Filippo Facci

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Filippo Facci (1967 – vivente), giornalista italiano.

Citazioni di Filippo Facci[modifica]

  • Enzo Biagi, uno che piace solo alle vecchie e ai deficienti. [1]
  • Mi piacerebbe, dunque, negare che parte delle candidature del Pdl facciano espressamente schifo, e che siano solamente plastilina nelle mani del capi-listone. Ma non ci riesco. Nessuno, per definizione, è indegno di entrare in Parlamento: ma quando vedi certi esclusi ti prudono le mani. Militari contro militari, imprenditori contro imprenditori, sindacalisti contro sindacalisti, handicappati contro handicappati, e portavoce, parenti, segretarie, scienziati contro scienziati: va bene tutto. Ma ditemi perché dev'esserci la moglie di Emilio Fede e non Daniele Capezzone, cui Berlusconi di ripiego ha offerto di fare il suo portavoce. Ditemi perché dev'esserci la chirurga di Berlusconi e la fisioterapista di Berlusconi quando di converso hanno spazzato e non sostituito praticamente tutti i liberali (da Alfredo Biondi a Egidio Sterpa a Lino Jannuzzi) per infilare oltretutto anche il tassista Loreno Bittarelli, capopolo della cricca corporativa più illiberale d'Occidente. Non hanno candidato Paolo Cirino Pomicino, ma abbiamo la giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco, e Gabriella Carlucci, Elisabetta Gardini, l'avvocatessa Nunzia Di Girolamo già indicata come «la nuova Mara Carfagna» come se ci fossimo già abituati alla vecchia. Chissà che hanno pensato Elio Vito e Antonio Martusciello nel vedersi esclusi a vantaggio della nota conduttrice Elisa Alloro: questo mentre Maurizio Gasparri aveva il fegato di spiegare che le sciampiste stanno tutte a sinistra, dove pure abbondano segretarie e portavoce che di politica capiscono poco ma di accondiscendenza già di più. In compenso nel Pd non c'è l'islamista moderato Khaled Foud Allam, e non c'è neppure Nando Dalla Chiesa: ma c'è Massimo Calearo, che sino a due settimane fa aveva la suoneria del cellulare (sul serio) con l'inno di Forza Italia.[2]
  • A Roma non c'è da accumulare modernità in case labirintiche: c'è da aprire bene le finestre.[3]
  • La riconoscenza è una responsabilità che alcuni non sanno reggere e che presto trasformeranno in rancore, talvolta in furore.[4]
  • Nell'insieme: lavoravo da abusivo per il giornale dei ladri, ero disprezzato dai colleghi e da chiunque in quel periodo sapesse dove scrivevo, completamente gratis, in teoria non potevo neppure entrare in redazione e sotto i miei articoli c'era la firma di un altro. Però c'era la salute.[4]
  • Non ero cretino: ero di mente lineare, poco incline al barocchismo e al retroscena, figlio di mezzi tedeschi, soprattutto crederci era gratis.[4]
  • Non ho nessun atteggiamento di attenzione politologica e sociologica nei confronti del movimento di Beppe Grillo che è un personaggio tra l'altro, io ne sto studiando attentamente la storia, sono stato un po' di giorni a Genova, assolutamente reazionario, assolutamente di destra anche se il suo popolo si sta rivelando per lo più di sinistra.[5]
  • Ho il massimo disprezzo per la maggioranza di quelli che io ritengo essere i grillini, i grillanti o quelli che volete. Quindi, se questo è il terreno, il nuovo linguaggio della politica, visto che posso permettermelo perché non sono un politico, la risposta al vaffanculo di Grillo è: vaffanculo ci vada lui e quelli che lo sostengono.[5]
