Antonio Albanese

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Antonio Albanese con Giorgio Napolitano

Antonio Albanese (1964 – vivente), attore comico, cabarettista, regista e scrittore italiano.

Citazioni di Antonio Albanese[modifica]

  • Io sono figlio dell’immigrazione: i miei genitori hanno dovuto abbandonare il loro paese del Sud per rifarsi una vita. Mio padre ha vissuto da solo per un anno perché non trovava nessuno che gli affittasse casa, essendo meridionale. Questa è stata la sua vita. Mi sembra che la storia si ripeta.[1]
  • I social sono un virus che si è insinuato, anche nell'informazione: si prende sul serio tutto, ogni cazzata. C'è chi twitta per commentare negativamente quello che sta vedendo alla tv: ma allora esci, vai a berti una birra, dico io. E invece no, i social ti inducono a cercare nel mondo più malinconia di quanta nei hai tu.[2]

Personaggi[modifica]

Ministro della Paura[modifica]

  • Io sono il Ministro della Paura, e come ben sapete senza la paura non si vive. Senza la paura della fame e della sete non si vive. Senza la paura della famiglia e della scuola non si vive. Senza la paura di Dio e della sua barba bianca non si vive. Una società senza paura è come una casa senza fondamenta. Per questo io ci sarò sempre. Io aiuto il mondo a mantenere l'ordine. Senza di me le guerre scoppierebbero inutilmente. Le epidemie non avrebbero senso. Le bombe esploderebbero senza nessun vantaggio sociale. Io trasformo la paura in ordine, e l'ordine è il cardine di ogni società rispettabile.
  • Maturando ho cominciato ad aver paura degli arabi. Un amico mi diceva: "Devi stare attento agli arabi, sono veramente pericolosi. Loro credono solo nel loro Dio e nel loro commercio." Beh, ho pensato: come i veneti. Tanto valeva avere paura dei veneti che li avevamo a portata di mano!

Alex Drastico[modifica]

  • E in un momento di allegria, quanto tu possa fare bella mostra del tuo eterno e idiota sogghigno mettendoti in risalto con una risata crepuscolare ti venga un "raschio" in gola talmente potente che a forza di tossire ti si scolli il velopendulo e in caduta libera lungo l'esofago ti vada a tappare nell'ordine: polmoni, bocca dello stomaco e buco del culo.[3]
  • C'è il figlio del benzinaio che si droga. Lo vogliamo aiutare? Vogliamo dargli della droga?[3]
  • Ma chi? Ma come? Ma chi cazzu?
  • Noi nella mia famiglia, non lavora nessuno. Da generazioni. Da molte generazioni. Mio nonno non faceva una cazzo, mio padre non faceva un cazzo. Io un benemerito, ma mio figlio si droga. Com'è sto fatto? (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)
  • Nicholas (suo figlio, ndr) spaccia, ma lo prendono sempre perché è albino. Una volta lo abbiamo dipinto ma lo hanno preso lo stesso perché ha piovuto. (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)
  • Dio è grande, ma Alex Drastico non cugghiunìa! (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)

Cetto La Qualunque[modifica]

