Claymore

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Claymore

Serie televisiva anime

Immagine Claymore (manga).jpg.
Titolo originale

クレイモア
Kureimoa

Paese Giappone
Anno

2007

Genere fantasy, horror
Episodi 26
Ideatore Norihiro Yagi
Regia Hiroyuki Tanaka
Sceneggiatura Daisuke Nishida, Kazuyuki Fudeyasu, Yasuko Kobayashi
Doppiatori italiani

Claymore, manga scritto e illustrato da Norihiro Yagi, dal quale è stata tratta una serie televisiva anime del 2007.

Citazioni tratte dalla serie[modifica]

Episodio 1, Claire[modifica]

Cosplayer di Claire
  • I mostri possono essere sconfitti soltanto dai loro simili. (abitante del villaggio)
  • Capovillaggio: Ebbene ditemi: vi è possibile riconoscere immediatamente l'identità segreta di uno Yōma?
    Claire: Be', dipende dal soggetto. [...] Comunque stiano le cose, in qualche angolo di questo villaggio presto troverete il suo cadavere oppure il mio.
  • Raki: Aspetta, tu sei una Claymore, non è così?
    Claire: Ti sbagli. In realtà la nostra organizzazione non ha alcun nome. Siete voi che usate chiamarci così, è una vostra scelta.
  • Raki: Io sono Raki. Tu come ti chiami?
    Claire: Non c'è bisogno che te lo dica, tanto è un nome che verrà dimenticato subito.
  • Divoriamo esseri umani fin dalla notte dei tempi ed è per questo che siamo chiamati predatori supremi! (Yōma)
  • Raki: Scusami, signorina: posso sapere come ti chiami? [...]
    Claire: Mi chiamo Claire. [Si allontana da Raki]
    Raki: Aspettami, Claire. [Corre per raggiungerla]

Episodio 2, La lettera nera[modifica]

  • Le Claymore trattengono il potere dello Yōma insito nel loro corpo, grazie alla forza di volontà, che è umana. (Lint[1])
  • Durante ogni battaglia dentro di noi si scatena una lotta intestina fra la coscienza umana e quella di Yōma. Prima o poi riconosciamo di essere arrivate al limite e ci rendiamo conto che stiamo diventando Yōma. In quel momento, il nostro unico pensiero è: "Desidero morire da essere umano". (Claire)
  • Grazie, Claire. Così posso andarmene da essere umano. (Elena, ultime parole, ricevendo da Claire il colpo mortale)
  • Raki: Perché combatti contro gli Yōma anche se ti costa così tanto? Per quale motivo?
    Claire: Perché si tratta della nostra ragion d'essere.
  • La malvagità si nasconde nelle tenebre della notte: tenebre profonde che inghiottono la notte stessa. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 3, La Città Sacra[modifica]

  • Padre Vincent: In nome del nostro Signore, oggi io ti conferisco il battesimo. Qual è il nome del tuo dio?
    Claire: Il nome del mio dio è Lint[1].
  • Visto che ti sto seguendo come cuoco, mangiare fa comunque parte del mio lavoro, no? (Raki)
  • Certo è umiliante riconoscere che io, un sacerdote al servizio del dio, stia pensando solo a salvare la mia vita, mentre tu, una creatura a cui non viene neanche dato il permesso di entrare nella nostra città in quanto mezzo demone, ti preoccupi per il ragazzino che porti con te prima che per la tua stessa vita. (Padre Vincent)
  • Se pensi che io sia una persona gentile, devi ricrederti. Prima o poi finiresti per sentirti tradito e soffrirne. (Claire a Raki)
  • Salvare le vite degli uomini sacrificando me stessa. Mi chiedo se saprò comunicare questo desiderio. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 4, Risveglio[modifica]

