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Rugby

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Incontro di rugby

Citazioni sul rugby.

  • Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il rugby e l'association, due modi di giocare al calcio, questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone. (Alfredo Panzini)
  • È una disciplina umile, che accorcia l'agonismo e le provocazioni fra gli avversari, tanto è vero che si parla del famoso "terzo tempo"... Il rugby è una filosofia di vita in cui il rispetto è alla base di tutto. (Marcello Cuttitta)
  • È un sport che ha tanto da insegnare, prima di tutto il rispetto dei compagni e degli avversari. Inoltre penso che il rugby sia uno sport dove non puoi barare, perché i primi ad accorgersene sono i tuoi compagni, le persone che lottano in campo insieme a te, e deluderli è la peggior cosa che tu possa fare come giocatore. Ma l'insegnamento più grande, a mio parere, è che il lavoro e i sacrifici pagano; non importa quando, ma alla fine sarai sempre ricompensato. (Pietro Ceccarelli)
  • Giocare a rugby mi ha reso più agile e mi ha insegnato a schivare i colpi. (Ryan Giggs)
  • Gli inglesi giocano a rugby perché lo hanno inventato; gli irlandesi ci giocano perché odiano gli inglesi e adorano le risse; gli scozzesi perché sono i nemici storici degli inglesi mentre i gallesi hanno un vantaggio su tutti gli altri: ognuno di loro è nato su un campo da rugby o vi è stato concepito. (Peter Robbins)
  • Il rugby è aggressività, guerra, ma dopo è la pace più bella del mondo. (Marco Bollesan)
  • Il rugby è come l'amore. Devi dare prima di prendere. Quando hai la palla è come fare l'amore. Devi pensare al piacere dell'altro prima che al tuo. (Serge Blanco)
  • Il rugby è uno gioco per gentiluomini di tutte le classi esclusi i cattivi sportivi di qualsiasi classe. (motto del Barbarian Football Club)
  • Il rugby è un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma è fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all'indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all'indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all'indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare. (Alessandro Baricco)
  • Il rugby è una buona occasione per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città. (Oscar Wilde)
  • Il rugby è una partita di scacchi giocata in velocità. (Anonimo)
  • Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Il calcio è uno sport per gentiluomini giocato da bestie. Il football è uno sport bestiale giocato da bestie. (Henry Blaha)
  • Il rugby è uno sport da gentleman. [...] Prima di passare la palla a lui, devi controllare che lui stia bene, che sia aperto, disponibile, ottimista, e che insieme al tuo pallone non gli arrivino addosso due o tre assassini che gli facciano del male a lui. Ma mentre fai questo bel ragionamento etico ce ne sono altri 29 che ti guardano, 14 tuoi ma 15 no; e tre ti stanno correndo addosso, due grossi e uno piccolo, ma cattivo. In quel momento lì, è difficile pensare se lui sta bene, se vuole il tè o la camomilla. La prima intenzione è di dare il pallone a lui e sperare che quelli che arrivano capiscano che non vale più la pena di fare del male a te perché ormai il pallone ce l'ha lui. (Marco Paolini)
  • Il rugby ha tutto il contorno che altrove non c'è. Tradizione, spirito, anima. Io credo che tutto questo stia proprio nell'essenza del gioco. [...] Il rugby è tanto. Perché è amicizia, fatica, pianti, sorrisi, rinascita, trasformazione, soddisfazione. Non si ha un'idea di quanto sia fino a quando non lo si vive, non lo si gioca, non lo si respira, non lo si vive. (Elisa Giordano)
  • Il rugby non era (e non è) [...] la somma di quindici giocatori [...]. Il rugby era (ed è) quindici uomini (e quindici donne, adesso) stretti e uniti, coesi e coerenti, legati e mischiati, sostenibili e sostenuti [...]. Una squadra. Lo sport di squadra. Che non si misura sul più forte, ma sul più debole. Che gioca sulla tecnica quanto sui sentimenti, sulla strategia quanto sullo spirito, sulla forza di gambe e braccia quanto su quella dell'animo, che è sempre pronto e mutuo soccorso. Quattordici uomini (e donne) che spingono, saltano, lottano, corrono, si aiutano per dare al quindicesimo un metro, mezzo metro, una spanna o uno spiffero di vantaggio. E poi vedere l'effetto che fa. (Marco Pastonesi).