  • Cchiu' pilu pe' tutti!
Più pelo per tutti! (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Il mio sogno è: un forestale per ogni albero! (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Cazzu cazzu iu iu! (da Che tempo che fa, 2007)
  • Fatt' i cazzi toi! (Riferito a Fabio Fazio quando lo interrompe, da Che tempo che fa, 2007)
  • Non lo sputo se no lo profumo! (Riferito a De Santis, il suo avversario politico immaginario)
  • 'Ntu 'u culu a ... (il soggetto cambia in base all'argomento, da Che tempo che fa, 2007)
  • ...costruiremo un ponte di pilu, con otto corsie di pilu e una corsia di peluche per gli amici! Evviva il pilu ad alta velocità! (Riferito al ponte sullo stretto di Messina, da Mai dire Lunedì, 2005)
  • I giovani, non mi stancherò mai di dirlo, sono un problema e non una risorsa. (da Che tempo che fa, 2007)
  • Mi voti? Avrai un lavoro e una casa. Non mi voti? Ntû culu a ttia e a ttutta a famigghia! (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • La battaglia per l'occupazione passa attraverso l'assunzione dei figli dei miei elettori. Tu mi voti, io ti do un posto. Tu mi trovi trenta voti, e io ti faccio assumere pure le galline. Tu non mi voti, e sei un cane bastasu schifoso. (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)
  • Mia figlia Jenet ci ha provato a prendersi una laurea, ma qui al sud è impossibile, per comprare un esame all'università ci vogliono duemilacinquecento euro. Queste non sono cifre da paese civile! (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)
  • De Santis (capo immaginario dell'opposizione), se a 'ttia 'u pilu non ti piaci, sunnu cazzi toi! (da Antonio Albanese: Personaggi, Einaudi 2006)
  • ...Abbiamo analizzato tutto, il terreno, il rischio, il vento, la pioggia, l'accoppiamento delle api, tutto, abbiamo analizzato... tutto... siamo arrivati alla conclusione che il rischio c'è... ma è minimo proprio una cosa da niente. Dati alla mano, la cosa peggiore, ma proprio peggiore che può succedere, è che il Ponte crolli. Solo questo va'... (da Che tempo che fa, 13 febbraio 2010)

Epifanio[modifica]

  • Era un giorno nel parco, un parco bellissimo. Un parco di una grande città. Tanta gente, bambini, giovanotti, vecchietti e tutti parlavano tra di loro. E parlavano anche con me. Uno mi ha chiesto un cucchiaio, uno cento lire, uno una spada e uno un limone. E io gli ho detto: «Ma simpaticissimo, cos'è che te ne fai di un limone?». «Eh, devo farmi una pera.». E io gli ho detto: «Ma cosa sei, un mago?»[3]

Frengo[modifica]

  • Le fiamme del dolore, divampavano alimentate dalla disperazione cosmica. (da Mai dire Gol)
  • Siete chiusi nella vostra illusoria buatta de marmellata. (da Mai dire Gol)
  • Partita illusoria a tratti priva di introspezione filosofica. (da Mai dire Gol)

Ivo Perego[modifica]

  • Le ho portato la cura omeopatica del nostro paese: eternit! (da Che tempo che fa, 2007)
  • È proprio vero che in ogni famiglia del capitalismo italiano c'è sempre un figlio deficiente. (da Che tempo che fa, 2007)
  • Io alla tua età dormivo solo il mercoledì pomeriggio e neanche tutti i mercoledì. (da Che tempo che fa, 2007)
  • Se il dio egizio si fosse fatto la piramide di eternit, col cavolo che gli profanavano la tomba! (da Che tempo che fa, 2007)
  • È da 30 anni che lavoro e guarda cosa mi viene fuori: una nutria in cassa integrazione! (riferito al figlio, da Che tempo che fa, 2007)

Mino Martinelli[modifica]

  • Comunque, per citare Aristotele, il pensiero filosofico c'ha tre fasi essenziali: analisi, sintesi e fatturazione finale. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • È difficile apprezzare Alessandro Manzoni se si è un giovane d'oggi d'oggi, ma non si può pretendere di essere un giovane d'oggi se si è Alessandro Manzoni! (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • I giovani d'oggi sono spesso più giovani di domani. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Io vengo dal futuro, ma non posso fermarmi molto. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • La vita è un eterno ritorno. Un pendolarismo esistenziale. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • L'esistenza dei giovani, benché discutibile, è purtroppo inevitabile. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • L'uomo di oggi è in ritardo. Ci conviene aspettare quello di domani. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • L'uomo e la natura non si incontrano, perché il progresso è in ritardo e la natura è andata via prima. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Per citare Catullo, l'amore perfetto richiede due ingredienti. l'uomo, la donna ma mai contemporaneamente. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Tutto tutto, niente niente. (da Mai dire Lunedì, 2005)

