Zero Dark Thirty

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Zero Dark Thirty

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Titolo originale

Zero Dark Thirty

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2012
Genere azione, thriller, spionaggio, storico
Regia Kathryn Bigelow
Soggetto Mark Boal
Sceneggiatura Mark Boal
Produttore Kathryn Bigelow, Mark Boal, Megan Ellison
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Zero Dark Thirty, film statunitense del 2012 con Jessica Chastain e Joel Edgerton, regia di Kathryn Bigelow.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Rivolto ad Ammar] Se mi dici cazzate ti faccio male. (Dan)
  • [Rivolto ad Ammar] Una sola cosa devi capire: io ho tempo e tu no. Io ho altre cose da fare e tu no. Questa tua tenacia, questa tua forza... io la rispetto. Ma tutti prima o poi cedono, è fisiologico. (Dan)
  • [Rivolto ad Abu Faraj al-Libi] Posso essere sincero con te? Aspettati il peggio da me. Non ti sono amico. Non ti sarò di aiuto. Riuscirò a piegarti. Hai domande? (Dan)
  • Voglio subito mettere in chiaro una cosa: se avete per caso pensato che ci fosse qualcuno, da qualche parte, che lavorava su Al-Qāʿida, vi dico che vi siete sbagliati. Così è. Nessuno lavora per voi per venirvi a salvare, non c'è un settore parallelo che lavora in segreto. Siamo soli; e prossimi a fallire. Stiamo spendendo miliardi di dollari, le persone muoiono, e noi siamo ancora lontani dallo sconfiggere il nemico. Loro ci hanno attaccato! Via terra, nel '98, per mare nel 2000 e dall'aria nel 2001. Hanno provocato la morte di tremila cittadini americani a sangue freddo e hanno ucciso i nostri compagni. E che abbiamo fatto?! Che abbiamo fatto, eh?! Noi che abbiamo fatto?! Sappiamo i nomi di venti dei loro capi, ma ne abbiamo eliminati solo quattro! Io voglio dei bersagli! Fate il vostro cazzo di lavoro: portatemi delle persone da uccidere! (George)
  • Se hai fatto centro, tutti se ne attribuiranno il merito. (Larry)
  • [Ai Seal] Io non vi volevo neanche usare, con quelle vostre cazzate dei super allenamenti, io volevo tirare una bomba ma bisogna avere prove certe per tirare una bomba. Vi usano come se foste dei canarini. Secondo loro se Bin Laden non c'è voi siete gli unici che riescono a volar via senza farsi beccare ma Bin Laden è lì e voi lo ucciderete per me! (Maya)
  • [Al soldato che ha appena ucciso Osama Bin Laden] Ti rendi conto di cosa hai fatto? (Patrick)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Maya: 20 prigionieri hanno riconosciuto Abu Ahmed, dicono che fa parte di una cerchia ristretta che stava in Afghanistan prima dell'11 settembre. Molti di loro dicono che dopo l'11 settembre ha lavorato per Khaled Shaykh, dopo la cattura di Khaled ha lavorato per Abu Faraj, facendo il corriere tra Faraj e Bin Laden.
    Jospeh Bradley: Va bene, ma non hai ancora...
    Maya: Sì, ma non so se Abu sia all'esterno della rete con intermediari e consegne al buio, o se abbia un contatto diretto con Bin Laden. Voglio dire, Bin Laden lo incontra e gli consegna la lettera di persona o Abu chiude soltanto una lunga fila di corrieri ed è per questo motivo che lo conoscono tutti?
    Jospeh Bradley: Non è l'unica cosa che non sai: non hai il suo vero nome, non hai idea di dove sia...
    Maya: Sì, ma so che è importante. Il fatto che tutti lo abbiano sentito nominare ma che nessuno mi dica dov'è lo fa pensare.
    Jospeh Bradley: Può darsi. I detenuti potrebbero tacere per molte ragioni: perché non lo sanno, o perché questo "Abu" è una copertura, e in realtà è un cazzo di unicorno. Chi tace non rivela quello che vuoi tu, no?
    Maya: No.
    Jospeh Bradley: Se anche tu lo trovassi non potresti sapere se è stato con Bin Laden.
    Dan: Ciò che non si sa, non si sa.
    Jospeh Bradley: Che cazzo vorrebbe dire?
    Dan: È una tautologia.
  • Maya: Sei molto avaro di risposte.
    Abu Faraj al-Libi: Tu non mi puoi costringere a dire una cosa che io non so.
