Thomas Bernhard
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Thomas Bernhard (1931 – 1989), scrittore austriaco.
- [Ingeborg Bachmann] In realtà a distruggerla è stato, com'è naturale, solo il mondo che la circondava e, in sostanza, la meschinità del suo paese d'origine, dalla quale era stata perseguitata passo dopo passo anche all'estero, com'è accaduto a tanti altri. (citato in Corriere della sera, 21 marzo 2010)
- La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla; contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno della solitudine all'inferno della vita in comune. (da La fornace, traduzione di Magda Olivetti, Einaudi, Torino, 1984)
- Lui era un pessimista, che è già di per sé qualcosa di ridicolo, ma lui era qualcosa di ancora molto più terribile. (da Gelo, traduzione di Magda Olivetti, Einaudi, Torino, 1986)
- Da un lato vorrei essere solo, dall'altro tutti mi ripugnano. (citato in Focus n. 53, p. 106)
Indice |
[modifica] Un bambino
- Entrando a scuola tremavo, uscendo da scuola piangevo. Andavo a scuola come si va al patibolo, la mia decapitazione era sempre soltanto rinviata, e questa era per me una tortura.
- Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione.
- È la scuola in sé, sosteneva mio nonno, che assassina il bambino.
- Sempre, quando siamo in alto, desideriamo più di ogni altra cosa avere accanto a noi un osservatore in qualità di ammiratore.
- Ero abituato a essere indipendente, a star solo la maggior parte del mio tempo, detestavo la truppa, aborrivo la massa, e tutte quelle urla cento volte, mille volte ripetute dalla stessa bocca.
- Sempre la mia ambizione è stata superiore alle mie forze.
- I più intelligenti sono continuamente minacciati dalla follia, diceva mio nonno.
- Dovevo prendere l'abitudine, diceva il nonno, di continuare a riflettere su un interrogativo irrisolto fino a quando la soluzione non emergeva da sé, il vantaggio che ne avrei tratto sarebbe stato certamente maggiore.
- La volgarità è da ogni parte intorno a noi, e ogni giorno, inevitabilmente, soffochiamo nell'imbecillità.
- I tempi e i metodi non mutano.
- Se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo di essere circondati soltanto da ridicolaggine e meschinità. Quel che importa è sottrarsi a questa ridicolaggine e a questa meschinità. Fissare lo sguardo sull'eccelso!
- La vita era una tragedia, e noi nella migliore delle ipotesi potevamo trasformarla in una commedia.
[modifica] Perturbamento
- La maggior parte della gente è in liquidazione fin dalla nascita.
- Il mondo è la scuola della morte. Dapprima il mondo è la scuola elementare della morte, poi la scuola media della morte, poi, per pochissimi […], è l'università della morte.
- Gli uomini camminano insieme, parlano insieme, dormono insieme, ma non si conoscono. Se gli uomini si conoscessero non camminerebbero insieme, non parlerebbero insieme, non dormirebbero insieme.
- Ognuno di noi ha dei periodi piuttosto lunghi in cui la verità non esiste, e fa soltanto finta di esistere.
- Ci sono degli uomini […] che si accontentano della vita nel suo stato grezzo e non si preoccupano di lavorarla, gli basta la materia grezza.
- Tutti quei talenti stampati a morte […] In ogni libro scopriamo con orrore un uomo che gli stampatori hanno stampato a morte, che gli editori hanno pubblicato a morte, che i lettori hanno letto a morte.
- Di fronte a certi interrogativi ci sembra di trovarci di fronte a una fossa aperta che venga rapidamente riempita di terra.
- L'amore è un'assurdità che in natura non c'è.
- Tutta la nostra vita non è che un avvicinarsi ai limiti estremi della vita stessa.
- La verità è tradizione, non è la verità.
- La salvezza è là dove noi non andiamo, perché non saremmo capaci di tornare indietro.
- Noi ci costringiamo a non percepire il nostro abisso. Eppure, per tutta la vita, non facciamo altro che guardare giù, al nostro abisso fisico e psichico, pur senza percepirlo.
- Tutte le strade sono strade tracciate dall'uomo.
- I poeti […] utilizzano quella verità che ai filosofi non può servire.
- Cerco di distrarmi da me stesso, ma ormai ci riesco solo sporadicamente.
- La vita ha l'alito sempre più cattivo.
- La mia vita è fatta di tentativi per non essere scoperto.
- Effettivamente mio padre incontra sempre più gente proprio per essere sempre più solo.
- Hai utilizzato bene il tuo corpo? penso. Il tuo intelletto? Hai utilizzato bene la tua vita? penso. Se co-minci a porti questi problemi, sei spacciato.
[modifica] Estinzione
- Solo gli ottusi credono che il mondo finisca dove finiscono loro.
- Quanto più imponente suona il titolo, tanto più grande è l'imbecille che lo porta.
