Neal Barnard

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Neal D. Barnard

Neal D. Barnard (1953 – vivente), medico, professore universitario e ricercatore statunitense.

Citazioni di Neal Barnard[modifica]

  • Credo si possa essere sicuri che una dieta vegetariana sia molto migliore di una dieta che preveda il consumo di carne, soprattutto per quel che riguarda il rischio di cancro e malattie cardiovascolari, e che una dieta vegana sia un buon modo di ridurre, tra le altre cose, il rischio di cancro alla prostata.[1]
  • L'industria della carne ha provocato, fra gli statunitensi, più morti di tutte le guerre di questo secolo. Se la carne è la vostra idea di «cibo vero per gente vera», farete meglio a vivere in un luogo veramente vicino a un ospedale veramente efficiente.[2]

What the Health

documentario di Kip Andersen e Keegan Ku, 2017

  • Il diabete non è causato, e mai lo sarà, dal mangiare una dieta ricca di carboidrati e non è causato dal mangiare zucchero. La causa del diabete è una dieta che aumenta la quantità di grasso nel sangue. Sto parlando di una tipica dieta a base di carne.
  • Quando le persone mangiano carne, lo vedo un po' come fumare. È una sorta di roulette russa. Potresti non prendere il diabete ma le chance di contrarlo sono una su tre. Potresti non prendere il cancro, ma le chance, se sei un uomo, sono una su due. Per una donna, una su tre. Le chance di prendere peso sono due su tre.
  • [«Cosa c'è nella carne o nei latticini che non hai nella dieta vegana?»] Il colesterolo. Ammine eterocicliche. E sai, se ci pensi, non c'è nulla nella dieta a base animale che tu non possa avere in modo più salutare altrove.

Super cibi per la mente[modifica]