  • I fatti non sempre rispecchiano la verità.[6]
  • La mia opinione sulla prevalenza, sottolineo e lo dico tre volte, prevalenza e prevalenza della rete che è quella che frequenta e commenta sul blog di Grillo, la rete che si evoca qui, è il peggio di questo Paese.[7]
  • Craxi ha modernizzato negli anni '80 il Paese e l'ha arricchito.[8]
  • Esiste sicuramente una parte di internettiani che a mio avviso è sottoacculturata e che secondo me occupa la maggior parte del blog di Grillo.[9]
  • [...] il razzismo non è solo l'essere intolleranti con il diverso, ma è anche il sottolineare ogni volta che comunque è diverso.[10]
  • Vedere la radicale Emma Bonino festeggiare l'anniversario del Concordato a Palazzo Borromeo – dopo che aveva combattuto il Concordato per tutta la vita, da anticlericale militante – mi ha ricordato quando da bambino mi davano il Fernet Branca per aiutarmi a vomitare. A voi non farà schifo, a me sì: perché le incoerenze più orrende non sono quelle dei voltagabbana professionisti, gente che del galleggiamento ha fatto un'arte molto italiana: sono quelle degli idealisti, dei promotori dei diritti civili, per esempio di una radicale che fino a due anni fa festeggiava la Breccia di Porta Pia coi compagni anticlericali – la Bonino c'era, ogni 20 settembre – e martedì scorso eccola presenziare solennemente all'anniversario della firma dei Patti Lateranensi all'ambasciata italiana presso la Santa Sede: c'erano le più alte cariche ecclesiastiche e naturalmente il segretario di Stato Vaticano. Domanda: era una scelta obbligata e responsabile, da ministro degli Esteri? Ma nemmeno per idea: e in ogni caso avrebbe potuto mandare uno dei suoi tanti viceministri o capi di gabinetto. Allora siamo troppo severi? No, perché forse non è chiaro che non stiamo parlando di una cerimonia qualsiasi, di una scartoffia burocratica, o di una fisiologica apertura tipo quelle che lo sciamano Pannella sta riservando a un papa sensibile verso il problema dei carcerati: parliamo dei Patti Lateranensi e cioè del Concordato, forse il nemico numero uno dei Radicali dalla fondazione a oggi, quel Concordato contro il quale i Radicali promossero un referendum abrogativo poi bocciato dalla Corte Costituzionale.[11]
Dalla rubrica Appunto, il Giornale
  • Chi pagherà per tutto questo? Solo una cosa è certa: non saranno i magistrati. (da Ponza, Italia, 7 agosto 2009)
  • Prima della nascita non è vita, e spesso neanche dopo. (da Contro la legge 194 una truppa di farisei, 4 gennaio 2008)
  • Ma una vera discesa in campo, Giuseppe Piero Grillo, non l'ha ancora fatta. Deve ancora discuterne col commercialista. (da L'antipolitica di Beppe, business da 4 milioni, 27 aprile 2008)
  • Allevi sta alla musica classica come Adriano Celentano sta alla filosofia teoretica. (da E ora Ligabue alla Scala, 20 dicembre 2008)
  • Non sono le guerre a dividerci, non è la politica a condannarci a questo bipolarismo idiota: sono i casi Noemi ad avere la capacità quasi violenta di ritrasformare l'avversario in un nemico. C'è solo da schierarsi, davvero. Io sto di qua, amici del gruppo Espresso. E voi mi fate schifo. (da Eva Espresso, 2 giugno 2009)
  • Vede, signorina Di Girolamo: tra l'occuparsi di una battona pugliese e l'occuparsi di un santo di Pietrelcina, almeno secondo me, la normalità esiste, e nel mezzo, le dico la verità, l'obiettivo è poter tornare a occuparsi serenamente proprio di quelle come lei. (da L'arte di tacere, 25 luglio 2009)
