Cyril Connolly

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Cyril Vernon Connolly (1903 – 1974), letterato britannico.

La tomba inquieta[modifica]

  • Quando considero ciò in cui credo, il che mi è possibile solo procedendo da ciò in cui non credo, mi sembra di appartenere a una minoranza di una sola persona – eppure so bene che ve ne sono migliaia come me: liberali che non credono nel progresso, democratici che disprezzano i loro simili, pagani che devono vivere secondo la morale cristiana, intellettuali ai quali l'intelletto non basta – materialisti insoddisfatti, siamo di una sostanza comune come l'argilla.
  • Nella mia religione non vi sarebbero dogmi; tutto sarebbe amore, poesia e dubbio. La vita sarebbe sacra perché è tutto quello che abbiamo, e la morte, nostro comune denominatore, fonte di meditazione.
  • Per me, il successo nella vita significa sopravvivenza. Credo che una lunga vita sia la ricompensa della natura per coloro che ne hanno afferrato il segreto. Non desidero morire giovane o pazzo. Il vero disegno dell'esistenza si può studiare meglio in una lunga vita, come quella di Goethe – una vita governata dalla ragione e interrotta a tratti da scoppi emotivi, rotture, passioni, follie. In gioventù la vita della ragione non è di per sé sufficiente; più tardi la vita delle emozioni, salvo brevi periodi, diventa insopportabile.
  • In un'unione perfetta l'uomo e la donna sono come un arco teso. Chi può dire se sia la corda a piegare l'arco o l'arco a tendere la corda? Eppure, arco maschile e corda femminile sono in armonia e la freccia può essere collocata. Con la corda staccata, l'arco penzola inutile; la corda ciondola inerte.
  • La vita è un labirinto dove, prima ancora di aver imparato a camminare, prendiamo la svolta sbagliata.
  • L'obesità è uno stato mentale, una malattia generata dal tedio e dalla delusione; l'ingordigia, come l'amore per gli agi, è una forma di paura. L'unico modo per dimagrire è ridare uno scopo alla vita.
  • Vi sono soltanto due modi per essere un buono scrittore: accettare la vita nella sua interezza come Omero, Shakespeare o Goethe, oppure, come Pascal, Proust, Leopardi, Baudelaire, rifiutarsi in ogni momento di perdere di vista il suo orrore.
  • Se i nostri corpi, così complessi e dominanti, ci sono stati dati per essere rinnegati in ogni momento, se la nostra natura è sempre in errore e malvagia, che creature inutili siamo! – come pesci non atti al nuoto. I solitari, i casti, gli asceti, che sono con noi già da seimila anni, sono forse riusciti a dimostrare di essere nel giusto? L'umanità ha mai dato segno di evolversi nella loro direzione? Oltre a Diogene e allo Stilita, vi sono anche Aristippo ed Epicuro come alternativa alla Bestia.
  • La felicità consiste nella realizzazione dello spirito attraverso il corpo.
  • Quante persone ci vengono a trovare senza annunciarsi? Questo è un buon criterio per giudicare l'amicizia. E quante ci direbbero quali sono i nostri difetti? A quante facciamo regali inaspettati? Con chi possiamo rimanere in silenzio?
  • Ogni buono scrittore deve dapprima scoprire l'abisso che separa il destino finito dell'uomo dalle sue potenzialità infinite. Soltanto dopo potrà mostrare il suo coraggio artistico e dare corpo alla protesta, che è una richiesta in ultima istanza di ordine […] Gli altri, o fanno finta di non aver visto niente e che tutto vada bene, oppure gemono commiserando se stessi. Ottimismo e autocommiserazione sono i poli positivo e negativo della viltà contemporanea.
