nella storia. (Giulio Andreotti)
  • [Sugli uomini politici che resteranno nella storia della Democrazia cristiana] Dossetti, De Gasperi, ma potrei aggiungere anche Piccioni, La Pira, Moro. Gente di quel livello, di quel carattere, di quella storia, nel partito non l'ho più vista. (Amintore Fanfani)
  • Fu uno dei pochissimi uomini da cui non udii mai un giudizio irrispettoso verso chicchessia. (Amintore Fanfani)
  • Gli italiani sono consapevoli dell'impegno e della straordinaria dedizione che De Gasperi offrì, in anni difficili, alla nascita delle istituzioni della Repubblica, al consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista, al recupero del prestigio e della dignità della Nazione nella comunità internazionale (Giorgio Napolitano)
  • Il Paese dovrà affrontare grandi sacrifici e i grandi sacrifici si accettano quando si è guidati, nel doverli compiere, da un'alta dignità morale. È quella forza che De Gasperi ebbe nel trarre l'Italia dalla sconfitta per la ricostruzione democratica. (Carlo Donat-Cattin)
  • Il segreto dell'oratoria politica di De Gasperi era nella sua immediatezza umana. Lo stile scarno, forse asintattico come lo rimproverava il toscano Gronchi, ma rude e che bene esprimeva la fortezza trentina, una soffusa tonalità di sentimento propria dei caratteri solitari che conoscono la limpidezza della vetta; i suoi discorsi conquistavano la piazza, la facevano sensibile alla sua serrata argomentazione politica come alla sua intensa palpitazione morale. (Bruno Gatta, De Gasperi politico, De Gasperi con la folla, De Gasperi con se stesso, Edizioni Scientifiche Italiane, 1983, p. 101)
Alcide De Gasperi
  • Il vecchio non è conversatore. Appena la compagnia scivola dalla politica ad altri temi, ne approfitta per distendersi; e negli occhi gli passa un'ombra di beato riposo. (Arrigo Benedetti)
  • La fine di De Gasperi è la fine di un'epoca: con lui finisce un'epoca e ne comincia un'altra non certamente migliore. [...] C'è una bella pagina della figlia di De Gasperi, Maria Romana, che ha scritto un bel libro sul padre. Un libro tutto vero in cui racconta anche i funerali su in Val Sugana: c'era naturalmente tutta la nomenclatura democristiana che accompagnava la bara. Oramai De Gasperi era morto, si poteva anche fingere il compianto, e a un certo momento un passante che era lì – uno che guardava, che non aveva niente a che fare con la politica, con la Democrazia Cristiana eccetera eccetera – si avvicinò al feretro e scansando questi turiferari della DC disse: «No, non è vostro! De Gasperi è nostro! Era un italiano!». E aveva ragione. De Gasperi era nostro, non un democristiano. (Indro Montanelli)
  • Penso che De Gasperi abbia molto sofferto per i tentativi di scavalcamento e di accantonamento messi in atto da alcuni dello stesso partito, che l'avrebbero rivisto volentieri in biblioteca e in archivio, luoghi peraltro a lui cari. (Fiorenzo Angelini)
  • Provo grande pena (sorella del disprezzo) quando un uomo politico democristiano [...] tenta di fare come Anteo che recuperava le forze cadendo sulla terra, e cioè si rifà alla tradizione ideologica (?) democristiana, rispolverando con venerazione De Gasperi. Ma De Gasperi politicamente non era nessuno. (Pier Paolo Pasolini)
  • Sarcastico e burocratico, aiuta Sturzo con mediocre abilità. Asciutto e occhialuto, è privo d'intuito e agilità. (Carlo Levi)
  • Se ci fosse un Croce, un De Gasperi o un Salvemini me ne andrei anche, ma non li vedo, e non vedo neanche un Van Basten in panchina. (Silvio Berlusconi)
  • Si deve dire [...] che De Gasperi, sostenendo Mattei nella costituzione dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) e nel riservare l'esclusiva delle ricerche nella val Padana al nuovo ente, dimostrò notevole decisione, con una impennata della sua politica nei confronti degli Stati Uniti su una questione tutt'altro che marginale per gli interessi economici e politici americani e per quelli italiani. (Nico Perrone)

Note[modifica]

  1. Da Lettere dalla prigione, 6 agosto 1927.
  2. a b Citato in Un appello da Parigi De Gasperi al Governo, La Stampa, 6 settembre 1946.
  3. Da un discorso a Milano, 23 aprile 1949; in Discorsi politici, Edizioni Cinque Lune, 1956.
  4. Da Per una pace nella fraterna collaborazione dei popoli liberi, intervento all'Assemblea Generale della Conferenza della pace, Parigi, 10 agosto 1946; in Il ritorno alla pace, a cura di Enzo Scotta Lavina, Edizioni Cinque Lune, 1977.
  5. Citato in Roberto Gervaso, Ve li racconto io, Mondadori, Milano, 2006, Segni Antonio. ISBN 88-04-54931-9
  6. Da una dichiarazione a un consiglio dei ministri dell'aprile 1947; citato in E. Sereni, Il Mezzogiorno all'opposizione, Torino, 1948, p. 21.
  7. Cfr. Monti cita De Gasperi: «Uno statista guarda alle prossime generazioni», Il Messaggero.it, 22 luglio 2012.
  8. Da Wanted, a Statesman! in Old and New, a cura di Edward Everett Hale, Lee & Shepard, vol. II, dicembre 1876, n.° 6, p. 644.

Bibliografia[modifica]

  • Alcide De Gasperi, Lettere dalla prigione, a cura di M. R. De Gasperi, Marietti, 2003.
  • Roberto Gervaso, La mosca al naso, Rizzoli, 1980.

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