  • Un cuore colmo di fede genera forza, anche se occorrono tempo e costanza. Tu devi credere... che lei si salverà. (Gark a Raki)
  • Tu mi hai detto di non essere gentile, lo so, però... per quel che mi riguarda, tu sei la persona più gentile che io abbia mai conosciuto, perciò io... perciò io... voglio stare sempre insieme a te, non m'interessa nessun altro, voglio solo te. E se tu ora vuoi morire, Claire, io ti seguirò. (Raki)

Episodio 5, Teresa del Sorriso[modifica]

  • Le mezzodemoni dell'organizzazione e Teresa, guerriera centottantadue della settantasettesima generazione. Qualunque Yōma affronti lo uccide a colpi di spada senza ricorrere al suo yōriki, per questo il suo volto non assume smorfie orribili, anzi: quando sferra il colpo di grazia agli Yōma sembra quasi che sul suo volto di bambola affiori un sorriso; per questo l'hanno soprannominata "Teresa del sorriso", la donna più spietata e formidabile fra tutte le Claymore. O forse mi sbaglio, non la donna più formidabile ma il mostro più formidabile. (Orsay)
  • Ma che città ospitale, ben sette Yōma vi dimoravano tranquilli e indisturbati. Vediamo, l'aura che ho percepito entrando in città proveniva ovviamente dai sette Yōma: quanti ne ho uccisi? [Si incammina verso gli Yōma uccisi] Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... oh, ne manca uno: dove si sarà nascosto? Oh, maledizione: non riesco a trovarlo, e adesso come faccio? [guarda verso un uomo che tiene le mani sulle spalle di una bambina] Scherzavo. [salta verso l'uomo e lo uccide con un fendente] Pensavi di farti scudo con la bambina? Ottimista. (Teresa)
  • Vige una regola per cui le Claymore non possono uccidere gli esseri umani. È una legge ferrea, che non ammette eccezioni per nessun motivo, neanche per un incidente involontario. Se una Claymore lo facesse, una sua collega le taglierebbe la testa. È una regola che dimostra come queste creature, che tutti odiano e temono in quanto mezze umane e mezze Yōma, siano effettivamente schierate dalla nostra parte. (capo dei briganti)
  • Io non dico mai bugie, perché non ne ho alcun bisogno. (Teresa)
  • Anche quando i genitori non ci sono più, i loro pensieri restano nei nomi dei figli. (Teresa)

Episodio 6, Teresa e Claire[modifica]

  • Non cambierete mai, voi esseri umani. Possibile che abbiamo scelto di combattere per delle creature simili? (Teresa)
  • Una legge non è che una regola scritta, sta alla discrezione del singolo rispettarla o meno, perciò siamo libere di scegliere: possiamo rispettare la legge oppure possiamo infrangerla... e lasciarci giustiziare dalle altre. (Teresa)
  • Hai sempre avuto... hai sempre avuto uno sguardo sofferente, Teresa, il viso di chi sopporta un dolore troppo forte, e quello... e quello è il mio stesso sguardo: lo sguardo triste e stanco di chi non può più sopportare la sofferenza, perciò io... perciò io... (Claire, piangendo)
  • In quel momento, con il tuo piccolo corpo che tremava di terrore, abbracciavi con tutte le forze una persona che aveva sofferto come te. In fondo, quella era la cosa che più desideravo da tempo immemorabile. Quella fanciulla minuta, alta la metà di quanto lo ero io, mi stava insegnando che anch'io potevo essere capace di versare delle lacrime di dolore con i miei occhi d'argento. (Teresa, voce fuori campo)
  • Resta qui con i tuoi simili, vivi con i tuoi simili e muori con i tuoi simili. Sono queste le cose che rendono felice la vita di un essere umano. (Teresa a Claire)
  • Teresa: Mi dispiace tanto, ma non posso ancora morire. [...] La ragione è molto semplice, Orsay, è alla luce del sole. Voglio dare un senso alla mia vita: d'ora in avanti, voglio provare a dedicare la mia esistenza al bene di questa ragazzina.
    Orsay: Te ne pentirai, Teresa.
    Teresa: Sono sicura di no. [E aggiunge fra sé] È impossibile che succeda.