  • Ciò che distingue i grandi scrittori del passato è la grandezza della loro infelicità; la disperazione di Pascal, l'amarezza di La Rochefoucauld, l'ennui di Flaubert, la noia di Leopardi, lo spleen di Baudelaire – ci seducono soltanto quelle verità che sono state estorte sotto tortura mentale. Noi viviamo in un'epoca così disperata che qualsiasi felicità possediamo deve essere tenuta nascosta come una deformità, perché sappiamo – sebbene tutta la nostra natura vi si ribelli – che possiamo creare soltanto grazie a ciò di cui soffriamo. (p. 65)
  • Non si può servire insieme bellezza e potere: «Le pouvoir est essentiellement stupide».
  • Nei giovani è la paura della mezza età, negli uomini di mezza età è la paura della vecchiaia la causa prima dell'infedeltà, questa ringiovanitrice infallibile.
  • Come le luci del penitenziario si smorzano quando viene accesa la corrente per la sedia elettrica, così trema il nostro cuore davanti a un suicidio, perché non vi è una sola morte volontaria per la quale l'intera società non sia da biasimare.
  • Nelle giungle sudamericane cresce un fiore con la corolla a forma di tromba, profonda trentacinque centimetri, e qui vive anche una farfalla che ha una proboscide della stessa lunghezza, l'unica creatura capace di penetrare fino al nettare, e di assicurare così la fecondazione della pianta. Io […] sono un'orchidea di questa specie, che diventa ogni giorno meno allettante nell'attesa di un Visitatore che non giunge mai.
  • Come la lucciola: dimessa, minuscola, passiva, e tuttavia carica di mistero per il poeta e di significato erotico per i suoi simili; così, tutte le cose e tutti gli esseri irradiano perennemente un fioco lume per quelli che si curano di cercare.
  • Stiamo tutti scontando una condanna a vita nella segreta dell'io.
  • Siamo conquistati dall'ombra femminile dell'io che saremmo potuti essere […]
  • I nostri ricordi sono schedari consultati e poi restituiti in disordine da autorità che noi non controlliamo.
  • Vicino ai quaranta, sto per issare la mia carcassa di vanità, tedio, colpa e rimorso in un altro decennio. […] Sia la mia felicità sia la mia infelicità le devo all'amore per il piacere; per il sesso, i viaggi, la lettura, la conversazione (sentirsi parlare), il cibo, il bere, i sigari e lo stare immerso nell'acqua calda.
  • La realtà è ciò che resta dopo questi piaceri, insieme con la speranza per il futuro, il rimpianto per il passato, la vanità del presente e tutto ciò che dà all'io il suo aroma sono stati aspirati dalla bolla d'aria nella quale mi rifugio.
  • L'arte è memoria: la memoria è desiderio riattivato.
  • Oggi la funzione dell'artista è di dare immaginazione alla scienza e scienza all'immaginazione portandole là dove esse si incontrano, nel mito.
  • In qualche modo, quindi, e senza impazzire, dobbiamo imparare da questi pazzi a riconciliare il fanatismo con la serenità. L'uno e l'altra, presi singolarmente, sono disastrosi, ma non può esservi grande arte e profonda felicità se non grazie all'integrazione di questi due opposti – e che altro vale la pena di avere? Niente infatti può essere conseguito senza fanatismo, e senza serenità niente può essere goduto. Perfezione della forma o accrescimento della conoscenza, ricerca della fama o servizio della comunità, amore di Dio o dio dell'Amore – ciascuno di noi deve scegliere l'Illusione che più si confà al proprio temperamento e abbracciarla con passione, se vogliamo essere felici.

Bibliografia[modifica]

  • Cyril Connolly, Acquario; traduzione di Francesco Cavallone, Serra e Riva, Milano, 1987.
  • Cyril Connolly, James Bond: Missione tacchi a spillo; postfazione di Peter Levi, R. Archinto, Milano, 1993.
  • Cyril Connolly, I nemici dei giovani talenti: quando sovviemmi di cotanta speme, Sellerio, Palermo, 1994.
  • Palinuro (Cyril Connolly), La tomba inquieta: un ciclo di parole, Adelphi, Milano, 1995.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]