  • Io uso solo il paradenti, non ho altre protezioni, le trovo stupide. Non sarebbe rugby. Devi essere te stesso, senza alcun aiuto. Ci sono molti giocatori, specie quelli più giovani di me, che usano le protezioni per le spalle. Roba da frocetti. È il football, quello americano, lo sport in cui si usano le protezioni. Noi rugbisti non ne abbiamo bisogno. Sin da bambini ci hanno abituati a non mistificare la realtà, a rispettare il nostro corpo e la nostra forza. Il contatto con l'avversario deve essere reale, non si può frapporre un materasso. Le imbottiture non servono a nulla, aiutano solo a combattere la paura a livello psicologico. [...] Rimane il fatto che il rugby è uno sport di contatto e per assorbire i colpi devi essere preparato fisicamente ma soprattutto mentalmente. Quando vedo che il mio avversario indossa le protezioni mi sento stimolato a scoprire le sue debolezze. (Andrea Lo Cicero)
  • La questione sicurezza per il rugby è prioritaria. Già in Francia e in Inghilterra, in alcune categorie minori, si placca solo giù dalla cintola, ad esempio. Se ci pensiamo, gli sport di combattimento funzionano per categorie di peso, mentre nel rugby, nelle varie squadre, troviamo giocatori che per categoria di peso non potrebbero mai affrontarsi in uno sport di combattimento. Il rugby è uno sport diverso dal pugilato o dal judo, certo, ma lo scontro fisico è comunque una parte fondamentale di questa disciplina e dunque ha senso riflettere sulla fisicità esasperata del rugby moderno. La mia opinione, la mia idea, quello che mi piacerebbe vedere di più sui campi in futuro, è il ritorno a un gioco più creativo, più destrutturato, più legato alla logica fluida del possesso, alle dinamiche naturali di avanzamento e difesa. Oggi gran parte del gioco che vediamo è codificato, ripetitivo, almeno fino a quando non si riesce a rompere qualche meccanismo. [...] Io credo che ci sia la necessità di tornare a inventare, di trovare soluzioni che puntino a destrutturare le fasi, pur rimanendo saldi ai principi alla base del rugby: avanzamento, conquista del pallone. Questo è quello che piacerebbe vedere a me, è un'opinione molto personale ma credo che lavorare, pure a livello regolamentare, per sostenere scelte di gioco più creative, aiuterebbe anche la questione sicurezza, perché un gioco più destrutturato è anche un gioco che ha bisogno di abilità tecniche maggiori, a scapito magari, ma non necessariamente, di quelle fisiche. (Andrea Di Giandomenico)
  • Preferisco il rugby al calcio... Mi piace la violenza del rugby, sino a quando cominciano a strapparsi le orecchie. (Elizabeth Taylor)
  • Pigliano delle botte allucinanti, fanno il terzo tempo, si rispettano... Sono veri. E poi hanno un dialogo diretto con l'arbitro: nel calcio non c'è, se non per insultare o mettere pressione, e secondo me non c'è niente di più sbagliato. E poi fanno allenamenti estenuanti: noi, invece, ci lamentiamo per una botta. Non ti fischiano un fallo? Va bene, ti arrabbi ma poi vai avanti. Ecco, il rugby è bello per questo: è vero, puro, non ci sono limitazioni. (Elena Linari)
  • Rugby, gioco da psiche cubista – deliberatamente si scelsero un pallone ovale, cioè imprevedibile (rimbalza sull'erba come una frase di Joyce sulla sintassi) per immettere il caos nell'altrimenti geometrico scontro di due bande affamate di terreno – gioco elementare perché è primordiale lotta per portare avanti i confini, lo steccato, l'orlo della tua ambizione – guerra, dunque, in qualche modo, come qualsiasi sport, ma lì quasi letterale, con lo scontro fisico cercato, desiderato, programmato – guerra paradossale perché legata a una regola astuta che vuole le squadre avanzare sotto la clausola di far volare il pallone solo all'indietro, movimento e contromovimento, avanti e indietro, solo certi pesci, e nella fantasia, si muovono così. Una partita a scacchi giocata in velocità, dicono. Nata più di un secolo fa dalla follia estemporanea di un giocatore di calcio: prese la palla in mano, esasperato da quel titic titoc di piedi, e si fece tutto il campo correndo come un ossesso. Quando arrivò dall'altra parte del campo, posò la palla a terra: e intorno fu un'apoteosi, pubblico e colleghi, tutti a gridare, colti come da improvvisa illuminazione. Avevano inventato il rugby. Qualsiasi partita di rugby è una partita di calcio che va fuori di testa. Con ordinata, e feroce, follia. (Alessandro Baricco)
  • Se il panorama le sembra eccessivo, s'informi del rugby: è stato inventato dai gentlemen per reagire alla moda fin troppo plebea e stradaiola della pedata: però per non restare troppo delusi, converrebbe meglio nascere in Nuova Zelanda. (Gianni Brera)
  • Uno spettacolo magnifico: balletto, opera e all'improvviso il sangue di un delitto. (Richard Burton)
  • Volevo solo sfogarmi e bere qualche birra con gli amici. Invece mi ha tolto dalla cattiva strada, mi ha dato tutto. (Sébastien Chabal)

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