Episodio 7, Condanna a morte[modifica]

  • Priscilla: Per quale motivo non vi siete lasciata tagliare la testa al momento stabilito? Conoscete le regole dell'Organizzazione: il nostro compito è sterminare gli Yōma per il bene degli esseri umani, a questo scopo combattiamo mettendo a rischio le nostre stesse vite; se invece noi uccidiamo gli esseri umani, commettiamo un atto imperdonabile che può compromettere il rapporto di fiducia fra gli uomini e l'Organizzazione. Mi dispiace davvero, Teresa del sorriso, ma io devo avere la vostra testa, perché seguo la legge! È così che dev'essere!
    Teresa: Come hai fatto a lasciarti inculcare una teoria così vantaggiosa per l'Organizzazione? Insomma, se mi permetti di dire come la penso, purtroppo al mondo le cose non vanno sempre come vorremmo.
  • Il terrore emette il suo primo vagito. Il terrore alza il sipario della tragedia. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 8, Metamorfosi[modifica]

  • In realtà non mi sarei abbandonata a tanta sofferenza, se avessi saputo che le conseguenze sarebbero state così piacevoli. (Priscilla)

Episodio 9, La spedizione – I[modifica]

Tabella con i simboli delle guerriere Claymore; nella prima riga quelli della generazione di Teresa e Priscilla, poi quelli della generazione di Claire.
  • Ehi, Claire, come siamo silenziose! Non riesci a ingranare se prima non ti fai scaldare da quel ragazzino? (Helen)
  • Cresce il sospetto, cresce la minaccia, affiora la verità. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 10, La spedizione – II[modifica]

  • All'inizio furono creati anche dei guerrieri maschi, tuttavia si rivelarono quasi subito un fallimento. Anzi, definirli un fallimento è un'inesattezza: in realtà i guerrieri maschi hanno ottenuto fin troppo successo. Quanto a forza e capacità combattiva non avevano rivali, però avevano il grave difetto di superare il punto limite in un tempo molto breve. Il risveglio è qualcosa di paragonabile al piacere sessuale; una volta provata l'ebbrezza del loro yōriki, i maschi non riuscivano più a trattenere l'impulso, che alla fine li portava a risvegliarsi. (Ermita)
  • Per ottenere certi risultati e continuare a sopravvivere, non basta essere forti, bisogna avere anche un po' di cervello. Ma anche troppa intelligenza, se si vuole vivere a lungo, diventa controproducente. (Risvegliato)
  • Disperazione? Per così poco? Io conosco un nemico molto più temibile. Io so cos'è la vera disperazione. (Claire)
  • Avrei molte cose da chiederti, ma so che è completamente inutile, perché mi mentiresti. (Miria al Risvegliato)

Episodio 11, La spedizione – III[modifica]

  • Un'alterazione degli yoki. Pare che quella con lo yoki più forte abbia detto qualcosa che le ha turbate. Quella con lo yoki normale si è infervorata e si sta ribellando. In confronto, quella con lo yoki più debole è calma e... anzi, no. Al contrario, è ancora più preoccupata. Ma c'è qualche ragione per cui non lo dà a vedere. Certo, in passato le è successo qualcosa, e da allora tiene chiuso il suo cuore. (Galatea)
  • Galatea: Non mi avevi detto di pensare a loro come fossero tue figlie?
    Ermita: Però non ho mai detto di avere dei mostri come figlie.
  • Strade insanguinate, guerriere insanguinate, il momento della promessa. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 12, La follia di Ofelia – I[modifica]