  • Le manifestazioni possono servire a chi ci va, e la Storia in buona parte è stata scritta da coloro che sono scesi per strada. Ma la Storia, quella Storia, ha svoltato da un pezzo. (da La minoranza rumorosa, 24 ottobre 2008)
Dalla rubrica Appunto, Libero
  • Nessuno pensa che il basket, nel bene e nel male, sia una ragione di vita intesa come specchio di essa. Il basket non è come il calcio, non è come la vita. Questo spiega perché è il calcio quello che ci piace, che ci fa impazzire. (da Elogio del basket, 5 luglio 2010)
  • Seguono piste nere ma probabilmente ne sniffano di bianche. (da Livori in corso, 3 agosto 2010)
  • Le discussioni sui sistemi elettorali paiono un'immensa supercazzola, e personalmente ho imparato che la formula ideale non esiste e che bisogna rassegnarsi al male minore. (da Porcata resta, 17 agosto 2010)
  • L'ennesimo «caso Mondadori» sa tanto di auto usata: hanno già detto tutto i vari autori che detestano Berlusconi e però pubblicano ugualmente a Segrate perché si trovano da dio. (da Berluska non olet, 25 agosto 2010)
  • Oggi le forze politiche con più giovani, paradossalmente, o sono nuovissime (rette però da vecchi arnesi) o sono quelle più carismatiche e meno democratiche, tipo la Lega o il Pdl o l'Idv: la gioventù viene cooptata per decisione di vertice. Non sarà, davvero, che oggi i giovani sono disinteressati o senza palle? (da I Ricostituenti, 22 settembre 2010)
  • Il resto è sociologia. Il villaggetto globale riluce di ragazzette disposte a qualsiasi cosa per denaro e celebrità (e anche di uomini disposti a vendersi in altri modi) e ormai è saltata ogni maschera, ogni commedia, il mercato è decisamente a cielo aperto: ma siamo un Paese che resta cementato a un'ipocrisia profonda, storicamente e culturalmente radicata, inguaribile, ormai codificata. A regnare incontrastato resta non il diritto positivo, ma il diritto naturale, gli usi & consuetudini, il celeberrimo «si fa ma non si dice». Per intanto una cosa è certa: si fa. E si farà. (da Battere in strada non è reato. La escort invece si può fare, 6 novembre 2010)
  • E tu mi associ a 'sti pecoroni con lo zainetto firmato, a me che di sinistra lo fui davvero, a me che Benigni mi sta qua, a me che sdoganai l'Alberto Sordi che voi morettiani avete snobbato esattamente come Totò e Pietro Germi, a me che già nel '77 vi spiegai tutto di quel «Borghese piccolo piccolo» che non vi votava e non vi vota, a me che l'odiato maschilismo l'ho fatto trionfare in «Amici miei», a me che devo pure leggermi i tuoi editoriali, adesso, in cui spieghi che terapia tapioco come se fosse Antani. (da Amici suoi, 2 dicembre 2010)
  • Travaglio non ha un cuore: ha uno schedario giudiziario. (da Caro Travaglio ti scrivo, 3 luglio 2012)
Dalla rubrica L'imperfezione delle donne, Grazia
  • Ci sono due cose che una donna non può perdonare a un uomo: che ci provi oppure che non ci provi. (da Non provarci con le ragazze, 11 luglio 2006)
  • Esiste un doppio binario: quello che "le dimensioni non contano" e quello secondo cui contano, sì, "ma solo a livello emotivo". Il terzo binario, non ufficiale ma autentico, è quello di voi bastarde che ridacchiate, non si sa perché, ma tra di voi ridacchiate. Qualcuna perché pensa che le dimensioni contino eccome, altre solo per compiacersi di questa terrificante vulnerabilità maschile. (da La questione delle dimensioni ora riguarda soprattutto le ragazze, 29 ottobre 2006)
