Alfredo Biondi

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Alfredo Biondi

Alfredo Biondi (1928 – vivente), politico e avvocato italiano.

Citazioni di Alfredo Biondi[modifica]

  • Comunque il decreto [il cosiddetto decreto Biondi] non l'ho proposto io, ma Berlusconi.[1]
  • [Sul dibattito tra fermezza e trattativa durante il caso Moro] Non c'è da dividersi e dividere in falchi e colombe, non c'è da mistificare come caldo umanitarismo lo spirito di rinuncia e di sottomissione e come gelida statolatria l'elementare esigenza di non transigere su diritti e doveri indisponibili come quello di rendere giustizia e di assicurare l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.[2]

Da Alfredo Biondi

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Corriere Magazine, citato in Interviste.sabellifioretti.it.

  • I liberali sono nel governo, ma Forza Italia è in mano ai dc, ai socialisti, ai comunisti, agli ex impiegati di Fininvest.
  • [Sulla definizione di Silvio Berlusconi come liberale] In economia. Per il resto è un po' democristiano e un po' craxiano.
  • [Su Silvio Berlusconi] Ora deve fare i conti con quello che definisce il teatrino della politica che richiede dialoghi, mentre lui preferisce i monologhi.
  • Dini è un alto funzionario di Bankitalia con le doti e i limiti di chi presta i soldi a chi li ha già.
  • Pomicino è uno di quei personaggi locali che sguazzano nella loro acqua ma fuori non sanno dove andare.
  • Scalfaro resta di destra e integralista anche se va ai girotondi. Come è successo a Montanelli o a Federico Orlando. Li caratterizza il rigore moralistico. Bigottismo. Quello laico è peggio di quello religioso.
  • Daniele Capezzone. È un chierico, un ragazzo di una rara intelligenza che mi fa lo stesso effetto di quei preti sapienti che diventano cardinali.
  • Berlusconi dovrebbe scegliere persone capaci di dirgli di no. E poi lavora troppo. Mi invita a lunghe cene a casa sua dove si parla solo di politica. Ma che vada in trattoria, a chiacchierare, a guardare la gente.
  • Bondi è una gemmazione di Berlusconi. Anzi, Bondi è Berlusconi. Bondi è il capo a disposizione della periferia. Sta a sentire tutti.
  • Fino a quando il giudice giudicante sarà un collega del Pm, col quale magari si sposa, allora io mi chiedo se le Camere di consiglio le fanno a letto.
  • Berlusconi ha un ego molto forte. Ma il partito senza di lui è impallidito.
  • In Forza Italia manca dialettica interna. A causa di una visione che io definisco leadercratica.
  • Fede è grato a Berlusconi perché non lo ha mai abbandonato. Berlusconi è buono. Non abbandona mai nessuno.
  • Il mistero per cui Scajola si è innamorato di Berlusconi l'ho capito. Il suo sogno era diventare importante in Liguria. Ci è riuscito disseminando i suoi uomini dappertutto.
  • Fazio è il sinistro mellifluo. I suoi occhi sembrano due uova al tegame.
  • La Gruber è una santarellina supponente.
  • [Su Valerio Zanone] Il meno liberale di tutti. Un liberale è umile. Lui è limitato dalla sua supponenza.
  • [Su Bruno Vespa] È troppo accomodante. Non mette in imbarazzo i suoi interlocutori. Conduce bene ma con le briglie mosce. Se ne vanno tutti soddisfatti e anche rimborsati.

Citazioni su Alfredo Biondi[modifica]

  • È un uomo allegro, anche un po' goliarda, di improvvise arrabbiature e rapidi oblii. È stato ministro della prima Repubblica e della seconda, vicepresidente della Camera, segretario del Pli. Quando dirigevo Cuore mi querelò ma nessuno dei due ricorda perché. È inseguito da una fama, immeritata, di bevitore e, meritata, di battutista. (Claudio Sabelli Fioretti)
  • [Sul decreto Biondi] Io avevo protestato, dicendo che in materia di giustizia non si può legiferare per decreto. Ma Biondi, che condivideva in parte questa mia posizione, mi spiegò che Berlusconi, allarmato dalla possibilità di un arresto del fratello Paolo, aveva esercitato una pressione enorme perché si varasse un provvedimento del genere. (Umberto Bossi)

Note[modifica]

  1. Citato in Marco Travaglio, Ad personam, Chiarelettere, Milano, 2010, p. 58. ISBN 978-88-6190-104-9.
  2. Citato in Massimo Fini, Ma quel dì Giulio difese lo Stato, L'Indipendente, 16 dicembre 1995.

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