- Spesso ci addentriamo a tal punto in un'esagerazione […] che finiamo per considerare quell'esagerazione il solo fatto coerente, e non percepiamo neanche più il fatto reale, ma solo l'esagerazione smisuratamente spinta all'estremo.
[modifica] Antichi maestri
- Accade sempre così, […] parliamo di un tema perché questo tema ci affascina, ma siamo più noi ad esserne affascinati di colui che in fin dei conti costringiamo ad ascoltarci con immensa, spasmodica spietatezza.
- Nei cimiteri abbiamo brutalmente sotto gli occhi il cattivo gusto più indecente dell'umanità.
- Anche l'arte nel suo insieme non è altro infatti che un'arte di sopravvivere, questo fatto non dobbiamo perderlo mai di vista, l'arte, insomma, è il tentativo reiterato, che commuove perfino l'intelligenza, di sbrogliarsela in questo mondo e nelle sue avversità, cosa che, come sappiamo, è possibile solo facendo ripetutamente uso della menzogna e della falsità, dell'ipocrisia e dell'autoinganno.
[modifica] La cantina. Una via di scampo
- I paroloni e le frasi altisonanti io li ho sempre presi per quello che sono: manifestazioni di incompetenza alle quali non bisogna far caso.
- In fondo io non ho percorso una strada, probabilmente perché ho sempre avuto paura di imboccare una strada senza fine e quindi senza senso. Se volessi, dicevo ogni volta a me stesso, potrei farlo. Ma non ho imboccato nessuna strada. Qualcosa è successo, sono diventato più vecchio, non sono rimasto fermo, ma non ho imboccato nessuna strada.
- Parlo un linguaggio che io solo capisco, nessun altro, così come ognuno parla soltanto il proprio lin-guaggio, e quelli che credono di capire sono degli imbecilli oppure dei ciarlatani.
- Ogni uomo, a prescindere da quello che è e a prescindere totalmente da quello che fa, viene ricacciato continuamente in se stesso, ogni uomo è un incubo abbandonato soltanto a se stesso.
[modifica] Il respiro. Una decisione
- Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua.
[modifica] Il freddo. Una segregazione
- Per combattere l'insensatezza, alzarsi dal letto, lavorare e pensare immersi in nient'altro che nell'insensatezza. […] Svegliarsi, cominciare il lavoro e continuarlo fino allo sfinimento, finché gli occhi non possono e non vogliono più vedere, smettere, spegnere la luce, cadere in balìa degli incubi, consegnarsi ad essi come a una cerimonia senza pari. E il mattino dopo far di nuovo la stessa cosa, con la massima precisione, con la massima concentrazione, fingendo che tutto ciò abbia un significato.
- Siamo in errore quando crediamo di essere nel vero e viceversa. La via dell'assurdo è la sola praticabile.
- Il linguaggio non serve quando si tratta di dire la verità, di comunicare qualcosa, il linguaggio permette a chi scrive soltanto l'approssimazione, sempre e soltanto la disperata e quindi anche dubbia approssimazione all'oggetto, il linguaggio non riproduce che un'autenticità contraffatta, un quadro spaventosamente deformato, sebbene chi scrive si dia un gran da fare, le parole calpestano e deformano tutto, e sulla carta trasformano la verità assoluta in menzogna.
- Teniamo in serbo le nostre domande perché noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l'interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perché vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive è ormai troppo tardi.
[modifica] Correzione
- Non è possibile una vera chiarezza, ma solo una chiarezza generica, approssimativa, non è possibile una conoscenza effettiva, ma solo approssimativa, tutto è sempre solo approssimativo e può essere sempre solo approssimativo.
- La maggior parte delle persone, la percentuale più alta, vive di idee altrui e sfrutta queste idee altrui fino all'estremo, senza vergogna, ma a queste persone nessuno chiede conto, al contrario, sono lodate ovunque. Ovunque guardiamo, sfruttatori di idee, che ne traggono un buon guadagno.
[modifica] La fornace
- La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla: contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno della solitudine all'inferno della vita in comune.
[modifica] Bibliografia
- Thomas Bernhard, Un bambino, traduzione di Renata Colorni, Adelphi.
- Thomas Bernhard, Perturbamento, Milano, Adelphi 2002.
- Thomas Bernhard, Estinzione, Milano, Adelphi 1996.
- Thomas Bernhard, Antichi maestri, Milano, Adelphi 1999.
- Thomas Bernhard, La cantina. Una via di scampo, Milano, Adelphi 1994.
- Thomas Bernhard, Il respiro. Una decisione, Milano, Adelphi 1996.
- Thomas Bernhard, Il freddo. Una segregazione, Milano, Adelphi 1991.
- Thomas Bernhard, Correzione, Torino, Einaudi 1995.
- Thomas Bernhard, La fornace, Torino, Einaudi 1984.
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