Pier Peter[modifica]

  • Se le azioni salgono prima o poi scendono, se scendono prima o poi salgono, se rimangono stabili prima o poi rimangono stabili. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Se il prezzo degli appartamenti in Italia sale, prima o poi sale, se scende, prima o poi sale, se rimane stabile, prima o poi sale. (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • Mai, e sottolineo mai, investire tutti i propri risparmi nell'acquisto di un solo titolo, soprattutto se si chiama "Pongo Slip". (da Mai dire Lunedì, 2005)
  • L'economia è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli economisti. (da Mai dire Lunedì, 2005)

Giù al nord[modifica]

Incipit[modifica]

Noi nella mia famiglia lavoriamo tutti. Da generazioni. Mio nonno ha fatto il capannone piccolo, mio padre il capannone grande, io il capannone grandissimo. Mio figlio si droga.

Ha capito che non riuscirà mai a fare un capannone più grande del mio. Ho provato ad aiutarlo con delle sberle, qualche calcio, poi ho provato anche con le maniere forti: niente. Ogni tanto viene a trovarmi in capannone e mi guarda senza dire una parola e io per fargli coraggio gli dico da Perego a Perego: «Manuel! Se tieni duro un giorno sarai proprio qui, dentro questo capannone di Eternit, seduto sulla tua sedia di compensato, con la tua bella scrivania di truciolare, con davanti questo bel blocco di fatture, il tuo bel timbro, il calendarietto, la statuina-barometro, sarai al posto del tuo papà». Un quarto d'ora dopo era già a farsi una pera.

Citazioni[modifica]

