Cose nostre - Malavita

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Cose nostre - Malavita

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Titolo originale

The Family

Lingua originale inglese, francese
Paese Stati Uniti d'America, Francia
Anno 2013
Genere Commedia, Thriller, Azione
Regia Luc Besson
Sceneggiatura Luc Besson, Michael Caleo
Produttore Virginie Silla, Ryan Kavanaugh, Martin Scorsese, Luc Besson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cose nostre – Malavita, film franco/statunitense del 2013 con Robert De Niro e Michelle Pfeiffer, regia di Luc Besson.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La sola domanda che dovremmo farci durante la nostra esistenza è: Quanto vale la vita di un uomo? Sapere quanto vale e sapere in che giorno morirai. Io? Io valgo venti milioni di dollari, e darei fino all'ultimo mio dollaro per riavere la mia vecchia vita. (Giovanni)
  • Ok, possiamo non farla tanto lunga qui? Di cosa vi occupate: bullismo, protezione, estorsione? Avete il monopolio o vi dividete il mercato? In che reinvestite la grana? (Warren) [ai bulli che lo importunano in palestra]
  • Nel 1931 mio nonno guidava una delle duecento Cadillac noleggiate dal leggendario leader genovese per il corteo funebre di sua moglie; nel 1957 mio padre, Cesare Manzoni, era uno dei centosette boss di tutto il paese invitati al convegno di Apalachin,[1] finita in una caccia all'uomo. Ve lo immaginate io che timbro il cartellino in una fabbrica? Potevo ribellarmi [...] ma questo non sarebbe mai successo: presi in mano gli affari di famiglia di mia spontanea volontà, nessuno mi obbligò. (Giovanni)
  • Ehi ragazzi, se questo è il vostro approccio con le donne, non andrete molto lontano. Le ragazze non sono dei giocattoli che vi scopate nel parco, capito?! Il vostro futuro dipende dalle donne. Non vi frega del vostro futuro?! Perciò prendetevi cura di loro, o non ne avrete neanche una. (Belle) [dopo aver pestato un suo spasimante con la racchetta]
  • Al Capone diceva sempre: "Chiedere educatamente con una pistola in mano è meglio che chiedere solo educatamente".[2] (Giovanni)
  • Prenderai quell'argenteria e la rimetterai dove l'hai trovata carina carina, sennò ti spezzo tutte e due le braccia. (Maggie) [a una vicina che le aveva rubato una posata]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Veduta di Verneuil-sur-Avre, la cittadina della Normandia che si trova nei pressi dell'immaginaria Chalong-sur-Avre dove è ambientato il film
  • Maggie: C'è niente in questa zona che valga la pena di vedere? Chessò, musei, monumenti...
    Cameriera: C'è un bellissimo museo delle presse a Verneuil e c'è la chiesa di santa Cecilia con le... con i vetri colorati del quindicesimo secolo.
    Maggie: Ah, ci posso arrivare a piedi?
    Cameriera: No, è nel prossimo paese, a venti chilometri.
  • Maggie: Mi scusi, ma dove posso trovare la pasta?
    Commesso del market: In fondo sulla destra, dopo il cibo per cani.
  • Giovanni: E i vostri professori come sono?
    Belle: Piuttosto bravi.
    Warren: Schiappe del cazzo.
    Maggie: Warren, eviti per favore di usare la parola "cazzo" in ogni frase?
    Warren: Scusa, mamma.
    Maggie: Non siamo più a Brooklyn ora.
    Giovanni: Tua madre ha ragione figliolo, non siamo più a Brooklyn. Anzi: non esiste posto più lontano da Brooklyn di questa topaia del cazzo.
  • Maggie: Si può sapere che fai con quella macchina da scrivere?
    Giovanni: Sì, stavo scrivendo.
    Maggie: Non me la bevo Giovanni, conserva le cazzate per i vicini.
    Giovanni: Te l'ho detto, scrivevo.
    Maggie: A malapena sai leggere, vuoi mollarci un libro sullo sbarco in Normandia? Non sai nemmeno chi era Eisenhower.
    Giovanni: Scordati lo sbarco in Normandia, quella è solo una finta: scrivo un'altra cosa.
    Maggie: Condividila con noi. Che scrivi?
    Giovanni: Le mie memorie.
  • Maggie: Non è venuto?
    Belle: No, ma aveva detto solo "forse", ha un esame la settimana prossima.
    Maggie: Senti tesoro, io non conosco il ragazzo, ma dev'essere un pochino coglione se preferisce la matematica a una bellissima ragazza, capisci cosa intendo?
    Belle: Sì mamma, quando avrò finito con lui non saprà contare nemmeno con le dita.
  • Warren: Ti sei mai resa conto di quante cose papà è capace di esprimere solo con la parola "cazzo"?
    Belle: Ossia, è un analfabeta?
    Warren: No, voglio dire: è un bravo vecchiarello perciò sai parla per essere capito, non per fare delle frasi. Detto da lui "cazzo" significa "Vacca puzza in che casino mi sono ficcato", o "Grandiosa la pasta" o "Me la pagherà quello, eh". Perciò perché uno così deve stare sveglio tutta la notte a scrivere quando potrebbe già esprimere l'intera gamma delle emozioni umane con una singola parola?
  • Sindaco: Sa signor Blake, so che l'ufficio del sindaco è sempre il perfetto capro espiatorio, ma per una volta noi non abbiamo fatto niente.
    Giovanni: Be', talvolta fare niente rende colpevoli quanto aver fatto un mucchio di cose.
  • Giovanni: Cazzo!!
    Maggie: Giò!?
    Giovanni: Tesoro, non posso... scusami ma solo una bella e vecchia espressione è meritevole della tua pasta, è così buona che l'unico modo per descriverla è "Cazzo che buona!!": è il complimento massimo.
    Maggie: Ne farei a meno dei tuoi complimenti del cazzo.
    Giovanni: Tesoro, è così buona, è meglio che a New York.
    Maggie: La memoria ti fa cilecca amore: questi pomodori vengono dalla Spagna, non hanno nessun sapore neanche se li spremi.
    Warren: Sì, l'Alzheimer è in arrivo papà.
    Giovanni: Sì ok, ma sai: tu fai una cosa che è strabiliante.
    Belle: No, la nostalgia compensa la mancanza di sapori e stimola il cervello per ricreare tutti i sapori mancanti.
    Giovanni: Cosa vi prende ragazzi, eh? Sto cercando di fare un complimento a vostra madre qui e voi attaccate con delle sciocchezze?
  • [Warren è davanti alla preside e a tutti i professori della sua scuola]
    Preside: Warren Blake, non c'è molto da dire sui tuoi voti: quindici su venti in tutte le materie, nessun problema lì. Adesso parliamo della tua condotta e delle ventidue lamentele che ho ricevuto su di te.
    Warren: Lamentele? Per che cosa?
    Preside: Scegli pure: aggressione, corruzione, bullismo, minacce a studenti, professori, adulti... Da dove vuoi cominciare?
    Warren: Voglio il mio avvocato.
  • Giovanni: Nella nostra lunga amicizia questa è la nostra prima uscita fra uomini.
    Stansfield: Amicizia...
    Giovanni: Sì, insomma, forse sei quello che odio di più in questo cazzo di mondo, ma ci conosciamo da quanto: nove, dieci anni... la mia libertà si basa sul profondo rispetto che ho per te.
    Stansfiled: Spegami come funziona, come possiamo avere un'amicizia se mi odi?
    Giovanni: Funziona benissimo: guarda i miei migliori amici, li ho uccisi tutti.
  • [Al cineforum proietteranno il film Quei bravi ragazzi per un errore nella consegna della pellicola]
    Stansfild: Va bene, basta così: forza andiamo.
    Giovanni: Non fare lo stupido, e dai, e dai: attireremo dieci volte l'attenzione se ce ne andiamo via ora, si chiederanno da cosa scappiamo.
    Stansfield: Non voglio passare due ore ad ascoltarti fare l'elegia sugli home video della tua famiglia.
    Giovanni: È un buon film Stan, gangster a tutto schermo, è un arrapamento per un super poliziotto come te: scommetto che è il tuo film segaiolo segreto, ammettilo.

