Džochar Dudaev

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Dudaev nel 1991

Džochar Musaevič Dudaev (1944 – 1996), militare e politico russo di etnia cecena.

Citazioni di Džochar Dudaev[modifica]

  • [Durante la prima guerra cecena] Mai nella storia dell'umanità il pericolo dell'impiego dell'arma nucleare è stato così forte come ora.[1]
  • Il mio cuore sanguina per quegli sfortunati che non sono stato capace di proteggere contro tutto questo vandalismo.[2]
  • È in atto un saccheggio di massa da parte dei russi, un saccheggio che è diventato un fatto politico, praticato da tutti gli ufficiali compresi i più alti ranghi. Laboratori mobili russi recuperano i cadaveri per asportare organi e se i corpi sono ceceni vengono poi rivenduti ai familiari.[2]
  • Questa guerra potrebbe durare 50 anni. Non posso fermare i ceceni, che al momento hanno due sole alternative: combattere o morire.[2]
  • Non andremo a nessuna trattativa fino al completo ritiro delle truppe federali. In caso contrario la guerra continuerà fino all'ultimo ceceno.[3]

Da Dudaev, il piccolo lupo che ha osato sfidare la potenza del Cremlino

la Repubblica, 12 dicembre 1994

  • Il lupo è l'unico animale che osi attaccare chi è più forte di lui.
  • Se la Russia fosse uno stato di diritto, capace di garantire la libertà e i diritti della gente senza la violenza, noi non ci separeremmo mai. [...] [Ma] in Russia chiunque può crearsi un esercito, non c'è legge nè giustizia, nessuno che controlli la situazione e si assuma le responsabilità. Chi mai vorrebbe entrare in uno Stato così?
  • Mai scenderei a patti con chi a depredato il mio paese. Ho 50 anni, ormai è tardi per cambiare morale e abitudini.
  • Sul problema dell'indipendenza, non si tratta. Io dico: cerchiamo di risolvere il conflitto con calma. E se non siamo in grado di farlo da soli, chiamiano in aiuto dei mediatori. Altra via non c'è. Perchè prendere la Cecenia con la forza, sarebbe una follia.

Da «Io messìa della terra cecena»

Intervista di Maddalena Tulanti, L'Unità, 12 dicembre 1994

  • Ci sono principi che non consentono ad un intero popolo di vivere secondo l'immagine e la somiglianza di un altro. I ceceni sono preparati a vivere secondo la propria immagine e somiglianza, non quella dei russi.
  • In Cecenia è possibile entrare solo con le armi in pugno.
  • La Russia è imprevedibile. Non esiste analisi, prognosi, diplomazia, legalità attendibile. Non si può credere a nulla. Avanzano come tori contro la pezza rossa, hanno bisogno costantemente di problemi esterni perché hanno paura di confrontarsi con quelli interni. Questo popolo è profondamente malato di «russismo». Il mondo deve curare la Russia, ma nessuno vuole farlo.
  • [Su Michail Gorbačëv] Lo considero un riformatore straordinario. Ha avviato una causa importante e io sono convinto che ha ancora un futuro, che è l'unico in grado di guidare la Russia di oggi.
  • [Su Michail Gorbačëv] Non faccio pronostici, ma per me il suo ritorno curerebbe molti mali, mali cronici in Russia.
  • Chamil fu un uomo geniale: mise in ginocchio i russi per 25 anni e costruì il primo grande Stato caucasico. Io mi sto occupando solo della piccola Cecenia.

Citazioni su Džochar Dudaev[modifica]

  • Per un anno e mezzo le pallottole russe hanno «stranamente» evitato Dudaev, salvo poi correggere la mira, ed eliminarlo, quando ciò era divenuto utile per fini elettorali. (Demetrio Volcic)
  • Se fossimo stati noi al potere avremmo fatto diversamente. Si poteva convincere Dudaev, magari offrendogli un posto onorifico a Mosca. [...] Non fu fatto perché al potere c'erano i democratici, non per colpa mia. [...] Infine si poteva semplicemente impacchettare le decine di migliaia di ceceni che girano per la Russia e portarli di forza nel loro Paese. Sarebbero stati loro a rovesciare Dudaev di fronte alla prospettiva di perdere i loro affari in Russia, inclusi quelli mafiosi. Questo è l'unico modo di trattare con i caucasici. (Vladimir Žirinovskij)

Note[modifica]

  1. Citato in «La guerra è appena cominciata», L'Unità, 21 gennaio 1995
  2. a b c Citato in Non ho difeso i ceceni dal vandalismo di Mosca. Ma Eltsin non controlla nulla, L'Unità, 25 gennaio 1995
  3. Citato in Dudaev: «Via i russi, poi si discute», L'Unità, 4 aprile 1996

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]