  • Il mio capannone è fatto di Eternit, e con l'Eternit non si scherza: è pieno di amianto, produrlo e montarlo è un gioco da ragazzi. È smontarlo e distruggerlo che è impossibile: si rischia il cancro. L'Eternit non è un materiale, è un monito: nessuno distrugga ciò che l'uomo ha costruito. (Perego)
  • Capannoni con cipressi dall'Arizona e villetta adiacente. Abbiamo tutti una villetta adiacente. Praticamente il nostro paese non è altro che un condominio fatto a fette e disposto in orizzontale. (Perego)
  • Le villette a schiera sono state progettate dagli urbanisti perché spalmare l'odio sul territorio è meglio che concentrarlo in un solo punto. (Perego)
  • Io, credetemi, non mi sono mai lamentato di niente, sono un uomo tranquillo. Non vedo le cose a tinte forti, anche perché l'Eternit ha quel grigio uniforme che ti insegna a vivere senza tanti grilli per la testa. (Perego)
  • Qui lavorano tutti [...] e mio figlio si droga. Ma quel che è peggio è che in comunità ogni tanto si innamora. Lo trovo più grave della dipendenza dalla droga. (Perego)
  • La nostra chiesa si chiama Santa Maria Buffetti, in onore della prestigiosa catena di articoli per ufficio. (Perego)
  • Certo, ho sognato una volta. In quarant'anni ho sognato. Un'esperienza segnalata anche dal giornale locale. Me lo ricordo benissimo. (Perego)
  • Con la mia nuova famiglia ho tre figli: Thomas, Nicholas e Giuseppes, per coerenza. Il primo Thomas si droga. Il secondo, Nicholas, spaccia, ma lo prendono sempre perché è albino. L'ultimo, la pecora nera, Giuseppes, lavora nella squadra narcotici. Ogni tanto arresta i fratelli per fare carriera. (Alex Drastico)
  • Io e la mia nuova moglie ci siamo separati per incompatibilità di carattere. La colpa è mia, le ho inflitto una pena, l'ho trafitta al cuore. Con un machete. (Alex Drastico)
  • All'inaugurazione volevo Paola e Chiara, ma il cachet per tutte e due era troppo alto, è venuta solo Chiara che faceva anche la voce dell'altra. (Alex Drastico)
  • Alle pareti c'era una mostra di fotografia dialettale: Tra le due guerre. Non c'entrava una minchia, ma serviva per avere il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura. (Alex Drastico)
  • Avete presente un culturista classico? La testa pare una prugna appoggiata su un tavolo, e non perché è piccola, ma perché tutto il resto è diventato enorme. (Alex Drastico)
  • So fare figure di fumo. È il mio lavoro. Porto alle labbra la sigaretta, aspiro con calma e concentrazione, inclino la testa un po' all'indietro e, quasi sospeso sulla punta dei piedi, soffio lentamente nell'aria una sottile colonna di fumo che poi modello a mio piacimento. (L'uomo che fa figure di fumo)
  • E dal buio, ogni tanto, affiora la tromba di Chet Baker sospesa nel vuoto. Una linea melodica di fumo si espande nell'aria. Naturalmente, la tromba non emette alcun suono, è una musica da guardare, ma soprattutto da respirare. (L'uomo che fa figure di fumo)
  • Che lavoro faccio? Faccio l'Analisi delle Gestioni Integrate. Bene, molto bene. Voi mi chiedete che lavoro è l'Analisi delle Gestioni Integrate. Non lo so! Bene. (L'uomo che non sa che lavoro fa)
  • Nessuno nella nostra azienda sa che lavoro fa. E lo facciamo comunque bene. (L'uomo che non sa che lavoro fa)
  • Anche se non ha risposto esattamente a nessuna domanda, lo abbiamo promosso. Lo abbiamo promosso perché non possiamo certo affrontare il Consiglio di Classe, il Collegio dei Dicenti, il Consiglio di Istituto, l'Assemblea Plenaria, il Provveditorato agli Studi e il Tar. Perché se il ragazzo mi fa ricorso, mi vengono a guardare nei registri, mi controllano i verbali e mi fanno ripetere l'esame. Non mi conviene. (Il Professore)
  • Ci sono dal Galaxy al mare due pompe di benzina, un campo da tennis gonfiabile, dieci villette a schiera. E dal mare al Galaxy funziona all'incontrario: dieci villette a schiera, un campo da tennis gonfiabile e due pompe di benzina. Più un arredobagni che si nota solo al ritorno. (L'uomo che fa il turno di notte)
  • Lui era un uomo-bomba. Lei era una donna-cannone. Si innamorarono a prima vista. Affinità elettive. Lei usciva da un circo, lui da una facoltà di teologia. Lei era capace di far ballare i suoi duecento chili sopra un cavallo bianco, lui di dimostrare l'esistenza di Dio. I due classici fenomeni da baraccone. (L'uomo-bomba e la donna-cannone)
  • Spostavo due o tremila sassi al giorno. Mi davano dei soldi anche. Per pagare le cose da mangiare, da bere e da fumare che prima mi regalavano. Prima me le davano perché ero un non pensante, adesso perché avevo i soldi. Cioè prima per quello che ero, adesso per quello che avevo. Se citare Fromm non è un po' troppo per uno scemo. (L'uomo col sasso)
  • Io abito al settimo piano. Non abbastanza in basso per vedere la pioggia che cade sull'asfalto, non abbastanza in alto per vedere i camion passare sul cavalcavia. (L'uomo del settimo piano)
  • Mi guardo allo specchio e penso che non mi somiglio per niente. Non mi stupisce, fra tutti quelli che conosco sono la persona che mi somiglia di meno. (L'indeciso)
  • Posso apprezzare solo chi mi disprezza. Io mi disprezzo. Quindi mi apprezzo. (L'indeciso)
  • Non ho più frequentato Maria perché non ero sicuro che fossi alla sua altezza, ho smesso anche di immaginarla, ho rinunciato anche a sognarla perché forse la trovavo piatta e ignorante, anche se sfoggiava delle forme tridimensionali e sapienti. (L'indeciso)

Diario di un anarchico foggiano[modifica]

Incipit[modifica]