  • Anche dentro di te, nel profondo del tuo cervello, c'è un «Beatle primordiale». Sta nell'ipotalamo, quell'organo grande come una noce che regola la fame, la sete, il sesso e la rabbia. E se c'è una cosa di cui anche lui ha bisogno, è proprio un manager.
    Appena sei venuto al mondo, l'ipotalamo ha cominciato a manifestare le proprie richieste, ma all'epoca l'unica cosa che potevi fare era piangere e dimenare le braccia e le gambe.
    Il tuo «Brian Epstein», invece, si trova nello strato più esterno del cervello, nella corteccia. Sai che fa? Prende il tuo io indisciplinato e grezzo, con tutte le sue voglie, i suoi desideri e le sue ambizioni, e mette le cose in regola. Aiuta l'ipotalamo scatenato a pazientare quando il cibo sta arrivando, ti risolve i problemi e ti guida a ottenere ciò che vuoi in una maniera più raffinata del semplice puntare i piedi. (pp. 15-16)
  • Costruire un menu sano è la cosa più importante che tu possa fare. Dopotutto, non passa attimo in cui i tuoi neuroni non si trovino immersi nei nutrienti – o nelle sostanze tossiche – che hai assunto attraverso il cibo. (pp. 19-20)
  • È importante comprendere che i geni agiscono in modi molto diversi. Certo, alcuni di essi sono autentici dittatori – quelli che regolano il colore degli occhi e dei capelli, per esempio. Se vogliono che tu abbia i capelli biondi e gli occhi castani, non c'è possibilità di scampo. [...] Ma i geni della malattia di Alzheimer sono più che altro dei consiglieri. Non impartiscono ordini: danno suggerimenti. E la ricerca indica che determinati cambiamenti nella dieta e nello stile di vita [...] possono impedire a quei geni di esercitare il loro effetto negativo. Come semi secchi sparsi su una spianata desertica, restano semplicemente addormentati. Se nessuno li innaffia, non germoglieranno mai. (p. 33)
  • Anche se rappresenta solo il 2% del peso del corpo, il cervello riceve un buon 20% del sangue circolante, e ne ha motivo. Ci sono più cellule nel cervello che lampadine a Las Vegas [...]. (p. 35)
  • Non avresti mai creduto che una ricetta sana possa essere anche deliziosa? [...] Il nostro obiettivo comune era di sedurre le tue papille gustative in modo che tu non possa resistere a innamorarti di una salute invidiabile. (p. 41)
  • I metalli sono quasi sempre lame a doppio taglio. Senza il piombo non avremmo le tubature, ma è anche il metallo che ha avvelenato tantissimi bambini. Senza il mercurio non avremmo avuto i termometri e gli interruttori elettrici, ma è anche la causa di alcune malformazioni fetali. Grazie ai metalli si costruiscono ponti e locomotive, ma anche proiettili, celle di prigioni e bombe a mano. (p. 46)
  • Negli anni Cinquanta, i medici consigliavano gli integratori di ferro come ricostituenti, partendo dal presupposto che la fiacca fosse sempre dovuta all'anemia. Non che funzionassero granché: l'affaticabilità ha infatti molte cause, ma la mancanza di ferro è ben lontana dalla vetta della classifica. (p. 54)
  • [...] il ferro non-eme è più assorbibile se hai bisogno di più ferro, e meno assorbibile se ne hai già a sufficienza. Una cosa incredibile, se ci pensi. La quantità di ferro in una foglia di spinaci o in un broccolo non cambia nel tempo, ma la quantità che il tuo corpo è disposto ad assorbire varia in funzione del suo fabbisogno reale. Se, per caso, avessi già molto ferro nel sangue, l'organismo sarebbe in grado di rifiutarsi di assumere il ferro non-eme contenuto nelle verdure. [...] Le carni contengono un po' di questo tipo di ferro, ma anche di ferro del tipo eme, molto più difficile da controllare. Anche se non hai bisogno di ferro, il ferro eme si lascia assorbire con estrema facilità se paragonato a quello non-eme. È come un invitato poco gradito che si imbuca a una festa. [...] Se mangiamo carne, assumiamo ferro concentrato, che gli animali hanno immagazzinato in elevate quantità, e che finisce per essere più di quanto ci serve. Se invece mangiamo direttamente le piante, assumiamo solo il ferro necessario, senza correre il rischio di eccesso. (pp. 54-55)
  • I pesci piccoli ingeriscono un po' di mercurio dagli inquinanti presenti nell'acqua. Il pesce più grosso mangia quello piccolo e con lui tutto il mercurio depositato nel suo corpo. Poi questo pesce viene ingoiato da un pesce ancora più grosso, che assimila tutto il mercurio accumulatosi fino a quel punto nella catena alimentare. E quel pesce siamo noi. Siamo noi il pesce più grosso che c'è, per così dire; siamo noi a ingerire tutto ciò che gli animali di cui ci nutriamo hanno accumulato nei propri corpi nel corso di tutta la vita.
