Topo

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Un topo

Citazioni sul topo.

  • All'improvviso Herman sentì uno squittio. Il topo era uscito furtivamente nell'oscurità e si guardava attorno con cautela, come per il timore di un gatto in agguato nelle vicinanze. Herman trattenne il respiro. "Non aver paura, creatura santa, nessuno ti farà del male." La osservò avvicinarsi al piattino dell'acqua e berne un sorso, poi un secondo e un terzo e infine mettersi a rosicchiare pian piano il formaggio.
    "Come potrebbe esistere una meraviglia più grande?" pensò Herman. "Ecco un topo, figlio di topi, nipote di topi, frutto di milioni, di miliardi di topi che sono vissuti, hanno sofferto, si sono riprodotti, e che adesso sono scomparsi per sempre, ma hanno lasciato un erede, l'ultimo, sembra, della sua stirpe. Eccolo lì che mangia. Che cosa penserà tutto il giorno nel suo buco? A qualcosa deve pur pensare. Ha una mente, un sistema nervoso; fa parte della creazione di Dio alla stessa stregua dei pianeti, delle stelle, delle lontane galassie."
    Il topo alzò improvvisamente la testa e lo fissò con uno sguardo umano, pieno d'amore e di gratitudine. Herman immaginò che lo stesse ringraziando. (Isaac Bashevis Singer)
  • È sufficiente guardare alla letteratura scientifica disponibile per vedere come milioni e milioni di topi e altri roditori vengano usati in tutta una serie di studi il cui scopo è comprendere meglio il dolore negli esseri umani. Eppure, nonostante sia risaputo che topi, ratti e polli mostrano empatia e sono animali molto intelligenti ed emotivi, essi non sono protetti dal Federal Animal Welfare Act degli Stati Uniti. (Marc Bekoff)
  • È statisticamente provato che dieci topi su dieci hanno dipinto sul volto che sono state le circostanze della vita a condurli fin lì. (Gene Gnocchi)
  • Il leone ebbe bisogno del topo. (proverbio toscano)
  • Il libro su cui fu vergata l'intera scienza libraria invocava soccorso per non essere roso dal topo. Il topo se la rise. (Leon Battista Alberti)
  • Il topo che non vuole essere usato per esperimenti come scusa dice che è molto stanco del viaggio. (Gene Gnocchi)
  • In facoltà, avevo un topolino salvato da un laboratorio e anche lui si stirava con quelle sue zampette minute, sbadigliava della grossa e iniziava a sognare di trigonometria, degli anelli di Saturno o qualsiasi cosa sognino i topolini. (Neal Barnard)
  • Quando guardo mangiare il topo [...] mentre lo osservo tenere tra le zampette il cibo che rosicchia, mentre gli occhi lucenti guizzano di qua e di là per scoprire eventuali pericoli, riesco facilmente a vedere me stesso. (Jeffrey Moussaieff Masson)
  • Quasi subito l'eleocharis diviene un denso prato erboso, così spesso e lussureggiante che i topi campagnoli dei pianori poco più in alto non possono resistere alla tentazione. Si muovono in massa sul verde pascolo, e trascorrono le notti strusciando i fianchi sul tappeto vellutato. Un labirinto di impronte ben rilevate parla per il loro entusiasmo. (Aldo Leopold)
  • Ratti e topi non sono considerati in generale animali di compagnia ma animali nocivi, e ci sono quindi poche persone che si diano la pena di difenderli. Eppure il dolore che prova un ratto o un topo è altrettanto reale di quello provato da uno dei nostri amici a quattro zampe. Nei laboratori essi soffrono, come ben sa chiunque li abbia sentiti lamentarsi, piangere, uggiolare e persino gridare. Gli scienziati dissimulano su tutto questo, sostenendo che i loro animali sperimentali stanno semplicemente vocalizzando. (Quando gli elefanti piangono)
  • Sebbene si impieghi un numero sempre maggiore di scimmie, la principale vittima degli psicologi è il disgraziato e derelitto topo di laboratorio. Il professor Broadhurst dà una prova quando riferisce che gli psicologi hanno accecato dei topi, li hanno privati dell'udito e infine hanno eliminato il loro senso dell'olfatto, per osservare come apprendessero in un labirinto: «Fu riscontrato che i topi così minorati dimostravano scarsa abilità ad apprendere». (Richard Ryder)
  • Un topo è miracolo sufficiente a sgominare sestilioni d'increduli. (Walt Whitman)
  • [Diogene di Sinope] una volta vide un topo correre qua e là, senza mèta (non cercava un luogo per dormire né aveva paura delle tenebre né desiderava alcunché di ciò che si ritiene desiderabile) e così escogitò il rimedio alle sue difficoltà. (Diogene Laerzio)

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