Teoria della relatività

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Citazioni sulla Teoria della Relatività (ristretta e generale).

Relazione fra massa a riposo e energia di un corpo nella Relatività ristretta

Citazioni[modifica]

  • Così la teoria di Einstein non significa la morte della teoria di Newton, anzi la conquista di una verità più vera, di fronte a cui la precedente figurerà sempre come un grado di approssimazione. (Federigo Enriques)
  • In Germania era sorta un'organizzazione che denunciava la teoria della relatività come una manifestazione di un complotto semitico per corrompere il mondo. Nel 1920 l'organizzazione prese in affitto la sala della Filarmonica di Berlino per tenervi una dimostrazione contro Einstein e la sua teoria, e il fisico andò ad assistervi. Preso posto in un palco, aveva l'aria di divertirsi un mondo. Alle asserzioni più assurse degli oratori lo si vedeva ridere di cuore e applaudire con ironia. (Ronald W. Clark)
  • In particolare, benché Hawking e Penrose abbiano dimostrato nel 1970 che le equazioni di campo dalla relatività generale, insieme ad alcune naturali ipotesi aggiuntive, implicano l'esistenza di un Big Bang, entrambi ritengono che il loro risultato non sia altro che una prova dell'inadeguatezza della realtività generale e della necessità di una sua integrazione con la meccanica quantistica. (Piergiorgio Odifreddi)
  • L'equazione della relatività di Einstein non sarebbe, in realtà, di Albert Einstein, bensì di un matematico autodidatta italiano, Olinto De Pretto. La sconcertante rivelazione arriva dal serissimo giornale inglese "Guardian" che già otto anni fa aveva raccontato la genesi della celebre formula della relatività (il tempo e il movimento sono relativi alla posizione dell'osservatore, se la velocità della luce è costante), altrimenti conosciuta come E=mc2 (l'energia è uguale al prodotto della massa per il quadrato della velocità della luce) e che nell'edizione di martedì scorso ha riproposto la controversa questione circa la primogenitura dell'equazione forse più famosa al mondo. (Simona Marchetti, E=mc2: "Tutto merito dell'italiano Olinto", corriere.it, 13 aprile 2007)
  • L'equazione matematica che inaugurò l'era atomica fu scoperta da uno sconosciuto dilettante italiano due anni prima che Albert Einstein la usasse nello sviluppo della teoria della relatività, si diceva ieri.
    Olinto De Pretto, un industriale di Vicenza, pubblicò l'equazione E=mc2 nella rivista scientifica Atte, nel 1903, lo ha detto Umberto Bartocci, uno storico matematico.
The mathematical equation that ushered in the atomic age was discovered by an unknown Italian dilettante two years before Albert Einstein used it in developing the theory of relativity, it was claimed yesterday.
Olinto De Pretto, an industrialist from Vicenza, published the equation E=mc2 in a scientific magazine, Atte, in 1903, said Umberto Bartocci, a mathematical historian.
(Rory Carroll, Einstein's E=mc2 'was Italian's idea, the guardian, Thursday 11 November 1999)
  • La teoria della relatività è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re. (Nikola Tesla)
  • La teoria della relatività soddisfaceva il principio di continuità difeso da Mach. (Paul Feyerabend)
  • La teoria della relatività suggerisce che le coordinate spazio e tempo sono soltanto elementi di un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere il suo ambiente. (Mendel Sachs)
  • Materia e spazio vuoto – il pieno e il vuoto – furono i due concetti, fondamentalmente distinti, sui quali si basò l'atomismo di Democrito e di Newton. Nella relatività generale, questi due concetti non possono più rimanere separati. Ovunque è presente una massa, sarà presente anche un campo gravitazionale, e questo campo si manifesterà come una curvatura dello spazio che circonda quella massa. Non dobbiamo pensare, tuttavia, che il campo riempia la spazio e lo «incurvi». Il campo e lo spazio non possono essere distinti: il campo è lo spazio curvo! (Fritjof Capra)

Albert Einstein[modifica]

  • Dopo dieci anni di riflessione, un siffatto principio risultò da un paradosso nel quale m'ero imbattuto all'età di 16 anni: se io potessi seguire un raggio di luce a velocità c (la velocità della luce nel vuoto), il raggio di luce mi apparirebbe come un campo elettromagnetico oscillante nello spazio, in stato di quiete. Ma nulla del genere sembra possa sussistere sulla base dell'esperienza o delle equazioni di Maxwell. Fin dal principio mi sembrò intuitivamente chiaro che, dal punto di vista di un tale ipotetico osservatore, tutto debba accadere secondo le stesse leggi che valgono per un osservatore fermo rispetto alla Terra. Altrimenti, come farebbe il primo osservatore a sapere, cioè come potrebbe stabilire, di essere in uno stato di rapidissimo moto uniforme?
    È chiaro che in questo paradosso è già contenuto il germe della teoria della relatività particolare.
  • La teoria della relatività generale, per conseguenza, procede dal seguente principio: le leggi naturali debbono essere espresse da equazioni che siano covarianti rispetto al gruppo delle trasformazioni continue di coordinate. Questo gruppo sostituisce il gruppo delle trasformazioni di Lorentz della teoria della relatività particolare, che è un sottogruppo del primo.
  • La teoria della relatività ristretta, che non è altro che il prolungamento sistematico della elettrodinamica di Maxwell e di Lorentz, ha aperto nuove vie superando i suoi stessi limiti.
  • Se verrà dimostrato che la mia teoria della relatività è valida, la Germania dirà che sono tedesco e la Francia che sono cittadino del mondo. Se la mia teoria dovesse essere sbagliata, la Francia dirà che sono un tedesco e la Germania che sono un ebreo.
  • Si deve ammettere che la relatività è andata oltre le teorie fisiche precedenti nel rinunciare alla «vicinanza all'esperienza» dei concetti fondamentali allo scopo di raggiungere la semplicità logica.

Wolfgang Pauli[modifica]

  • Nella teoria della relatività, la velocità della luce giuoca sotto molti rispetti il ruolo di una velocità infinitamente grande. Ma per prevenire ogni equivoco desideriamo ancora sottolineare in modo particolare che il teorema dell'impossibilità di velocità maggiori di c, proprio per come è stato dimostrato, vale solo per i sistemi di riferimento galileiani.
  • Riassumendo possiamo dire: Il postulato di relatività implica che una traslazione uniforme del baricentro dell'universo rispetto a un sistema isolato non ha alcun influsso sui fenomeni che in quel sistema si sviluppano.
  • Si può dunque considerare dimostrato che il principio di relatività, congiunto ai teoremi di conservazione della quantità di moto e dell'energia, conduce al principio fondamentale dell'inerzia di ogni tipo di energia. Possiamo con Einstein considerare questo principio come il più importante risultato della teoria della relatività ristretta. Una verifica sperimentale quantitativa non è stata fino ad ora possibile. Già nella sua prima pubblicazione su questo argomento Einstein ha indicato nei processi radioattivi un possibile mezzo per la verifica della teoria.

Voci correlate[modifica]

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