    Interrompere questa catena alimentare e approfittare delle sostanze nutritive che le piante ci offrono direttamente è una buona idea. (p. 55)
  • La scoperta che i metalli [...] sono in grado di favorire moltissime patologie, dai vuoti di memoria di tutti i giorni alla malattia di Alzheimer, ha rappresentato un importante passo avanti per la medicina. Mentre la ricerca continua, ricordati che hai bisogno di un quantitativo minimo di rame, ferro e zinco, ma anche che tutti questi metalli, in eccesso, sono tossici. E che non hai alcun bisogno di assumere alluminio. (p. 65)
  • I grassi dannosi aumentano la produzione di colesterolo il quale, trasportato dalla apoproteina apoe, stimola la produzione della beta-amiloide tanto dannosa per i neuroni. [...] Poniamo che tu abbia il gene apoe-e4, che produce incessantemente proteine che sono pronte a trasportare il colesterolo in giro per il corpo come tanti carrelli della spesa in attesa al banco della carne. È probabile che tu sia a rischio. Bene, e allora che ne dici di cambiare dieta? Che ne dici di saltare il banco della carne e dirigerti verso quello della verdura, della frutta, dei cereali integrali e dei legumi? Il tuo organismo comincerebbe a produrre meno colesterolo, l'assorbimento dei metalli diminuirebbe e il tuo rischio crollerebbe. (p. 76)
  • [...] alti livelli di colesterolo conducono alla demenza. Ti conviene quindi mantenerli bassi e salutari. (p. 78)
  • [...] i farmaci che abbassano il colesterolo non possono apportare tutti i benefici tipici di un'alimentazione sana. Non riducono infatti il girovita né la pressione arteriosa. Non contengono fibre né vitamine.
    Quindi, sebbene in certi casi possano essere utili, non possono sostituire un sano riordino della dispensa e del frigorifero. (p. 78)
  • [...] chi sceglie il veggie burger invece dell'hamburger e condisce gli spaghetti con polpa d pomodoro, basilico fresco e cime di asparagi, invece che col ragù e il parmigiano, beneficia di un gigantesco ritorno su questo investimento alimentare: la salute. Chi compie questo passo, anche in età avanzata, vede scomparire il grasso in eccesso, ripulirsi le arterie, nota come il diabete migliori e a volte tolga persino il disturbo, osserva la pressione arteriosa tornare a livelli normali e, per quanto riguarda i neuroni, be', loro tirano un bel sospiro di sollievo. (pp. 78-79)
  • Il fondamento di ogni dieta sana è sempre di origine vegetale. (p. 84)
  • Nel reparto frutta e verdura del supermercato, non puoi non godere di quei colori accesi. [...] Quindi, non farti mai mancare mele e carote, e fai il pieno anche delle altre verdure, così come della frutta. È proprio la loro abbondante varietà nella dieta di tutti i giorni a fare miracoli. (p. 98)
  • Parlare col dottor Spock novantenne era come conversare con un giovanotto pronto a lanciarsi in nuove avventure. Aveva una vasta cultura, un'indole generosa e una determinazione che non l'abbandonavano mai. Mentalmente lucido ogni singolo giorno della sua vita, il dottor Spock ci ha lasciati poco prima del suo novantacinquesimo compleanno. (p. 104)
  • Ayumu è uno scimpanzé. Nello studio del dottor Tetsuro Matsuzawa, Ayumu se la vede con frotte di studenti universitari e chiunque osi sfidarlo. Ciò che il dottor Matsuzawa sa, e che ora sanno tutti gli scienziati, è che gli scimpanzé sono molto più bravi degli esseri umani in questi test di memoria, e nessuno batte Ayumu. Allo stesso modo, i cani captano odori e suoni ben al di là del raggio sensoriale degli esseri umani, gli storni coordinano il loro volo millisecondo per millisecondo e gli scimpanzé hanno le proprie eccellenze neuropsicologiche capaci di farci fare la figura dei principianti. (p. 117)
  • L'esercizio fisico fa bene a molti organi, tra cui il cervello. Quando il cuore comincia a pompare, immaginati tutto quel sangue e quell'ossigeno salire al cervello per togliere le ragnatele e ringiovanire i neuroni. (p. 118)
  • L'ippocampo, vale a dire la struttura cerebrale più importante per la memoria, beneficia di qualsiasi esercizio che metta in attività il cuore. E questo è vero a prescindere dall'età. Con il passare degli anni, chi fa ginnastica corre molti meno rischi di sviluppare l'Alzheimer o di avere un ictus rispetto a chi predilige la poltrona. (p. 118)
  • L'esercizio fisico è come un antibiotico. Una singola dose non serve granché. Ma se lo assumi con regolarità, è proprio la cura di cui hai bisogno. (p. 128)
  • La ginnastica è un antidepressivo naturale. Alcuni studi dimostrano che il suo effetto è quasi sovrapponibile a quello dei farmaci antidepressivi. (p. 132)