  • Si direbbe che tutte le cellule del mio corpo vogliano mettermi in guardia, che strana sensazione... (Claire, prima di incontrare Ofelia)
  • Secondo te, non è magnifico? Intendo questo colore, rosso come petali di rosa, che si sparge tutt'intorno quando un corpo viene ferito. Sarebbe una splendida rosa da veder sbocciare, quel ragazzo. (Ofelia a Claire)
  • Risvegliato: Non riesco a capire... com'è possibile? Tu... il tuo collo?
    Ofelia: Pensavi che sarei morta solo perché me lo hai spezzato? Per sconfiggermi sul serio, avresti dovuto farmi saltare la testa.
    Risvegliato: Sei un mostro... tanto quanto me.
  • Raki: Non mi importa se morirò, ma voglio stare al tuo fianco, Claire!
    Claire [lo bacia]: Non dire mai che non ti importa di morire.
    Raki: Claire...
    Claire: Te lo prometto: io non morirò, vivrò a tutti i costi, e noi due ci rivedremo. Quindi neanche tu devi morire. Ti giuro che verrò a cercarti, ovunque tu possa essere.
    Raki: Claire...
    Claire: È una promessa.
    Raki: E va bene, Claire, te lo prometto: io sopravviverò! E un giorno, sarò io... un giorno sarò io a proteggerti, Claire, te lo giuro. Sì, te lo giuro.
    Claire [voce fuori campo]: Dio di Rabona, ascolta la mia preghiera. Ti scongiuro, dona a quel ragazzo forza e misericordia. Almeno, fino a quando ci incontreremo di nuovo.
  • Un'increspatura turba lo spirito, un'increspatura distrugge il domani. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 13, La follia di Ofelia – II[modifica]

  • Credere di poter continuare a vivere solo perché si ha una ragione per non morire, o qualcuno da proteggere, è una fantasia buona soltanto per i deboli. (Ofelia)
  • Claire: Hai smesso di combattere, eppure, anche se hai un braccio solo, maneggi la spada in modo prodigioso.
    Irene: È vero, ma ormai ho paura. Il terrore che ho provato quella volta è penetrato in me e non se ne andrà più.
  • Irene: Perché sei così decisa?
    Claire: Perché a quell'epoca per me Teresa rappresentava il mondo intero. Pensavo di aver perduto la vita, l'uso della parola, la stessa gioia di vivere. Teresa me li restituì. Lei mi aveva salvata: a Teresa io dovevo tutto quanto. È questo il motivo per cui dentro di me sento di non avere altra scelta. È faticoso, ma penso che non avrei mai avuto la forza di dimenticare tutto, scegliendo di vivere come una persona normale.
    Irene: Ora è tutto chiaro. E capisco le tue ragioni. All'epoca mi domandai a lungo se andare avanti o tirarmi indietro. È come un bivio, davanti al quale capire se abbiamo i requisiti per combattere o meno, e non tutte li hanno.

Episodio 14, Requisiti[modifica]

  • Teresa stava sempre in disparte, era fin troppo forte e fiera, motivo per cui le sue compagne la rispettavano, ma ne avevano anche timore. Tu invece ti sei affezionata a lei, e Teresa ti ricambiava. Per lei il tempo passato insieme a te dev'essere stato sereno e appagante, ma più di ogni altra cosa in quei mesi è potuta tornare a vivere da essere umano! (Irene a Claire)
  • Dentro il tuo cuore è come se ci fosse un fuoco che non cessa mai di ardere. (Irene a Claire)
  • Accettalo, perché tu possa continuare a vivere, ed essere la prova che anche Teresa è vissuta. (Irene a Claire, offrendole il suo braccio)
  • Ofelia: Chi sei tu, voglio sapere chi sei.
    Claire: Sono la numero quarantasette, Claire: colei che ha ereditato il sangue e le carni di Teresa e che porta con sé il braccio destro di Irene, colei che farà saltare la testa di Priscilla, il mostro da un corno solo.
  • Mi dispiace, Ofelia, ma tra poco io libererò la tua anima dalla sua prigione. (Claire)
  • Se muori per aver agito di testa tua, mi dici che cosa faranno le persone che lasci dietro di te?! (Ofelia a Claire)
  • Combatterai tu al mio posto, ma sappi che... non ti perdonerò se perderai. [Sorride e pensa] Ma certo, l'ultimo sorriso di mio fratello... sorrideva perché ha avuto il tempo di capire che era riuscito a proteggermi. Come mai l'avevo dimenticato per tutto questo tempo? Perdonami, fratellino. Giocheremo ancora insieme nell'aldilà, d'accordo, fratellino? (Ofelia, ultime parole dopo essere stata sconfitta da Claire)