    Maya: Sai che questa non è una normale prigione, dipende da te quello che ti succede qui. Io ti renderò la vita molto difficile finché ti ostinerai a non darmi le informazioni che ti chiedo!
  • Dan: Mi servono duecentomila dollari. Forse quattro.
    Wolf: E chi te li da, secondo te?
    Dan: Me li dai tu.
    Wolf: Dici?
    Dan: Sì, per trovare un numero di telefono che aiuterebbe Maya a localizzare il corriere che sta cercando. È il tuo killer, Wolf, l'hai messa tu in campo. Comunque [in arabo] "Allāh ricompensa chi si impegna e combatte più di chi siede dietro a una scrivania".
    Wolf: Lo sai bene: Abu Ghraib e Guantanamo ci hanno fregati, ci criticano per i metodi coercitivi degli interrogatori, molti senatori ci stanno addosso e il direttore è molto preoccupato. Non la pianteranno finché non troveranno un colpevole...
    Dan: Difenderò... quello che ho fatto.
  • Larry: Quel tipo che cerchi, come si chiama?
    Maya: Abu Ahmed al-Kuwaiti è il nome di battaglia. Il vero nome credo che sia Ibraheem Sayeed. La famiglia vive in Kuwait, teniamo sotto controllo le telefonate.
    Larry: Non erano, credo, otto fratelli e non so quanti cugini di cui si aveva notizia? Potrebbe essere chiunque a chiamare.
    Maya: Lo so.
    Larry: Cioè, non dirà "Ciao mamma, sono io, il terrorista".
    Maya: Sì, lo so, ma in due mesi ha chiamato da sei telefoni pubblici in due diverse città, non usando mai lo stesso apparecchio. E, quando la madre gli ha chiesto dove si trovava, ha mentito. Ha detto che era in un posto dove il telefono prendeva male, come se fosse nelle aree tribali, mentre di fatto si trovava in un mercato a Peshawar. Mi dispiace, è tutto troppo calcolato per essere normale.
    Larry: Magari è solo che non gli piace sua madre. Se dice cose che possono far pensare, o riferirsi anche solo lontanamente a qualche azione, mi impegno anch'io, ok?
    Maya: No, non è ok. Guarda, Abu Ahmed è uno troppo in gamba per tradirsi parlando per telefono. Lui lavora per Bin Laden. Quelli che parlano per telefono non sono adatti a quel lavoro. Sono morti in tanti cercando di scovarlo, penso di essere stata risparmiata per trovarlo.
  • Maya: Va assolutamente potenziato il servizio di sorveglianza su quell'uomo [Abu Ahmad]!
    Jospeh Bradley: Non è previsto un servizio di sorveglianza su di lui. Hanno appena cercato di far saltare in aria Time Square e tu mi vieni a parlare di un presunto corriere di Al-Qāʿida il cui nome è stato fatto da un detenuto sette anni fa?!
    Maya: È la chiave per arrivare a Bin Laden!
    Jospeh Bradley: Me ne frego di arrivare a Bin Laden. Io mi preoccupo del prossimo attentato, tu lavorerai alle cellule americane di Al-Qāʿida adesso. Proteggiamo la nazione!
    Maya: È Bin Laden la mente dietro agli attentati al nostro paese! Sai, se non fosse per lui Al-Qāʿida continuerebbe a essere concentrata altrove; se vuoi davvero proteggere il nostro paese devi catturare Bin Laden!
    Jospeh Bradley: Lui non l'ha mai visto Bin Laden! Quello è un affiliato di Al-Qāʿida che agisce da solo, cazzo! Sono 4 anni che nessuno parla con Bin Laden, è fuori dai giochi. Potrebbe anche essere morto, cazzo! Magari è davvero morto, cazzo! Ma invece tu che fai? Dai la caccia a un fantasma mentre la rete terroristica ti cresce intorno!
    Maya: Tu vuoi solo che io becchi un qualsiasi Mullah che non conta niente così riuscirai a mettere sul tuo curriculum che quando eri in Pakistan hai preso un terrorista, ma la verità è che-che tu non lo conosci il Pakistan! E tu non conosci Al-Qāʿida! Tu dammi gli uomini che io ho chiesto per seguire questa pista, o l'unica cosa che aggiungerai al curriculum sarà quella di essere il primo capo di una base a comparire davanti al Congresso per aver bloccato gli sforzi per catturare o uccidere Bin Laden!
    Jospeh Bradley: Tu hai perso la testa, ormai.
    Maya: 4 agenti in un luogo sicuro a Rawalpindi, e quattro in un luogo sicuro a Peshawar. O li mandi lì o mi rispedisci a Washington e spieghi tu al direttore perché l'hai fatto.
  • Direttore della CIA, Leon Panetta: Vi ascolto.
