Paolo Cirino Pomicino

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Paolo Cirino Pomicino

Paolo Cirino Pomicino, conosciuto anche con lo pseudonimo di Geronimo (1939 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Paolo Cirino Pomicino[modifica]

  • La corruzione è sempre stata compagna di strada dell'uomo. D'altronde, la stessa cultura cattolica ci insegna: senza soldi non si cantano messe. Pensiamo all'obolo di San Pietro. Il problema per noi politici, ma in generale per tutti coloro che amministrano la cosa pubblica, è gestire il proprio percorso verso Dio cercando una mediazione.[1]
  • La verità è che i democristiani quando sono morti tutti li applaudono e qualcuno li voleva pure santificare e quando sono vivi ognuno vuole prenderne la maggior parte per sé. Berlusconi ha scelto tempo fa Scajola per riorganizzarsi politicamente e ora ha scelto Angelino Alfano. E anche il Pd nel momento in cui si è costituito ha eletto come presidente Rosy Bindi. Questo testimonia che il cattolicesimo politico è una fucina di classe dirigente.[2]
  • Le culture europee che governano gli stati membri sono quella ambientalista, quella liberale, quella socialista e quella cristiano-democratica. In Italia attualmente non ci sono, a causa di un bipolarismo non politico, ma legato a tecnicalità elettorali. Siamo l'unico paese occidentale nel quale c'è un premio di maggioranza. C'è un solo precedente nella storia nazionale: la legge Acerbo. Che poi Mussolini non utilizzò neanche, perché ebbe il 65 oer cento dei consensi e non scattò il premio di maggioranza.[3]
  • Il consenso si conquista promettendo moltissimo e mantenendo sempre, ma con il contagocce. (citato in Focus, n. 65, p. 135)
  • Questo mascalzone [Antonio Di Pietro] ha detto che la crescita degli anni '80 era legata al mondo della tangenti. È una persona ignorante. Io sto difendendo il sistema politico e democristiano che ha governato questo paese.[4]
  • Se non ci fosse il grande comico, ora un po' calante, cioè Grillo, quanta gente avrebbe avuto la possibilità di andare in Parlamento col M5S?[5]
  • Noi sbagliammo infatti a non denunciare i costi della politica, e nessuno di noi si è arricchito. Ci trincerammo dietro a un’ipocrisia. Ma pagammo il fatto che per noi cattolici della Dc e per i comunisti il denaro era lo sterco del Diavolo. Dovevamo dire la verità sui prezzi enormi delle campagne elettorali. Che poi quelli che mi finanziavano erano tutti amici, si sapeva perfettamente chi mi sosteneva. Lo disse anche Craxi nel famoso discorso in Parlamento. Ma col senno di poi su può dire che molte accuse contro quella classe dirigente furono esagerate.[6]
  • Mia madre era una donna di grande fede. Quando mio fratello Mariano, secondogenito, morì a 33 anni, e le diedi la notizia, rivolgendosi a un quadro della Madonna di Pompei, disse piangendo: “Non ti capisco, ma te lo affido”. Quella testimonianza ci ha accompagnato in tanti altri momenti tragici.[7]

«Non offendiamo la Prima Repubblica: quello che si vede oggi non ha nulla che le somigli»

intervista di Susanna Turco, L'Espresso, 4 settembre 2019

  • [Riferendosi a Salvini] Chi agita i rosari in piazza dovrebbe ricordarsi anche che esiste l’Inferno.
  • La migliore furbizia è dire la verità, tanto nessuno ci crede.
  • Non offendiamo la Prima Repubblica, non c’è proprio nulla che le somigli. C’è un leader politico, Salvini, che addirittura chiede i pieni poteri, fa una crisi di governo e poi, però, si dice: possiamo continuare a lavorare. Mai accaduto. Poi c’è un presidente del Consiglio che dà i pieni poteri a un suo ministro su una emergenza - nella Prima Repubblica era semmai il Consiglio dei ministri a deliberarla. Un precedente inesistente.

«I Pm hanno tanto potere. Serve ancora Geronimo»

intervista di Maurizio Caverzan, 27 gennaio 2020.