Episodio 15, Nella morsa della strega – I[modifica]

  • Se entra in gioco Ermita, vuol dire che è il momento di quella donna: adesso sì che è finita. (Rubel, riferito a Claire)
  • Aspetta, tu sei... sei una di noi? Ti scongiuro, devi aiutare le altre! Loro sono... sono ancora tutte vive. Lassù c'è un nemico diabolico. Quelli hanno in mente qualcosa. Ti prego, le altre...! (Claymore ferita, ultime parole rivolte a Claire)
  • Nascere da essere umano e morire da essere umano: la nostra realtà. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 16, Nella morsa della strega – II[modifica]

  • Jean: Qual è il tuo scopo?
    Riful: Questo è un segreto. Se ti risveglierai e sarai mia alleata, te lo dirò.
    Jean: Non dire assurdità. Nessuno vorrebbe mai allearsi con un mostro. [Riful ride] Cosa ci trovi di divertente?
    Riful: In fondo, anche tu agli occhi della gente comune sei un mostro, no? Se ci pensi bene, tra una mezzo demone e un Risvegliato non c'è tanta differenza. L'unica cosa che conta è da quale parte dimora la coscienza. Ma di certo nessuno dei due è un essere umano. È questa la verità.
    Jean: Forse è come dici tu. Forse anch'io sono un mostro, ora. Ma io... io sono nata come essere umano, voglio vivere da essere umano e anche morire da essere umano. Questa, se non altro, è la mia verità.
  • Non posso fare a meno di invidiare un cervello iperattivo come il tuo. (Galatea a Duff, con tono ironico)
  • Attaccandoti normalmente, non riesco neanche a scalfire la tua pelle. [...] Ma dopotutto, qualunque veste o corazza ha delle giunture da qualche parte, giusto? (Galatea a Duff)
  • Sarò sincera: non mi piace farlo perché la mia estetica ne risente, ma pare che tra le quarantasette guerriere io sia quella con il più alto incremento di potere quando libero lo yōriki. Mi dispiace, ma per un po' dovrai accettare questa mia versione così poco attraente. (Galatea a Duff)

Episodio 17, Nella morsa della strega – III[modifica]

  • Perdonami, Duff, ho un po' esagerato e ho lasciato che tu venissi colpito con troppa intensità. Come farei se morisse l'unico uomo che non viene distrutto quando mi prende fra le sue braccia? (Riful)
  • Sono già stata a un passo dalla morte. Non mi interessa vivere se devo perdere il mio onore. (Jean)

Episodio 18, La guerra del nord – I[modifica]

  • Nonostante il tuo corpo si fosse risvegliato, hai sempre mantenuto una coscienza umana; cosa che in teoria è impossibile. È stata una rivelazione. La volontà di una persona è fonte di una forza inesauribile e impensabile. (Claire a Jean)
  • Chi fa inutile sfoggio dei muscoli al di fuori delle situazioni di combattimento non è altro che una nullità di scarse vedute. (Deneve)
  • La cosa si fa divertente. Questi sono i momenti per cui vale la pena di trasformarsi in un mostro! (Risvegliato)
  • Sei una comandante poco qualificata. Di certo sapevi dall'inizio quali non ti sarebbero state utili, ma ti sei ostinata a difenderle fino alla fine, senza volerle abbandonare. Ed ecco il risultato. Dovrai scusarti con loro, all'altro mondo. (Risvegliato a Jean)