    Steve: Per fare il quadro della situazione, uscendo da Islamabad e girando a destra si guida per quarantacinque minuti verso nord e si arriva qui, ad Abbotabad; una città dove vivono alcun ex militari e gente benestante non molto interessante per noi, se non per questo complesso residenziale abbastanza unico nel suo genere. C'è un muro alto più di cinque metri lungo tutto il perimetro, le finestre hanno vetri riflettenti, c'è anche un muro di circa due metri qui, quindi non c'è modo di vedere l'interno né da terra, né dall'alto. Insomma, è... è una fortezza.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Be', non si può mettere una videocamera su questi alberi, magari? Per vedere l'edificio principale.
    George: Probabilmente la scoprirebbero.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Be', ma bisogna riuscire a vedere all'interno, no? Ok, e che cos'è questo insieme di edifici, qui?
    George: E' la struttura che ospita l'accademia militare pakistana. E' la loro West Point.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: E quanto è vicina alla casa?
    George: Circa un chilometro e mezzo.
    Maya: Milleduecentottantasei metri e cinquantasei, è piuttosto un chilometro e tre.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Chi è lei?
    Maya: La figlia di puttana che ha trovato questo posto, signore.
  • George: Certo che il suo lavoro... io non riesco a capire i tempi della politica.
    Consigliere per la sicurezza nazionale: Secondo lei è politica? Se così fosse rimanderemmo questo discorso per poterne trarre vantaggio in vista del voto. Questo è puro rischio basato solo su deduzioni, opinioni, supposizioni; e l'unica conferma che avete è di sei anni fa, ottenuta da detenuti interrogati sotto tortura. La mossa politica in questo caso è di mandarla a fare in culo e di ricordarle che io c'ero quando il suo ex-capo ha tirato fuori le armi di distruzione di massa in Iraq. Lì avevate almeno delle fotografie.
    George: Lei ha ragione, io concordo con tutto quello che ha detto. Ma io mi chiedo: un uomo nella sua posizione come valuta il rischio di un non intervento? Il rischio di perdere le tracce di Bin Laden può essere corso? È affascinante come domanda.
  • Direttore della CIA, Leon Panetta: Devo parlare col Presidente a minuti. Ora, non dite cazzate, io voglio sapere da voi che opinione vi siete fatti? Allora senza tanti giri di parole: è lì o neanche per il cazzo è lì?
    Mike: A fare la differenza sono le nostre esperienze pregresse. La vicenda delle armi di distruzione di massa irachene è stata una dura lezione e all'epoca le probabilità erano decisamente più alte.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Mike, voglio un sì o un no.
    Mike: Non si tratta di certezze ma di probabilità e io direi che c'è il 60% di probabilità che sia lì.
    The Wolf: Concordo, 60%.
    George: 80%, sono le loro misure di sicurezza a convincermi.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Voi due siete mai d'accordo su qualcosa?
    Dan: Be', io sono d'accordo con Mike, ci basiamo su informazioni avute dai detenuti e io ho passato molto tempo in quei posti. Direi un 60 scarso, signore. Sono sicuro che il bersaglio sia di alta rilevanza strategica ma non sono sicuro che ci sia Bin Laden.
    Direttore della CIA, Leon Panetta: Direi che siamo a un bel punto del cazzo, vero?
    Jeremy: Vorrei sapere Maya che dice.
    Mike: Le nostre valutazioni sono già le sue.
    Maya: 100% che è lì. Ok, 95, perché la certezza vi fa perdere la testa. Però è 100%.
  • Justin: Senti, Patrick, dimmi la verità. Tu ci credi a questa storia? Insomma, senza offesa, senza offesa, lo so ma... Osama bin Laden?
    Patrick: Sì.
    Justin: Come ti sei convinto?
    Patrick [indicando Maya]: Guarda che sicurezza.
    Justin: È proprio quello che avevo bisogno di sentire. Se basta la sua sicurezza a non farmi finire in una prigione pakistana voglio essere sincero con te: per me va bene.

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