  • Ciascun atleta sa bene che concedere ai muscoli e alle articolazioni il tempo di recuperare e ristrutturarsi dopo l'allenamento, è importante quanto l'allenamento stesso. (p. 136)
  • Come saprai, l'alcol è una sorta di demonio. Un bicchiere o due possono farti scivolare dolcemente nel sonno, ma nelle prime ore del mattino esso comincia a diventare più leggero. Verso le quattro di mattina, le preoccupazioni ti svegliano di soprassalto e ti ritrovi in preda ai problemi lasciati in sospeso il giorno precedente. (p. 141)
  • Una proteina è come un filo di perle, ciascuna delle quali è un aminoacido. Quando digerisci le proteine, il filo si rompe e ogni perla – quindi, ogni aminoacido – passa dal tubo digerente alla circolazione sanguigna. (p. 142)
  • [...] gli alimenti ricchi di carboidrati sono da considerare alla pari di sonniferi naturali. Ma se vuoi stare sveglio, ecco che i cibi proteici come i legumi o il tofu sono la soluzione migliore. (p. 142)
  • In facoltà, avevo un topolino salvato da un laboratorio e anche lui si stirava con quelle sue zampette minute, sbadigliava della grossa e iniziava a sognare di trigonometria, degli anelli di Saturno o qualsiasi cosa sognino i topolini. (p. 143)
  • Un uomo esce dalla clinica dove si è appena sottoposto a una colonscopia di controllo. «Il dottore dice che sono a posto», confida alla moglie che lo aspetta in macchina. «Per i prossimi cinque anni non c'è bisogno che mi faccia più controllare». «Fantastico! Hai sentito male?». «Be', ecco...», balbetta. «A dir la verità non ricordo, non mi ricordo niente. Strano... è come se non l'avessi fatta».
    Il motivo di tutto ciò è che il medico gli ha somministrato un farmaco in grado di cancellare ogni ricordo di questo evento. Si chiama midazolam [...]: è infatti un farmaco di routine per piccole operazioni chirurgiche. Poco importa se la colonscopia sia andata liscia come l'olio o se sia stata insostenibilmente dolorosa. In teoria, il gruppo di medici avrebbe potuto anche saltare sul tavolo operatorio per cantare una canzonaccia da osteria, tanto il paziente, seppur sveglio, non si sarebbe ricordato nulla. E anche se i pazienti potrebbero avere da ridire su di un farmaco che cancella pezzi di memoria, questa pratica è abituale come quella di lavarsi le mani.
    Una volta ho chiesto a un'infermiera come mai usassero sistematicamente il midazolam per le colonscopie. «Così i pazienti ritornano a farsi controllare», rispose. Se si ricordassero tutti i dettagli dell'esame, compresi quelli più dolorosi e umilianti, sarebbero molto meno contenti di ripeterla. (p. 146)
  • Quando una persona lamenta problemi vari di memoria, i farmaci dovrebbero essere sempre in cima alla lista dei sospetti. (p. 147)
  • Visto che le statine vengono prescritte così diffusamente, molti credono che siano innocue. [...] A ben vedere, le statine hanno però effetti collaterali, alcuni dei quali seri. Possono intossicare i muscoli e il fegato e, ad alte dosi, sono correlate al diabete. Molte persone hanno riportato notevoli effetti sulla memoria: confusione, disorientamento e vuoti di memoria che simulano un inizio di Alzheimer. [...] E i medici curanti delle persone anziane possono cadere nell'errore di credere che tali sintomi siano dovuti all'età, persino all'Alzheimer, invece di prendere in considerazione il farmaco e la sua eventuale sospensione. (pp. 149-150)
  • È importante essere consapevoli del fatto che gli ansiolitici sono sostanze un po' «imbranate». Quando arrivano nel cervello fanno molto di più che limitarsi a schiacciare il bottone «off» dell'ansia. Come in un flipper, sbattono contro diverse parti del cervello e modificano la chimica cerebrale in una miriade di modi, non tutti favorevoli. (p. 151)
  • Abbiamo conosciuto persone sconfitte dal fallimento di un regime alimentare dopo l'altro, solo per scoprire che la causa del fallimento era intrinseca in quelle diete mal progettate, non in se stessi, e che concentrandosi sugli alimenti veramente sani potevano raggiungere risultati inimmaginabili. (p. 165)
  • Quando cominciai a prendere le distanze da una dieta a base di carne, optando per una a base vegetale, ebbi l'impressione che mi si stessero spalancando per la prima volta le porte del giardino delle delizie. (p. 166)