  • [Perché ha intitolato il suo libro sulla seconda repubblica [omissis]]] È un’immagine per descrivere la nuova situazione politica dopo Mani pulite. Diventammo improvvisamente un Paese privo di ogni cultura politica. Siamo l’unico Paese europeo, infatti, a non avere un partito liberale, socialista, verde o democratico cristiano. La responsabilità fu del vecchio Pci che, alimentando l’opzione giudiziaria per sconfiggere i partiti del vero centrosinistra, lavorò per cancellare la cultura politica di tutti avendo perduto la propria.
  • [Mani pulite è una conseguenza del crollo del Muro di Berlino.] Sotto le sue macerie non è rimasto solo il partito comunista ma, grazie ai ragazzi della via Pal della procura di Milano, anche i partiti che avevano vinto la battaglia della storia. Mani pulite fu voluta dalla borghesia azionista guidata da De Benedetti. Il quale pensava di essere la nuova testa del futuro governo del Paese, che avrebbe sommato l’élite finanziaria e industriale del salotto buono del capitalismo italiano al Pci di Achille Occhetto e Luciano Violante, ancora in possesso di una forte organizzazione territoriale.
  • [Sui giornali e nelle ricostruzioni storiche si è parlato poco di questo disegno.] Nel 1992, quando il centrosinistra raccolse il 55% dei consensi, doveva iniziare una legislatura a guida socialista con un presidente della Repubblica democristiano. Un assetto politico non gradito all’intelligence americana e a quell’area composta dal Pci e dalla borghesia azionista che sognava di fare grandi affari con la vendita, o meglio la svendita, del 25% dell’economia italiana in mano pubblica a finanziarie internazionali. Basta leggere le memorie di Giuseppe Guarino per rendersene conto.
  • [Una svendita che poi è realmente avvenuta.] Oggi si è completata. Ma invece di risanare i conti pubblici, il debito si è triplicato, passando, a moneta corrente, da 839 miliardi di euro del 1991 a 2400 miliardi attuali, con un pesante impoverimento del ceto medio. I famosi esponenti del salotto buono del capitalismo italiano sono andati all’estero o hanno venduto agli stranieri, o sono falliti. E il Paese è rimasto senza politica, senza economia e con una ricchezza elitaria.

Attribuite[modifica]

  • [Da Beppe Grillo] Lei fa un errore sostanziale: confonde la politica con la giustizia. (telefonata citata dal comico durante lo spettacolo Incantesimi)

Strettamente riservato[modifica]

Incipit[modifica]

Ho cominciato a scrivere le mie memorie in carcere.

Citazioni[modifica]

  • Napoli non ha bisogno d slogan alla Bassolino o carità alla Barracco. Ha bisogno di investimenti seri, coordinati in un grande piano di sviluppo. (p. 26)
  • Fra i giornalisti che hanno svolto prestazioni professionali per me c'è pure il grande moralizzatore Giorgio Bocca. Purtroppo ho potuto pagarlo troppo poco: pretendeva troppi soldi. (p. 35)
  • Il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Riboldi, chiese di incontrarmi nel 1990 [...] Arrivai in gran segreto e la mia prima sorpresa fu quella di trovarmi di fronte a un uomo truccato con un lieve filo di rossetto sulle labbra e del fard sul viso. [...] Alla fine del colloquio la seconda sorpresa: il vescovo aveva collocato tutte le TV che ci aspettavano amicrofoni spiabati fuori dalla porta. Benedetto protagonismo. (p. 43-44)
  • Gli storici potranno divertirsi, ma intanto è un dato certo: il Pci-Pds ha sempre premiato lautamente quei magistrati che arrestano o processano gli innocenti. Antonio Di Pietro, per esempio, ha mandato in galera molte persone poi risultate completamente estranee ai fatti [...] ed è stato nominato ministro e poi eletto senatore in uno dei collegi più bilndati, quello toscano del Mugello. (p. 227-288)

Citazioni su Paolo Cirino Pomicino[modifica]

  • [Nel 1992] È un amico, ma è l'esemplare più tipico di un modo di far politica che non è il mio prediletto. Quel tipo di politica, che io ritengo superato, lui la fa molto bene. (Luigi Abete)
  • Pomicino è uno di quei personaggi locali che sguazzano nella loro acqua ma fuori non sanno dove andare. (Alfredo Biondi)

Note[modifica]

  1. Citato in Angela Frenda, Pomicino: non sarò mai un santo Sto cercando di mediare con Dio, Corriere della Sera, 2 aprile 2007, p. 5.
  2. Dall'intervista di Silvia Cerami, Pomicino: "Scajola e Pisanu? Sono l'ago della bilancia", L'Espresso, 11 ottobre 2011.
  3. Dall'intervista di Fabio Chiusi, "Pomicino: 'Abbiamo vinto noi'", L'Espresso, 11 novembre 2011.
  4. Dal programma Fuori onda, La7, riportato in Pomicino attacca Di Pietro: "Mascalzone, vediamo chi ha rubato", Adnkronos.com, 24 gennaio 2016.
  5. Citato in Gisella Ruccia, Di Maio, Cirino Pomicino: "Dice sciocchezzuole e fa gaffe". Di Pietro: "Non può dire che M5S è il migliore", Ilfattoquotidiano.it, 6 gennaio 2018.
  6. Citato in Concetto Vecchio, Cirino Pomicino: "Tangentopoli ha distrutto i partiti e aperto la strada ai populisti. Io ora voto Pd", La Repubblica, 21 luglio 2019.
  7. Citato in Maurizio Caverzan, «I Pm hanno tanto potere Serve ancora Geronimo», 27 gennaio 2020.

Bibliografia[modifica]

  • Geronimo, Strettamente riservato. Memorie di un superministro della Prima Repubblica, prima edizione, Mondadori, Milano, 2000. ISBN 88-04-48083-1

Altri progetti[modifica]