Differenze tra le versioni di "Eduardo De Filippo"

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(→‎Citazioni su Eduardo De Filippo: - fonte che va inserita solo nella voce biografica.)
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*{{NDR|Il fatalismo di chi, pur povero, conserva intatta la fiducia nella vita.}} ''Pigliammo sta vita cumme vene, | lassammo for' 'a porta 'a pucundria | {{sic|mparammice}} a campà c' 'a [[fantasia]]: | nce sta cosa cchiù bella pe campà?...''<ref name=sulessa/>
*Quando sono in palcoscenico a provare, quando ero in palcoscenico a recitare... è stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo. Così si fa il [[teatro]]. Così ho fatto!<ref>Dall'ultimo discorso pubblico al Teatro di Taormina; citato in ''[http://www.taormina-arte.com/2006/storia/indexanno.asp?idanno=1984 Taormina Arte 1984]''.</ref>
*''Rosa'' – Adesso mi vuoi insegnare come si fa il [[ragù napoletano|ragù]]? Più ce ne metti di cipolla più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Tutto il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento. Quando soffrigge lentamente, la cipolla si consuma fino a creare intorno al pezzo di carne una specie di crosta nera; via via che ci si versa sopra il quantitativo necessario di vino bianco, la crosta si scioglie e si ottiene così quella sostanza dorata e caramellosa che si amalgama con la conserva di pomodoro e si ottiene quella salsa densa e compatta che diventa di un colore palissandro scuro quando il vero ragù è riuscito alla perfezione.<ref>Da ''Sabato, domenica e lunedì'', in ''Teatro'', CDE, Milano, stampa 1985, p. 222.</ref>
*Se un'idea non ha significato e utilità sociale non m'interessa lavorarci sopra.<ref>Dalla nota introduttiva a ''I capolavori di Eduardo De Filippo'', Einaudi.</ref>
*Se volete fare qualcosa di buono, fuitevenne<ref>Fuggitevene.</ref> 'a Napoli.<ref>Citato in Giuseppe Tortora, ''Il risveglio della ragione. Quarant'anni di narrativa a Napoli, 1953-1993'', Avagliano, 1994.</ref>

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