  • La cosa migliore è evitare del tutto i prodotti animali. Come ormai ben saprai, contengono grassi saturi e colesterolo, aumentano quindi i tuoi livelli di colesterolo e il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer o di soffrire di ictus. Alcune persone sono tentate di includere, qua e là, modeste quantità di carne, latticini e uova, eppure anche quantità piccole sono sufficienti per frenare i tuoi progressi se conti di perdere peso, controllare il colesterolo e migliorare la salute del cervello. [...] Nel 2009, l'American Diabetes Association ha pubblicato un confronto tra cinque diversi regimi dietetici ottenuti in uno studio su 60.903 adulti. Alcuni di loro mangiavano carne tutti i giorni, altri ne stavano completamente alla larga. Alcuni mangiavano latticini e uova, o magari pesce, mentre altri ancora evitavano anche tali prodotti. [...] L'unico gruppo che centrava in pieno il valore del peso sano, però, era quello dei vegani, che evitano del tutto i prodotti animali. Grazie alla loro dieta, avevano un indice di massa corporea di 23,6. E lo stesso trend valeva anche per il rischio di diabete. In altre parole, più la gente sta alla larga dai prodotti animali, più rimane in salute. (pp. 168-169)
  • Se hai visto in televisione messaggi pubblicitari che celebrano le proprietà dell'avena di abbassare i livelli di colesterolo, sappi che non mentono. È la fibra solubile al suo interno a fare il miracolo. (p. 178)
  • Chi mangia regolarmente legumi ha un livello di colesterolo in media più basso del 7% rispetto a chi non li include nella dieta.
    Quindi, mangiane di ogni tipo: lessali, goditi l'hummus (preparato con i ceci), prepara zuppe di piselli e di lenticchie, dai libero sfogo alla fantasia. E se i legumi ti provocano un po' di meteorismo, non esagerare e cuocili fino a renderli morbidi. Si tratta solo di un problema temporaneo. (p. 178)
  • Il riso integrale ha tutte le fibre che possiamo desiderare da Madre Natura. (p. 180)
  • Se ami le salsicce, compra quelle vegane: hanno lo stesso sapore, senza colesterolo aggiunto né cadaveri suini sulla coscienza. (p. 181)
  • Se le droghe sono davvero letali, se possono mettere nei guai con la legge, distruggere le relazioni sociali, [...] perché le persone ne fanno uso? La ragione ha un nome: dopamina. Nel profondo del cervello, nel cosiddetto centro della ricompensa, essa attende in minuscole vescicole tondeggianti all'interno dei neuroni. [...] La dopamina resetta le priorità, in modo che qualsiasi cosa tu debba fare – litigare col vicino, darti al giardinaggio, volare sulla luna... è indifferente – venga subordinata a ciò che la fa mettere in circolo. È lei che fissa la tua agenda. [...] Ecco perché la gente ricorre alle droghe. Il mercato delle droghe legali e illegali si basa su un difetto del cervello: la facilità con la quale il rilascio di dopamina è facilmente manipolabile. (pp. 189-190)
  • Nel tuo tratto digerente, la caseina, la proteina del latte, si scinde per rilasciare oppioidi chiamati casomorfine. Che non vengono prodotti dai neuroni. Si trovano nella proteina del latte progettata dalla natura per far crescere in fretta il vitellino. Durante la digestione, gli oppioidi vengono liberati e trasportati dal sangue, e finiscono per scatenare il rilascio di dopamina. [...] Il formaggio altro non è che un concentrato di caseina, e contiene quindi casomorfine in dose molto più elevata [del latte]. Potranno pure puzzare di piedi, essere zeppi di grassi saturi e colesterolo, avere più sodio di una bistecca, ma la gente si precipita al banco dei formaggi per farsi la dose quotidiana di oppioidi e dopamina. (p. 191)
  • La cosiddetta «moderazione», sia per le sigarette, sia per il cibo non sano, è semplicemente un modo per rialimentare un fuoco, invece di lasciarlo spegnere. (p. 198)
  • Le patate dolci sono uno dei cibi più salutari in assoluto di cui ci fa dono Madre Terra. Ricche di beta-carotene e dolci per natura, possono benissimo fare da portata unica di un pasto. Esistono infiniti modi per cuocerle. (p. 263)

Note[modifica]

  1. Citato in Jeffrey Moussaieff Masson (che riporta una mail inviatagli da Barnard), Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi, traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 183. ISBN 978-88-6052-218-4
  2. Citato in Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan, Annalaura Sagramora, La cucina etica, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2004, p. 33. ISBN 88-7106-362-7

Biografia[modifica]

  • Neal D. Barnard, Super cibi per la mente: un programma alimentare per proteggere il cervello e rafforzare la memoria, edizione italiana a cura di Luciana Baroni, traduzione di Simone Buttazzi, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2013. ISBN 978-88-7106-712-4

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