Episodio 19, La guerra del nord – II[modifica]

  • A quanto pare tu hai vissuto molte esperienze che ti hanno resa più forte, eppure sembra che Miria sia andata ben oltre. Evidentemente le circostanze in cui si è trovata sono state più crudeli e spietate di quanto riusciremo mai a immaginare. (Deneve a Claire)
  • Claire: Con le forze di cui disponiamo, moriremo tutte sul campo di battaglia.
    Miria: Non mi risulta che abbiamo mai avuto una via d'uscita. Le nostre lamentele non cambieranno le cose. Diventare più forti dalla disperazione e scavarci una via d'uscita con le unghie e con i denti: questa è la sola seppur debole speranza su cui poter fare affidamento.

Episodio 20, La guerra del nord – III[modifica]

  • I deboli si aggrappano sempre più spesso alle parole e i forti vanno incontro alla morte per proteggere chi forte non è, così la storia si ripete. Ricorda bene: la debolezza è un crimine. (Easley a Raki)
  • La fama di maggior potere, la brama della carne e del sangue, il ripugnante ammasso nero che cresce dentro di noi: arriva un istante in cui lo percepisci con chiarezza. (Deneve)
  • C'era una volta una ragazzina, che aveva una sorella più grande. Quando la sua famiglia fu attaccata da uno Yōma, la sorella maggiore nascose la sorellina sotto il letto. [...] In seguito la ragazzina sarebbe diventata una mezzo demone, eppure, nonostante desiderasse vendicare la sorella con tutte le sue forze, era diventata una guerriera da difesa. Evidentemente quel giorno, mentre stava nascosta sotto quel letto e sua sorella andava incontro alla morte fra mille tormenti, in cuor suo lei pensava solo e unicamente che non voleva morire. Si giudicò patetica e riempì il suo cuore di rabbia, ma un'altra guerriera, vedendo che si gettava in battaglie disperate, le disse: "E allora? In qualunque circostanza, pensare di voler continuare a vivere è normale! Siamo pur sempre delle persone"[2]. Non che questo risolvesse tutto, ovviamente, ma quelle parole permisero alla guerriera di sopravvivere. (Deneve)
  • Qui hai delle compagne. Dove non puoi arrivare tu, ci saremo noi ad aiutarti. Quindi, non cercare di fare sempre tutto da sola, comandante Undine. (Deneve)
  • Miria [con gli occhi al cielo]: Ti prego, se puoi ascoltarmi, fa' che tutte queste ragazze sopravvivano alla missione.
    Claire: Miria! Non sapevo fossi qui.
    Miria: Be', sì, dev'essere successo qualcosa anche a me. In fondo lo so che non c'è nessun Dio da pregare.
  • Gli umani sono creature molto strane: per quanto superino il loro limite, ottengono una forza talmente minima da essere ridicola. (Easley)

Episodio 21, Assalto a Pieta – I[modifica]

  • Dobbiamo sopravvivere! (Miria, grido di battaglia)
  • Le luci sbiadiscono, le luci scompaiono, l'impazienza cresce. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 22, Assalto a Pieta – II[modifica]

  • Coraggio, Raki, non mi pare il caso di essere così sconvolto. Se ci rifletti bene, quella che hai visto è una cosa naturale. Se non mangi non vivi, è ovvio, no? E per un banale caso del destino, il nutrimento di Priscilla sono gli esseri umani. (Easley)
  • Le avevo detto: "Non fare sempre tutto da sola". Le avevo detto: "Hai delle compagne, ci saremo noi ad aiutarti". Sono una debole: volevo difendere il comandante Undine e invece non sono riuscita a fare nemmeno uno stupido graffio a quel mostro! (Deneve, piangendo)

Episodio 23, Punto critico – I[modifica]