Foggia Cremonese 1-1

Partita avvincente, che si è svolta per lunghi tratti nell'indifferenza generale, mia e della mia fidanzata Nirvana.
Nel primo tempo io e Nirvana abbiamo trovato un angolino appartato, un piccolo nido d'amore, così, nell'intimità, in mezzo ai tifosí del Foggía e ai loro coretti armoniosi: «Ci nun zumpa è 'nu barese! Ci nun zumpa è 'nu barese!»
I nostri cuori pulsavano all'unisono, sospinti dal ritmo etereo di mille tamburi e trombette, e in questa atmosfera ovattata di sogno e di poesia, tra una romantica esplosione di fumogeni e l'altra, ci siamo quasi dimenticati di essere allo stadio.

Citazioni[modifica]

  • Partita monumentale, a tratti parapsicologica.
  • La fredda cronaca.
  • Nella grotta, tra oro incenso e mirra, in un giaciglio di paglia, se ne stava luminosa e sorridente, con le braccine aperte in segno di pace universale, la rubiconda statuetta di Zeman.
  • Virus! Brutto ricchionazzo de gomma!, gli dicevo con il mio consueto tono calmo e distaccato, ti sei fumato l'inverosimile? Frena!
  • Convertiti alla fede nerazzurra e ti copriremo di allori e di scudetti. Abbandona la religione fuggè! Vieni con noi, e assaporerai la voluttà della zona Uefa.
  • Nei pressi dell'Autoscuola Autopuglia, su una solitaria traiettoria, vedevano sfrecciare la Ford Capri di Virus riconoscendola subito dall'inconfondibile color buatta de marmellata metallizzata.
  • Non fate resistenza, o sarò costretto a bombardarvi con una micidiale pioggia radioattiva di incaprettamenti televisivi.
  • Il campionato è finito, si spengono le luci, tace la gioviale voce di Logorrea Zeman.

Patapim e Patapam[modifica]

  • Una piccola confessione per i lettori: Antonio Albanese è calvo. (Introduzione)
  • Il fiorellino del mio prato [...] ultimamente è un po' ammosciato [...] per forza, ci ho pisciato. (Epifanio)
  • Un buongiorno a me, un buongiorno a te e un buongiorno a voi pubblico. (Epifanio)
  • Ti devo dire due parole, sono solo due parole che escono dal cuore: la prima è TI la seconda è AMO. (Epifanio)
  • C'avevo anche una moglie, dico c'avevo perché ci siamo separati: forse perché l'ho uccisa. (Alex Drastico)
  • Mi sono autoregalato un'autoradio da otto milioni, e ho fatto costruire un'automobile attorno. (Alex Drastico)
  • Un bel giorno mi sveglio come tutti i pomeriggi, tranquillo, mi alzo e mi sistemo davanti alla televisione, con tutta la mia persona e la mia ventrazza. Accendo la televisione e loro che mi fanno? Mi ammazzano un magistrato! Ero confuso, non avevo più punti fermi. Ho pensato: e che ci dico ora alla pellicciaia? Che stavano costruendo una metropolitana che da Capaci arriva fino a Trapani! (Alex Drastico)
  • Ho il terrore di essermi innamorato di te ma siccome non voglio farti del male facendoti soffrire ti lascio perché ti amo troppo. (Efrem)

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Silvia Fumarola, Antonio Albanese: “Una risata seppellirà i Topi che ci infettano”, Rep.repubblica.it, 1 ottobre 2018.
  2. Dall'intervista di Anna Bandettini, Antonio Albanese: "Difendo i migranti, mi ricordano papà", Rep.repubblica.it, 2 marzo 2018.
  3. a b c Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Arnoldo Mondadori Editore, 1997.

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Albanese, Patapim e Patapam, Baldini & Castoldi.
  • Antonio Albanese, Enzo Santin, Diario di un anarchico foggiano, Baldini & Castoldi.
  • Antonio Albanese, Michele Serra, Enzo Santin, Giampiero Solari, Giù al Nord, Einaudi.

Film[modifica]

Attore[modifica]

Doppiatore[modifica]

Altri progetti[modifica]