Francesco Merlo

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Francesco Merlo (1951 – vivente), giornalista italiano.

Citazioni di Francesco Merlo[modifica]

  • La Juve infatti è la città di Torino, è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. (da La Juve restituisca lo scudetto, Repubblica.it, 16 maggio 2006)
  • Strano destino, questo dell'Ulivo e di Veltroni soffocato dall'amore dei suoi chierici. Fa venire in mente la recentissima sentenza della Cassazione che punisce, giustamente, la violenza sui bambini come metodo educativo. Ma quale Cassazione protegge i bambini italiani dal nostro vero male nazionale, gli abbracci e le carezze delle mamme e dei parenti? Chi difende i nostri bimbi dai baci delle zie? E chi proteggerà Veltroni dall'amore dei Baricco? Giovane, paffuto, riccioluto, amabile, creativo, Baricco è infatti più veltroniano di Veltroni [...]. (da Baricco scrittore zelante, Corriere della sera, 23 maggio 1996)
  • Non c'è persona per bene che non pensi che il Sud sia violento, imprevedibile, inaffidabile, sprecone, confusionario, corrotto, mafioso, camorristico. E quindi non c'è persona che non pensi che aiutare il Sud possa risultare pericoloso, fortemente pericoloso. Ecco, la solidarietà razzista che è un ossimoro. Questo modo di pensare da cui nasce e di cui si nutre il giudizio bestione della Lega. Ecco, io lo domando: è un giudizio o è un pregiudizio?" (da La fotografia: Da Genova a Messina, le differenze di un'Italia flagellata (2:54), Repubblica.it, 23 novembre 2011)
  • [Sul reato di diffamazione] Da tutti i siti potranno essere cancellati, a semplice richiesta del presunto diffamato, senza cioè sentenza, articoli e dati personali. Non ditemi che esagero: è come Fahrenheit. Anziché bruciare i libri cancellano le parole, è una forma sofisticata di rogo di scrittura, e anche di memoria, di storia, sono buchi negli archivi. Immaginate che anziché in un archivio di Internet entrassero in un'emeroteca per bruciare i microfilm. (da Fermiamo la legge bavaglio, la Repubblica, 24 ottobre 2012)

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