Antico Egitto

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La celebre stele di Rosetta

Citazioni sull'Antico Egitto e gli egizi.

  • Anche se gli antichi egizi consideravano i gatti divinità, non esistono prove concrete di un'interazione affettiva tra quella popolazione e i felini. I gatti furono ammirati per ragioni estetiche, ma raramente – pare – presi in considerazione, vezzeggiati e coccolati. (Jeffrey Moussaieff Masson)
  • [Gli egizi] avevano osservato che l'anima di ciascun animale, non appena sciolta dal corpo, era razionale, conoscitrice del futuro, capace di vaticinare e di fare tutto ciò che anche l'uomo, libero dal corpo, poteva fare. Perciò, giustamente, li onoravano e si astenevano dal cibarsi di essi per quanto potevano. (Porfirio)
  • Infatti non soltanto tra gli Egizi e i Siriani, ma anche tra gli Elleni c'era un elemento di santità nell'astenersi dal mangiare pesce. (Plutarco)
  • Ma gli antichi egizi credevano che si potesse creare un profumo assolutamente al difuori del comune, aggiungendo solo una nota in più una sorta di essenza decisiva, che avrebbe risonato e dominato su tutte le altre. Un'antica leggenda narra che fu rinvenuta un'anfora dentro l'antica tomba di un faraone, dicono che quando venne aperta si sprigionò una fragranza che dopo tutti quegli anni era rimasta intatta, un profumo di una soave bellezza, ma così potente che anche solo per un fugace momento qualunque persona lo annusasse pensava di trovarsi in paradiso. (Profumo - Storia di un assassino)
  • [Gli egizi] non adoravano Giove, come lui fusse la divinità, ma adoravano la divinità come fusse in Giove. (Giordano Bruno)
  • [Gli egizi] seppero bene che dio era passato non solo attraverso l'uomo e che l'anima non aveva posto il suo tabernacolo solamente nell'uomo, ma che essa era penetrata quasi in tutti gli animali. Perciò, nel costruire immagini degli dèi, presero assieme all'uomo ogni tipo di animale e mescolarono in qualche modo il corpo dell'uomo con quello di animali o di uccelli. (Porfirio)
  • [Gli egizi] sono così lontani dall'uccidere uno solo degli animali, ch'essi fanno delle loro figure immagini degli dèi perché li considerano prossimi e apparentati agli dèi e agli uomini. (Teofrasto)

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