  • Le donne tradiscono quando stanno male, gli uomini quando stanno bene. (da Si TRADISCE per diverse ragioni. Ma sempre allo stesso modo, 12 marzo 2009)
  • Io detesto gli inglesi, ogni trend newyorchese, chi s'interessa di attrici e cerimonie a Cannes, non ho mai sentito nominare un sacco di gente che perciò penso che non conti un accidente, giuro. (da Filippo Facci si racconta a Simona Siri, 3 gennaio 2007)
  • L'uomo di Simona Siri di converso non beve analcolici, e io sì, guarda partite con gli amici, e io mai, non si fa pagare la pizza, io talvolta, è sovente un regista-cantante-scrittore-pittore che usa ogni talento per sedurre le donne: anziché, come faccio o farei io, per scacciarle. (da Filippo Facci si racconta a Simona Siri, 3 gennaio 2007)
  • E, in due, intercetteremo i legami con la nostra infanzia, sfronderemo le dipendenze affettive con il passato, e ti accarezzerò, ti accudirò, ti proteggerò, ti cullerò, ti farò il solletico e gli scherzi, mi farai le vocine. E, a quel punto, ci vorremmo un bene dell'anima e saremo fratello e sorella. E, a quel punto, dovrò trovarmi una vera stronza con cui scopare. (da L'intimità, in una coppia, è una cosa meravigliosa. E ci fa scappare, 24 aprile 2008)
  • Un puro, mio padre. Non come me, non come noi, un piede avanti e uno indietro, generazione di mezzo, eternamente apprendisti al computer, memori del telefono fisso, del terrore che il semplice uscire di casa potesse renderci irreperibili, folgorati dalle prime segreterie telefoniche, ultimi superstiti che potranno ricordare di aver usato la carta carbone e imbucato una lettera nella cassettina rossa. Un puro, mio padre. Quando gli presentai la mia donna, a mio padre, vide che era una donna, e gli bastò. (da I genitori hanno un modo per accettare le nostre scelte. Si chiama FATALISMO, 17 dicembre 2008)
  • Quante volte, amore mio, sei venuta a ricercarla e inseguirla addirittura qui: a cercare, in una rubrica che scrivo per lavoro, dei tratti autobiografici per sbaglio mescolati a pure invenzioni; a scrutare, tra le mie banconote false, la filigrana di un possibile retroscena reale; a esaminare, pazzescamente qui, ogni parola o termine che potesse fungere da barometro della nostra vita vera. (da Stai leggendo queste righe per sapere la VERITÀ su di me. Ma non l'avrai mai, 28 ottobre 2009)
  • E non m'importa che cosa abbiano pensato: neanche a loro avrei potuto spiegare che sono solo un uomo, uno che ha passato una bellissima domenica con te. E basta. (da Non provare a stravolgermi la vita: sono un uomo, non la tua MISSIONE, 21 ottobre 2009)
  • Mi ero sposato il 29 ottobre 1990. Ero partito per il militare, a Salerno, il 9 dicembre successivo, e da quel giorno non ero mai tornato. Ho ritrovato questa lettera ma, leggendola, non ho memoria di me. Non è vero che la vita è una sola. (da Quella NOTTE volevo sorprenderti, ma l'ho passata chiedendomi dove fossi andata, 14 ottobre 2009)
  • Oggi, invece, capita che l'amore ci sia, ci passi accanto, ma noi non ci siamo più. (da Ero pazzo di lei. Com'ero GIOVANE, com'ero diverso, com'ero io, 8 ottobre 2009)
  • Però, cacchio: sarà che vivo nella metropoli, sarà che li incontro proprio tutti io, sarà che le mie amiche sono sfortunate: ma non è possibile che ci siano in giro così tanti uomini non-uomini, bambini che alla prima difficoltà trasformano la propria donna in una badante, in una crocerossina, in una madre bis, mezze checche che ti rubano il tempo davanti allo specchio, che non hanno mezza ambizione ed ereditano il lavoro di papà, che viaggiano a Viagra, che alla prima difficoltà inventano storie, malattie, vecchie ferite, retroscena sconvolgenti, e ti spiegano, ti rivelano, si scusano, piangono anziché scoparti. (da Un uomo non-uomo ti trasforma in una MAMMA BIS alla prima difficoltà, 23 settembre 2009)
