Gino e Michele

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Gino Vignali e Michele Mozzati, scrittori e autori teatrali e televisivi italiani.

Citazioni di Gino e Michele[modifica]

  • Amavamo Tex... Non ci sembrava neanche una scelta, era un obbligo per la nostra generazione. (citato in Tex: la leggenda, Mondadori, quarta di copertina)
  • Gli azzurri a tavola sono impeccabili: Mancini mangia le banane con le posate; De Napoli invece viceversa, ma ha uno stomaco che digerisce tutto. Solo Serena, destinato alla tribuna, sputa nel piatto dove mangia. Ma è l'unico. Tacconi sputa nel piatto di Zenga, Marocchi in quello di Ancelotti e Mancini in quello di Schillaci che, tanto, abituato alle critiche più feroci, manda giù tutto.[1]
  • Il cuore di Milano è in prevalenza piccolo-borghese. Lo è da centinaia d'anni, prima ancora che nascesse la borghesia, lo sarà nel millennio futuro, con quel suo fare il proprio dovere, cercando di dare meno fastidio possibile, di non disturbare il resto del paese, o dell'impero, o del pianeta. Né troppo progressista né troppo conservatrice, né troppo buona né troppo cattiva. (da Neppure un rigo in cronaca, Rizzoli)
  • Legge di Biscardi: la porta si viola, ma va bene anche di un altro colore.[2]
  • Legge di Vicini: una porta se c'è la maniglia vuol dire che abbiamo sbagliato campo.[2]

Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano[modifica]

  • I test d'intelligenza cui venne sottoposto diedero risultati sorprendenti: messo davanti a un cubo di Rubik impiegò solo 10 secondi a inghiottirlo.
  • In Russia sta proprio cambiando tutto. Ho visto dei bambini che mangiavano i comunisti.
  • Non è vero che se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice. È vero invece che se l'annunciatrice avesse le tette se la farebbe Berlusconi.

Incipit di Antenna Pazza e la tribù dei Paiache[modifica]

Antenna Pazza era accovacciato su una stuoia di scorza di cedro srotolata sull'erba umida di un pianoro, appena sotto la vetta della Collina del Buon Ricordo. Le acque incantate della costa orientale del Lago Michigan gli guardavano le spalle. Attendendo il tramonto, il vecchio indiano stringeva gli occhi nel tentativo di non perdersi neanche un attimo di quello spettacolo che pure aveva avuto la fortuna di godere così a lungo.

Note[modifica]

  1. Citato in Palla lunga e pedalare, p. 38.
  2. a b Citato in Palla lunga e pedalare, p. 25.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]