  • Forse con lei... sì, con lei... credo che riuscirò a divertirmi. Era da tanto che non mi impegnavo in un combattimento come questo... forse dai tempi dello scontro con Easley. Da quel giorno per anni non ho affrontato altro che nemici troppo deboli. Avevo dimenticato questa sensazione. Il mio sangue... il mio sangue ribolle! (Riccardo)
  • Si è concentrata sulla sua determinazione a sconfiggermi, e in così poco tempo è riuscita ad avere piena padronanza di quelle gambe. Niente male davvero! (Riccardo, ultime parole dette fra sé mentre Claire lo sconfigge)
  • Ricordi che non si dimenticano, tragedie che non si dimenticano, un teatro che non si ferma. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 24, Punto critico – II[modifica]

  • Mi basterà la tua lapide a procurarmi una quantità di tormenti più che sufficienti, amica mia. Comandante Undine, perdonami, se porterò con me anche la tua spada! (Deneve)
  • I tuoi sentimenti non sono poi così profondi, se non sai far altro che piangere. Se non la raggiungeremo in tempo, Claire morirà: temo sia la nostra unica certezza. [...] Io la raggiungerò, non importa quanto mi costerà questo tentativo. (Jean a Raki)
  • Vivere nel passato, morire nel passato, un lieve sorriso. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 25, Per chi...[modifica]

  • Stavo per diventare una creatura priva di umanità: Claire mi ha strappata a quel destino. Quel giorno Claire ha salvato la mia vita e ora gliela restituisco. (Jean)
  • Jean: Anche Claire in questo esatto momento sta combattendo in nome di qualcosa, o di qualcuno. Il Risvegliato contro cui sta lottando Claire le ha portato via una persona importante, ma ciò che accadde allora ha permesso che altre vite adesso siano legate a lei.
    Raki: Legate a lei?
    Jean: "Io combatto per qualcuno che ho perduto, e soprattutto combatto per coloro che non voglio perdere". Questo è ciò che ha detto Claire. Forse è una cosa che vale per tutti.
  • Un orizzonte lontano, un'alba lontana, sentimenti che si confondono. (Claire, nelle anticipazioni all'episodio successivo)

Episodio 26, Coloro che verranno[modifica]

  • Ascoltami! Lo so che Priscilla ha ucciso una persona che ti era cara, e che tu hai sofferto, però... anche a lei uno Yōma ha sterminato l'intera famiglia, e non si tratta solo di lei: tutti quanti abbiamo perso qualcosa a causa degli Yōma. Ma allora, perché quelli che restano devono combattersi fino alla morte? (Raki a Claire)
  • Claire, tu non sai quanto ti voglio bene. Non te ne andare, non diventare uno Yōma. La prossima volta... la prossima volta giuro che ti proteggerò io. Ti scongiuro, vivi come un'umana! (Raki)
  • Ora che sono alla fine, lasciami usare per te la vita che mi resta. (Jean a Claire)
  • Claire! Vai avanti e troverai le ragioni per vivere. Non lo dimenticare: ci sono persone che vogliono che tu viva, persone che hanno affidato a te i loro sentimenti. E anch'io, anch'io adesso sono una di loro. Vivi, Claire! Sono felice di averti conosciuta. (Jean, ultime parole)
  • Tutto questo combattere mi ha saziato abbastanza. Ritengo che proseguire oltre non sarebbe affatto elegante. (Easley)

Explicit[modifica]

Claire: Teresa, sono ancora viva. Potrò mai avere la tua approvazione?
Teresa [appare a Claire e le sorride; poi si ode la sua voce]: Vivi tra gli umani, vivi come un'umana, Claire!

Note[modifica]

  1. a b Nei primi episodi Rubel, il membro dell'Organizzazione che affida le missioni a Claire, viene chiamato Lint.
  2. La frase viene pronunciata, in un flashback, da Helen.

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