Explicit[modifica]

Stamattina valevo venti milioni di dollari, probabilmente ora ne valgo il doppio. Ho fregato la morte tante di quelle volte che non ci penso nemmeno più, è come farsi beccare all'aperto da un temporale: devi solo evitare di farti colpire dai fulmini. Ma tutto considerato ho avuto una buona giornata, la mia famiglia è più unita di quanto non lo sia mai stata, l'acqua in città non è più marrone e per un paio d'ore sono stato la stella del cineclub locale di Chalong-sur-Avre. In effetti l'unica cosa che mi fa incazzare di brutto ora è che devo riscrivere per intero questo cazzo di libro e che dobbiamo ricambiare il cognome: e che palle... (Giovanni)

Note[modifica]

  1. Giovanni parla della riunione di Apalachin, tenutasi il 14 novembre 1957 nella villa del boss Joseph Barbara, dove parteciparono oltre cento rappresentati delle più influenti famiglie mafiose statunitensi. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia
  2. La frase, tradizionalmente attribuita ad Al Capone (anche in forme leggermente diverse), sembra essere del comico Irwin Corey, che nel 1953 durante un monologo disse: «La mia filosofia è che si può ottenere di più con una parola gentile e una pistola che solo con una parola gentile.» Successivamente nel luglio 1969 venne pubblicata su Parade Magazine una raccolta di frasi umoristiche dello stesso Corey, in una di queste fu lo stesso comico ad attribuire la citazione ad Al Capone, probabilmente solo per aumentare l'effetto comico. Successivamente l'attribuzione della frase ad Al Capone si è diffusa anche grazie a film come The Untouchables - Gli intoccabili (1987) in cui Robert De Niro (che interpreta Al Capone) pronuncia una frase molto simile.

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