  • Più cresciamo e meno cambiamo, è sempre più difficile non morire da vivi. (da Siamo tutti pesci fuor d'acqua (ma è difficile resistere alla voglia di buttarsi), 13 maggio 2009)
  • L'amicizia di cui parlo io esiste, la preservo come uno scrigno segreto, ha un prezzo molto alto: dà molto in cambio di molto, implica il coraggio di mettersi in gioco e di sapersi specchiare nelle aspettative altrui. (da L'AMICIZIA in cui credo io ha un costo alto, quella di cui parli tu è gratis, 19 maggio 2009)
  • Ero troppo cerebrale e triste, non ero abbastanza normale, tendevo a innamorarmi troppo. (da L'amore risveglia il senso d'inferiorità anche negli uomini più presuntuosi, 14 aprile 2009)
  • Nessuno può cambiarti il temperamento, e chi ci prova è un cretino o un megalomane. (da Non capisco chi viene lasciato e dice di volere COMUNQUE il bene dell'altro, 12 agosto 2009)
Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Sette, 17 aprile 2003
  • Ero molto amico di Craxi. Avevo con lui un rapporto di amicizia assoluta.
  • Io vivevo come uno spiantato, al Giambellino. Me la cavavo scaricando cassette di frutta. Ogni tanto squillava il telefono: "Ciao Filippo, sono Bettino". Il più grande uomo che abbia mai conosciuto telefonava proprio a me.
  • Ero craxiano ad personam. Sono nato anarchico e anticlericale, a 15 anni ero attivista radicale. Scrivevo sull'Unità, su Repubblica, pagine milanesi. Poca roba. Vivevo di espedienti. Rubavo. Mai mangiato così bene come in quel periodo. Perché se rubi, rubi il caviale, mica la carne in scatola.
  • Forattini fa schifo. Io voglio sapere il nome e il cognome di uno a cui piacciono le vignette di Forattini. Voglio vederlo. Voglio fargli l'esame: spiegami questa battuta. Perché ti sembra bella? Che cosa vuol dire?
  • Avevo fatto cinque anni in uno e preso la maturità odontotecnica. Era un diploma che permetteva di andare all'università. Scienze politiche. Feci quindici esami e poi lasciai. Volevo lavorare. Studiavo anche musica, ma smisi.
  • Hippy, capelli lunghi, occhiali tenuti su con il nastro adesivo giallo, uno sfigato. Le ragazze mi ignoravano. Un giorno mi tagliai i capelli a spazzola, mi abbronzai, buttai gli occhiali, mi vestii da fighetto, cominciai a fumare. Fu uno choc. Le donne finalmente mi scoprirono. (In risposta alla domanda "Che tipo eri?")

Note[modifica]

  1. (da Il giornalismo che questo Paese merita, macchianera.net, 12 dicembre 2006)
  2. Da Che schifo E adesso come li voto?, Il Riformista, 12 marzo 2008.
  3. Da Facci e il Sorrentino incompreso: non voleva fare un film su Roma, Libero, 29 maggio 2013.
  4. a b c Dal libro Di Pietro-la storia vera, Mondadori.
  5. a b Da Tra Silvio e Romano si in..casta solo Grillo, Omnibus, 24 settembre 2007.
  6. Dalla sua rubrica, Canale 5, 15 maggio 2008.
  7. Da Porta a porta, 26 settembre 2007)
  8. Da Matrix, 5 ottobre 2007.
  9. Da Matrix, 10 ottobre 2007.
  10. Da La giusta indifferenza, Il Post.it, 16 luglio 2013.
  11. Da Emma Bonino, o in morte dei Radicali, Il Post.it, 21 febbraio 2014.

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